Scrivere la trama di ogni capitolo

Utilità o perdita di tempo?

Scrivere la trama di ogni capitolo

C’è chi scrive un capitolo senza saper nulla di ciò che accadrà e chi scrive trame dettagliate. Il mio metodo attuale è differente.

Non sono trascorsi neanche 2 anni da quando ho scritto l’articolo sul perché scrivere le trame dei capitoli: a quel tempo ero convinto dei vantaggi di conoscere nel dettaglio il contenuto di ogni capitolo del romanzo.

Infatti per il secondo romanzo di fantascienza (R.) – di cui ho scritto una settantina di pagine, modificato la struttura almeno 3 volte e che ho abbandonato per riprendere quello in stesura ora – stavo lavorando proprio in quel modo.

Ma da un po’ di tempo ho cambiato metodo. E anche idea sull’utilità di scrivere una trama per ogni capitolo del romanzo.

Scrivere la trama di ogni capitolo: un lavoraccio inutile

Devo dire la verità: in molte regole tanto decantate della scrittura creativa sono pigro.

Ricordate le schede dei personaggi? Stabilire nomi, cognomi, aspetto fisico, passato, ambizioni, famiglia, debolezze per ogni personaggio della storia.

Mai fatte schede dei personaggi in vita mia. Solo il pensiero mi annoia.

Ma anche quando ho provato a scrivere la trama per ognuno dei capitoli di quel romanzo, mi sono arenato quasi subito e la trama è diventata soltanto una sorta di elenco discorsivo degli eventi che volevo narrare.

Mettersi a scrivere nel dettaglio qualche centinaio di parole di trama per tutti i capitoli è soltanto un lavoraccio che toglie creatività alla scrittura, spontaneità alla narrazione e rallenta la stesura.

Scrivere un romanzo al buio? No, grazie

Come ho accennato varie volte, scrittori come Bernard Cornwell e Stephen King non sanno mai cosa accada al capitolo successivo. È come scrivere un romanzo al buio.

Molti scrittori dicono di avere già la trama del romanzo dentro la testa e che i capitoli alla fine si scrivono da sé. Voi ci credete? Io no. Nessun capitolo, nessun libro si scrive da sé, ma soltanto sudandoci sopra. La scrittura automatica non esiste.

Credo sia un modo “artistico” per dire che hanno ben chiara in mente l’idea del loro romanzo e più o meno la direzione verso cui si muoveranno le vicende, ma la trama è qualcosa di diverso; anzi, comincio a essere convinto che la trama di un romanzo si possa scrivere soltanto a romanzo concluso.

Perché penso sia sbagliato scrivere la trama di ogni capitolo

Se si chiama scrittura creativa – la scrittura, quindi, di romanzi, racconti, novelle – c’è un motivo: è una scrittura scaturita dalla creatività dell’autore. Non si crea progettando nei minimi dettagli – scrivere un romanzo non è come costruire un palazzo.

Quando ho provato a scrivere le trame dei capitoli, è successo ciò che era facilmente prevedibile: non le ho rispettate in pieno. È naturale, altrimenti che scrittura creativa sarebbe?

Quello che intendo dire è che chi scrive subisce gli influssi del momento, non può sentirsi prigioniero di una trama prefissata. Anche volendo, non riuscirà mai a rispettarla al 100%.

Un’altra frase che sento dire spesso agli scrittori è: “Ho lasciato fare ai personaggi quello che volevano”. È un altro modo “artistico” per dire che hanno scritto il romanzo creando di volta in volta le vicende dei personaggi.

Ma i personaggi non sono vivi, lo sappiamo tutti (lo sapete anche voi, vero?), sono soltanto nomi e comportamenti descritti su carta. I personaggi fanno ciò che vogliono per la ben nota legge fisica “a ogni azione corrisponde un’azione uguale e contraria”. Ossia, subiscono le conseguenze delle loro azioni (decise dello scrittore).

Che cosa intendo ora per trama di ogni capitolo

Ma allora come sto scrivendo il mio fatidico romanzo di fantascienza?

Ho scritto la trama totale? Sì e no: esattamente 5 anni fa ho scritto un testo di 1100 parole che ho chiamato “Trama”, ma in realtà ho soltanto delineato a grandi linee la vicenda, dilungandomi su alcuni concetti e spiegazioni che mi sarebbero serviti in seguito. Rileggendo quel testo, mi sono accorto di aver cambiato molte cose da allora.

E le trame dei capitoli?

Ne ho accennato nell’articolo sull’ispirazione: “una stringata trama di un paio di righe al massimo, tanto per avere un quadro d’insieme”.

Quelle due righe mi sono servite per poter far combaciare tutte le parti delle 6 storie del romanzo, altrimenti sarebbe stato impossibile tenere tutto sotto controllo.

Come sto dunque scrivendo?

Con un metodo che mi sta semplificando e velocizzando il lavoro, lasciandomi essere creativo al 100%. Quelle due righe mi ricordano solo a che punto sono arrivato e mi danno una direzione verso cui andare.

Traccio quindi un elenco degli eventi principali che voglio narrare nel capitolo: mi serviranno da guida per scrivere. L’elenco non è ovviamente ferreo: è capitato che abbia modificato qualcosa. Eccone un esempio, relativo al capitolo che sto scrivendo ora:

  • 1. *** e *** vanno al ***.
  • 2. Incontrano *** e gli lasciano un messaggio da parte di ***: radunare i *** dei *** e mandare ***.
  • 3. Al ritorno incontrano uno degli ***, che li insegue, ma i due *** e l’altro, credendo ***, ***, ***.
  • 4. Vedono movimento attorno alla *** usando il ***.
  • 5. Avvisano ***.
  • 6. *** parte e va a vedere insieme ai ***.
  • 7. ***.

Non avrete capito nulla con tutti quegli asterischi, ma non ha importanza.

Questo elenco è ciò che intendo ora per trama di un capitolo. I vantaggi?

  1. So subito a grandi linee cosa narrare in un capitolo
  2. Allo stesso tempo non so quasi nulla, e devo quindi creare
  3. Il lavoro di stesura è più veloce, perché ho una guida da seguire
  4. Scrivendo una trama dettagliata, avrei perso molto più tempo
  5. L’elenco mi prende pochissimi minuti
  6. È un elenco elastico: in fase di scrittura posso variare qualcosa

Non metto in dubbio che col prossimo romanzo (intanto vediamo di finire questo) cambi metodo, ma una cosa è certa: non sarò mai così folle da scrivere la trama per ogni capitolo di un romanzo.

Quanti di voi scrivono la trama di un capitolo e quanti scrivono i capitoli senza conoscere nulla di ciò che andranno a scrivere?

39 Commenti

  1. Marco
    giovedì, 1 Ottobre 2020 alle 7:33 Rispondi

    Una trama per ogni capitolo? Mai fatto. Se lo facessi nel giro di 10 minuti mi troverei a scrivere il capitolo, e non la trama. Di solito ho una pallida idea di quello che succederà. Ma non ho mai tutto chiaro. Devo scriverlo per capirci qualcosa.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 1 Ottobre 2020 alle 12:51 Rispondi

      Eh, sì, il rischio poi è di mettersi a scrivere tutto il capitolo :D
      La pallida idea è tutto quello che serve.

  2. Elisa
    giovedì, 1 Ottobre 2020 alle 8:47 Rispondi

    Nemmeno io ho mai scritto trame per ogni capitolo (in realtà non ci avevo proprio mai pensato). Piuttosto appunti, un po’ come nel tuo schema. A dire il vero spesso ho in testa tutto il racconto. Poi lo sviluppo; inevitabilmente (per me!) segue sempre un’altra direzione.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 1 Ottobre 2020 alle 12:52 Rispondi

      Gli appunti sì, ci vogliono. Se uno riesce a scrivere senza neanche sapere cosa scrivere, tanto meglio. Io non ci riesco.
      Ma è normale che alla fine si vada in un’altra direzione: si crea, appunto :)

  3. Corrado S. Magro
    giovedì, 1 Ottobre 2020 alle 8:56 Rispondi

    Tutto è “DIVENIRE”! Il passato, il presente e il futuro descritti. Impegnati nella traversata verso una sponda immaginaria o anche prevista, esistita, le acque possono essere calme o improvvisamente agitate, tempestose. Quello che conta è che i personaggi restino fedeli a sé stessi anche cambiando e gii accadimenti si incastonino nel mosaico senza rovinarlo. Necessario scrivere la trama del capitolo? Non è scluso ma non è affatto una norma. Gli accadimenti sono in noi, davanti a noi, basta immergersi e ci vengono incontro.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 1 Ottobre 2020 alle 12:54 Rispondi

      A quanto pare c’è chi le scrive, in parecchi blog esteri ho trovato che lo consigliano. Buon per loro. Come dici tu, è tutto un divenire: si scrive e si crea.

  4. Orsa
    giovedì, 1 Ottobre 2020 alle 10:24 Rispondi

    La mia mente deviata sta riempiendo gli asterischi con immagini tipo:
    1.”Arnaldo e Italo vanno al fronte” …”radunare i battaglioni e mandare i rinforzi”…
    4.”vedono movimento intorno alla base”… 5.”avvisano il quartier generale” ecc ecc ecc 😂
    Dici bene, la trama si scrive a romanzo ultimato. Però Stephen King che “trama” al buio ci sta ;)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 1 Ottobre 2020 alle 12:54 Rispondi

      In effetti puoi sostituire gli asterischi con quello che vuoi :D
      Stephen King può tramare anche di giorno e funzionerà sempre.

  5. von Moltke
    giovedì, 1 Ottobre 2020 alle 12:31 Rispondi

    Sempre più interessanti i tuoi articoli! Sono esattamente gli argomenti di cui vorrei sempre parlare, a differenza di molti professionisti della scrittura che tirano fuori cose (spesso) prive di interesse.
    Non mi sognerei mai di scrivere una trama dettagliata per capitolo. Oltre ai motivi che tu hai elencato, è anche per il modo con cui mi viene naturale lavorare, e che ho sempre usato. Ho iniziato a scrivere i miei primi tre romanzi avendo in testa solo una vaga idea della trama, magari l’inizio e la fine, e qualche elemento in mezzo. Man mano che mi addentravo nel romanzo storico, e che la mole di pagine aumentava, ho sentito il bisogno di prendere appunti, altrimenti rischiavo di far dire o far fare incongruenze ai miei personaggi. Al terzo romanzo, mi sono trovato in difficoltà con l’intreccio anche perché son dovuto intervenire sull’inizio a romanzo quasi terminato (dopo aver letto altro materiale storico) e mi è rimasto un finale con qualche “buco” che dovrò sistemare quando ne avrò voglia. Così, dal quarto, ho iniziato a scrivere la trama in anticipo. Ma è una trama sempre piuttosto generale, che lascia la libertà di modifiche in corso d’opera, aggiunta di personaggi e storie nella storia (come poi ho fatto). Con quello che sto scrivendo sono tornato all’idea generale senza fissare nulla in anticipo che non siano l’inizio e la fine, ma qui mi aiuta la Storia: sto descrivendo in maniera abbastanza fedele una battaglia, e quindi la realtà dei fatti è essa stessa una trama. Poi, ovviamente, i personaggi interagiscono, parlano, pensano, e tutto questo ce lo devo mettere io. Sennò, come dici tu, non sarebbe scrittura creativa.
    Ho usato anch’io l’espressione “il romanzo si scrive da solo” perché spessissimo mi è parso che i personaggi vivessero di vita propria, e che, senza che io facessi granché, tutto andasse come a trovare il proprio posto per costituire un mosaico finale. Che poi sono meccanismi inconsci che governano la nostra mente anche in ambiti differenti dalla scrittura, anche se a me piace pensare che ci sia dietro un po’ di magia.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 1 Ottobre 2020 alle 12:57 Rispondi

      Grazie :)
      L’inizio e la fine nel mio romanzo anche io ce li ho avuti in testa dall’inizio e con tutti questi anni non ho mai cambiato idea.
      Anche io prendo appunti mentre scrivo: per forza, altrimenti ti perdi o ti dimentichi chi ha fatto cosa.
      La trama elastica, la chiamo io: mi permette di cambiare quello che voglio durante la stesura.

  6. Fabio Amadei
    venerdì, 2 Ottobre 2020 alle 19:53 Rispondi

    Di solito nei laboratori di scrittura creativa viene data molta enfasi nel costruire una scaletta del romanzo e si predica soprattutto l’importanza di fare una scheda dettagliata dei vari personaggi della storia.

    • Daniele Imperi
      sabato, 3 Ottobre 2020 alle 8:45 Rispondi

      Allora sono carente solo sulle schede dei personaggi :)

  7. Andrea Venturo
    sabato, 3 Ottobre 2020 alle 6:51 Rispondi

    Sì, ho cambiato provider. WordPress mi ha tolto il giustificato e a me piace mantenere una certa linea editoriale.

    Come va’? Benvenuto nel mio mondo. La progettazione narrativa, con le schede per tutto, mi va stretta. La trama scritta all’inizio? Sta bene dove sta. D’altro canto la scrittura di getto, per me che vengo dal gioco di ruolo, non è proprio cosa da fare: si rischia di farsi prendere la mano dai giocatori e si finisce per distruggere una campagna altrimenti molto bella.
    Quindi, da sempre, lavoro “nel mezzo”. Fisso tutti gli elementi dell’ambientazione, i personaggi come fossero personaggi di “ruolo” e poi li lascio liberi di muoversi. Inevitabilmente una storia si mette in modo, magari può seguire l’idea iniziale e anche deviare e andare… altrove. Io sto a guardare ed, eventualmente, cambio qualcosa dell’ambientazione (se possibile) per aggiustare il tiro. Un po’ come piazzare gli argini entro i quali deve scorrere il fiume (della mia immaginazione). Gli argini stabiliscono una direzione, ma il fiume li erode e li modella in modi che nessuno può prevedere e a volte si scoprono sorprese davvero piacevoli.

    Buona Scrittura :-)

    • Daniele Imperi
      sabato, 3 Ottobre 2020 alle 8:48 Rispondi

      Io ho tolto il giustificato da tempo, perché spesso distanziava troppo le parole. Ho visto che hai cambiato sito.
      Nei giochi infatti bisogna pianificare qualsiasi cosa. Aggiustare il tiro? È quello che sto facendo, infatti.

  8. Grazia Gironella
    sabato, 3 Ottobre 2020 alle 13:54 Rispondi

    Pianifico abbastanza, senza di solito arrivare ai dettagli, che mi piace lasciare all’estro del momento; però non sento mai il progetto della storia come un peso, perché non lo creo con l’intento di attenermici al cento per cento. Mi serve come guida per dare coerenza alla storia, non come giogo! Ho notato, però, che i vari metodi possono essere tutti utilizzati in momenti diversi e su storie diverse. Per fortuna non c’è bisogno di eleggerne uno, basta ogni volta scegliere dalla cassetta degli attrezzi quello che meglio si adatta alla situazione.

    • Daniele Imperi
      sabato, 3 Ottobre 2020 alle 14:11 Rispondi

      Anche io penso che ogni metodo possa essere usato quando se ne sente la necessità. Per un giallo pianificherei davvero tutto.

  9. Silvia
    martedì, 6 Ottobre 2020 alle 19:15 Rispondi

    Penso che dipenda da molti fattori, tra cui la complessità del romanzo, il tema, la conoscenza degli argomenti e, non ultimo, la capacità dell’autore di tenere tutto sotto controllo.
    Personalmente non credo che sia necessario scrivere un vero e proprio copione per ogni capitolo, altrimenti, come diceva sopra Marco, si finisce per scrivere già il capitolo.
    Come dici tu, può essere sufficiente uno schema giusto per capire in che direzione si sta andando per non correre il rischio di non sapere dove si andrà a finire e di perdersi per strada.
    Nemmeno io ho mai preparato le schede dei personaggi, anche se vorrei essere meno pigra e provare a farlo, anche se non mi è chiaro se sia davvero così utile come dicono i teorici della scrittura creativa.

    • Daniele Imperi
      mercoledì, 7 Ottobre 2020 alle 9:30 Rispondi

      Complessità del romanzo e capacità dell’autore di tenere tutto sotto controllo le metto al primo posto. Forse più la seconda.
      Sulle schede anche io sono scettico. Come per la trama – che per me si definisce a fine romanzo – per i personaggi la scheda dovrebbe essere creata man mano che si scrive, per non rischiare incongruenze.

  10. Kukuviza
    giovedì, 8 Ottobre 2020 alle 21:17 Rispondi

    Avevo già letto questo post la settimana scorsa anche se commento solo ora.
    Beh, credo che scrivere per punti quello che succederà in un capitolo, possa essere considerato una trama. D’altronde, per trama si intende gli eventi che succedono in una storia, quindi non è necessario un grande dettaglio.
    Immagino poi che ci possano essere degli episodi che non hanno grande importanza nella storia e che quindi possano essere inseriti in fase di scrittura e prima non erano previsti, ma se se inserisce un accadimento importante, che prima non era stato pensato, e questo accadimento che ha ripercussioni future, forse il resto della trama del libro andrà modificato.
    Ma quando ti è capitato di cambiare qualcosa rispetto a quello che avevi pensato all’inizio, per quale motivo hai fatto quel cambiamento?

    • Daniele Imperi
      venerdì, 9 Ottobre 2020 alle 8:55 Rispondi

      Non proprio, la trama è come il soggetto di un film, quindi una sorta di riassunto della storia. E infatti non dev’essere dettagliata, come ci ricorda il dizionario Treccani: “linea essenziale di svolgimento dei fatti più importanti”. Essenziale, quindi, non nel dettaglio.
      Hai immaginato bene: ho inserito parecchi episodi (di poca importanza, anche) che non avevo previsto né nell’idea generale né nell’abbozzo di trama che avevo scritto.
      Ho fatto dei cambiamenti soprattutto quando ho visto che le soluzioni che avevo trovato non reggevano, o non erano neanche logiche.

      • Kukuviza
        venerdì, 9 Ottobre 2020 alle 11:17 Rispondi

        Non ho capito bene la prima parte della risposta. Hai scritto “non proprio” e poi hai dato una spiegazione che non mi sembra in antitesi con quanto ho scritto io. Io ho scritto che scrivere per punti senza andare nel dettaglio può essere considerato una trama. Forse non ho capito quello che intendi tu

        • Daniele Imperi
          venerdì, 9 Ottobre 2020 alle 12:11 Rispondi

          O non ho capito io che intendi tu per “scrivere per punti” :D
          L’ho interpretato come un elenco, una lista degli eventi principali.

          • Kukuviza
            giovedì, 15 Ottobre 2020 alle 9:53 Rispondi

            Sì intendevo questo: una lista per punti, un elenco di quello che deve succedere in un capitolo. Credo che anche un elenco del genere possa essere definito trama.

            • Daniele Imperi
              giovedì, 15 Ottobre 2020 alle 9:59 Rispondi

              Forse sì, anche perché il dizionario Treccani riporta:
              “L’intreccio, la linea essenziale di svolgimento dei fatti più importanti che costituiscono l’argomento di un’opera narrativa”.

              Poi, che tu la scriva sotto forma di un elenco o di un testo discorsivo poco importa. Però di solito intendono tutti una sorta di riassunto degli eventi.

              • Kukuviza
                giovedì, 15 Ottobre 2020 alle 10:06 Rispondi

                ok, ma al di là della forma che assume questa trama, lo scrittore, in qualunque modo la scriva, sa cosa succederà in ogni capitolo (tranne qualche modifica o aggiunta).
                Ma c’è anche chi invece procede a braccio sapendo solo a grandi linee quello che succederà in tutta la storia e quindi si inventa capitolo per capitolo? Mi pare così strano che King dica di non sapere cosa succederà dopo, con le sue trame poi. Mi sembra più una frase a effetto che un vero modo di procedere.

                • Daniele Imperi
                  giovedì, 15 Ottobre 2020 alle 10:38 Rispondi

                  Sì, King ha detto così. E in effetti alcuni romanzi sono intrecciati, mentre altri, specie se narrati in prima persona, sono più lineari.
                  Ma credo dipenda anche dall’abilità dello scrittore.

  11. Andrea Castriziani
    lunedì, 12 Ottobre 2020 alle 8:59 Rispondi

    Fino ad ora ho scritto soltanto racconti e lì la storia è diversa.
    Ho in mente un paio di storie che si prestano alla forma romanzo: per una scrissi anche la scaletta, non la trama, di tutti i capitoli, ma la stesura non è più venuta, magari la riprenderò in mano.
    L’atra storia ho iniziato a scriverla affidandomi al metodo King di lasciar fare ai personaggi e devo dire che sta procedendo.
    Per quello che invece riguarda la scheda dei personaggi, devo dire che ho utilizzato questa tecnica per un paio di racconti e mi è sembrato che effettivamente i personaggi in questione avessero più spessore: diventano più concreti e addirittura possono far prendere strade diverse alla storia che stai scrivendo.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 12 Ottobre 2020 alle 9:04 Rispondi

      Sì, per i racconti è diverso.
      Non ho capito se King crea una scaletta per i suoi romanzi o procede davvero al buio.

  12. Marco
    lunedì, 19 Ottobre 2020 alle 11:31 Rispondi

    Anche a me succede così. Spesso penso a degli eventi belli che però non riesco a incastrare (o che non servono più perché la storia è evoluta in modo diverso)e se a grandi linee la trama è rispettata(leggasi bozza di massimo una pagina inclusi i personaggi) tipo il finale A sposa B, Tizio sconfigge Caio. Come raggiungeva l’obbiettivo è in modo diverso rispetto a come lo avevo pensato all’inizio.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 19 Ottobre 2020 alle 11:43 Rispondi

      Ho tolto anche io degli eventi che, alla fine, si sono rivelati inutili o comunque non mi interessava più inserire perché nel frattempo mi sono venute idee migliori.

  13. Rebecca Eriksson
    lunedì, 2 Novembre 2020 alle 19:15 Rispondi

    Se scrivo “a ruota libera” mi ritrovo a fantasticare su singoli episodi della trama, perdendone la visione d’insieme e ritrovandomi alla fine con capitoli legati solo da personaggi ed ambientazione.
    Il compromesso che ho trovato io è quello di creare uno schema generale, che però non mette una gabbia alla trama ed ai capitoli, permettendomi di gestirli e spostarli con più semplicità.

    • Daniele Imperi
      martedì, 3 Novembre 2020 alle 8:17 Rispondi

      Il metodo dello schema generale credo sia il migliore. Almeno per me ora funziona e mi ci trovo bene.

  14. Valentina
    sabato, 3 Luglio 2021 alle 1:56 Rispondi

    Ciao Daniele, ho trovato molto interessante questo articolo, anche perché per la seconda volta mi trovo ad affrontare questo dilemma e non ho ancora una risposta. Per il mio primo romanzo ho scritto una trama abbastanza dettagliata per ogni capitolo, e ne sono uscita quasi pazza. Però mi ha aiutata molto, poiché si tratta di un romanzo di 700 pagine con quattro voci narranti, ognuna con la propria storia alle spalle e presente. Questo non mi ha limitato nella scrittura, nel senso che da un certo punto di vista i tuoi personaggi impari a conoscerli durante la storia, ma dall’altro sai già tutto di loro. È difficile esprimere questo concetto. Di sicuro mi ha aiutata nello stabilire cosa raccontare e quando, non solo del loro presente ma anche del loro vissuto, e come costruire 84 capitoli con un incipit, un climax, e una conclusione che lasci in sospeso il lettore.
    Adesso per il secondo romanzo sto scrivendo una trama molto più blanda, tipo quella che porti come esempio. Ne sto uscendo più sana di mente ma spero che questo non mi penalizzi. Non credo comunque (almeno, non per me) si possa scrivere un romanzo al buio. La mia domanda però è un’altra: quanto è importante per te seguire l’ordine dei capitoli nella scrittura? Cioè, riusciresti (o riesci, o hai mai provato) a scrivere un romanzo “in ordine sparso”, avendo chiari gli avvenimenti, per poi assemblare il tutto?
    Grazie,
    Valentina

    • Daniele Imperi
      lunedì, 5 Luglio 2021 alle 8:38 Rispondi

      Ciao Valentina, benvenuta nel blog. Scrivere in ordine sparso è possibile soltanto se ci sono capitoli del tutto slegati al resto o che hanno legami non troppo forti. Per esempio ho letto romanzi che alternavano la giovinezza del protagonista e la sua vita da adulto: in questo caso si potrebbe anche procedere in ordine sparso. Ma non credo che lo farei.

      • Valentina
        martedì, 6 Luglio 2021 alle 0:05 Rispondi

        Ciao Daniele, grazie della risposta. Credo di essermi spiegata male: intendevo scrivere in ordine sparso in fase di scrittura, cioè di progettazione. Non seguire l’ordine dei capitoli quando si scrive, per poi assemblarli nell’ordine stabilito. Ti è mai capitato?
        Voglio dire, nel mio primo romanzo ho seguito rigorosamente la scaletta degli 84 capitoli, mentre in questo mi capita di scrivere il capitolo 10, poi il capitolo 23, poi il capitolo 2 e così via.
        Ti è mai accaduto e/o lo ritieni penalizzante?
        Grazie,
        Valentina

        • Daniele Imperi
          martedì, 6 Luglio 2021 alle 8:36 Rispondi

          Sì, avevo capito che intendevi, ma resto della stessa idea. Il rischio, alto, è dover modificare continuamente i capitoli già scritti. Il processo creativo della scrittura, anche se hai le idee chiare su tutta la storia, non si ferma e magari introduci fatti o elementi che influiscono su altri capitoli.
          Tu scrivi il cap. 10, poi passi al 23, poi scrivi il 2, ma quello che hai scritto nel 10 potrebbe non essere completamente la conseguenza dei fatti del 2.

  15. Valentina
    martedì, 6 Luglio 2021 alle 9:40 Rispondi

    Ciao Daniele, grazie per il riscontro che va a confermare quello che temo: un rischio alto, proprio per i motivi che riporti. Se è vero che hai una scaletta generale, è anche vero (o almeno, lo è per me e per questo mi sono ricollegata a questo articolo) che non tutto è prestabilito nei minimi dettagli. E questo è anche il bello, come dici giustamente tu, della scrittura creativa. Penso che rivedrò il mio modo di procedere per non incorrere in brutte sorprese. Buona giornata, Valentina.

  16. LUCIANO
    giovedì, 30 Settembre 2021 alle 15:15 Rispondi

    Per il romanzo che sto scrivendo, anzi completando, sono partito da un’idea che ho sviluppato in una bozza di trama, per poi elaborarla e suddividerla in 20 capitoli. Per ogni capitolo avevo indicato i punti da trattare. Nel momento in cui ho iniziato a scrivere, ho pensato di inserire altri 4 capitoli jolly, ovvero vuoti e ovviamente da collocare, per eventuali nuove idee che mi sarebbero venute. Arrivato al capitolo 5 avevo già utilizzato due capitoli jolly. Alla fine il romanzo sarà comunque di 20 capitoli, con almeno 5 capitoli nuovi, mentre alcuni di quelli previsti sono stati eliminati e altri ancora accorpati fra loro. Ho così capito che non si deve definire ogni cosa, anzi che è meglio non farlo, perché si rischierebbe di perdere il fascino della sorpresa, quella che mentre scrivi ti fa scoprire cose che non avevi ancora pensato e che arricchiscono incredibilmente la tua storia. Scrivere è come dipingere, devi stare all’interno della tela, ma non decidere prima quali colori utilizzerai.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 30 Settembre 2021 alle 16:25 Rispondi

      Ciao Luciano, benvenuto nel blog. Sono d’accordo, non puoi pianificare nel dettaglio, me ne sono accorto col mio romanzo, in cui ho cambiato di continuo la scaletta dei capitoli, proprio per nuove idee che nel frattempo arrivavano.

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