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Personaggi della fantascienza

Extraterrestri

Avete mai scritto una storia fantascientifica? Avete mai creato personaggi di altri mondi? Com’erano? Vi siete mai posti il problema di come inventare un abitante di un altro pianeta?

Questo articolo nasce da una serie di riflessioni: leggendo alcuni romanzi di fantascienza e vedendo anche alcuni film, mi sembra che non ci sia stato uno studio approfondito dei cosiddetti alieni. Forse perché è impossibile farlo, o forse per una piccola negligenza dello scrittore.

Documentazione inesistente

Uno scrittore deve lavorare documentandosi su ciò che vuole scrivere. Ma se per un romanzo storico esiste la storia e se per altri generi letterari esistono saggi e letture varie, per creare extraterrestri su cosa dovrà documentarsi uno scrittore?

Non esiste documentazione al riguardo, eccetto altri romanzi di fantascienza che hanno trattato di alieni, ma anche quelli si sono basati sulla sola fantasia dello scrittore. Dunque, bisogna lavorare solo di fantasia?

Alieni umanoidi

Sono un classico, che davvero non regge più. Sulla terra esiste una specie umanoide intelligente per via di una serie di ragioni, ma altrove? Le probabilità che esistano esseri intelligenti in grado di viaggiare nello spazio e che abbiano la nostra stessa struttura e un aspetto molto simile al nostro sono davvero minime se non assenti.

Mostri

Altro classico. Nel romanzo La guerra dei mondi gli extraterrestri somigliano a piovre. Nel film District 9 sono una sorta di insetti. In altri film avevano un aspetto rettiloide. A cosa porta tutto questo? L’uomo considera gli alieni essere negativi e conferisce loro un aspetto simile agli animali terrestri che, in genere, detesta: insetti e rettili.

Burroughs, i riferimenti razziali e i marziani verdi

Nel romanzo di Edgar Rice Burroughs – l’autore di Tarzan – La principessa di Marte, uscito al cinema sotto il titolo di Carter di Marte, ci sono sul pianeta rosso due specie umanoidi e intelligenti: gli uomini rossi e i marziani verdi.

I primi sono come noi, i marziani sono invece diversi, con tre paia di arti, due delle quali usate indifferentemente come braccia o gambe. L’aspetto generale non è certo dei più piacevoli.

Il tema della razza e delle distinzioni razziali sia sociali sia morfologiche è ben presente nella serie di romanzi dedicata a John Carter. C’è quindi una sorta di cliché – l’alieno diverso è barbarico, selvaggio.

Anche in District 9 – capolavoro del cinema, secondo me – gli extraterrestri, oltre ad avere un aspetto rivoltante, erano comunque considerati inferiori agli umani.

I limiti dell’uomo nella creazione degli alieni

Non esiste documentazione extraterrestre. Lo scrittore deve quindi lavorare solo di fantasia. Ma la mente umana ha le sue limitazioni, non può andare troppo oltre, perché manca di basi, di termini di paragone. Non esiste una zoologia extraterrestre a cui fare riferimento.

Ed ecco che scrittori e registi puntano – quando non si copiano fra di loro – a creature terrestri, scegliendo sempre quelle più pericolose o fastidiose. L’alieno tipo – già il termine sottolinea e rafforza la negatività dell’essere venuto da fuori – è una sorta di rettile, di insetto, di mostro immondo che deve necessariamente generare ribrezzo nell’uomo.

Stereotipi extraterrestri

La moda generale è una continua e resistente tendenza alla stereotipia dei personaggi extraterrestri. Non possiamo fare altrimenti. Potremmo scrivere una storia di fantascienza che mostri un pianeta popolato da batteri o virus: sarebbero sempre extraterrestri, ma non ci sarebbe storia. O, almeno, una storia interessante da scrivere.

Credo che in letteratura, e anche in cinematografia, si debba smettere di creare stereotipi. Il fantastico ha bisogno di un rinnovamento, di idee nuove, di proporre qualcosa che riesca ad aumentare il fascino che comunque possiede.

Come creare personaggi della fantascienza?

Bella domanda. Io non ho certo una risposta valida. Potrei dire: pensando. Pensando molto. Abbandonando gli stereotipi. Lasciando in pace insetti e rettili che, a dire la verità, non sono assolutamente creature riprovevoli.

Lo scrittore moderno deve lasciarsi guidare non più dall’istinto, che viene influenzato da tanta letteratura e da tanti film, ma da letture mirate. Saggi. Provate, per esempio, a leggere Il mattino dei maghi di Louis Pauwels e vedrete quante idee vi verranno in testa. Altro che insetti e rettili. Non ne ho trovato neanche uno.

Avete mai creato personaggi extraterrestri per le vostre storie di fantascienza? Io solo una volta, quando ho scritto il racconto Lo straniero, ma mi sono tenuto alla larga da descrizioni fisiche. Su cosa vi siete basati nella creazione degli alieni?

20 Commenti

  1. KINGO
    2 aprile 2013 alle 10:19 Rispondi

    Ma no, si può fare una storia interessante anche con virus e batteri, basta che ci siano gli umani.

    • Daniele Imperi
      2 aprile 2013 alle 11:56 Rispondi

      Virus e batteri come personaggi? :)
      Certo, una storia di fantascienza con virus alieni si può fare, io però parlavo di esseri viventi senzienti.

  2. Sascha
    2 aprile 2013 alle 11:09 Rispondi

    In realtá nella fantascienza, almeno nei romanzi, il problema di alieni non umanoidi se lo sono posti in molti, e ci sono esempi di nebulose senzienti, sacche di gas sviluppatesi nel vuoto e che comunicano mediante composti chimici, sistemi nervosi cristallini, tubi di materia organica che nuotano in laghi di metano, colonie simil-coralline, sacche che galleggiano negli strati superiori di gas di giganti gassosi, configurazioni di plasma autocoscienti che vivono nella corona solare, muffe tecnologicamente progredite, sistemi ecologici complessi che agiscono come con una sola mente e molti altri, e questo parlando solo di quelli piú “strani” e con una civiltá tecnologica. Dal punto di vista delle referenze invece, esistono molti biologi, astrofisici e altri scienziati che hanno sviluppato ipotesi su quello che potrebbe essere la vita aliena, e se una volta incontrata noi la potessimo riconoscere come tale, o come potremmo riconoscere un’ intelletto sviluppato veramente come tale. Putroppo quasi la totatlitá del materiale interessante in questo ambito é in inglese, e il cinema non si pone praticamente mai questi problemi preferendo idee di alieni immediatamente comprensibili e con motivazioni interpretabili in due ore scarse di visione.

    • Daniele Imperi
      2 aprile 2013 alle 11:58 Rispondi

      Ciao Sascha,
      interessante questo commento. Hai qualche sito da mostrare di quelli inglesi che hai menzionato?

      • Sascha
        2 aprile 2013 alle 12:17 Rispondi

        Allora, ecco i link riguardanti i problemi relaitivi al riconoscere un intelligenza aliena:
        http://www.ecphorizer.com/EPS/site_page.php?issue=23&page=267
        http://web.media.mit.edu/~minsky/papers/AlienIntelligence.html

        Qui il sito sull’ astrobiologia della NASA, senza molti voli pindarici, ma che puó dare idee interessanti:
        https://astrobiology.nasa.gov/

        Qui invece un testo relativo a possibili sistemi biologici che possono svilupparsi in ambienti differenti, vecchiotto ma interessante:
        http://www.xenology.info/Papers/Xenobiology.htm

        Qui genericamente un pó di informazioni relative a tutto l’ ambito della vita aliena:
        http://www.molvray.com/sf/exobio/

        Come romanzi con idee interessanti su biologia e cultura aliena invece:
        -La serie di Uplift di David Brin
        -Alcuni dei romanzi della serie della Cultura di ian M. banks, anche se spesso pecca usando alieni umanoidi, ci sono in alcuni libri diverse idee interessanti
        -La trilogia Engines of Ligth di MacLeod
        -Gli Anni alieni di Robert Silverberg per un’ invasione un pó fuori dagli schemi e alieni con motivazioni davvero incomprensibili
        -La serie degli Chtorr di David Gerrold per idee di ecologia aliena interessanti

        Di molti altri romanzi e racconti non mi ricordo ora il titolo, ma ce ne sono in abbondanza. Per quello che invece riguarda le discussioni scientifiche relative a questo ambito, le parole chiave sono Astrobiologia e Xenobiologia, anche se questo secondo termine ormai sta diventando desueto.

        • Daniele Imperi
          2 aprile 2013 alle 12:21 Rispondi

          Grazie mille, avrò un po’ di materiale da leggere :)
          Xenobiologia è un bel termine: io ne ho creati altri con il suffisso xeno- per un mio racconto che sto scrivendo, ma è ambientato al passato.

          • Sascha
            2 aprile 2013 alle 14:36

            Ultimo riferimento, questo solo relativo alla rappresentazione di alieni nella cultura popolare:

            http://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/StarfishAliens

            Qui troviamo una definizione, abbastanza lasca a causa della sua natura molto varia, della convenzione narrativa del “veramente alieno”. In fondo alla pagina si trova una interessante serie di riferimenti in letteratura, film, videogiochi, fumetti ecc di apparizioni di alieni non umanoidi.

  3. Salomon Xeno
    2 aprile 2013 alle 11:37 Rispondi

    C’è da dire che Burroughs scriveva negli anni ’10 e a quei tempi avevano da poco finito di ammazzare gli indiani (Geronimo morì nel 1909) per cui, va bene i (pochi) tratti nobili, ma i marziani verdi sono essenzialmente dei selvaggi. Così come John Carter è un gentiluomo del sud, indifferente al governo federale. Forse per questo JC non è invecchiato benissimo e il film della Disney si è rivelato un flop… o forse hanno sbagliato alla Disney.

    • Daniele Imperi
      2 aprile 2013 alle 11:59 Rispondi

      Infatti nel romanzo di Burroughs gli stereotipi razziali non stonavano affatto, primo per il periodo storico in cui è stato scritto il romanzo e secondo perché Carter era un soldato del Sud e quindi favorevole alla schiavitù.

  4. franco zoccheddu
    2 aprile 2013 alle 11:42 Rispondi

    In inglese (più negli USA) usano proprio la parola “alien” per indicare lo straniero. Questo mi ispira molte idee su un possibile romanzo fantascientifico, complici alcune leggi europee sull’immigrazione.

  5. franco zoccheddu
    2 aprile 2013 alle 18:22 Rispondi

    Ci ho provato: ma quando l’ho inviato ad un editore americano, mi hanno risposto che non funziona a causa di un curioso meccanismo per cui ci sarebbe una pericolosa associazione di un personaggio non politically-correct ad un’icona nazionale, cioè NEIL A(rmstrong).

    • Daniele Imperi
      2 aprile 2013 alle 18:59 Rispondi

      Gli americani stanno fuori…

      • Marcello
        2 aprile 2013 alle 20:25 Rispondi

        Gli americani stanno fuori di brutto … io invece mi sono chiesto come sarebbe un universo con la massima integrazione tra specie, dove magari si è riusciti anche a creare un’unità di peacekeeping interplanetaria e interspecie. il rovescio della medaglia, probabilmente, sarebbe vedere umani e non-umani fare la coda alle casse del McDonald (che apparirebbe pure su Gliese – 581 d).

  6. franco zoccheddu
    2 aprile 2013 alle 20:52 Rispondi

    Gli americani sono senza dubbio fuori, ma voi non dovreste dimenticare che siamo in zona primo aprile…

    • Daniele Imperi
      2 aprile 2013 alle 21:12 Rispondi

      Ci hai giocato un pesce, Franco? :D Siamo fuori dal pesce, però :P

  7. franco zoccheddu
    3 aprile 2013 alle 10:29 Rispondi

    Si, ve ne chiedo scusa: il primo ero “fuori”, nel senso di una breve vacanza.

  8. Il blog di Gabriele Favrin » Archivio del blog » L’alieno nella stalla
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