Creare un blog di racconti

Come fare blogging pubblicando le proprie storie

Creare un blog di racconti

A prire un blog per condividere soltanto i propri racconti è una soluzione scelta da molti neoautori. Ma come creare un blog per pubblicare storie?

Ultimamente una lettrice mi ha chiesto consigli su come pubblicare i suoi racconti in un blog, ma non sapeva da dove cominciare, e un’altra un giudizio sul suo blog di racconti. Non è la prima volta che dei lettori mi chiedono informazioni su come gestire un blog in cui pubblicare soltanto le loro storie e farsi conoscere come scrittori.

È normale che chi scrive voglia visibilità e crearsi un pubblico di lettori, e un blog può dare quella visibilità che a un autore è necessaria per emergere, per fare della scrittura il suo lavoro a tempo pieno.

Non ho mai creato un blog focalizzato soltanto sui miei racconti, ma ne ho visti tanti online: molti autori sentono l’esigenza, il bisogno di condividere le proprie storie per ricevere critiche, per sapere se ciò che scrivono può suscitare l’interesse dei lettori.

Ho quindi approfittato delle richieste delle 2 lettrici per approfondire l’argomento: come creare un blog di racconti.

Perché aprire un blog di racconti?

Ho scritto tempo fa che un libro è un prodotto anomalo: un cliente ne compra solo una copia, al massimo 2 per regalarne una. Di conseguenza uno scrittore è un professionista anomalo: crea un prodotto guadagnando una percentuale sulle vendite e difficilmente – se non raramente – può vivere scrivendo narrativa o saggistica.

Come può farsi conoscere, oggi, un autore di narrativa? Scrivendo e pubblicando racconti in un blog, verrebbe subito da rispondere. Ma è davvero sufficiente?

La prima domanda che deve porsi un autore è: perché voglio aprire un blog di racconti? Che significa: cosa voglio ottenere? Ma soprattutto: voglio ottenere qualcosa o i miei racconti mi servono solo come sfogo?

Se l’autore rientra in questo secondo gruppo – se vuole pubblicare racconti senza guadagnare alcunché – non occorre nessuna strategia. Ma se l’autore vuole aprire il suo blog di racconti per farsi conoscere e apprezzare come scrittore, allora il discorso cambia.

È utile un blog di racconti?

Sull’utilità o meno di un blog che pubblichi soltanto storie possiamo discutere all’infinito senza giungere a un accordo: è un fatto soggettivo. C’è chi ama leggere racconti online e perfino sullo smartphone. I racconti, ovunque siano pubblicati, trovano sempre un pubblico di lettori.

La gente ama le storie, di qualsiasi genere letterario. Un blog di racconti può essere utile all’autore se riesce a raggiungere un pubblico affezionato di lettori. Un blog di racconti sarà utile ai lettori se vi troveranno storie ben scritte ed emozionanti.

Ma un blog di storie è anche una palestra di scrittura per lo scrittore: sarà un luogo virtuale in cui esercitarsi nella scrittura creativa, in cui trasformare la sua scrittura in un’abitudine.

Dove aprire un blog di racconti?

Esattamente dove aprire un qualsiasi altro blog: in una piattaforma per blogging. La scelta della piattaforma non può esser lasciata al caso, perché ognuna delle due alternative ha i pro e i contro.

  1. Aprire un blog con una soluzione gratuita
  2. Aprire un blog con un servizio a pagamento

Blog a hosting gratuito

Aprire un blog su una piattaforma per blogging gratuita richiede davvero 5 minuti come pubblicizzato. Basta registrarsi al servizio scelto, scegliere il nome del blog, un tema grafico fra quelli proposti e il gioco è fatto.

Le piattaforme gratuite più in voga sono 2:

  1. Blogger.com: non ha una buona categorizzazione degli argomenti, perché usa soltanto i tag (le etichette) e non le categorie. La grafica è personalizzabile.
  2. WordPress.com: permette di creare categorie e tag. Non permette di installare i plugin. La grafica è poco personalizzabile.

Blog con dominio e spazio propri

Questa scelta comporta una serie di procedure che spaventano chi non è del mestiere, oltre a una spesa annua che varia in funzione della società di hosting scelta e del piano di hosting.

Le procedure, ridotte all’osso, sono:

  • Scelta di una società di hosting: un fornitore di dominio e spazio web.
  • Scelta del dominio: che corrisponde al nome del blog scelto o al proprio nome e cognome o quello che volete, l’importante è che ci sia attinenza fra il nome scelto e il blog (nel mio caso pennablu.it).
  • Scelta di un piano di hosting: quanto spazio web avere, quante caselle di posta elettronica associate al dominio (per esempio web@pennablu.it, che non esiste, è appunto solo un esempio), quanti database (cioè un archivio di dati, in pratica un file che comprende tutti i contenuti del blog, i dati di registrazione, ecc.) e altre opzioni.
  • Download del software WordPress: è la piattaforma di blogging su hosting proprio più usata, che si scarica da WordPress.org (da NON confondere con WordPress.com).
  • Installazione di WordPress: inviare tutti i file nel proprio server.
  • Scelta di un tema grafico: ce ne sono tanti gratuiti o se ne può scegliere uno a pagamento, con costi che vanno dai 20 euro in poi.

È la scelta che ho fatto io con «Penna blu», perché preferisco una soluzione totalmente libera e personalizzabile.

Come archiviare i racconti nel blog

L’archiviazione dei contenuti di un blog non è mai da trascurare, perché aiuta i lettori a orientarsi nel blog e tematizza il blog stesso. Ma per i racconti come fare?

La narrativa è catalogata per generi letterari: romanzi e racconti sono classificati in base al genere narrativo:

  1. Avventura
  2. Erotico
  3. Fantascienza
  4. Fantasy
  1. Horror
  2. Poliziesco
  3. Storia alternativa
  4. Storico
  1. Storie d’amore
  2. Thriller
  3. Umoristico
  4. Western

Altrimenti in quale altro modo categorizzare, archiviare i vostri racconti nel blog? Il lettore saprà subito quale storia cercare fra i generi preferiti.

Abbiamo visto come Blogger.com non abbia purtroppo le categorie, ma soltanto le etichette. Usate le etichette, dunque.

Con WordPress.com potete usare le categorie per i generi letterari e i tag per raggruppare i temi correlati che avete affrontato nei racconti.

Facciamo un esempio: ho scritto un racconto storico ambientato nel 1800, ma è anche una storia di formazione, perché parla della vita del protagonista dall’adolescenza all’età adulta. Il racconto sarà archiviato nella categoria “Racconti storici” e avrà il tag “Storie di formazione”.

Meglio aggiungere i tag quando ci sono almeno due post da raggrupparvi. E non fate visualizzare nel blog categorie vuote.

Come pubblicare in un blog di racconti

Basta scrivere il racconto e pubblicarlo? Dipende: volete dei riscontri? Volete che il racconto sia ben leggibile e fruibile dai lettori online? Volete un blog di racconti serio, professionale?

Allora dovete conoscere alcuni aspetti fondamentali del blogging, che valgono anche per un blog fatto di storie: l’ottimizzazione per i motori di ricerca, l’impaginazione e la lunghezza del testo, la periodicità con cui pubblicare, le pagine da creare.

Aspetto SEO dei racconti

Come ottimizzare per Google un racconto nel blog?

Il problema principale della narrativa online sta nella difficoltà di riscontrare un argomento principale. Mentre un articolo nasce da un preciso argomento, un racconto nasce invece da una trama.

Quando ho pubblicato il mio racconto “Simultaneità cosmica”, in occasione del 110° anniversario della nascita del Futurismo, ho scritto un titolo di due frasi: “Simultaneità cosmica – Un racconto futurista” (il lettore del blog sa che leggerà un racconto e di quale genere narrativo) e il sottotitolo “Febbraio 1909 – Febbraio 2019: 110 anni di futurismo” (e adesso sa anche perché ho voluto pubblicare quel racconto).

Il tag title della pagina, invece, riporta: “Racconto futurista: Simultaneità cosmica – 110 anni di futurismo”. Il title è fondamentale, perché è il titolo che si legge nella pagina dei risultati di Google. In quel caso volevo dire subito al lettore che avrebbe letto un racconto futurista. E cercando con quella parola chiave, il mio racconto è al 2° posto (facile, nel mio caso, perché non è una parola chiave abusata).

La stessa prassi si può usare anche in altri racconti. Avete scritto un racconto sul bullismo a scuola? Bene, nel tag title io scriverei “Racconto sul bullismo – Titolo del racconto”. In questo caso scriverei anche una prefazione al racconto, per tematizzare meglio la pagina.

Formattazione del testo

Non mi stanco mai di ripetere che la lettura su carta è diversa da quella sul web. Anche se siamo abituati a leggere un racconto su un libro, pubblicandolo nel web dobbiamo usare gli stessi accorgimenti usati per i post: paragrafi brevi (almeno il più possibile) e ben separati uno dall’altro.

Corsivi consentiti, grassetti no (ne trovate in narrativa? Io mai trovati). Se il racconto è diviso in capitoli, usate l’intestazione 2 (che corrisponde al tag h2) per i titoli.

Lunghezza dei racconti

A dire il vero non mi sono mai preoccupato della lunghezza dei racconti pubblicati nel blog. Ma è altrettanto vero che ne ho pubblicati pochi negli ultimi anni, con la media di uno o due all’anno.

Se dovessi aprire un blog di racconti oggi, con l’esperienza accumulata nel blogging, mi limiterei a una certa lunghezza massima, senza superare le 3000 parole.

I racconti molto lunghi si possono dividere in due o più parti, ma secondo me il numero di lettori e commenti calerà con l’aumentare delle puntate.

Frequenza di pubblicazione dei racconti

Altro aspetto fondamentale nel blogging, perfino per un blog che pubblichi storie.

Quanti racconti al mese pubblicare? Io porrei la domanda da un altro punto di vista: quanti racconti al mese riuscite a scrivere?

Ecco perché è meglio non superare un certo numero di parole. Più i racconti sono lunghi, più tempo richiedono per scriverli.

Limitarsi a racconti brevi e racconti bonsai permette al blogger di pubblicare anche 3 o 4 racconti al mese, creando così un blog che pubblica con una certa frequenza. Se riuscite a creare un calendario editoriale e a rispettarlo, è ancora meglio.

Racconti non più inediti

Molte case editrici non amano pubblicare racconti già apparsi online – e a ragione. Se decidete di pubblicare racconti nel blog, dovete quindi considerare che quei racconti resteranno nel blog e molto probabilmente non appariranno mai in antologie o riviste.

Presentazione dell’autore

Non lasciate il blog anonimo: scrivete una pagina con la vostra biografia. Qualche settimana fa ho parlato delle pagine da pubblicare nel sito di un autore, che troppo spesso vedo invece mancare. I lettori vogliono sapere chi siete, chi scrive racconti nel blog che seguono.

Avete mai aperto un blog di racconti?

Ci sono blog di poesie e ci sono anche blog di racconti e storie brevi. Può essere una buona soluzione per voi aprire un blog soltanto per condividere i propri racconti?

28 Commenti

  1. Marco
    6 giugno 2019 alle 06:19 Rispondi

    Io avevo iniziato a pubblicare racconti: uno a settimana. Una follia :D
    Infatti adesso non ne pubblico quasi più. Il punto è che riuscire a trovare sempre qualcosa di interessante diventa difficile. Soprattutto, la “dimensione” del racconto, col passare del tempo, inizia a starti troppo stretta.

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2019 alle 13:09 Rispondi

      Nel 2012 anche io ne pubblicavo uno a settimana, ma erano già scritti e lunghi 300 parole, comunque sempre una follia, perché poi finirono e non riuscii più a stare al passo :D
      Scrivere racconti a me piace ancora, invece.

  2. Glauco Silvestri
    6 giugno 2019 alle 08:56 Rispondi

    Ho una storia lunga con i blog di racconti. Per la verità, quando ho cominciato, neppure esistevano i blog. Avevo un sito in cui nella home compariva una libreria. Sulla libreria, divisi per tema, apparivano le copertine dei racconti. Cliccando la copertina si andava alla pagina del racconto e lo si poteva leggere. Prima ancora di questo, mi collegavo alle BBS dedicate alla narrativa esordiente e pubblicavo lì i miei lavori per avere scambi con altri appassionati. Era la preistoria! Poi sono arrivati i blog, e tutto è cambiato. E oggi, ancora di più, il cambiamento è continuo e repentino… Tanto che forse, temo, i blog di racconti non siano più così efficienti come un tempo.
    I racconti devono essere brevi… Giusto! Ma non potranno mai essere ‘così brevi’ da soddisfare il lettore occasionale. Il tempo di attenzione di un ‘surfer’ è di pochi secondi. I post più lunghi di 20 blog-righe, spesso, vengono abbandonati prima di arrivare alla fine, o magari vengono letti distrattamente e non capiti del tutto. I racconti possono funzionare solamente se si ha già un bel gruppone di lettori assidui, quelli che già conoscono l’autore e che vanno sul suo blog a posta per leggere ciò che scrive. Ma se si vuole catturare nuovi lettori, la strategia potrebbe non essere così efficiente, specie se si è alle prime armi e – diciamo così – specie se i racconti ingranano un po’ lentamente nell’interesse del lettore (il ritmo è tutto sul web!).
    Una strategia potrebbe essere quella di scrivere un blog che parli di narrativa, di libri, di tutto ciò che vi è collegato, e che proponga dei racconti ogni tanto, magari a cadenza fissa, così che il lettore occasionale, attratto dalle tematiche del blog, diventi inizialmente un lettore assiduo, e poi decida di dedicare un po’ più di tempo alla lettura del racconto. Il blog diventa più impegnativo, ma sul lungo periodo diventa più efficace, a mio parere, perché offre contenuti un po’ più variegati, interessanti, e stimolanti.
    Oppure… Si potrebbe pubblicare nei post solo un incipit corposo del racconto, e il resto farlo scaricare in pdf, così si riesce persino ad avere una statistica di quali racconti funzionano meglio in base al conto dei download. Magari si potrebbe anche tentare di creare dei dibattiti attraverso sondaggi (Doodle), o addirittura dei gruppi virtuali di lettura su canali Telegram.
    Oppure ancora, scrivere un racconto a puntate, un ‘blog racconto’, un po’ come facevano gli esordienti del 1800 (Dumas per citarne uno…), che pubblicavano le loro storie, a puntate, sui quotidiani locali (I tre moschettieri, per citarne uno…).
    Tutte strategie che ho seguito con un discreto successo, in passato, e che di cui oggi faccio tesoro, anche se ormai non scrivo e non pubblico più (la vita – a volte – ci porta su sentieri che divergono dalle nostre passioni).
    Però… Le mie strategie funzionavano bene quando esisteva MySpace, quando Facebook era ancora un embrione, quando Twitter era solo una fonte di informazioni, quando Instagram neppure esisteva, quando youtube era pieno di filmati, ma non di youtuber… Oggi il mondo dei social predomina, e se si vuole ‘visibilità’, bisogna mettere in conto che forse, il blog, è uno strumento un po’ desueto per i ritmi del web attuale.
    Forse… Forse… Se dovessi promuovere i miei racconti, oggi, diventerei uno youtuber, e invece che farli leggere, li leggerei nei miei video. Bisogna cavalcare l’onda, e essere anche dei precursori, per incuriosire chi naviga. Soprattutto, mai affidare tutto a una singola piattaforma, ma cercare di coinvolgere (social è la parola d’ordine oggi) chi vi segue in modo più attivo. I sistemi passivi, sul web, non funzionano più come un tempo.

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2019 alle 13:14 Rispondi

      Anche io ho pubblicato un racconto in un mio sito nell’era pre-blog. Tutto in HTML, poi, che non diventa gestibile per pubblicazioni continue.
      Concordo che i racconti funzionano meglio se si ha già un pubblico di lettori. Il problema, agli inizi, è creare quel pubblico e solo con i racconti è difficile farlo.
      La strategia che indichi anche per me è la migliore.
      I racconti a puntate non mi convincono, invece. Secondo me l’attenzione cala puntata dopo puntata.
      Diventare youtuber neanche a parlarne. Già non amo essere fotografato, figurati filmato.
      Il blog comunque non lo ritengo un sistema passivo.

      • Glauco Silvestri
        6 giugno 2019 alle 14:20 Rispondi

        Forse ‘passivo’ è una parola forte, visto che comunque il blog permette una interazione tra autore e lettori attraverso i commenti, ma oggi è sicuramente un sistema ‘molto lento’ rispetto a servizi social quali le storie instagram/facebook, o i canali Telegram, che permettono – se seguiti – di tenere il lettore e l’autore connessi pressoché in tempo reale. Se poi si pensa a social tipo snap chat, l’interazione è ancora più fulminea. Il confronto tra un blog e questi nuovi servizi è come quello che potrebbe esserci tra un quotidiano venduto in edicola e una trasmissione televisiva.
        Chi comincia oggi, a mio parere, partire direttamente fruendo dei nuovi mezzi a disposizione. Ciò gli permetterebbe di creare un seguito tra i millennials, i giovani più in generale, che poi – alla fine – sono coloro che trascorrono più tempo sul web. Il blog potrebbe essere un complemento per approfondire quanto ‘lanciato’ dai nuovi strumenti, visto che consente di espandere i contenuti in modo più coerente e strutturato.

        • Daniele Imperi
          6 giugno 2019 alle 15:16 Rispondi

          Mmm, la vedo in modo diverso. Per me il blog resta sempre la principale piattaforma di un autore. I social sono di complemento. Ma la casa ufficiale è il proprio sito, come per te lo è glaucosilvestri.com.
          Poi è giusto che si usino i nuovi strumenti.

  3. Ferruccio Gianola
    6 giugno 2019 alle 09:04 Rispondi

    Sul mio blog ci sono racconti e romanzi a puntate. Si possono trovare partendo dalla pagina statica Otium Projet. Grazie alla pubblicazione sul blog mi sono messo da parte diversi libri che “teoricamente” in un futuro possono essere cartacei e vendibili (infondo era il rpogetto iniziale che aveo del mio blog). La pubblicazione dei racconti e dei romanzi mi serve anche per obbligarmi a “finire” determinati progetti.
    Però un blog non può essere confinato solo a questo. Ci vuole unione e uniformità con gli altri contenuti in modo da non annoiare un possibile lettore e fruitore.

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2019 alle 13:16 Rispondi

      La strategia che usi può dare i suoi frutti. Pubblicare racconti nel blog è, come dici, un modo per finire i propri progetti. Dipende sempre dai tuoi obiettivi.

  4. Corrado S. Magro
    6 giugno 2019 alle 09:44 Rispondi

    Lupus in fabula! Grazie. È da un bel po’ che mi occupo dell’argomento. Poiché il blog che prevedo, parte integrante del sito costruito su una piattafroma applicata ad hoc, si propone di pubblicare scritti anche di altre penne, devo rispettare aspetti (indicati anche da te Daniele) che riguardano impostazione, genere, compatibilità (tecnica), comunicazione, moderazione, tipologia eccetera, eccetera, non nascondo la sfida per avere uno strumento effciente. Lo scopo è chiaro: portare traffico sul sito, e faccio mie alcune delle considerazioni di Glauco Silvestri con la ferma decisione di vederlo funzionale.

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2019 alle 13:21 Rispondi

      Un blog di racconti multiautore? Sì, allora bisogna considerare altri aspetti. Soprattutto per organizzare la ricerca per autore. Ma in quel caso ogni autore avrebbe il suo profilo, giusto?

      • Corrado S. Magro
        6 giugno 2019 alle 13:33 Rispondi

        Esatto. Dici bene Daniele. Un esempio lo offre, offriva, LiberoLibro dove nel passato ho pubblicato diversi racconti molto apprezzati dalle classifiche in evidenza prima che la gestione le cancellasse per il comportamento truffaldino di qualche egomane scemo.

  5. Andrea
    6 giugno 2019 alle 11:32 Rispondi

    Ho letto con interesse l’articolo, ed ho trovato molto interessanti anche i commenti presenti.
    Anch’io ho pubblicato una specie di feuilleton, dinamico, scritto di getto su social, e poi ne ho ricavato dei romanzi. Ora sto spostando l’esperienza sul blog, ma devo dire che le interazioni (parlo di commenti più o meno ragionati) crollano; penso che chi ti legge su fb, poi fatichi ad uscire. Ad esempio, spesso i commenti dei racconti sul blog, li ricevo sul post fb utilizzato per pubblicizzare quel dato racconto, oppure privatamente sulla pagina, sempre fb.

    Leggerli su youtube? Mica male, ho visto qualche scrittore esporre degli estratti sulla sua pagina social, accompagnato da uno strumento…. nel mio caso, dovrei sicuramente pagare qualcuno per farlo al posto mio…. troppo lavoro.

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2019 alle 13:23 Rispondi

      Il problema dei social è quello: creano una gabbia in cui la gente vuol restare e da cui non vuole uscire.
      Capita anche a me che commentino le mie condivisioni e non i miei articoli. Non lo trovo appropriato. Una condivisione serve a notificarti qualcosa.

  6. Barbara
    6 giugno 2019 alle 13:56 Rispondi

    Ho aperto un blog, ma non è di soli racconti. Perché gli utenti non vanno su Google a cercare racconti così facilmente. Aprire un blog in fondo è facilissimo, fargli avere un minimo di accessi e visibilità è la fatica vera. E i racconti non bastano. Gli utenti in rete cercano qualcosa, se riusciamo a dargli quel qualcosa, in maniera veloce, autorevole e senza troppi giri di parole, ci daranno sufficiente credito per fermarsi e leggere anche un nostro racconto. E non pensiamo solo alla nostra esperienza (chiaro che noi, scrivendo, cerchiamo risorse per la scrittura e pure i racconti degli altri), ma alla maggioranza delle persone che o leggono poco o non leggono affatto. Alla fine, tocca fare i conti con i motori di ricerca e studiarsi bene un po’ di SEO.
    Ben vengano anche i social, ma anche lì non ci si può affidare al caso o spammare link a parenti o perfetti sconosciuti che – crediamo – siano interessati. Così si ottiene l’effetto contrario.
    Al giorno d’oggi, che piaccia o meno, tocca imparare qualche regola del marketing…

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2019 alle 14:03 Rispondi

      Sì, infatti ben pochi cercano solo racconti su Google. Ho appena visto su Semrush che le 5 parole chiavi più ricercate sui racconti sono… su racconti della sfera sessuale, in diverse varianti. Quindi i miei racconti non li cerca nessuno :D
      D’accordo sull’imparare un po’ di marketing.

      • Ferruccio Gianola
        6 giugno 2019 alle 14:58 Rispondi

        Se digiti Racconti artistici ti esce subito il mio blog :-D

        • Daniele Imperi
          6 giugno 2019 alle 15:15 Rispondi

          Vero!
          E tu prova a cercare “Racconti di fantascienza” o “Racconti fantasy” :D

  7. Rebecca Eriksson
    6 giugno 2019 alle 16:37 Rispondi

    Ottimo articolo, capita proprio quando sto lavorando per creare il mio blog di racconti.
    Premetto che un tempo pubblicavo i miei lavori sulla piattaforma di una comunità internazionale di artisti di tutti i tipi e generi chiamata deviantart. Mi piaceva molto il rapporto con gli altri utenti, gli scambi di opinioni e idee e collaborazioni. Per una serie di vicessitudini poi ho lasciato andare quella mia pagina.
    Adesso ho deciso di aprire un mio sito/blog principalmente perchè voglio impormi di scrivere con regolarità e voglio concludere tutte quelle storie che gicciono abbandonate in un cassetto.
    Nessuna ambizione di fama o ricchezza (anche se non mi dispiacerebbe che arrivassero).
    Ho scelto di utilizzare un Hosting a pagamento per poterlo sentire più mio e avere una motivazione in più. Su deviantart ero semplicemente un piccolo pesce nell’oceano.
    La mia lentezza sull’avviarlo è dovuta al mio studio di WordPress, lo conoscevo già un po’, ma quando si deve creare qualcosa e per sè è più dura (specialente se si è pignoli).
    Avrò una parte sito, in cui renderò disponibili le storie, ed una parte blog, più regolare nelle pubblicazioni in cui parlerò di scrittura e letteratura.
    I social per me sono l’equivalente della semplice affissione di volantini in bacheche pubbliche: li userò come mezzo, ma non ne farò un’ossessione. Il mio blog sarà il punto focale del tutto.
    L’idea di youtube non è male, infondo da un po’ le case editrici lo usano per lanciare i loro libri presentanto un booktrailer. Moltissime librerie si pubblicizzano presentando le nuove uscite della settimana o del mese. Ci sono anche molti youtuber che fanno critica letteraria.
    Quindi un autore che non parla solo di sè potrebbe funzionare.
    Non so nel campo dell’editoria dei libri, ma so per certo che in quella dei fumetti una casa editrice prima di pubblicare un autore esordiente controlla quanti seguaci abbia.

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2019 alle 16:52 Rispondi

      Bene, grazie :)
      Anche io ho un profilo su Deviantart, ma ci ho pubblicato pochissimo e solo disegni.
      Il progetto che stai mettendo in piedi mi pare una buona soluzione. WordPress, se usato bene, permette di fare grandi cose, ma ovviamente ci vuole un po’ di lavoro dietro.

      • Rebecca Eriksson
        6 giugno 2019 alle 17:55 Rispondi

        Magari dieci anni fa ci conoscevamo su Deviantart. Prima di capire come costruire il mio progetto ho voluto informarmi bene, per questo sono capitata sul tuo blog e ho letto veramente di tutto nelle pagine di pennablu. Fai un ottimo lavoro per noi neofiti: magari non si condivide tutto al 100%, ma sei un ottimo spunto di riflessione.

  8. CervelloBacato
    10 giugno 2019 alle 09:38 Rispondi

    Ho aperto CervelloBacato nel 2012 proprio come blog di racconti. Anzi, voleva essere un gigantesco romanzo a puntate. L’ho aperto in modo anonimo tra l’altro, quindi immagina la difficoltà di farmi trovare non potendo dire niente a nessuno. Proprio per questo ho iniziato a scriverci dentro anche altro, e poi quest’altro è diventato il cuore pulsante del blog, e quel romanzo iniziale… beh, era anche abbastanza scritto male, erano le mie prime prove con la scrittura e la narrativa, e quindi è andato tutto perso.
    Se non avessi aperto il blog però, oggi non lavorerei come copywriter, non avrei fatto e scritto tutto quel che ho fatto e scritto, non avrei aperto “Punto e a Copy” e non avrei i progetti che sto tentando di realizzare. Quindi ecco, se posso dare un ulteriore suggerimento sul perché aprire un blog di racconti è: perché non sai dove ti può portare.
    Scrivere storie, in un modo o nell’altro, ti cambia. ;)

    CervelloBacato

    • Daniele Imperi
      10 giugno 2019 alle 11:43 Rispondi

      Un blog di racconti, infatti, va bene anche solo come esercizio per testare i propri racconti e la propria scrittura. Poi, come nel tuo caso, il blog si è evoluto.

  9. Alessandra Muschella
    10 giugno 2019 alle 21:35 Rispondi

    Sono una psicologa “non praticante” e attualmente mi occupo di letteratura per ragazzi. Ho pubblicato due racconti e inviato un nuovo progetto a una grossa casa editrice, sono in attesa che trascorrano i 20/30 giorni previsti, e sto tutto il tempo con le dita incrociate. Noooooo, non è vero perchè nel frattempo faccio editing di libri non miei.
    Sto cercando di capire come funzionino i blog ma non credo che ne farò uno solo di racconti.
    Insieme a un’amica appassionata di viaggi, contiamo di fare due blog che siano collegati e che trattino lo stesso argomento da due prospettive differenti.
    Al momento è tutto in divenire e stasera sono qui per “studiare” 😊

    • Daniele Imperi
      11 giugno 2019 alle 07:36 Rispondi

      Ciao Alessandra, benvenuta nel blog. Un blog di racconti può funzionare se si progetta bene, prima di tutto. Dipende poi sempre dalle aspettative e dagli obiettivi dell’autore. Auguri per i tuoi progetti e buono studio :D

  10. Alessandra Muschella
    11 giugno 2019 alle 10:19 Rispondi

    Grazie per l’accoglienza. Avrei una domanda sul nome del blog che sto progettando ma non so se farla qui sia giusto. Eventualmente attendo indicazioni in merito.
    Poichè ho una pagina fb avviata da un po’, vorrei utilizzare lo stesso nome per il blog. La mia perplessità, in base alle informazioni che ho raccolto fino a questo momento, sta nel fatto che il nome potrebbe non essere immediatamente individuabile su google e associato al contenuto del blog.
    Comunque vorrei “sfruttare” l’originalità del nome. Come uscirne?
    Può, secondo voi, essere pertinente per un blog di racconti, articoli e scrittura in genere, andar bene “Il popolo di Parolandolo”? 😯

    • Daniele Imperi
      11 giugno 2019 alle 11:47 Rispondi

      Il nome “Parolandolo” richiama la parola. Per una pagina su Facebook va bene, secondo me come nome del blog no. Il nome del blog, sia per racconti sia per altro, più è breve e comprensibile (e memorizzabile, anche) e meglio è.

  11. Giulia
    13 giugno 2019 alle 16:52 Rispondi

    Ciao! Per prima cosa volevo ringraziarti per l’articolo, sono la ragazza che ti chiedeva informazioni sull’apertura di un blog di racconti e sono stata molto sorpresa quando mi è arrivata la tua mail per informarmi di questo articolo…esiste ancora brava gente al mondo!
    Sicuramente adesso ho le idee più chiare, forse il mio unico dubbio e se voler aprire un blog gratuito o a pagamento ma alla fine per me scrivere è una passione non penso di volerci mai ricavare dei soldi….anche se non fanno mai schifo, ma per partire proverò con il blog gratuito.
    Ti terrò aggiornato e continuerò sicuramente a seguire i tuoi preziosi consigli! Grazie mille Daniele
    Giulia

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