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Qualche settimana fa mi ha contattato un autore, che ha scritto un libro di racconti e vuole lanciarlo. Anzi, voleva sapere che “strada intraprendere” e quali fasi successive seguire.
Non ho saputo rispondere sia perché non mi occupo di quei lavori sia perché sono abbastanza scettico sulle raccolte di racconti, anche se ne ho in mente ben 3 che mi piacerebbe scrivere (fantasy, avventura, horror).
Si vendono i libri di racconti?
Sì, si pubblicano e si vendono. Ultimamente la Mondadori ha pubblicato 3 interessanti antologie:
- Tutti i racconti di Ellery Queen
- Cento racconti di Ray Bradbury
- Racconti di Arthur C. Clarke
Ha ristampato anche raccolte di racconti di Cechov, Thomas Mann e Robert Silverberg.
E nessuna di nuovi autori? La domanda sorge spontanea.
Sì, ha pubblicato anche libri di racconti di due autrici odierne:
- Ricucire l’anima di Erica Francesca Poli
- E alla fine non succede niente di Kathryn Nicolai
Un momento, però. La prima è seguita da 10.000 persone su Instagram e da quasi 51.000 su Facebook, mentre il suo canale su Youtube ha ben 192.000 iscritti.
La seconda è seguita da oltre 21.000 persone su Instagram e oltre 9.000 su Facebook, mentre il suo canale su Youtube ha oltre 6.600 iscritti.
Che significa? Che hanno un potenziale di vendita altissimo, rispetto a chi ha qualche centinaio di seguaci qui e là sui social media.
E le altre case editrici?
- Longanesi, Mursia, Sellerio, Minimum Fax, Neri Pozza, Newton Compton, Fazi Editore, Sonzogno e Salani non hanno pubblicato racconti negli ultimi anni.
- Bompiani ha pubblicato 3 antologie di racconti, ma di autori classici.
- Marsilio ha pubblicato 2 antologie di racconti giapponesi.
- Baldini e Castoldi ha pubblicato un libro di racconti di un autore americano.
- Giunti ha pubblicato ultimamente raccolte di storie con personaggi Disney e Marvel.
- Rizzoli ha pubblicato un libro di racconti natalizi di Louisa May Alcott.
- Feltrinelli sta per pubblicare un libro di racconti di un’autrice odierna francese, di cui ha già pubblicato altre opere, e ha in catalogo, uscite quest’anno, antologie di Asimov e Thomas Ligotti.
- De Agostini, a parte antologie di autori classici, ha da poco pubblicato un autore attuale… ma bestseller.
- Fanucci ha da poco pubblicato Il Grande Libro Della Fantascienza Mondiale (che grande non è).
Capita l’antifona?
Altrimenti ve la spiego: i grandi editori non pubblicano libri di racconti di piccoli autori.
Esordire con un libro di racconti: è possibile?
… è molto difficile esordire con un libro di racconti, in Italia è quasi impossibile, solo la piccola editoria pubblica racconti mentre un grande editore ti pubblica un libro di racconti solo se hai già un nome come romanziere. Quindi c’è una sorta di costrizione a proporre da subito un romanzo, seppur la logica sarebbe quella di partire dai racconti. Manca appunto quel canale di mediazione che sono le riviste letterarie. In realtà mi viene da consigliare di lasciar perdere.
“Intervista a Eraldo Baldini: il gotico rurale e altre storie”
Ho visitato decine e decine di siti di case editrici piccole, medie e grandi, e diverse volte ho letto nella pagina per l’invio dei manoscritti “Non pubblichiamo raccolte di racconti”, insieme magari a poesie, saggi, fantasy o altro.
Secondo me perché vendono poco, se non pochissimo, a meno che non siano libri di racconti di autori famosi o classici o superseguiti sui social media. Insomma, autori che vendono.
Ma uno sconosciuto qualunque non può esordire nell’editoria tradizionale con una raccolta di racconti, perché sarebbe un azzardo. Un rischio per la casa editrice. E nessuna casa editrice ha voglia di rischiare.
Autopubblicare un’antologia di racconti: l’ultima spiaggia?
Per come la vedo io, autopubblicarsi non deve essere una sorta di scappatoia: nessuno mi pubblica, allora mi autopubblico.
Nell’autopubblicazione valgono le stesse regole non scritte dell’editoria tradizionale: quando metti un libro in vendita, deve avere le stesse caratteristiche degli altri. Quello che vale per un editore vale anche per l’autore-editore.
Se far esordire un autore con un libro di racconti è un azzardo per una casa editrice, lo è anche nel caso dell’autopubblicazione.
Se l’autore ha lavorato bene per la sua antologia (editing professionale, correzione di bozze finale, grafica di copertina professionale e impaginazione), ha speso dei soldi, che rischia seriamente di non rifarsi.
Se invece va a risparmio, allora sarà ancor più penalizzato nelle vendite.
Che cosa fare del proprio libro di racconti?
Non proporlo a una casa editrice, tanto per cominciare.
Le mie 3 idee per antologie di racconti fantasy, avventura e horror restano per ora idee, anche perché non ho ancora lavorato su personaggi e documentazione. Ma comunque devo prima pubblicare qualcosa di più “solido”, ossia romanzi.
Che cosa fare, allora, di una raccolta di racconti?
Provare a piazzare un racconto per volta, per esempio. Ci sono diverse case editrici digitali, che pubblicano racconti singoli, e ogni tanto escono concorsi letterari per racconti, da pubblicare in antologie di vari autori.
Oppure tenere il libro di racconti nel cassetto, in attesa di pubblicare almeno un paio di romanzi, se non di più, e che abbiano ricevuto buoni consensi. Allora sarà il momento di proporre la propria antologia.
Che ne pensate? Siete delle mie stesse idee?
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Marco
Lo so bene che non si vendono. Io ho autopubblicato ben 3 raccolte di racconti. Ho delle buone recensioni, ma nient’altro. Sono poco seguito sulle reti sociali, quindi la possibilità che in qualche modo emergano sono vicine allo zero. Mi dispiace ma: hai ragione. Su tutta la linea.
Daniele Imperi
Buone recensioni e scarse vendite, quindi?
Le resti sociali possono funzionare per i racconti, ma appunto se sei seguitissimo.
Orsa
Mi dispiace, a quanto dici mi sa che per uno scrittore a momenti è più facile vincere un posto fisso partecipando a un mega concorsone che pubblicare la propria opera. Però la strada dei racconti singoli non è malvagia, resta un modo per farsi conoscere e apprezzare. E poi c’è sempre il caro vecchio blog… dove spesso torno a rileggere i tuoi vecchi racconti 😊
Daniele Imperi
Più che pubblicare la propria opera, è difficilissimo pubblicare un’antologia, specialmente poi se si tratta di prima opera.
I racconti singoli vanno bene per farsi conoscere, sia come ebook sia nel blog.
Grazie per le riletture
Andrea Perin
Ciao Daniele, finalmente un articolo dove posso dire la mia.
Concordo su tutto, o quasi.
Anni fa, un editore con cui ho scambiato qualche mail interessante, (dopo essersi reso conto che non ero una piattola), me li ha sconsigliati; lui stesso non ne pubblicava più, uguale per le poesie.
Io ne ho pubblicati mezza dozzina uso kindle, (editati come si deve), dopo avere ottenuto un discreto successo su Facebook. Ovviamente da aggratis a 0,99 ci sta un abisso!
Vengo alla raccolta… ne ho fatta una, auto-pubblicata, con copertina inguardabile, perché alcune lettrici non avevano il lettore kindle per leggersi i singoli racconti. Farla cartacea da kindle non costa nulla in tempo e denaro.
Una curiosità, anzi, un’evidenza empirica: il successo di un racconto, parlo magari di un migliaio di copie, non ha mai innescato nulla di clamoroso, tranne qualche complimento… e i soliti rosiconi et al.
Ciao!
Daniele Imperi
Ciao Andrea, guarda che puoi dire la tua anche sugli altri articoli.
Le poesie secondo me funzionano peggio delle raccolte di racconti.
Hai pubblicato racconti su Facebook?
Andrea Perin
Sì, diciamo che prima li testavo. Ho fatto anche un romanzo d’appendice, a pubblicazione settimanale. Buona accoglienza.
Ne vale la pena? Penso di no.
Però, se uno ha bisogno di sentirsi un po’ meno solo… perché no?
Ciao!
Daniele Imperi
Su Facebook non ne vale la pena, a me tu che non abbia migliaia di contatti che interagiscono spesso, altrimenti l’algoritmo ti rende invisibile.
Franco Battaglia
Io sono un fan di racconti e storie brevi, anche brevissime, ma ammetto che è quasi uno stile di nicchia, anche se non disastrato come la poesia.. però ho fiducia, chissà che il breve sul lungo non possa, a breve (figura retorica) ottenere i medesimi accrediti..
Daniele Imperi
Anche a me piacere leggere e scrivere racconti e concordo che sia una narrativa di nicchia.
Chissà, magari davvero potrà migliorare la situazione in futuro.
Pades
Purtroppo ti devo dare ragione. Io sono un grande appassionato di racconti. A quindici anni mi fulminò “Aria fredda” di Lovecraft, e da allora non ho mai smesso di cercarne: libri, raccolte, riviste, concorsi, ogni occasione era buona per scovarne di nuovi. In questi giorni sto giusto leggendo “Centuria”, di Giorgio Manganelli. Ma mi rileggo spesso Alice Munro, Lucia Berlin, Raymond Carver, William Faulkner (i romanzi non li rileggo quasi mai, i racconti sì). Ho anche letto tutto Marco Freccero (ciao Marco!). Quello che mi affascina dei racconti, l’ho forse già detto qui, è che per piacere devono essere perfetti. Un romanzo un po’ traballante riesce a stare in piedi, un racconto traballante crolla miseramente in poche righe. Dunque: difficili da scrivere, difficili da pubblicare, vittime dello sbilanciamento verso il “ritorno economico” dell’editoria, che per le crisi degli ultimi anni ha eroso ancora di più il lato “artistico” dello scrivere. Sono imprese -tu dirai- non opere pie, ma da imprenditori che maneggiano l’arte mi aspetto qualcosa di più.
Daniele Imperi
Di Lovecraft mi sono piaciuti tutti i racconti, che vorrei rileggermi. Hai ragioni sull’apprezzamento dei racconti: devono essere perfetti, proprio per la loro brevità.
Ho fatto una fatica immane a leggere “Il grande libro della fantascienza” proprio perché era quasi del tutto traballante, e a volte con la fantascienza non ci azzeccava nulla.
Non portano guadagno i racconti, altro svantaggio. Ma questo perché manca un contenitore che li accolga (riviste letterarie).
Corrado S. Magro
Superfluo aggiungere altri commenti. “Racconto” cosa mi accadde circa 10 -15 anni or sono.
Un’editrice digitale (poche ai tempi) s’interessa a una mia raccolta di racconti. Pubblica on line uno di essi. Il racconto, gettonato su altri siti (circa 4 mila lettori), viene scaricato da oltre 6’000 (seimila) nuovi interessati. Raccolte vendute, a detta dell’editrice (?), 14 se ricordo bene. Pubblico attualmente sul mio sito racconti disponibili gratuitamente e senza richiesta di registrazione. Le visite (non le letture) non vanno oltre mille. Attenzione! Se chiedo la semplice registrazione per accedere e leggere (sempre gratis) allora lettori/lettrici spariscono e dire che se hanno un Android /iPhone non si rendono conto di essere catalogati e spiati anche quando sono seduti sulla tazza.
Daniele Imperi
La casa editrice digitale ha fatto la furba.
La registrazione purtroppo è un ostacolo.
Fabio Amadei
Anch’io penso sia dura farsi pubblicare una raccolta di racconti da un editore più o meno importante. È pur vero che ci sono piccole case editrici che negli ultimi tempi si sono specializzate in racconti. Forse l’unica strada, per farsi conoscere, è quella di puntare su riviste e concorsi letterari.
Daniele Imperi
Il problema delle riviste letterarie è che non pagano. Quello dei concorsi è che molti sono a pagamento e ben pochi sono finalizzati a una pubblicazione. In quel caso, comunque, si tratta di antologie collettive.
newwhitebear
Concordo. Le uniche raccolte di racconti sono di autori classici ovvero quando l’editoria pubblicava tutto quello che c’era di buono. Tentare di pubblicare i singoli racconti? Non mi pare sempre possibile anche perché i racconti di solito si aggirano sulle cinquantamila battute, grosso modo tra le venti e trenta pagine. Ricordo che anni fa Nottetempo aveva iniziato la pubblicazione di racconti singoli da leggersi in treno, se non ricordo male, ma mi sembra che dopo poche uscite ha cessato queste pubblicazioni. Però come ha ricordato lei gli autori erano tutt’altro che sconosciuti.
Daniele Imperi
I singoli racconti si possono pubblicare in ebook, alcune case editrici li pubblicano, oppure autopubblicarli.
Giorgia
Leggere questo articolo purtroppo mi ha scoraggiata, ma non posso negare la realtà. Ho pubblicato il mio libro, una raccolta di racconti, con una piccola casa editrice, che non avendo fatto pubblicità alcuna, ha fatto in modo che arrivasse in mano solo di amici e parenti. Le grandi case editrici non hanno mai risposto e ho il dubbio che non abbiano letto affatto il manoscritto inviato, essendo io una sconosciuta.
Daniele Imperi
Ciao Giorgia, benvenuta nel blog. I piccoli editori non hanno fondi per fare la stessa pubblicità dei grandi né hanno lo stesso seguito sui social.
Ma in genere una raccolta di racconti attira meno lettori rispetto a un romanzo.
Giorgia
Sicuramente, ma secondo me è sempre giusto tentare. Sto terminando la seconda raccolta, ma questa volta invierò solo a medie e grandi case e soprattutto parteciperò a concorsi, forse la strada migliore in questi casi.
Daniele Imperi
Potresti piazzare qualche racconto in case editrici che li pubblicano in ebook. Sui concorsi sono scettico, perché non ti danno visibilità.
Irene Pampanin
Io ho pubblicato due raccolte di racconti con una piccola casa editrice, gratuitamente, dopo una lunga selezione. Soddisfatta? Sì, in qualche modo ho salvato una parte di me in quelle pagine e sono felice di aver trasmesso delle emozioni a chi, oltre a parenti e amici, ha acquistato e letto i libri. Alcuni commenti mi hanno profondamente colpita e aiutata a crescere dal punto di vista creativo. Ovviamente non avevo grandi ambizioni dal punto di vista economico: qualcosa sono riuscita comunque a guadagnare con le presentazioni che mi auto-organizzavo in giro per la città (nessun supporto da questo punto di vista dalla casa editrice se non nella fornitura dei libri necessari all’evento).
Ho una terza raccolta di racconti pronta ma questa volta vorrei fare un gradino in più e proporla a delle case editrici medio/grandi ben consapevole delle poche (se non nulle) speranze. Ma perché non tentare? Della serie “la speranza è l’ultima a morire”. L’idea di pubblicare racconti singoli non l’avevo mai considerata: interessante. Per quanto mi riguarda temo però andrebbe a snaturare un po’ la raccolta perché i racconti, seppur apparentemente diversi, si richiamano sottilmente tra di loro. Ma ci farò una riflessione. Grazie per gli spunti.
Daniele Imperi
Ciao Irene, benvenuta nel blog. Tentare fa bene, non è certo sbagliato, soprattutto se hai già due libri pubblicati. Controlla che la casa editrice a cui proporrai la raccolta abbia antologie di racconti nel catalogo.
Massimiliano
Grazie per l’utilissimo articolo, che conferma i dubbi che ho maturato nell’ultimo anno. Ho creato una raccolta con i racconti che hanno vinto premi letterari o comunque si sono piazzati sul podio. Con la raccolta ho quindi partecipato a molti concorsi letterari col premio in pubblicazione, nella categoria “narrativa a tema libero: romanzi e raccolte di racconti”. La raccolta è arrivata in finale in alcuni casi, con tanto di encomi di giuria e addetti ai lavori, ma poi la finale l’hanno vincono sempre i romanzi. Adesso è finalista in altri due concorsi, ma vinceranno sempre i romanzi. Inoltre non ho mai visto raccolte di racconti vincere concorsi… Me la sono messa via in attesa di una eventuale celebrità 🤣 No se sa mai
Daniele Imperi
Ciao Massimiliano, benvenuto nel blog. Intanto è positivo che la raccolta abbia raggiunto quei risultati. Prova a proporla a qualche casa editrice che accetta raccolte di racconti.