Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Come scrivere in un blog: la guida definitiva

Come scrivere in un blog: la guida definitiva

Dopo anni di blogging, e dopo aver capito alcuni aspetti del blogging che mi erano sfuggiti anche se a portata di mano, posso dire con assoluta certezza che scrivere per un blog è alla portata di tutti, che essere un blogger è in fondo semplice, che gestire un proprio blog non è per nulla complicato.

Prima che qualcuno salti di gioia come un pazzo e qualcun altro mi prenda invece per pazzo, aggiungo che quanto ho scritto riguarda un proprio blog personale e non uno aperto a scopo lavorativo e professionale.

In quest’ultimo caso il successo del blog influisce sul successo del sito aziendale o di quello del professionista e, di fatto, sull’azienda e sul professionista. Quindi il lavoro che sta dietro al blog deve essere professionale e studiato con cura.

A noi qui non interessa parlare di progettazione, non è questo lo scopo della guida né il posto adatto per farlo. A noi interessa come scrivere in un blog, come creare sempre contenuti in modo da portare avanti il nostro progetto.

Come scrivere in un blog: la guida definitiva

In questa guida non ci sono consigli tecnici e accademici, perché è una guida “comportamentale”: vi farà solo capire come scrivere nel vostro blog. Spesso, se non sempre, il blogger alle prime armi sbaglia approccio verso la scrittura e questo comporta una serie di problemi che, con molta probabilità, si traducono nei due famosissimi post che tutti noi abbiamo letto almeno 20 volte nella nostra vita:

  1. Il blog chiude
  2. Scusate la latitanza

I titoli possono variare, io li ho scelti per racchiudere i due messaggi che contengono quei post:

  1. il blog chiude perché il blogger non sa più che scrivere;
  2. il blog riprende le pubblicazioni con un messaggio di scuse per l’interruzione.

A chi si rivolge, dunque, questa guida?

A tutti voi che leggete. Non essendoci nozioni tecniche di alcun tipo, i consigli, che reputo validi e che qualcuno potrà ovviamente confutare, sono rivolti a tutti. Ma cominciamo dall’inizio o, meglio, dagli antefatti.

Gli antefatti del blogging

Come ho accennato, si tratta di una guida comportamentale, quindi ho sottinteso alcuni elementi che non possono mancare nel blogging:

  • conoscere la materia: dovete sapere di cosa scrivere, no? Se aprite un blog, è perché volete parlare di una vostra passione.
  • Saper scrivere: non parlo di trasformarvi in copywriter, parlo semplicemente di scrivere in italiano corretto e non sgrammaticato.
  • Conoscere la scrittura online: si tratta, in fondo, di imparare quattro regole che nulla hanno a che vedere col linguaggio da usare. Ma sono regole importanti perché danno più forza ai vostri testi e più comprensibilità.
  • Decidere gli obiettivi: dovete sapere fin dall’inizio cosa volete ottenere dal vostro blog. In funzione degli obiettivi deciderete cosa scrivere.
  • Creatività: un blogger è prima di tutto un creativo. Crea contenuti, magari ogni giorno, di certo periodicamente.

Io, blogger

Io, bloggerQuesto titolo dovrebbe sostituire la pagina “Chi sono” nei blog o, meglio, dovrebbe dare le linee guida da seguire per poter scrivere nel migliore dei modi. Ribadito da più parti, da me compreso solo ultimamente, il blogger deve essere l’io che scrive, senza maschera né inganni.

Una regola che vale nella narrativa è valida anche nel blogging: mai ingannare il lettore. Questo non significa che qui scriverò dei miei fatti personali, esulano dai temi del blog e, appunto, sono fatti miei personali. Intendo dire che il blogger dovrebbe lasciarsi andare a una scrittura più genuina e personale e non farsi intimidire dal mezzo.

Il blog è appunto questo: un mezzo per scrivere e comunicare. Ma si comunica con la propria voce.

Condividere le proprie conoscenze

Condividere le proprie conoscenzeÈ questa l’essenza del blogging, non credete? Condividere con gli altri quello che sappiamo. Non sarà certo utile per tutti, ma per qualcuno, magari per molti, sì.

Non lesinate ciò che sapete, ciò che avete imparato, ciò di cui avete esperienza diretta. Chi sa, allora sa cosa scrivere. Come scriverlo, invece, si potrà imparare pian piano. A forza di scrivere.

Riflettere sulle proprie conoscenze

Riflettere sulle proprie conoscenzeQuando ho iniziato a riflettere sui temi del mio blog ho trovato tantissime idee per scrivere. Riflettere è funzionale proprio come disegnare mappe mentali. Aiuta il pensiero ad andare più a fondo, a scavare nelle proprie conoscenze.

Ponetevi delle domande. Se non conoscete qualcosa, scrivetelo. Scriverlo vi aiuterà a capire meglio quella vostra lacuna, scriverlo accoglierà lettori nei vostri stessi panni, scriverlo vi potrà dare la soluzione e l’idea per altri post.

Dubitare delle proprie capacità

Chi più sa, più dubita. Enea Silvio Piccolomini, meglio conosciuto come Papa Pio II.

Dubitare delle proprie capacitàChi più dubita, non va da nessuna parte, potrei aggiungere io. Invece credo sia anche vero il contrario. Dubitare vi aiuterà a crescere. Dubitare delle vostre capacità di blogger contiene un segreto non facilmente visibile: se avete un dubbio, significa che avete riflettuto. Se avete riflettuto, significa che vi siete fermati a pensare.

Pensate in forma scritta, allora. Mettete su carta i vostri dubbi e pubblicateli nel blog. A che serve avere un dubbio, porsi delle domande, se poi non troviamo la soluzione? E la soluzione può arrivare da chi vi legge.

Scrivere

ScrivereScrivete. Soltanto guardare il vostro blog deve farvi venire la voglia di scrivere. Il vero blogger scrive, in fondo, è per questo che si differenzia dai comuni mortali. Noi scriviamo in un blog, noi abbiamo un blog. Se lo raccontate in giro, la gente vi guarda come se foste dei nerd, anche se non sa cosa sia un nerd, ma vi guarda con lo sguardo di chi lo sa.

Osservate il vostro blog: i post sono già tutti là dentro. Se non ci credete, vi do la prova. 3 anni fa Penna blu era un blog vuoto, adesso è invece pieno. Da dove sono usciti tutti questi post se non dal blog? Erano già lì, anche se in un altro tempo, ma il tempo non esiste, lo sappiamo tutti, dunque i post sono effettivamente, realmente, già nel vostro blog.

Collaborare

Io, bloggerDicono tutti, me compreso, che il blog è come un diario, ma sapete qual è la verità? Che sono due cose differenti, anzi davvero opposte. Quando scrivete un diario, nessuno legge ciò che scrivete. Sentite solo il bisogno di mettere per iscritto i vostri segreti. Quando aprite un blog, invece, il discorso cambia, perché state diffondendo i vostri pensieri a tutti, in pubblico.

La differenza fra diario e blog è custodita in una sola parola: comunicazione. Col blog state comunicando con tutti. E le potenzialità sono davvero tante. Una di queste è la collaborazione con altri blogger.

Scrivete post a più mani, scrivete articoli in cross blogging, intervistate altri blogger o personaggi. Non limitatevi solo alla vostra voce.

Sperimentare

SperimentareIl bello del blog è che siete a casa vostra e ci potete scrivere quello che vi pare. Io farei esperimenti anche in un blog aziendale, non certo esagerando o minando la credibilità dell’azienda, ma creerei contenuti mai pensati prima.

Osare

Memento audere semper. Gabriele D’Annunzio.

OsareSì, avete letto bene. Bisogna ascoltare i consigli dannunziani sulla scrittura. Ho parlato poche righe più sopra di sperimentare e ogni esperimento è un azzardo: può andar bene o male. Osate, allora, scrivete cosa non scrivereste mai.

Perfino io, anche se in forma più che lieve, ho osato, scrivendo e mettendomi a nudo più di una volta. Ognuno osa come può, certamente. Iniziate per piccoli passi. Ma osate.

Il blogging è un mondo a 360°

Il blogging è un mondo a 360°Se siete riusciti a leggere fin qui, avrete capito che un blog non può essere ingabbiato entro confini ben delineati, ma considerato come una comunicazione a 360°.

Sfruttate qualsiasi media per comunicare, secondo il messaggio da diffondere e il vostro estro.

 

Risorse interne e esterne sul blogging

Per concludere vi segnalo quattro risorse adatte a tutti, che trattano in modo differente e personale i temi legati al blogging.

Altro da aggiungere?

Che cosa vorreste aggiungere di non tecnico per scrivere in un blog?

28 Commenti

  1. Attilio Nania
    23 ottobre 2013 alle 10:33 Rispondi

    Secondo me e’ importante anche cercare di capire quali sono gli interessi degli altri. Se io sono esperto di qualcosa che non interessa a nessuno, e’ vero che se ne parlo con passione posso fare comunque un buon lavoro, ma rischio parlare a vuoto.
    In parte hai accennato questo concetto nel post quado hai parlato della collaborazione, ma quel che voglio dire e’ che secondo me un blogger dovrebbe ogni giorno investigare per scoprire quali sono gli interessi della gente riguardo alla sua materia, e poi impegnarsi per riuscire a soddisfarli. Tu ad esempio lai gia’ fatto quando, in alcuni post, hai chiesto direttamente a noi lettori che cosa avremmo voluto trovare nei prossimi post di pennablu. Io pero’ parlo prorpio di un’indagine gioraliera che va fatta sia sul web, usando strumenti come ad esempio quelli che mette a disposizione Google, sia nella vita reale.

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2013 alle 12:10 Rispondi

      Sì, hai ragione, andrebbe fatta anche la ricerca che suggerisci. Sugli strumenti automatici di Google, invece, ho parecchi dubbi: non mi sono mai stati utili per scrivere neanche mezzo post.

  2. Christian
    23 ottobre 2013 alle 11:07 Rispondi

    Ottima guida, che dire… fantastica!! :)

  3. MikiMoz
    23 ottobre 2013 alle 11:08 Rispondi

    Ottimo articolo, come sempre, caro Sandokan! :)
    Cosa si può aggiungere? Nulla, pare.
    O forse… “DIVERTITEVI, SEMPRE!”, come punto (non) tecnico nel blogging.
    Senza divertimento non siamo divertenti e la gente che ci legge non si divertirà, giusto? :)

    Moz-

  4. Lucia Donati
    23 ottobre 2013 alle 11:16 Rispondi

    Non esistono le guide definitive (sai bene che domani, o forse oggi stesso, un altro potrebbe scrivere la sua “guida definitiva” :) ). Un blog che chiude e che riapre? Non ho capito che problema c’è… A meno che non sia aziendale e sim.
    Per far blogging certo bisogna conoscere la materia, a meno che non si voglia scrivere un diario o qualcosa del genere. Il “chi sono” non può essere sostituito da “io blogger” perché io, prima di tutto, “sono”: il blogging non è nato con me; e me ne posso separare tranquillmente, per brevi o lunghi periodi. :)
    Sul condividere le conoscenze ci sarebbe da scrivere un libro. Se quello che si vuole condividere è nulla o poco più, è più di danno che di vantaggio. Forse concorderai con me su questo. In giro è pieno di tweet stupidi che vengono condivisi: cosa apportano di buono agli altri? E ci sono anche post stupidi che sono condivisi: cosa apportano di buono? E blog stupidi. A chi servono veramente? Non cambiano in meglio la vita di nessuno, né di chi li scrive né di chi li legge. C’è molta spazzatura. Sì, certo, ho capito: tu parli di conoscenze di qualità: ma per quelle bisogna saper distinguere la qualità dalla spazzatura.
    Sul dubitare sulle proprie capacità ci sarebbe da scrivere un altro libro. Purtroppo è pieno di persone che hanno dubbi anche su conoscenze scontate perché non hanno un proprio punto di riferimento. E chiedono agli altri cosa dovrebbero pensare: è terribile! Ciò non toglie che una sana riflessione sia un atteggiamento onesto.
    Sperimentare mi piace e anche osare, ma dipende dalle circostanze.

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2013 alle 12:19 Rispondi

      Il titolo voleva significare questo: sottolineare che non è una guida tecnica alla scrittura nel blog.

      Sul blog che chiude e riapre: indica trascuratezza e fa perdere credibilità e lettori.

      Io blogger: Lucia, ma è proprio quello che ho scritto in quel paragrafo, cioè che il blogger è chi scrive :)

      La condivisione della conoscenza è utile, ma ovviamente parlavo di conoscenza vera. Non intendevo condividere informazioni che non sono utili a nessuno.

      Chiaro che ci sono tweet stupidi (ma non dobbiamo essere sempre seri, no?). Sui post e sui blog stupidi non so di preciso a cosa ti riferisci. “Stupido” è un termine troppo generico e soggettivo anche.

      • Lucia Donati
        23 ottobre 2013 alle 15:14 Rispondi

        Nel titolo ho solo commentato il termine “definitivo”. E poi ci ho messo questo: :)
        Se un blog chiude e riapre in continuazione e senza motivo, siamo d’accordo sulla trascuratezza, certo. Forse, però non perde tutti questi lettori. Io però farei un distinguo tra credibilità e chiudere ogni tanto il blog (bisogna vedere la motivazione). Magari il blogger ha ampliato il suo lavoro in un blog diverso o altro… Sì, il blogger comunica con la propria voce. Ma quello che intendevo è che, prima di essere blogger, si “è”, semplicemente. Per carità, certo che non dobbiamo sempre essere seri (se ben ricordi io scrivo anche battute divertenti!) e sia concesso anche a me (che non sono perfett a)di usare un termine impreciso (con le imprecisioni che si leggono in giro) come “stupido”, riferito a certi tweet o post o blog: con questo termine intendo qualcosa di inutile e insensato. :)

  5. Giovanni Poletti
    23 ottobre 2013 alle 11:34 Rispondi

    concordo su quasi tutto. Ma….il rischio del blogger, così comè è descritto, non è quello di “parlarsi addosso”?

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2013 alle 12:21 Rispondi

      Ciao Giovanni, benvenuto nel blog.

      Perché dici che si parla addosso? In quale caso?

  6. Gioia
    23 ottobre 2013 alle 15:04 Rispondi

    Innanzi tutto grazie per la citazione, mi commuovo e mi sento onorata!

    Per tutto ciò che hai scritto, condivido appieno! La maggior parte dei blog, non sono legati a un businness (sono ancora molte le aziende in Italia che non usano questo sistema, preferiscono il sito), sono blog sorti con la speranza di guadagno. Ben venga quindi una certa libertà nel postare.
    Ma…
    Ci metto il mio ma, metterei particolare attenzione in chi si vuol conoscere! In chi cerca ancora lavoro. Spesso nei CV online, è richiesto l’URL del proprio blog, per avere un’idea delle capacità.
    Quindi, credo che, come hai più volte ribadito in passato, un minimo di attenzione nei particolari, nell’impegno e soprattutto nella sostanza, siano ASSOLUTAMENTE NECESSARI.

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2013 alle 16:45 Rispondi

      Addiritura commossa, esagerata! :D

      Oddio, il blog nel CV mi pare esagerato. Nel senso che non sei obbligato ad averlo, dai. Dipende poi dal tipo di lavoro che stai cercando.

      • Gioia
        23 ottobre 2013 alle 17:54 Rispondi

        Ti posso garantire che me lo hanno chiesto anche all’ufficio di collocamento!

  7. Cinzia
    23 ottobre 2013 alle 15:26 Rispondi

    Gentile Daniele, avrei voluto iniziare con ‘Preparatissimo Daniele’ ma la forma di apertura non mi convinceva, una breve premessa per dirti che, i tuoi post sono sempre molto interessanti ed esaustivi. Ti leggo con il medesimo interesse di quando sono approdata in questo mondo che è il blogging ma non ho sempre commentato (lo so, lo so, ho peccato), vuoi per la fretta, vuoi perché non sempre mi sembrava di avere qualcosa di interessante da dire ma questa volta non potevo uscirmene in punta di piedi! Sto attraversando quella fase in cui devo decidere esattamente cosa voglio COMUNICARE attraverso il mio blog che in questo momento parla di un po’ di tutto e forse è proprio questo il suo scopo considerato il piacere che provo quando apro la mia pagina e ci trovo quello che spesso mi trattiene su tanti altri blog ben fatti. Con questo non voglio dire che il mio rientri fra questi ma mi piace ciò che leggo e mi stimola a continuare quindi penso di essere sulla strada giusta.

    Leggerò con cura i link segnalati, grazie ancora.
    Cinzia

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2013 alle 16:51 Rispondi

      Ciao Cinzia,
      grazie :)

      Sapere cosa si vuole comunicare è importante. Tu, che l’hai capito, sei sulla buona strada.

  8. Maria Grazia Piemontese
    24 ottobre 2013 alle 17:27 Rispondi

    Ciao Daniele,
    ho letto questa guida tutto d’un fiato perché ho ritrovato tanti miei dubbi e altrettante incertezze. Ho un blog personale che ho aperto anni fa, quando non avevo idea di cosa volesse dire scrivere per il web: mi piaceva l’idea di scrivere e lo facevo. Punto. Adesso curo il blog di due progetti aziendali, e insieme alla consapevolezza del mezzo, questo lavoro mi ha regalato così tante incertezze che spesso mi sento bloccata nello scrivere e sperimentare sul mio blog. Perché so che è in qualche modo una vetrina, che dovrei scegliere un argomento e basare il mio blog su quello. Io, invece, vedo il mio blog come una palestra personale dove, però, non mi sento del tutto libera di sperimentare. Perché? Forse per insicurezza e paura di dire stupidaggini e banalità.
    A parte questo, però, quello che più mi ha colpita della tua guida è l’importanza che dai al tempo della riflessione.Nel mio caso, gestione di blog aziendali, ho bisogno di tempo per fare ricerche mirate prima ancora di elaborare contenuti, ma quello che io ritengo un diritto – dovere di questo lavoro viene considerato quasi uno spreco di tempo, una cosa da eliminare per ottimizzare il lavoro e aumentare la quantità.
    Per questo motivo, poco fa ti ho scritto un tweet al quale hai risposto con un grazie: “purtroppo tanti lo ritengono tempo perso, ma chi riflette vince in partenza: scrive meglio di chi pontifica”.
    Scusa, ho scritto un commento abbastanza lungo, ma ci tenevo a comunicarti che la tua guida ha avviato in me una riflessione che forse alimenterà i miei dubbi già presenti o forse, al contrario, mi spronerà a vincere i freni inibitori sul mio blog personale.
    Di fatto, anche questo commento potrebbe tramutarsi in un post… ;)
    Grazie, è sempre un piacere leggerti.
    MG

    • Daniele Imperi
      24 ottobre 2013 alle 17:39 Rispondi

      Ho capito che vuoi dire. Avere dubbi sul proprio blog fa bene, è normale, è umano, in fondo.

      Non hai idea di quanti me ne stanno venendo in queste ultime settimane.

      Spero, quindi, che la guida ti sproni a vincere quei freni :)

  9. Maria Grazia Piemontese
    25 ottobre 2013 alle 18:55 Rispondi

    Lo spero anch’io e so che dipende solo da me.
    Grazie! :D

  10. Luana
    16 luglio 2014 alle 12:22 Rispondi

    Ciao Daniele,
    Davvero interessante questo tuo post. È da poco che ho avviato il mio blog e dopo aver letto la tua guida mi sento davvero ispirata a migliorarlo e a continuare a scrivere.
    Complimenti e se ti va passa a trovarmi su http://www.luana-abroad.co.uk

    Un saluto

    • Daniele Imperi
      16 luglio 2014 alle 19:18 Rispondi

      Ciao Luana, benvenuta nel blog :)
      Darò un’occhiata al tuo.

  11. Salvatore Lo Presti
    7 luglio 2015 alle 11:55 Rispondi

    Ma se uno vuole aprire un nuovo blog deve avere alcune qualifiche (tipo far parte dell’albo dei giornalisti o simili) o basta la sola passione per lo scrivere?

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 11:59 Rispondi

      Ciao Salvatore, benvenuto.
      Non serve essere iscritti a nessun albo, ci manca solo questo in Italia :)
      Un blogger non è un giornalista e un blog non è una testata giornalistica.

      • Salvatore Lo Presti
        7 luglio 2015 alle 12:25 Rispondi

        Ok, quando allora un blog può essere classificato come testata giornalistica? perché a me interesserebbe veramente sapere se, creando un blog che parli soprattutto di verità, e quindi faccia informazione, possa essere considerato o meno come un giornalino, e per questo magari essere costretti a dover pagare tasse e quant’altro

        • Daniele Imperi
          7 luglio 2015 alle 12:29 Rispondi

          Dipende da come fai informazione. Se sono soltanto opinioni tue, allora non penso ci siano problemi, è un blog come un altro. Che intendi per verità?

          • Salvatore Lo Presti
            7 luglio 2015 alle 12:47

            Premettendo che per me l’informazione non può essere fatta da opinioni ma è fatta di fatti, incontrovertibili e per questo incontestabili (anche se nella nostra Italia sfortunatamente per molti non è così) io intendo quello di poter scrivere ad esempio che in un determinato luogo e in un determinato periodo sono successi determinati eventi. Poi è ovvio che uno in ogni articolo inserisce il proprio punto di vista, ma se oltre al proprio punto di vista, uno non mette delle prove che il punto di vista parte da considerazioni veritiere, lo stesso per me perde assolutamente di significato

  12. Viviana D'Emanuele
    22 aprile 2016 alle 00:31 Rispondi

    complimenti per questa guida!!! incoraggia a non farsi sommergere da dubbi ed incertezze!
    Bisogna comunque scommettere sulle proprie abilità! Crederci.

    Buona vita da blogger a tutti!

    ciao

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2016 alle 08:27 Rispondi

      Ciao Viviana, grazie e benvenuta nel blog :)

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.