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Come creare un’ambientazione post-apocalittica

Come creare un'ambientazione post-apocalittica
Scrivere della fine del mondo: il fascino della letteratura apocalittica

La narrativa apocalittica rientra fra le mie letture preferite, anche se sono stanco di leggere di zombi e vampiri. Ho letto Apocalisse Z di Loureiro e l’ho trovato banale e scopiazzato da vari film sugli zombi. Io sono leggenda è stata una bella lettura, invece, come anche Dissipatio H.G. di Morselli e Goetia di Coltri. La strada di McCarthy li supera tutti, secondo me.

Mi sono divertito a scrivere alcune storie post-apocalittiche, ma senza andare troppo a fondo nei dettagli. Così mi sono chiesto: se dovessi scrivere un bel romanzo post-apocalittico, come dovrei crearne l’ambientazione? In realtà qualche anno fa ho scritto qualche appunto per un ipotetico Resurrectio, ma per ora nulla di fatto.

Apocalisse o post-apocalisse?

I due termini vengono usati scambievolmente. A essere pignoli, una storia apocalittica dovrebbe mostrarci come si arriva all’apocalisse. Ne sono un esempio film come The day after tomorrow e 2012, altrimenti definiti film catastrofici.

Ma direi che non è il caso di fare i pignoli e lasciare più libertà ai lettori: comunque sia, un mondo post-apocalittico è anche un mondo apocalittico.

Definire il periodo storico

Io inizierei a stabilire quando ambientare la mia storia. Di solito si tende ad ambientare storie post-apocalittiche nel futuro o come minimo nel presente. Ma perché non scriverne una nel Medioevo o anche a fine 800?

In questi ultimi casi, però, siamo nella storia alternativa. Ma non ha importanza, la storia alternativa è soltanto un macro-genere letterario per classificare storie ambientate al passato ma con risvolti differenti da quelli originali. Quindi la fine del mondo rientra benissimo.

Definire il livello di distruzione

Secondo me è la parte più importante della storia. Perché? Perché il mondo post-apocalittico influisce direttamente sui personaggi e sulla storia. Pensate a Waterworld: un mondo fatto di acqua. Non ha influito su tutta la storia? Mezzi di trasporto, nutrizione, società.

Non dobbiamo entrare necessariamente in particolari scientifici, dobbiamo però stabilire cosa è rimasto del mondo che conosciamo. E, in base a quel nuovo ambiente, ridefinire società, trasporti, alimentazione, vestiario, tutto ciò che servirà agli esseri umani per sopravvivere.

Definire la nuova società

Ricordate Codice Genesi? C’era un abbozzo di società in quel film, così come nel romanzo Goetia. Un elemento comune che ho potuto notare sia nei film visti sia nei romanzi letti è un’elevata anarchia, com’è normale aspettarsi quando crollano società e istituzioni.

Il bello di queste storie è vedere come i vari autori hanno rappresentato i sopravvissuti e il regresso dell’uomo allo stato brado e selvaggio. Sarebbe istruttivo usare un genere narrativo come questo per mostrare il lato peggiore dell’uomo da una parte e il migliore dall’altra: come i vari individui affrontano la sopravvivenza.

Definire l’ambiente e i suoi pericoli

Ci colleghiamo a quanto detto per la definizione del livello di distruzione del mondo. Ora non dobbiamo limitarci a dire: c’è solo un infinito deserto di sabbia. Ora dobbiamo anche popolare e arredare quel deserto di sabbia.

Come appare il nuovo mondo ai sopravvissuti? Esistono ancora le città? Se sì, come? Alcuni romanzi della saga di Shannara di Terry Brooks (I figli di Armageddon, Gli elfi di Cintra e L’esercito dei demoni) sono ambientati in una Terra distrutta dalle guerre: città ridotte a macerie e pochi edifici ancora in piedi.

Il futuro del post-apocalittico

Come ho detto, sarebbe bello ricavare qualcosa di istruttivo dalla scrittura di storie post-apocalittiche, magari focalizzandosi su come riuscire a sopravvivere. Ecco che una storia del genere potrebbe sfociare nell’ecopunk.

Che ne pensate? Quale futuro può esserci per queste storie?

I miei racconti post-apocalittici

Ne ho scritti 16 e non ho ancora finito. C’è quel progetto di romanzo cui ho accennato, Resurrectio, ma anche altri che mi verranno in mente.

I 7 racconti del progetto Survival blog

  1. Alba livida
  2. Giorni contati
  3. Doppia identità
  4. Fuga disperata
  5. Isolamento forzato
  6. Rosso sangue
  7. Ultima voce

Altre storie post-apocalittiche

  1. Soli al buio: la luce è scomparsa e è meglio non uscire di casa.
  2. Figli del tramonto: una famiglia rimasta isolata.
  3. Finis: pubblicato nella raccolta 365 storie sulla fine del mondo della Delos Books.
  4. Apocalisse bianca: la neve ha coperto tutto il pianeta.
  5. L’inverno sta arrivando: un freddo glaciale annuncia una nuova era.
  6. Grumi: la Terra è diventata un’immensa distesa di melma.
  7. Apocalypsis O.T.: storia doppia, uomo e donna a confronto in un mondo distrutto.
  8. Livelli: fratture e faglie hanno squartato il pianeta.
  9. Terra estrema: il mondo è coperto da uno strato di ghiaccio.

Le vostre apocalissi

Qual è il vostro rapporto con questo genere letterario? Pensate che si potrà continuare a scriverne? Avete scritto storie post-apocalittiche? Come le avete create?

24 Commenti

  1. micaela
    2 febbraio 2014 alle 11:21 Rispondi

    Mai scritte, mai lette. Adoro i film sugli zombi, ne ho un’intera collezione; ma non è un genere di lettura che potrei affrontare prima di dormire. E spesso mi domando, se un giorno possa mai veramente accatere, una cosa simile. Eventi come l’hiroshima, l’eruzione del Vesuvio a Pompei, la diga dl Vajont sono piccole apocalissi. Secondo me si, continueranno ad essere scritte. Che sia sua terra o in un mondo immaginario, non avranno fine le storie di apocalissi.

    • Daniele Imperi
      2 febbraio 2014 alle 16:08 Rispondi

      Quelle che citi sono piccole apocalissi, è vero. A me non crea problemi il tipo di storia che leggo prima di dormire.

  2. Seagal93
    2 febbraio 2014 alle 13:26 Rispondi

    Post interessante :)
    L’ambientazione post-apocalittica mi ha sempre affascinato, anche se non ho mai letto un libro su questo genere.
    Sicuramente non leggerò mai libri che parlano di virus, zombie e infezioni varie. Mi annoiano!! :)

  3. Anna
    2 febbraio 2014 alle 15:27 Rispondi

    Perdona l’exploit di commenti di oggi :P
    Ho appena finito di leggere tutti i racconti linkati in questo articolo, e devo concordare con chi dice che il genere post-apocalittico ti riesce davvero bene. È facile visualizzare le scene ma soprattutto immedesimarsi nella psicologia di questi personaggi posti di fronte alla rovina del mondo come lo conoscevano.

    Per quanto riguarda i libri sugli zombi, mi chiedevo se hai mai letto”Abel” di Claudia Salvatori. Il romanzo mi è capitato tra le mani per puro caso, e devo dire che mi è piaciuto molto, in particolare per alcuni elementi e tipi di personaggi crudi e spietati (non scendo nei dettagli per evitare spoiler).
    Per quanto riguarda il concetto di zombi in “Abel”, non dico che sia qualcosa di geniale, ma sono certa che per me fosse la prima volta che leggevo di zombi raccontati in quel modo. Per chi non conoscesse il romanzo, sappiate che comunque non parla solo di questo ;)

    • Daniele Imperi
      2 febbraio 2014 alle 16:15 Rispondi

      Non c’è un limite ai commenti :)

      Grazie mille per le letture :)

      Non ho letto Abel. Non conosco l’autrice. Darò un’occhiata al libro, anche se sono scettico sugli zombi.

  4. Tenar
    2 febbraio 2014 alle 16:59 Rispondi

    A me intriga sopratutto i tentativi di ricostruire una società, dopo. Una volta ho tentato di cimentarmi con un’ambientazione del genere, immaginando la mia zona svariati secoli dopo una catastrofe, ma mi sono arenata dopo una ventina di capitoli. Mi affascinava molto l’ambientazione e immaginare le diverse società possibili, ma non sono riuscita a dare compattezza alla storia… Magari riesumerò qualche idea per racconti più brevi

    • Daniele Imperi
      2 febbraio 2014 alle 19:16 Rispondi

      La ricostruzione piace anche a me. Se ti sei arenata, forse mancava un bel progetto alle spalle?

  5. Tenar
    2 febbraio 2014 alle 17:00 Rispondi

    … Intrigano, ovviamente, i tentativi.
    Che il dio della sintassi abbia pietà di me.

  6. Strauss
    2 febbraio 2014 alle 20:53 Rispondi

    Ciao Daniele, buonasera a tutti i presenti, ho scritto un racconto nel 2012 intitolato ‘3333 Bio’s Town’. La capacità di Madre Natura di riprendersi lo spazio che le compete dopo millenni di dominazione tecnologica. la Terza Grande Guerra, gli Alberi Dominanti riprendono l’infaticabile lavorìo di produrre aria iper-ossigenata come risposta e involontaria punizione nei confronti dell’esigua popolazione, (gli HS, Homo Superstiti), che abita nei Bunker-alloggio…
    Se può trattarsi di racconto post-apocalittico non ne sono certo. Non mi sono posto il problema quando ho iniziato a scriverlo. Mi trovavo; in estate, chiuso in macchina, davanti un parrucchiere chiuso anche lui, stavo mangiando un panino e le fronde di un grande albero rendevano la temperatura all’interno, sopportabile. Comunque mi sono divertito a scriverlo, impegnativo e soddisfacente.

  7. Luca.Sempre
    2 febbraio 2014 alle 21:02 Rispondi

    Mi hai letto nel pensiero…

    Dopo aver letto La Strada capisci che non arriverai mai a quel livello e ti senti piccolo piccolo.

    Una meraviglia di sintesi e capacità affabulatoria.

    Qualsiasi persona che ambisce a diventare una parvenza di scrittore dovrebbe leggere quel romanzo. Apocalisse o Non Apocalisse ;-)

  8. Moonshade
    2 febbraio 2014 alle 22:06 Rispondi

    Fin’ora le ho sempre viste come film (i miei preferiti sono waterworld, mad max e ‘e venne il giorno’); scritti ho letto Apocalisse Z, che non mi è dispiaciuto, walking dead e ‘il mondo d’acqua’. Una delle (tante) cose che mi piacerebbe scrivere è un racconto zombie “survival medievale post epidemia” (in fondo il concetto di apocalisse è soggettivo). Però si, nel caso di un post apocalisse nel futuro pianificare le condizioni di sopravvivenza è importante, soprattutto per non usare cose come stocchi e balestre…

    • Daniele Imperi
      3 febbraio 2014 alle 09:10 Rispondi

      Mad Max è bellissimo.

      Il mondo d’acqua non lo conosco, invece. Il Medioevo andrebbe bene come ambientazione per storie post-apocalittiche.

      • Moonshade
        3 febbraio 2014 alle 15:06 Rispondi

        Pardon, stavo pensando ancora a Waterworld: il libro che ho nominato non è”il mondo d’acqua”, ma “il quinto giorno” di Shatzing (apocalisse in corso generata sui fondali oceanici), a cui ha fatto seguire un tomo chiamato appunto “il mondo d’acqua”, ma è scientifico. Scusa l’errore!

  9. Salvatore
    3 febbraio 2014 alle 10:46 Rispondi

    Secondo me più apocalittico del Medioevo c’è poco, è l’esempio perfetto di ciò che accade quando crolla una civiltà. Certo, mancano le radiazioni nucleari, l’inquinamento estremo, una tecnologia all’avanguardia (dimenticandoci che ciò che è all’avanguardia oggi probabilmente sarà obsoleto in meno di cinquant’anni) e tutto ciò che la narrativa moderna identifica come “apocalittico”. Ma in fondo perché un’ambientazione apocalittica deve per forza essere legata a questi preconcetti?

    Argomento affascinante. Non credo che mi cimenterò mai in questo genere, ma indubbiamente affascinante.

    • Daniele Imperi
      3 febbraio 2014 alle 11:09 Rispondi

      Vero che manca la tecnologia, però basta una bella peste che decima la popolazione mondiale e crea essere mostruosi e il gioco è fatto :)

      • Salvatore
        3 febbraio 2014 alle 14:52 Rispondi

        Così però si entra nel genere horror. Mi limiterei alla peste che decima/elimina l’umanità. E poi dicono che l’apocalisse sia una brutta cosa… mah!

      • Anna M. Cortese
        19 giugno 2014 alle 10:06 Rispondi

        Fatto – più o meno – nel mio “Malìa d’Eurasia”, quando ero giovane…

  10. Strauss
    3 febbraio 2014 alle 15:24 Rispondi

    Al contrario, l’Apocalisse è una gran bel modo per eliminare l’unica forma di vita della quale il ‘nostro’ Pianeta farebbe volentieri a meno. Ma si sa è andata così…per il futuro auspico una generazione di sterili individui. E’ ovvio che il primo che butterei giù dalla Torre è il sottoscritto…via via a seguire tutti gli altri!

  11. Vuoi scrivere un guest post per Penna blu?
    13 agosto 2014 alle 05:01 Rispondi

    […] Come creare un’ambientazione post-apocalittica […]

  12. Stefano Buscio
    12 settembre 2014 alle 09:41 Rispondi

    Oltre a ciò che avete nominato si può prendere spunto da alyre fonti non proprio letterarie. Ken il guerriero. Fallout. Matrix . Resident evil . La macchina del tempo. Alice in the steamland . E.come non fare riferimento a Sine Requie.

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