“High concept”: scrivere una storia sensazionale

Trovare una grande idea per il nostro romanzo

“High concept”: scrivere una storia sensazionale

I l segreto di un libro di successo risiede in una grande idea. Concepire un’idea unica, originale e adatta a molti lettori significa avere buone possibilità di pubblicare un romanzo.

High Concept is the IDEA.

William C. Martell

Dobbiamo tornare indietro agli ’80 e uscire dal campo della narrativa per entrare in quello della cinematografia. Gli sceneggiatori partecipavano alle riunioni della Fox con quello che chiamavano “high concept” (il termine è entrato nella lingua inglese nel 1971): una logline (abbiamo già conosciuto questo concetto) comprensibile immediatamente e che avrebbe attratto la casa di produzione, pronta a sborsare milioni di dollari per produrre quel film.

Allo stesso modo, in editoria, un autore dovrebbe avere un’idea talmente forte per il suo romanzo che un grande editore non esiterà a pubblicarlo.

Come tradurre il concetto di “high concept” (il gioco di parole era necessario)?

  • Secondo il Cambridge: “basato su un’idea interessante e attraente che può essere spiegata in modo semplice.
  • Secondo il Merriam-Webster: “avere o sfruttare elementi (come l’azione o la suspense) che attraggono un vasto pubblico”.

Storie di alta concezione: potrebbe essere una traduzione accettabile. Si basa, in fondo, tutto sull’idea. Un’idea sensazionale, irresistibile, un’idea che fa partire il romanzo avvantaggiato rispetto ad altri.

7 elementi per una storia “high concept”

Secondo Jeff Lyons sono sette gli elementi propri di una storia di “alta concezione”:

  1. Intrattenimento: si potrebbe disquisire molto sul concetto di intrattenimento (e ci tornerò in un altro articolo), ma una storia d’alta concezione deve necessariamente intrattenere il pubblico.
  2. Originalità: che significa scrivere una storia originale? Secondo molti, tutte le storie sono già state scritte, quindi è impossibile scriverne una originale oggi. Eppure penso che lo sia ancora. Una storia originale è una storia mai raccontata prima (vedere più avanti).
  3. Emotività: una storia di alta concezione deve creare forti emozioni nel lettore, e questo non significa scrivere una storia drammatica. Qualsiasi genere di storia, anche umoristica, è in grado di generare emozioni indimenticabili nei lettori.
  4. Unicità: che non significa originale, anche se originale significa unico. Una storia unica nel suo genere è una storia che contiene elementi (dai personaggi all’ambientazione, dalla struttura alla trama, ecc.) che non troviamo in altre storie.
  5. Pubblico di massa: questo tipo di storie si rivolge al grande pubblico. Ricordiamo i produttori cinematografici che sborsano milioni di dollari: lo farebbero per un film di nicchia? No. Né un grande editore investirebbe per un romanzo di nicchia che venderà un centinaio di copie.
  6. Principio del “what if”: che cosa accadrebbe se un vampiro potente come Dracula apparisse in una moderna città americana? È quello che si è chiesto Stephen King, prima di scrivere Le notti di Salem. Il “what if” non è altro che la versione anglosassone del rodariano binomio della fantasia.
  7. Visivamente evocativa: quando leggiamo una storia del genere, riusciamo a evocare nella nostra mente le immagini, come se vedessimo la storia svolgersi davanti ai nostri occhi.

5 requisiti per una storia “high concept”

Steve Kaire parla invece di requisiti, non propriamente di elementi.

  1. Una premessa unica e originale: anche della premessa ho accennato tempo fa, suggerendo la lettura di un articolo nel blog «Anima di carta», che ne parla nel dettaglio. La premessa è oltre la semplice idea. Un’idea può non funzionare, una premessa deve funzionare. Lo dice il termine stesso: premessa è premettere qualcosa che nello scritto poi bisogna dimostrare.
  2. Un grande pubblico di lettori: anche Kaire parla di pubblico di massa.
  3. Elementi unici: seconda caratteristica in comune con i 7 elementi individuati da Jeff Lyons.
  4. Potenziale ovvio: questo punto è interessante. Un editore investe se il romanzo ha un buon potenziale di vendite e apprezzamenti. Ma credo che il termine “potenziale” indichi anche altro: una storia con un potenziale è una storia che funziona, che ha forza.
  5. Logline da 1 a 3 frasi: ho scritto tempo fa della logline, un breve testo che sintetizza la trama del libro. In poche frasi, da una a tre al massimo, l’autore deve riuscire a condensare il suo libro.

Scrivere una storia mai scritta prima

Una storia di alta concezione richiede tempo per essere… concepita. O forse no. Credo anzi che la maggior parte delle storie high concept sia nata per caso, che l’autore abbia soltanto avuto un’intuizione, un’idea geniale – anche se in quel momento (a meno che non sia un autore che non conosce modestia) non sapeva che la sua idea fosse geniale.

Come scrivere una storia mai scritta finora?

Non esistono ingredienti, altrimenti tutti ci riuscirebbero. Si possono prendere in esame i 7 elementi e i 5 requisiti suggeriti (che poi in tutto sono 10 consigli) e scoprire se la nostra storia li contiene tutti o quanti ne contiene.

Scrivere una storia per vendere

You have to decide either you’re writing for your own enjoyment or you’re writing to sell. If it’s to sell, then you have to take the marketplace into account. Steve Kaire

Chiaro? Ne ho parlato in altre occasioni: quando scriviamo, abbiamo due alternative a disposizione:

  1. scrivere per nostro puro divertimento
  2. scrivere per vendere la nostra storia

Entrambe valide, su questo non c’è da aggiungere altro. Però chi scrive deve scegliere, perché una scelta esclude l’altra.

È ovvio che scrivere un romanzo per venderlo debba essere anche piacevole. Non scriverei mai un romanzo biografico, tanto per fare un esempio estremo, su un personaggio storico che ho sempre avuto in antipatia. Non sarebbe piacevole per me, pur sapendo che quel romanzo venderebbe bene.

When you stop thinking like a writer and start thinking like someone trying to sell a pitch, you’ll get it right. A.J. Flowers

Questo pensiero forse è più difficile da comprendere. Gli americani sono fissati con questo “pitch”, lo trovo ovunque. In sostanza il suggerimento di A.J. Flowers rafforza quanto scritto da Steve Kaire.

Dobbiamo smettere di pensare come scrittori per poter vendere il nostro romanzo? Credo che il vero significato sia smettere di pensare alla scrittura creativa come a una pura forma d’arte strettamente personale, che soltanto noi autori possiamo capire – e che non venderà neanche una copia.

Avete una storia “high concept” nel cassetto?

Provate ad analizzare le idee che avete avuto, anche il romanzo che avete in stesura, e scoprite se realmente la vostra è una storia di alta concezione.

Com’è andata? Quante probabilità ha di essere pubblicata da un editore o di ricevere ottime vendite se autopubblicata?

E per concludere un…

… quiz: scoprite queste 7 storie “high concept”

Ho scritto sette logline di altrettante storie (sono mescolati romanzi e film). Alcune sono davvero semplici da indovinare, ma non si sa mai. Provate a scrivere nei commenti a quali romanzi e film si riferiscono.

  1. Un bambino resta orfano nella giungla africana. Verrà allevato da un branco di scimmie, divenendone da adulto il capo.
  2. In un lontano futuro un piccolo robot per la raccolta dei rifiuti si imbarca inavvertitamente in un viaggio nello spazio, che alla fine deciderà il destino dell’umanità.
  3. Un burattino di legno prende vita e ne combina di tutti i colori al falegname che l’ha costruito, finché un giorno si ravvede, trasformandosi in un vero bambino.
  4. Adam e Eden si innamorano da ragazzi, nonostante il fatto che vivano su mondi gemellati con gravità che si muovono in direzioni opposte. Dieci anni dopo una separazione forzata, Adam parte per una pericolosa ricerca per ritrovare il suo amore.
  5. Un uomo accusato di un reato che non ha commesso riesce a fuggire da un carcere di massima sicurezza e infine a vendicarsi dei suoi nemici.
  6. Nel 2027, in un mondo caotico in cui le donne sono diventate sterili, un ex attivista accetta di portare una donna miracolosamente incinta in un santuario nel mare.
  7. In un laboratorio uno scienziato dà vita a una creatura assemblata con membra di cadaveri (questa è facile).

22 Commenti

  1. Maria Pia Rollo
    29 novembre 2018 alle 08:01 Rispondi

    1. Tarzan delle scimmie
    2. Wall-e
    3. Pinocchio
    4. Upside down
    5. Il conte di Montecristo
    6. I figli degli uomini
    7. Frankenstein
    Se ho indovinato, voglio il peluche!!

    • Daniele Imperi
      29 novembre 2018 alle 13:37 Rispondi

      Hai indovinato, ma i peluche sono finiti :)

  2. Corrado S. Magro
    29 novembre 2018 alle 08:15 Rispondi

    Sintetico, significativo, semplice da capire e da tenere a mente
    (complimenti per le copertine simpaticissime e belle dei tuoi libri)

    • Daniele Imperi
      29 novembre 2018 alle 13:37 Rispondi

      Grazie :)
      Sintetico per forza, alla fine non c’è molto da dire su questo “concetto”.

  3. Massimo Prevete
    29 novembre 2018 alle 09:09 Rispondi

    Per me non ha senso parlare della storia – o meglio, fino a un certo punto. E nemmeno dello stile, o dei contenuti. Sarà banale, ma la scorrevolezza del libro è ciò che ne determina il successo al 50%. L’altro 50% è la promozione. Il che non significa che le storie ‘high concept’ siano inutili, perché non è così, e possono dare quel quid in più (io stesso scrivo quasi solo di questo tipo di narrazioni). Però, ecco, purtroppo è solo un minuscolo granello di sabbia nel deserto.

    • Daniele Imperi
      29 novembre 2018 alle 13:39 Rispondi

      La scorrevolezza che cos’è? Per uno che non ha mai letto nulla, anche Pinocchio potrebbe non risultare scorrevole. Per uno studioso di classici la lettura della Divina Commedia è una passeggiata.

  4. Barbara Businaro
    29 novembre 2018 alle 11:27 Rispondi

    Tarzan delle Scimmie
    Wall-e
    Pinocchio
    Upside Down (adooooooro quel film!)
    Fuga da Alcatraz? (ce ne sono tanti di evasioni carcerarie)
    I figli degli uomini / Children of men (per sentito dire però, non l’ho letto / visto)
    Frankenstein (o Frankenstein Junior?)

    Però l’idea che Danny DeVito e Arnold Schwarzenegger siano gemelli funzionava bene al cinema perché, all’epoca, tutti avevano subito in mente la fisicità contrapposta dei due personaggi. Il marketing è istantaneo. Diversamente con un romanzo, devi riuscire a far lavorare subito la fantasia senza ricorrere a “modelli”. O no?

    • Daniele Imperi
      29 novembre 2018 alle 13:42 Rispondi

      Hai sbagliato il numero 5. Il personaggio interpretato da Clint Eastwood era un criminale.
      Frankenstein Junior è solo la parodia di Frankenstein ;)

      Anche il film sui 2 gemelli è “high concpet”.

      Non so rispondere alla tua domanda :)

  5. Emilia Chiodini
    29 novembre 2018 alle 12:12 Rispondi

    Un tempo si diceva: pour épater le bourgeois, stupire sbalordire, per richiamare l’attenzione su di sé, perché la gente è annoiata, stanca, vuole emozionarsi! Quanto abusato è questo sentimento! Allora dai, diamoci sotto. Io penso a un rave in un cimitero isolato sulle montagne dove anche i cadaveri vengono scoperchiati.Ne avrei altre di idee. Ma quando poi scriviamo, bisogna fare i conti con l’espressività, le metafore, i nodi di pensieri, gli scorci di analogie, eccetera. L’arte dello scrivere dove va a finire? “Scrivere è trasmettere uno sguardo interiore alle parole, ricercare un nuovo mondo nella propria mente, con pazienza, ostinazione e gioia.
    Quando passo giorni, mesi, anni scrivendo lentamente le mie parole su un foglio bianco, seduto al tavolo, sento di costruire un nuovo mondo, una nuova persona dentro di me, proprio come coloro che costruiscono un ponte o una cupola pietra su pietra. Le pietre di noi scrittori sono le parole.” Pamuk Nobel della letteratura “006
    ,

    • Daniele Imperi
      29 novembre 2018 alle 13:44 Rispondi

      Emozionare i lettori? Non esiste la ricetta per farlo. Una cosa che emoziona te può lasciare me indifferente e viceversa.

  6. Martin Rua
    29 novembre 2018 alle 12:47 Rispondi

    Sintetico e interessante come sempre.
    È sacrosanto sottolineare come si possa (e dal mio punto di vista si debba) scrivere per vendere. Molti ancora non accettano il fatto che scrivere sia anche un mestiere. Come se orientando il proprio lavoro per vendere, si tradisse la propria creatività.
    E chi lo fa, per questa categoria di scrittori puritani, è un mercenario.
    Bravo, Daniele.

    • Daniele Imperi
      29 novembre 2018 alle 13:46 Rispondi

      Grazie.
      Se vuoi pubblicare, con un editore o per conto tuo, ovvio che debba vendere. Devi quindi scrivere una storia vendibile, anche se nessuno ti vieta di sperimentare. L’importante è che si mettano in conto gli insuccessi e si corregga poi la rotta.
      Anche io so di molti scrittori che si scandalizzano alla parola vendere.

  7. Luz
    29 novembre 2018 alle 13:52 Rispondi

    Interessante, fa riflettere. Comunque c’è da dire che la lista dei romanzi “high-concept” che possono venirci in mente non è lunga. Avere tutti quegli ingredienti è merce rara.
    Credo che abbia centrato tutti i punti proprio la Rosella Postorino autrice de “Le assaggiatrici” che ho recensito da poco. Storia sconosciuta eppure realmente accaduta, epoca storica riconoscibile, fortemente evocativa, possibilità di immedesimazione per il lettore.

    • Daniele Imperi
      29 novembre 2018 alle 14:12 Rispondi

      Non ho ancora provato a vedere se il romanzo in stesura ha qualcuno di quegli elementi… lo faccio? :D
      Non so però se la lista di quel tipo di storia sia lunga o meno. Forse no, sono storie non facili da scrivere.
      Ora mi leggo la tua recensione.

  8. Maria Pia Rollo
    29 novembre 2018 alle 15:11 Rispondi

    Il concetto di High Concept si può anche applicare al marketing pubblicitario? Voglio dire, quando si pubblicizza uno spot per la TV, bisogna convincere il marchio in oggetto, che lo spot può funzionare, con gli stessi meccanismi della narrativa.
    A proposito dei film/romanzi da indovinare: 😥 (per i peluche!)

    • Daniele Imperi
      29 novembre 2018 alle 15:17 Rispondi

      Ho capito che intendi, ma non saprei. Però forse sì, almeno per i grandi marchi e i prodotti più conosciuti.

  9. von Moltke
    29 novembre 2018 alle 21:41 Rispondi

    Il romanzo che sto scrivendo, una storia di fantascienza sui viaggi nel tempo, secondo me ha tutte le carte in regola per diventare un bestseller. Tutte meno una: sono del tutto fuori dai giri che mi porterebbero a venir letto dalle case editrici o da chi per loro, e quindi, prevedibilmente, non lo diventerà.

    • Daniele Imperi
      30 novembre 2018 alle 07:54 Rispondi

      Quali giri? Appena finito, cerca una casa editrice e spedisci il manoscritto.

      • von Moltke
        30 novembre 2018 alle 21:25 Rispondi

        È esattamente quello che farò, e alla Fanucci, che di fantascienza è il punto di riferimento, anche se vogliono il cartaceo. Ma temo di dover attendere tempi biblici. Pensa che persino un’agenzia letteraria a cui è piaciuto il mio secondo romanzo e che mi aveva scritto di essere in cerca di un editore per la pubblicazione mi tiene in attesa da un anno…

  10. Kukuviza
    3 dicembre 2018 alle 14:38 Rispondi

    Ma Upside Down esiste anche come libro?

    • Daniele Imperi
      3 dicembre 2018 alle 14:40 Rispondi

      No, è solo un film.

      • Kukuviza
        4 dicembre 2018 alle 14:28 Rispondi

        Peccato, perché l’idea era buona ma non mi ha soddisfatto la realizzazione. Speravo che fosse tratto da un libro e che mi avrebbe soddisfatto di più.

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