5 cose che odiano i blogger

5 cose che odiano i blogger
Che cosa non sopporti del #blogging?

In svariati anni da blogger ci sono state cose che ho amato e altre che ho odiato nel blogging, così come ho potuto conoscere ciò che altri blogger amano e odiano in questa forma di comunicazione.

Oggi inizio a parlare di 5 cose che normalmente i blogger non sopportano, anche se non tutte mi riguardano. Alla prossima domenica le 5 che invece apprezzo.

#1 – Poche visite al blog

La questione delle visite è spinosa e affligge molti blogger. Se il blog è appena nato, avere pochi visitatori è normale. Se dopo un anno – e pubblicando con costanza – il numero delle visite non aumenta, allora c’è qualcosa che non va.

Finché ho pubblicato tutti i giorni, Penna blu ha avuto quasi 33.000 visite mensili, che sono scese ora, riducendo a 4 giorni le pubblicazioni, a circa 24.000 al mese. Un bel calo, vero? Ma non importa, perché i lettori hanno continuato a leggere e commentare.

Come aumentare le visite al blog

  1. Prima di tutto chiedetevi: perché qualcuno dovrebbe leggere il mio blog?
  2. Seconda domanda: avete curato il progetto del blog?
  3. Imparate a gestire il blog e riuscirete a scrivere di più.
  4. Assicuratevi di scrivere un post curando ogni dettaglio.
  5. Migliorate la leggibilità dei vostri articoli: niente pacchianate né testi cementati.
  6. Sperimentate il cross-blogging: la collaborazione con altri blogger vi aiuterà.
  7. Scrivete post insieme ad altri blogger: i post scritti a più a mani portano visite.
  8. Se vi serve qualche idea per scrivere più articoli, io ne ho elencate 154.
  9. Iniziate a scrivere guest post: portano traffico mirato.

#2 – Pochi commenti ai post

Perché non ricevete commenti? I motivi possono essere tanti. Se siete all’inizio, è normale che siano pochi. Poche visite=pochi commenti. Se continuate a non averne, allora c’è un problema.

Secondo me è principalmente un problema di linguaggio: saper scrivere per generare dialogo. Trattare il lettore come protagonista e non come un pedone di passaggio.

Molti dicono che i commenti sono morti. Di certo coi social media adesso la gente è più pigra e preferisce commentare su Twitter o Facebook dove ha visto il tuo post condiviso e non nel tuo blog. Sono tentato di eliminare le mie pagine su Facebook e Google Plus, ché tanto pubblicano i post in automatico, pratica che non va fatta.

Come ricevere più commenti ai post

  1. Iniziate a commentare in altri blog e, soprattutto, imparate a commentare un articolo.
  2. Non eccedete in polemica: alla fine il lettore si stufa e non torna più.
  3. Evitate di scrivere contenuti di scarso valore nel blog.
  4. Scrivete ciò che serve veramente ai lettori.
  5. Mettete una buona dose di empatia nella vostra scrittura: sarete più vicini ai lettori.
  6. Scrivete raggiungendo il cuore dei lettori.

#3 – Poche condivisioni sui social media

E questo è strano, visto che il ditino dei lettori è più veloce a condividere dell’occhio a leggere il post. Come prima, dobbiamo distinguere i blog appena nati da quelli navigati, per così dire.

Per quale motivo io non condivido un post che ho letto?

  1. Quando il post non mantiene la promessa del titolo.
  2. Quando il post è la solita pseudo-traduzione di un post americano. In quel caso mi leggo l’originale e condivido quello.
  3. Quando il post è la solita fuffa, roba fritta e rifritta.
  4. Quando il post è scritto male, sì, con errori grammaticali. Io non li sopporto, non posso farci niente.
  5. Quando non trovo i bottoni di condivisione: il tempo è poco, gente, facilitatemi il compito.
  6. Quando le idee espresse sono troppo contrarie alle mie: non sono certo una persona tollerante. Tu sei libero di esprimerle e io di non divulgartele.

Come ricevere più condivisioni sui social media

  1. Intanto inserite quei benedetti bottoni social.
  2. Scrivete titoli accattivanti, ma non tradite i lettori nel post.
  3. Non siate banali e scrivete titoli creativi.
  4. Rendete i vostri post più efficaci: insomma, create il post perfetto.
  5. Scrivete articoli che potrebbe pubblicarvi anche il più grande quotidiano.
  6. Scrivete post rendendovi unici nella blogosfera.

#4 – Nessun guadagno col blog

Beh, il primo punto da chiarire è: perché avete aperto un blog? Io li ho sempre aperti per passione, mi piacciono, mi piace scrivere, anche se alcuni dovrebbero servirmi per lavorare.

Se però sperate di guadagnare con la pubblicità, allora secondo me è meglio lasciar perdere, quanto meno se volete guadagni facili e immediati. Scrivere per guadagnare soldi col blog è possibile, se non considerate però la solita pubblicità.

#5 – Poca autorevolezza e considerazione

Della serie: nessuno mi fila. Qui bisogna fare un bel discorso, perché io ho visto blog davvero ben fatti, buona scrittura, idee nuove, articoli originali e nessun commento, poche condivisioni, blogger invisibili nella blogosfera.

Il problema sono i guru, sempre loro, quelli che oggi, non chiedetemi perché, sono chiamati influencer. Per fortuna non mi faccio influenzare da nessuno – avrei fatto parte della fazione dei Divergenti, poco ma sicuro.

Che cosa significa, questo? Che i guru sono blogger autorevoli che adesso campano di rendita. Non scrivono più nulla di interessante, eppure ricevono centinaia di condivisioni. Perché? Discorso semplice: la gente condivide il nome, ma credo che la maggior parte non sappia neanche distinguere un post veramente valido dalla fuffa.

Come avere autorevolezza e considerazione nel blogging

Prima di tutto dovete costruire la vostra autorevolezza. E questo richiede tempo, quindi non abbiate fretta. Poi siate pecore nere. Sempre. Ma prima di tutto siate voi stessi. Non è detto che diventiate autorevoli, né che riceviate la considerazione che meritate.

Ma se pensate che certe cose vi spettano, allora non arrendetevi.

E ora la parola a voi: che cosa odiate come blogger?

Categoria postPublicato in Blogging - Data post4 maggio 2014 - Commenti61 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • ferruccio 4 maggio 2014 at 07:36

    Le polemiche e gli attacchi gratuiti in particolare, tutto quello che hai citato tu con un buon lavoro si supera, si supera anche quello che ho citato io, ma lascia sempre un senso di disagio… insomma l’idiozia e la scemenza presente anche nella blogosfera mi dà proprio fastidio

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 07:43

      Vero, polemiche e attacchi senza senso ce ne sono. Li superi, ma sono cose che ti ritornano sempre in mente.

  • Franco Battaglia 4 maggio 2014 at 09:30

    Io non sopporto gli anonimi e quando non si risponde ai commenti.. ;-)

  • Franco Battaglia 4 maggio 2014 at 09:34

    .. e comunque non sempre si può essere se stessi e pecore nere, si rischia lo snaturamento al solo scopo di acquisire visibilità..

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 07:44

      Gli anonimi io li faccio commentare :)
      Giusto, anche chi non risponde ai commenti.

      Se sei te stesso, perché dovresti snaturarti?

  • Monia Papa 4 maggio 2014 at 10:18

    1) Poche visite

    In primis c’è un dubbio che mi ronza in testa: ma quant’è “poco”? Questi visitatori che è normale siano pochi agli albori praticamente quanti sono?Certo, sappiamo bene che sono moltissime le variabili che entrano in gioco parlando di blogging e che, quando un blog sta muovendo i primi passi, ogni visita in più è un centimetro fatto nel proprio percorso. Però, dato che blogghi da anni, secondo te qual è un primo obiettivo a breve termine che è ragionevole porsi?

    Sono d’accordo sul fatto che la prima domanda da porsi è “perché qualcuno dovrebbe leggere il mio blog?” (e poi quel post che hai linkato mi è piaciuto molto) e mi piace pensare che il blogger è colui che sforna torte e mette sul fuoco la moka col caffè anche se non è certo che qualcuno verrà a fargli visita. Mi piace pensare che il blogger è anche colui che è contento di ogni nuovo ospite e accoglie tutti i lettori con la stessa attenzione. In effetti mi piace anche pensare che il blogger sia in grado di occuparsi con cura di ciascuno dei suoi visitatori anche quando (si spera) i visitatori diventeranno molti.

    2) Pochi commenti

    Io credo che un lettore commenti più facilmente soprattutto quando sente due cose:

    Sente di poter dire qualcosa (in più)

    Se tu, lettore, senti di non aver nulla da aggiungere a ciò che hai letto, di non essere in grado di donare qualcosa all’articolo che ti è stato dato, allora come potresti commentare? In questi casi, allora, credo che condividere l’articolo senza commentare significhi ringraziare il blogger per il post che ha pubblicato ammettendo di non avere niente di davvero meritevole da dire in merito.

    Sente che il suo commento non sarà un biglietto nell’oceano

    A nessuno piace essere ignorato. Naturalmente rispondere ad alcuni commenti può essere più semplice che rispondere ad altri. Perché magari qualcuno pone delle domande, tira in ballo nuovi spunti e così le dita corrono facilmente sulla tastiera per dare una risposta. Ma un blogger dovrebbe amare il momento in cui può rispondere ai commenti e questo amore dovrebbe essere in grado di dimostrarlo. Ogni post è una nuova conversazione, una nuova chiacchierata iniziata intorno a un tavolo a una festa piena di persone. Il blogger non solo deve saper essere l’anima della festa: il blogger è la festa stessa.

    • Grazia Gironella 4 maggio 2014 at 13:46

      L’idea del blogger che prepara torte e moka in attesa degli ipotetici ospiti è bellissima. Secondo me, come dice Monia, è molto importante dedicare attenzione alle risposte che si danno ai commenti. Se non sei davvero interessato alla persona che ti ha fatto visita, se ti limiti alla frasetta secca tanto per dire “ho letto il tuo commento”… è già qualcosa quando si hanno molti iscritti, ma non è certo il massimo. L’atmosfera si raffredda, non c’è vera accoglienza, e qualcuno te lo perdi per strada. Non dico che questo sia per forza un problema; nessuno è necessario e non si può piacere a tutti. Però il reale interesse per le persone è fondamentale.
      Questa è un’opione da utente. Da blogger, invece, come tutti trovo deprimente non avere commenti, anche se le visite ci sono. Dà la sensazione di parlare da soli, e questo non invoglia a scrivere nuovi post, mentre l’energia nello scrivere è fondamentale per riuscire a comunicare.
      Invece una cosa che mi piace, ma non succede su tutti i blog, è che i commentatori parlino anche tra loro oltre a rispondere al blogger. L’idea di un gruppo di amici mi ispira molto di più del puro botta e risposta blogger-commentatore.

      • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 07:52

        L’idea di blogger che prepara la torta e il caffè è bella :)

        Vero quanto dici sul blogger che sembra parlare da solo se non ha commenti. Ma ti devi chiedere perché non hai commenti, se magari hai tante visite.

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 07:50

      Non so dirti come quantificare quelle poche visite. Da 0 a, non so, 50 visite al giorno per un blog giovane di pochi mesi, forse. Non saprei proprio.

      Dipende da tante cose, anche dalla frequenza di pubblicazione. Se apri un blog e ci scrivi solo una volta a settimana, allora credo passeranno mesi prima che avrai un po’ di visite: hai pochissimi contenuti.

      Sono d’accordo sul fatto che bisogna accogliere i nuovi lettori anche quando ne tantissimi.

      Commenti: giusto, se non sai che aggiungere, allora condividi e basta. In che modo, secondo te, un lettore che ha commentato potrebbe essere ignorato?

  • Michele Scarparo 4 maggio 2014 at 10:35

    Problema “social”: io ho avuto qualcuno su un social che mi ha detto “ma per leggere [...] devo venire sul tuo blog?”. E per fortuna che è lontano solo un click!
    La gente commenta di più, sui social, e ognuno credo si senta più a casa sua che non venire sul blog, che è casa mia. È un peccato perché così i commenti si disperdono in mille rivoli, invece di contribuire ad un discorso unico. Se però non andassi a pubblicare anche sui social credo che perderei due terzi delle visite…

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 07:54

      Quel qualcuno non ha capito nulla sel web, secondo me. Anche secondo me la discussione va a perdersi in tanti posti anziché restare a casa tua.

  • Ivano Landi 4 maggio 2014 at 12:35

    A me danno fastidio i post pubblicati senza, all’apparenza, un minimo di revisione. Mi sembra che certi blogger partano dal principio: Tanto quello che voglio dire si capisce lo stesso…
    E mi sono reso conto che personalmente non amo neanche i blog diario, soprattutto quelli da sfogo, dove sono elencati i guai del giorno del blogger.
    Infine il dilagare dei blog di cucina mi fa pensare che siamo davvero ridotti ormai, come sembra, a panem et circenses.

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 07:56

      La revisione, hai ragione. Ne trovo parecchi in giro. I diari da sfogo non li leggo e neanche quelli di cucina, che poi alla fine dicono sempre le stesse cose.

  • Andrea 4 maggio 2014 at 12:41

    Una cosa che odio dei blog(ger) è il tipico post in cui si critica questo e quest’altro, colpevolizzando pure le molecole d’ossigeno e ponendo se stessi come vittime innocenti.

    Quando mi sono accorto di aver scritto decine di articoli di questo tipo ho avvertito il mondo crollarmi addosso. Mi sono vergognato così tanto del mio lavoro da voler cancellare il blog. L’unica cosa che lo ha salvato è il genere che ho voluto mettere su, ovvero un “diario pubblico personalissimo”, e l’uso delle etichette, grazie alle quali ci penso su un bel po’ prima di postare. Gli errori del passato rimarranno per sempre online come manifesto della mia stupidità.

    Il secondo posto è riservato agli errori grammaticali e alle emoticons. Ho smesso di seguire un sito autorevole di psicologia o quel che è perché l’autore, laureato e ben conosciuto, scrive come un ragazzino idiota di 13 anni. “;)” a ogni punto, refusi e abbreviazioni al posto di accenti e apostrofi. Per l’amor di Dawkins, se alla laurea sarò così anch’io ammazzatemi, per favore. E dire che consiglia di leggere almeno un libro a settimana.

    Ps: ho seguito il tuo consiglio di scrivere un racconto di 300 parole ogni giorno, con l’obiettivo di tornare a padroneggiare la lingua italiana (e la mia fantasia) come tempo fa. Vediamo che ne esce fuori.

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 07:59

      L’importante, Andrea, è capire gli sbagli – quelli che per te lo sono, ovvio – e poi migliorare.

      Errori vari e refusi io li odio e sono contento quando qualche lettore me li fa notare.

      Non sopporto neanche io l’uso delle emoticon nei post, anche se le ho usate qualche rara volta.

      Ottimo per i racconti di 300 parole, sicuramente ne avrai giovamento. Li pubblicherai nel blog?

  • MikiMoz 4 maggio 2014 at 13:15

    Ammazza, fai delle visite che io mi sogno! ;)

    Comunque, la cosa che più odio è quando il blogger risponde a macchia di leopardo, o tiene conto solo dei suoi amici.

    Moz-

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 08:00

      Il tuo blog quando è nato, ché non mi ricordo?

      Io rispondo a tutti, invece, e m’è capitato di commentare in blog in cui non ho ricevuto risposte, ma gli altri invece sì.

      • MikiMoz 5 maggio 2014 at 11:32

        E’ nato a fine 2006 ma il conteggio non parte da quella data (non erano previste le statistiche, all’epoca). Oggi faccio 10.000 visite al mese in media, stanno aumentando col passare del tempo per fortuna.

        I blogger che non rispondono non li capisco.

        Moz-

        • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 12:12

          Sono più di 300 al giorno. Ma calcola anche il tipo di post che scrivi e i titoli che usi. Quelli fanno la differenza.

          • MikiMoz 5 maggio 2014 at 21:06

            Nelle giornate di ieri e di oggi anche di più, data la risonanza del post in atto… diciamo che ormai la media è diventata 400… è salita.
            Quanto ai post, ovviamente non posso cambiare genere né voglio farlo. I titoli, per quanto siano poco utili nel posizionamento, come sai li considero parte integrante del “gioco” del post^^

            Moz-

  • Laura 4 maggio 2014 at 13:31

    Ottimo articolo. Ti chiedo una cosa: a parte i post che hai linkato, tu come fai a rendere protagonisti i tuoi lettori in un articolo? Io ho visto che chiedere ai miei lettori cosa vorrebbero leggere aiuta a ricevere commenti in più: ma in particolare, tu che strategia usi? Grazie!

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 08:07

      Grazie, Laura.

      Bella domanda. Non credo di usare una strategia. La domanda a fine post può funzionare, ma avrai visto che non funziona sempre.

      Secondo me gioca il linguaggio, ma anche l’originalità del post, quanto sei riuscito a coinvolgere prima i lettori. Io qualche volta provo a fare domande ai lettori all’interno del post.

      Punta anche a uno stile tuo e assolutamente non accademico, formale.

  • Alessandra 4 maggio 2014 at 14:14

    Ciao Daniele,
    innanzitutto ti ringrazio, perché non solo hai colto in pieno i tarli nella mente di ogni blogger, ma arricchendo il post con questi link interni, hai dato importanti soluzioni ad alcuni di loro.

    Sono d’accordo con la cara Monia…a volte non lasciamo commenti perché non sentiamo il bisogno di dare qualcosa in più a quel post e quindi lo condividiamo per ringraziare l’autore del contributo che ci ha dato e perché possa raggiungere più persone possibili…

    Comunque, una delle cose che personalmente odio di più da piccola blogger, è quando qualcuno commenta la condivisione di un post, scrivendo cose che fanno intuire che non l’abbia minimamente letto…commentare è un po’ come parlare: se non si sa di cosa si sta parlando, lasciamo perdere…no? ;-)

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 08:09

      Grazie, Alessandra :)

      Ho visto anche io che alcuni commentano le condivisioni, ma si capisce che si siano fermati al titolo. Pigrizia pura.

  • violaliena 4 maggio 2014 at 15:15

    Parlo unicamente da lettore, per lo più mi piace zompettare nei vari blog e anche se difficilmente scrivo. In genere faccio da spettatore e leggo. Non avevo riflettuto sul fatto che la mancata condivisione rappresenta un po’ un torto a chi ci lavora e cercherò di condividere di più le cose che mi colpiscono.
    Trovo bellissima l’immagine di Monia perchè i blogger me li immagino proprio così, sempre pronti a invitarti ad entrare, attenti all’ospite e generosi nel condividere i loro interessi ed entusiasmi.
    Quello che non mi piace trovare dentro un blog sono i toni saccenti, le precisazioni pesantemente didattiche, l’”io” ingombrante di chi scrive senza curarsi degli altri. Non mi piacciono le cose artificiali, costruite per cercare un consenso o polemiche. La passione vera si vede, traspare, raggiunge l’utente e lo coinvolge. La sincerità, il rirportare il proprio punto di vista sentito e autentico è la cosa che mi attrae maggiormente.
    Mi piace entrare a “prendere quel caffè” con una persona vera. Con il tempo il mio filtro è diventato questo.

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 08:13

      Neanche a me piacciono quei toni saccenti e è importante, anzi, che il blogger si metta sempre in gioco, anche quando sa certe cose più degli altri.

      Essere autentici e mostrare la passione ti permette di far avvicinare i lettori.

  • Loredana Gasparri 4 maggio 2014 at 15:23

    Tutto quello che hai detto, oltre ad attacchi e polemiche completamente inutili, fatti per dimostrare una malintesa superiorità. Mi piace moltissimo il tuo invito finale: “Siate pecore nere”. Oh, ma quanto mi piace.

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 08:14

      A me hanno sempre detto, fin da bambino, che ero la pecora nera qui e là, quindi non potevo fare un invito migliore :D

  • saverio 4 maggio 2014 at 16:27

    Bell’articolo.
    Concordo su tutto.

  • SAM.B 4 maggio 2014 at 16:50

    Come “blogger” non mi dà fastidio nessuna delle cose elencate, ma sono sicura che sia così solo perché non ho ancora scoperto (e aperto) il *mio* blog – nonostante ne abbia avuti diversi.
    Questa sì che è l’unica cosa che odio davvero del blogging: il fatto che, nonostante abbia tentato parecchie strade, nessuna si è rivelata quella giusta per me.

    Come lettrice, invece, anche io ormai non sopporto più la saccenteria e la polemichetta che grondano certi blog. Non offrono niente, nemmeno a livello di commenti.

    Quanto alla questione commenti, Monia ha centrato il problema: se sento che quel che ho da dire non si discosta da quello detto da altri, allora non lascio commenti, ma condivido per mostrare il mio apprezzamento e cerco di farlo mettendoci un tocco personale.

    Tra l’altro, devo dire che l’atteggiamento di certi blogger non mi incoraggia nemmeno a commentare: c’è chi ‘percula’ i commenti più lunghi del post stesso, chi non è soddisfatto della qualità, chi non sopporta punti di vista diversi e li trova persino inutili o ci vede provocazioni inesistenti… Sommo Cthulhu! Se ogni volta devo stressarmi perché ‘il mio commento sarà stato all’altezza? Avrò dato fastidio? Sarà stato giudicato sufficiente, carente, utile?’ allora, scusate, ma passo.
    Le linee guida al commento perfetto mi tolgono il piacere di lasciare la mia opinione e intavolare una discussione (soprattutto se parte da un disaccordo). Troppe ‘guide a…’, sul serio.
    Per questo non ho mai scoraggiato chi mi ha scritto “bel post” e nient’altro. Ogni volta ho ringraziato e ho chiesto “cosa ti è piaciuto di più?”. A volte basta incoraggiare, mentre la tendenza mi sembra sia sempre più volta a stroncare.

    Invece una cosa che mi piace, ma non succede su tutti i blog, è che i commentatori parlino anche tra loro oltre a rispondere al blogger. L’idea di un gruppo di amici mi ispira molto di più del puro botta e risposta blogger-commentatore.

    Hai ragione Grazia, è una cosa rara. Talmente rara che non mi ci sono mai imbattuta, per quel che posso ricordare. Ma sarebbe bello!

    • Grazia Gironella 4 maggio 2014 at 17:05

      Tutto ha un inizio, Sam. Non si può mai dire. :)

    • Alessandra 4 maggio 2014 at 17:21

      “Le linee guida al commento perfetto mi tolgono il piacere di lasciare la mia opinione e intavolare una discussione (…) A volte basta incoraggiare, mentre la tendenza mi sembra sia sempre più volta a stroncare”
      Giustissime parole, Sam. Ogni commento trovato sul nostro blog è come una mano che si avvicina alla nostra, è voglia di condividere qualcosa, anche un solo “Bravo, bel post”…io, quando ne trovo uno, sorrido e mi viene subito voglia di stringere forte quella mano che ha voluto lasciare una traccia di sè.
      Quando si parla di condividere, di creare legami, come hai detto te, non esistono manuali e guide…;-)

      Ne approfitto per chiarire il mio commento di prima: mi riferivo a quelle situazioni, ed un paio di volte è capitato anche a me, dove sui social troviamo commenti piuttosto “saccenti”, ma che, dalle parole usate, fanno capire che quell’articolo non sia stato nemmeno aperto…questo, almeno secondo me, è l’unico tipo di commento poco costruttivo, perché non c’è stata dall’altra parte voglia di condividere, ma solo di stroncare senza nemmeno conoscere…e per un blogger agli inizi, è sempre una piccola ferita…

      • SAM.B 4 maggio 2014 at 17:38

        @Alessandra: e come darti torto? Chi commenta in modo sgradevole avendo letto, se va bene, solo le prime cinque righe di un post è una piaga. Fa male, incappare in certi commentatori. Per questo penso che una risposta appropriata sia meritatissima, in quei casi. Niente di esagerato, un semplice: ‘grazie per il tuo commento: molto pertinente, si vede che hai letto il post’ :)

        @Grazia: cominciamo noi! :D

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 08:26

      E il tuo blog che fine ha fatto?

      Le linee guida ai commenti le trovo esagerate, ma molti blog, specialmente se sono riviste, le hanno.

      Sulla lunghezza, io non faccio proprio caso :)

  • Grazia Gironella 4 maggio 2014 at 21:43

    @Sam: abbiamo già cominciato?
    Dimenticavo un’altra cosa che detesto: i blogger che in qualunque argomento vanno giù pesanti, come se essere cinici e “cattivi” fosse un pregio e il loro fosse l’unico punto di vista intelligente. Magari te lo dicono anche in homepage: “io sono uno/a che dice quello che pensa come lo pensa, e poche pippe”, senza rendersi conto che in realtà stanno dicendo “il consesso umano mi fa schifo”. Perché, guarda caso, nel loro mirino ci sono esseri umani validi esattamente quanto loro (e dicendo questo sono mooolto buona!).

  • Luca.Sempre 4 maggio 2014 at 23:52

    Odio:

    1)
    Gli errori grammaticali e chi dimostra di non saper scrivere, vedi refusi e frasi costruite in modo assurdo e spesso stucchevole.

    Su questo sono un talebano. Non transigo. Già ho il follow difficile, ma con l’ignoranza ho il defollow velocissimo.

    2)
    Chi non risponde ai commenti.

    Mi è capitato di commentare per la prima volta in alcuni blog e di non aver ricevuto risposta. Non ci tornerò mai più. È come il padrone di casa che prima t’invita a cena e poi… si dimentica dell’invito.

    3)
    Chi fa il ruffiano a tutti i costi per generare commenti e condivisioni.

    Ormai li sgamo subito, per usare un gergo dialettale.

    4)
    I blog polemici e quelli che fanno polemica cercando di sembrare ironici.

    Gli articoli di un blog devono arricchirmi. Sempre. Di persone che si lamentano o che sparano a zero su questo o quello ne è già pieno il mondo e io ne sono spesso circondato. Voglio nutrirmi di atteggiamenti positivi e propositivi, non di frustrazioni represse.

    5)
    I blog dove per trovare i bottoni social devi aprire Google Maps.

    6)
    I blog dove non c’è la pagina di presentazione del blogger.

    7)
    I blog con un layout pesante, da mal di testa. Font illeggibili, abbinamenti di colori assurdi, sezioni che spaziano dalla cucina a guerre stellari senza motivarne un filo conduttore comune.

    8)
    I blog tipo diario segreto. Non ho tempo per vivere le vite degli altri. La mia è già troppo sovraccarica.

    Sul fatto poi di essere una pecora nera.. beh, c’è bisogno che io ti dica che con me sfondi una porta aperta?

    In ultimo ho una domanda per te: perchè pensi sia sbagliato condividere in automatico i post anche sulle pagine FB e G+? E in che modo trovi sia possibile ottimizzare queste pagine per portare traffico al tuo blog senza… Paradossalmente… Sostituirlo?

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 08:35

      Anche io per gli errori grammaticali sono intransigente. E anche io ho smesso di commentare dove non ricevevo risposta.

      Su Wired, ti faccio un esempio, pochi giorni fa è uscito un post che parlava della fine dei commenti nei blog. A parte il fatto che non è vero, a parte che il post non diceva nulla di nuovo, anzi era una specie di traduzione di un post in inglese, ma al mio commento nessuno ha risposto. E questo, in un articolo del genere, lo trovo paradossale.

      I ruffiani non li ho ancora visti, ma una volta scrissi un post proprio sui toni perennemente polemici, che alla fine ti allontanano.

      La pagina Chi sono per me è d’obbligo. Non sopporto neanche io quei blog in cui manca. Non so chi parla.

      Idem per i blog senza un gusto grafico: se non ce l’hai, prendi un tema gratuito e lascia quello.

      Facciamo il gruppo delle pecore nere? :D

      Domanda pertinente e intelligente: le pagine del blog su Facebook e Google Plus servono per dare qualcosa in più. L’ideale sarebbe quindi creare dei post ad hoc, in cui alla fine linki il post del blog.

      Ma una condivisione automatica spersonalizza la pagina, che invece deve creare coinvolgimento nei fan e dar loro un motivo valido per seguirla. Deve avere insomma un valore aggiunto.

    • MikiMoz 5 maggio 2014 at 11:38

      Luca, il mio blog passa dalla ricetta a guerre stellari… cosa vorresti dire? XD

      Moz-

      • Luca.Sempre 5 maggio 2014 at 19:26

        Che per farlo devi essere credibile!

        E devi saperlo fare. ;-)

        Tu sei bravo in questo, e c’è una coerenza nel tuo blog, perchè comunque riesci a trasformare delle esperienze personali in oggetto di conversazione e condivisone.
        Ma certi blog sono… un calderone.

        Poi, se ci pensi, anch’io passo da guerre stellari a michael jackson… ;-)

        • MikiMoz 5 maggio 2014 at 21:08

          Ma il tuo blog è davvero… DIVERSO, e lo apprezzo tantissimo.

          Moz-

  • deborah 5 maggio 2014 at 06:49

    La non risposta ai commenti. È una pessima abitudine di alcuni scrittori in rete, ad esempio. A me pare un non senso. Se pubblichi già da anni e vendi bene i tuoi libri, hai già una platea. Ma se apri anche un blog, vuol dire che con quel pubblico vuoi interagire, o no? Invece, poi non si risponde mai commenti. Ecco la cosa che mi fa smetere di seguire un blog anche se ben fatto.

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 08:37

      Secondo me sono pochi gli scrittori che sanno gestire un blog. Magari lo vedono solo come una vetrina. Hanno già i lettori che gli comprano le loro opere e il blog è solo un di più.

      • deborah 5 maggio 2014 at 09:42

        Meglio non aprirlo, allora…

        • MikiMoz 5 maggio 2014 at 11:37

          Appunto: che apri a fare un blog? Apri un sito senza interazioni, a quel punto. Anche io non sopporto quella gente.

          Moz-

  • pieru 5 maggio 2014 at 11:42

    Vorrei aggiungere un punto
    Come ricevere più condivisioni sui social media
    Inserite sempre un’immagine con il post

    Sarà banale ma funziona. Non deve essere per forza un gattino ma se vi interessano i numeri i gattini fanno miracoli :)

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 12:20

      Hai ragione, ho dimenticato le immagini. Nei post sono importanti. Le mie qui non sono granché, andrebbero studiate meglio, come piccole infografiche che riassumo il post.

  • Manu 5 maggio 2014 at 13:14

    Articolo e discussione molto interessanti. Per ora l’idea di aprire un blog tutto mio è ancora in un angolino recondito della mia mente, ma almeno c’è!
    Una cosa però faccio a fatica a comprendere: perché dovrei farmi mille problemi quando pubblico una risposta? Se siamo rispettosi e non offensivi tra noi e col “padrone di casa”, se cerchiamo di curare un minimo la sintassi e la grammatica, insomma, direi che ci si può sentire liberi di scrivere ciò che si pensa.
    Ad esempio se “so di non sapere” mi devo per forza vergognare della mia ignoranza? Un blog non è anche un modo per imparare cose e scambiare opinioni senza essere per forza giudicati?
    Blog come chiacchere intelligenti, ma anche relax…

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 13:30

      Infatti non devi avere di queste paure. Sapere di non sapere è più che lecito. Io sono in rete anche per imparare, quindi non mi faccio problemi a chiedere.

  • Attilio Nania 5 maggio 2014 at 13:17

    Quanto odio la parola “odio”!

    Personalmente non odio niente dei blog, solo a volte mi fanno ridere i blogger che cascano nei soliti luoghi comuni.

    Comunque tutta questa storia di commenti e visite mi fa sorgere un dubbio: ma perché, il blogging è una gara?

    • Daniele Imperi 5 maggio 2014 at 13:51

      Sei un ossimoro, Attilio :D

      Quali sono questi luoghi comuni?

      No, un blog non è una gara, ma commenti e condivisioni – più i commenti – fanno capire se sei apprezzato.

      • Attilio Nania 6 maggio 2014 at 12:04

        Tieni presente che la domanda “ma perché, il blogging è una gara?” non mi è venuta leggendo il post; sono stati i commenti a farmi porre quell’interrogativo.

  • Daniele Imperi 6 maggio 2014 at 09:03

    MikiMoz

    Quanto ai post, ovviamente non posso cambiare genere né voglio farlo. I titoli, per quanto siano poco utili nel posizionamento, come sai li considero parte integrante del “gioco” del post^^

    Moz-

    Non devi cambiare nulla, infatti, ti dicevo solo da cosa dipende anche il posizionamento :)

    Un blog che non ha un vero filo conduttore – o quanto meno che non rispecchia un tema preciso, una nicchia – non ha una sua tematizzazione, quindi è difficile che ogni pagina dia forza alle altre.

    Ma non è un problema, perché il tuo blog a te non serve per lavorare.

  • Ladyghost 8 maggio 2014 at 17:21

    quoto in toto i tuoi cinque punti, e aggiungo:
    1) quelli che copiano i tuoi contenuti, tu li becchi e loro fanno gli gnorri;
    2) quelli con cui tenti di aver un dibattito, anche ad armi tese magari, ma che per qualche strano senso di superiorità ritengono di aver ragione ma per “paura” (o forse superiorità?) non ti rispondono più e, anzi, ti bloccano. Puerili come i bambini dell’asilo;
    3) chi non risponde ai tuoi commenti…cioè, vai su un blog, vedi decine di commenti, nove hanno il commento di risposta dell’autore e uno (il tuo!) no. Questo mi fa chiedere: ma sono io che gli sto antipatica? allora non commento più! :)

    • Daniele Imperi 8 maggio 2014 at 17:29

      Giusto, quelli che ti copiano, a me è capitato spesso. In quei casi insisto, qualche volta ho segnalato a Google o al responsabile del sito.

  • 4 cose che amano i blogger 11 maggio 2014 at 05:00

    […] scorsa abbiamo visto le 5 cose che i blogger odiano di solito. Oggi ho voluto invece mostrare cosa, secondo me, fa piacere ai blogger, al di là, […]

  • Alessandra 12 maggio 2014 at 12:54

    Prima di tutto, Daniele, permettimi di farti dei complimenti per questo blog, così ricco di contenuti e risorse interessanti. Mi ci vorranno mesi per esplorarlo tutto… Per quanto riguarda invece il dibattito in corso, devo premettere che non sono da molto nella “blogosfera”, se così si può chiamare, ma mi sento di condividere molte delle opinioni che ho appena letto. Quello che mi attira di più in un articolo, soprattutto se è una recensione, è la passione che riesce a metterci l’autore, soprattutto quando sa renderla ricca, affascinante e coinvolgente, senza però andare fuori delle righe. Insomma, mi piace obiettiva ma anche avvincente. Lo stile grammaticale curato e corretto è a mio avviso imprescindibile, così come la disponibilità e la gentilezza verso qualsiasi commentatore. Non tollero invece gli articoli pretenziosi, polemici, volgari, così come quelli che cercano di stupire o scioccare a tutti i costi. Allo stesso modo non sopporto i commentatori inutili, quelli che magari postano solo due parole in croce (tipo “bel post!”) per attirare l’attenzione su di sé e sul loro blog. E di cui poi ti accorgi, visitando altri blog, che hanno fatto la stessa identica cosa su altre pagine, con le stesse identiche parole. La cosa curiosa è che in seguito, a ben indagare, scopri di questa categoria fanno sempre parte presunti scrittori o presunti poeti… Un’altra questione un po’ dolente, soprattutto sul circuito di wordpress, è quella del pulsante like per esprimere l’apprezzamento di un post. Per carità, anche a me capita di dare ogni tanto un semplice “like” ad un post perché mi è piaciuto “così com’è”, e in quel momento sento che non c’è bisogno di aggiungere altro. Però il mio like va solo agli articoli che ho letto con attenzione, che ho veramente apprezzato. Chissà quanti, invece, danno il loro like così, senza un reale interesse, magari avendo letto di corsa il post o magari non avendolo letto affatto, e forse anche questo è un modo – anche se antipatico, anche se alla fine rischia di rivelarsi controproducente – di attirare l’attenzione su di sé.

    • Daniele Imperi 12 maggio 2014 at 13:11

      Ciao Alessandra, benvenuta nel blog :)

      Sulla recensione la penso allo stesso modo. Il “like” ai post lo do solo dopo averlo letto e anche commentato.Non credo abbia qualche valenza quel pulsante, ma non ne sono sicuro.

      Credo sia come il “Mi piace” di Facebook e il “+” di Google Plus. Quello che conta, alla fine, è il commento che ricevi, se è un commento vero, come il tuo, per esempio.

      • Alessandra 12 maggio 2014 at 14:42

        E come i tuoi di commenti nel mio blog, che ho trovato veramente interessanti ;-) Comunque non ho nulla contro i semplici “like”, ben vengano anche quelli, speriamo solo che nascano da un sincero interesse, anche quando provengono da persone sconosciute e silenziose.

  • Ulisse Di Bartolomei 14 maggio 2014 at 16:27

    Salve Daniele. C’è qualcos’altro che odia il blogger… che gli chiudano il dominio! Scherzo, scherzo… ma nel mio caso mica tanto! Google mi ha chiuso il dominio poiché non vede il rinnovo (avvenuto tre mesi fa). Non sto a dilungarmi nella faccenda dopo avervi speso giorni per risolverla, ma nel mio sito questo problema appare irrisolvibile (le vecchie registrazioni di dominio sono passate in gestione a godaddy) e da ieri son dovuto tornare a blogspot. Un vero esperto magari lo saprebbe risolvere ma dovrei pagarlo e peraltro sono dubbioso circa l’utilità di quel dominio o quel titolo per il mio sito, che in concreto è una semplice vetrina statica. Credo che “scrivere il tempo” sia meglio riservarlo ad un “ipotetico” blog dialogo con il lettori e intitolare la vetrina con il mio nome per esteso. Che ne pensi?
    Grazie e buona serata.

    • Daniele Imperi 14 maggio 2014 at 18:04

      Ciao Ulisse,
      io col dominio risolvo non affidandomi a Google e simili :D

      Fammi sapere, anche in privato, magari posso darti un consiglio sulla validità di quel dominio.

      Sì, per la vetrina dei tuoi lavori vedo meglio anche io il tuo nome.

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