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5 problemi da affrontare quando si apre un blog

Cosa aspettarsi dal proprio blogging nei primi mesi

5 cose da considerare prima di aprire un blog

A prire un blog significa dover affrontare alcuni problemi iniziali, a partire dalla scelta della piattaforma fino allo scarso traffico e ai pochi commenti dei primi tempi.

Avere un blog è una bella soddisfazione, nonostante il gran lavoro che comporta (se si vuole gestire il blog per farlo funzionare e portare risultati, ovviamente). Chi decide oggi di aprirne uno si pone di solito mille domande: affrontare la prima volta l’avventura del blogging può essere disorientante per molti.

Guardando indietro negli anni e ai tanti blog che ho aperto, mi sono accorto che tutti quanti hanno delle similitudini, in tutti i blog ho dovuto fare i conti con gli stessi problemi, tanto che alla fine neanche me ne preoccupavo più, li avevo assimilati e andavo avanti risolvendoli un po’ per volta.

Le piattaforme di pubblicazione come WordPress e Blogger tendono a semplificare troppo l’apertura di un blog: “apri un blog in 5 minuti!”, dicono. In realtà in 5 minuti o meno attivi e basta il tuo blog. I contenuti e il piano editoriale non piovono certo dal cielo.

Quali sono questi primi problemi da affrontare per un neoblogger?

Aspetti tecnici

Ti senti un esperto informatico?

È davvero necessario essere così esperti nell’informatica per aprire un blog? Non so se siano più i blog aperti nelle piattaforme a hosting gratuito, come appunto WordPress e Blogger (un tempo anche Splinder e chissà quante altre) o più quelli installati nel proprio dominio e spazio con WordPress o Joomla o altri CMS.

Ma di solito quando qui in Italia qualcuno decide di aprire un blog letterario (scrittori, lettori forti, ecc.), si butta su WordPress o Blogger e in pochi minuti è online, senza sbattersi. Ma anche per quelle piattaforme esistono degli aspetti tecnici da conoscere.

  • Scelta della piattaforma: su questo ho sempre avuto le idee chiare. Tutti i miei blog sono stati aperti usando WordPress installato su un mio dominio e spazio. Questo mi ha permesso di personalizzare totalmente il mio blog. Ma è una scelta personale. L’importante è che ognuno sia convinto della propria scelta, altrimenti dovrà lavorare un po’ per cambiare piattaforma.
  • Scelta di un tema responsive: oggi è purtroppo richiesto. Con WordPress ho tantissimi temi responsive da acquistare, e così è per le altre piattaforme.
  • Creazione di una newsletter: mi capita spesso di non riuscire a seguire un blog perché non ha attivato una newsletter con gli aggiornamenti. Eppure basta iscriversi a FeedBurner e via email arriverà la notifica dell’ultimo articolo pubblicato. Un blog senza newsletter è un blog che rischia di perdere lettori. Io non ricordo più quei blog che volevo seguire.
  • Imparare la SEO: sono pochi i concetti da conoscere e non bisogna essere dei geni per impararli e ricordarli. A che serve un blog, se poi nessuno lo trova su Google? A che serve scrivere begli articoli, se poi nessuno riesce a trovarli su Google? La SEO per il blogging è utile e prima ogni blogger lo capirà, prima migliorerà il suo blog.

Poche visite nei primi mesi

Nessuno entra nel mio blog…

Sulla questione delle visite si rischia di andare fuori tema. Inizio con due esempi estremi:

  1. il Primo Ministro (non quello attuale, parlo in generale) apre un blog e il primo giorno totalizza 65.000 visite
  2. uno qualunque di noi, uno sconosciuto qualsiasi quindi, apre un blog e il primo giorno totalizza 6 visite: 2 sono le sue e le altre 4 della sorella e di 3 amici

Perché nei primi mesi – anzi, direi anche nel primo anno – ci sono così poche visite nel blog?

Non esiste una risposta. La scarsità di visite può dipendere da:

  • Frequenza di pubblicazione non costante e bassa: il blogger pubblica quando si ricorda di avere un blog, o pubblica solo un post al mese o senza una cadenza stabilita.
  • Gli articoli che scrive sono inconsistenti: nulla in contrario se volete pubblicare nel blog i vostri pensieri sparsi (cioè articoli di una frase o due), ma con quei contenuti non andrete da nessuna parte.
  • Il titolo dei post non è ottimizzato per Google: in alcuni casi ho visto che manca perfino il titolo del post! Se ancora qualcuno non sa scriverli, ho pubblicato un ebook gratuito su come scrivere titoli nel blog che funzionano.
  • Il blog non è stato pubblicizzato da nessuna parte: neanche sui social che frequentate. Alcuni hanno un blog ma, quando commentano in altri blog, non inseriscono il link. Mi chiedo perché.

Tutti fattori su cui potete lavorare, che potete cambiare. Ma all’inizio è normale non averne, ne parlai sulle paranoie del blogger.

Nessun commento all’inizio

I miei articoli non interessano a nessuno

Anche sulla questione dei commenti si potrebbe dire tanto e potrei fare gli stessi due esempi estremi del Primo Ministro e del tizio qualunque.

Perché nei primi articoli – anzi, direi nei primi 50 articoli – ci sono così pochi commenti?

Di nuovo, non esiste una risposta. La scarsità di commenti può dipendere da:

  • Articoli di scarso interesse: sì, anche questa può essere una causa. Tornando all’esempio dei pensieri sparsi, davvero c’è qualcosa da commentare?
  • Modulo dei commenti esterno al blog: è facile commentare nel blog? Spesso mi capita di non poter commentare perché il blogger (furbo) ha installato i commenti di Facebook, così solo chi è iscritto a Facebook può commentare. Vi sembra una scelta intelligente? Stesso discorso per i commenti di Google Plus e, peggio di tutti, di Disqus.
  • Nessun ritorno di link a chi commenta: questo capita su Blogger. Date al lettore la possibilità di inserire il proprio link e non l’inutile profilo su Blogger.
  • Linguaggio asettico o formale: anche il linguaggio conta. Come scrivete nel blog? Annoiando i lettori?
  • Nessun commento altrove: avete mai lasciato commenti in altri blog? No? E allora come pretendete che altri lo facciano nel vostro? Do ut des, dicevano un tempo. Chi si fa conoscere ottiene risultati.
  • Assenza di una CTA: o, come la chiamano all’estero, call to action. Il richiamo all’azione, che in questo caso è il richiamo al commento.

Aumentare commenti nel blog è possibile, bastano pochi accorgimenti e arriveranno.

Mancanza di idee

Il blocco del blogger è sempre in agguato

Se prima di aprire un blog un blogger creasse un piano editoriale e compilasse un calendario editoriale, non sarebbe mai a corto di idee. Se dopo 6 anni le idee iniziano a scarseggiare, è normale. Se scarseggiano all’inizio, c’è un problema urgente da risolvere e una domanda da porsi: lo voglio davvero un blog?

È come pretendere di fare lo scrittore senza avere mai idee per una storia da scrivere. Non è il mestiere giusto, tutto qui.

Però può capitare che nell’aprire un blog ci sia un grande entusiasmo iniziale, seguito poi da un certo abbattimento, magari perché il blogger si aspettava chissà che successo o pensava a un successo veloce.

Ecco alcuni metodi che uso per trovare idee per i miei articoli:

Troll e rompiscatole

Ma non hanno nient’altro da fare?

Pare di no. Quando si apre un blog – il che significa: quando si scrivono articoli su qualsiasi argomento – bisogna aspettarsi sia le critiche, sia i complimenti, sia anche i cosiddetti troll, gente che contesta qualsiasi cosa per il gusto di farlo, di dare fastidio.

Ma c’è anche chi è ignorante di natura, come chi mi scrisse in un commento (non approvato) a uno dei miei post sulla grammatica “poca saccenza”. La Crusca s’è posta il quesito sull’uso del sostantivo “saccenza”, perché molti dizionari riportano solo “saccenteria”.

Se qualcuno ha letto o ricorda i miei articoli sulla grammatica, sa che sono scritti con un linguaggio tutt’altro che accademico, spesso anzi sono spiritosi. Quindi tutta questa saccenteria dove sarebbe?

O forse il tizio s’è sentito punto sul vivo?

E quelli che commentano racconti vecchi, brevi, senza nessuna pretesa?

Ecco, tutto questo è da tenere in considerazione: se avete intenzione di portare avanti il blog per anni, prima o poi un troll arriverà. Caricate le armi!

Vi siete riscontrati in questi 5 problemi quando avete aperto un blog? E se qualcuno di voi deve ancora aprirne uno, ci sta ripensando?

40 Commenti

  1. Andrea
    18 ottobre 2018 alle 06:29 Rispondi

    Ciao Daniele. Articolo utile e confortante, visto che il mio blog ha poco più di un anno di vita. (Parlo dei numeri riferiti alle visite).
    Tecnicamente me la cavicchio e WordPress mi sembra abbastanza intuitivo.
    Sul web leggo articoli molto belli, interessanti, spesso senza commenti… che dire. Mentalmente do una pacca sulla spalla al blogger che avrà passato ore su quel pezzo, chiuso da una call to action evidentemente inascoltata. (ma anch’io non commento)
    Personalmente sono molto social e lì ho le soddisfazioni migliori. (Ne abbiamo già parlato, inutile rifarlo). Ho inserito la finestra per commentare loggati Facebook lasciando anche la classica, tipo questa. Sicuramente non è il tuo caso, ma molti blogger i commenti possono anche scriverseli. Su quella di Fb dietro c’è un nome facilmente verificabile.
    Idee? Uno scrittore non dovrebbe aver problemi su questo.
    Rompiscatole? Nemmeno l’ombra. Sui social sì, mi capitano, più che altro piattole (scusate la crudezza); ne deduco che sia solo questione di visibilità, di numeri.
    sono in ritadro…A presto.
    a.

    • Daniele Imperi
      18 ottobre 2018 alle 12:17 Rispondi

      Ciao Andrea, in che senso molti blogger i commenti possono anche scriverseli? Intendi commenti finti?

      • Andrea
        18 ottobre 2018 alle 16:53 Rispondi

        Non molti… intendo tutti, potenzialmente. Sbaglio?
        Ho letto di scrittori (blogger?) che comperano i propri libri per salire nelle classifiche Amazon, che comperano le recensioni (e a questo ci posso anche credere visto la difficoltà ad ottenerne anche una sola). Eticamente che gli costa scriversi un commento?
        Dici che non è possibile? Sto dicendo una cretinata?
        Io l’ho fatto per provare il modulo… potevo essere chiunque e scriverne quanti ne volevo.
        Ciao

        • Daniele Imperi
          18 ottobre 2018 alle 16:58 Rispondi

          Sì, è possibile, ma lo trovo squallido…
          Idem per comprarsi i propri libri.

  2. SILVIA
    18 ottobre 2018 alle 07:23 Rispondi

    Eh sì, io di sicuro da queste difficoltà ci sono passata. E fai bene a ricordarle perché non è detto che, una volta superato lo scoglio dell’inizio, non si ripresentino. A volte diamo (almeno io) per scontate certe dinamiche, invece il blog va sempre curato altrimenti, anche dopo aver raggiunto certi risultati, si può ricadere nel dimenticatoio.

    • Daniele Imperi
      18 ottobre 2018 alle 12:19 Rispondi

      Anche io penso che queste difficoltà possano ritornare. Le visite possono diminuire per qualche motivo, i commenti anche. E le idee possono scarseggiare, com’è accaduto a me :D
      I rompiscatole, poi, ci saranno sempre.

  3. Corrado S. Magro
    18 ottobre 2018 alle 10:05 Rispondi

    Avvertimenti molto importanti. Ho deciso di lanciarmi e due a tre aspetti che ritenevo scontati necessitano un’attenzione e una cura maggiore. Grazie.

    • Daniele Imperi
      18 ottobre 2018 alle 12:19 Rispondi

      E quali sono questi due aspetti? :)

      • Corrado S. Magro
        18 ottobre 2018 alle 13:01 Rispondi

        1) SEO per il blogging
        2) la pubblicità per dare visibilità al blog.

        • Daniele Imperi
          18 ottobre 2018 alle 13:16 Rispondi

          Eh, la prima specialmente è importante, è il primo passo da fare, poi si pensa alla pubblicità.

  4. Francesco
    18 ottobre 2018 alle 10:29 Rispondi

    Ho aperto un solo blog, quello attuale e sono già passati più di 5 anni, ancora stento a crederci. Ho incontrato un po’ tutte le difficoltà da te elencate, ma grazie alla passione e alla determinazione sono anche riuscito a superarle.

    Ultimamente ho un po’ diminuito il ritmo, perché ho esaurito gli argomenti e in parte è dovuto al fatto che non voglio renderlo simile a tanti altri, che pubblicano solo guide e recensioni. Nonostante ciò, in quest’ultimo anno è cresciuto molto in termini di traffico e di commenti.

    • Daniele Imperi
      18 ottobre 2018 alle 12:21 Rispondi

      Nel tuo caso io darei un’occhiata ai blog esteri, per vedere che tipo di articoli pubblicano, oltre le solite recensioni e guide.

  5. Nuccio
    18 ottobre 2018 alle 10:54 Rispondi

    Si, ma poi ti scoccia. Poche visite. Pochi commenti. Non serve a niente se non a darti il piacere di offrire qualcosa 👣di tuo a perenne memoria, finché non viene cancellato dalla piattaforma (il Nemico Oscuro🤣).

    • Daniele Imperi
      18 ottobre 2018 alle 12:22 Rispondi

      Scoccia lavorare tanto e non vedere riscontri in traffico e commenti, ma all’inizio è successo a tutti. Se invece continua anche negli anni la stessa situazione, allora c’è qualche problema…

  6. MikiMoz
    18 ottobre 2018 alle 11:59 Rispondi

    Beh, ormai direi che ho superato tutte le fasi… dopo dodici anni dall’apertura del blog! :D
    Che dire… non uso la newsletter ma solo perché tanto da me trovi un post nuovo ogni giorno, è come fare colazione quindi :p

    Sui troll, ultimamente sono stato massacrato da un collettivo (utenti-fotocopia e probabili fake) perché ho smascherato i loro giochetti, ma appunto… fa parte del blogging e sicuramente mi hanno pure dato visibilità (sempre se non sia un’unica persona con quindici account, che se la canta e se la suona… XD)
    Su commenti e visite hai detto tutto… inizialmente può essere complicato, oggi sicuramente le cose sono cambiate rispetto a quando ho aperto io: ci sono i social, il blogging stesso è diverso… oh, ma comunque tocca aggiornasse, no? :)

    Un caro saluto, Sandokan!!

    Moz-

    • Daniele Imperi
      18 ottobre 2018 alle 12:25 Rispondi

      Eh, se pubblichi ogni santo giorno puoi anche non usare la newsletter, altrimenti intasi le caselle, come facevo io. Ci vorrebbe un servizio a pagamento che fa scegliere all’utente ogni quanto riceverla.
      I social li sto proprio abbandonando, invece, me ne resto nell’antichità del blogging puro :D

      • MikiMoz
        18 ottobre 2018 alle 12:32 Rispondi

        Che comunque è cosa buona e giusta, il blogging puro. E devo dire che quei tempi erano bellissimi… :)

        Moz-

  7. Andrea
    18 ottobre 2018 alle 14:26 Rispondi

    L’unico mio problema iniziale era l’aspetto tecnico, ma a questo si può risolvere essendo in due o più gestori.

    • Daniele Imperi
      18 ottobre 2018 alle 14:28 Rispondi

      Con due o più gestori si risolve anche il problema delle idee :D

  8. Barbara
    18 ottobre 2018 alle 14:37 Rispondi

    “Un blog senza newsletter è un blog che rischia di perdere lettori.”
    Ecco, diciamolo. Non sarebbe corretto chiamarla newsletter, sarebbe una semplice notifica di nuovi contenuti, ma per me è essenziale. Infatti alcuni blog non li leggo più, se non quando me ne ricordo. Cioè mai, con l’età che avanza e il tempo che scarseggia.
    “avete mai lasciato commenti in altri blog? No? E allora come pretendete che altri lo facciano nel vostro?”
    Beh, questa cosa della relatività dei commenti un po’ non la capisco. Io sono qui a commentarti, ma credo siano mesi che tu non passi da me, che facciamo? :P
    Aggiungerei alla lista per aumentare il numero di commenti, la notifica delle risposte ai commenti, che ha una funzione importantissima: avviare conversazioni, aumentare i commenti e gli accessi. Soprattutto se l’autore non può essere presente a rispondere all’istante, si possono avviare conversazioni tra i lettori. Purtroppo devo dire che parecchi installano il plugin apposito, io seleziono in continuazione il check “Avvertimi via email in caso di risposte al mio commento” ma non me ne è mai arrivata una (e si fa anche brutta figura…)
    Quindi, se è vero che un blog si attiva in 5 minuti anche senza essere informatici, magari conviene verificare che funzioni tutto. :)

    • Daniele Imperi
      18 ottobre 2018 alle 15:01 Rispondi

      Il dizionario inglese Cambridge alla voce “Newsletter” dice: “a printed or electronic document containing information about the recent activities of an organization, sent regularly to the organization’s members”.
      Quindi anche la notifica di nuovi contenuti vale :)
      Oddio, è vero, sono mesi che non passo da te, ma sono passato molto poco anche altrove…
      Da qui ti arrivano le notifiche? Che plugin usi per quello? Io ho “Subscribe to Comments Reloaded”.

      • Barbara
        18 ottobre 2018 alle 15:04 Rispondi

        Si, da qui mi arrivano puntuali le notifiche. E io uso lo stesso plugin tuo, infatti! :)

  9. Bonaventura Di Bello
    18 ottobre 2018 alle 15:02 Rispondi

    Cosa ne pensi di Medium, Daniele?

    • Daniele Imperi
      18 ottobre 2018 alle 15:04 Rispondi

      Che è un’altra distrazione :D
      Non saprei, mi sono iscritto qualche anno fa, ma non ho mai pubblicato niente. Prima dell’estate mi era venuta l’idea di scriverci qualcosa, ma neanche ricordo se avevo pensato a cosa :|

  10. Kukuviza
    18 ottobre 2018 alle 20:48 Rispondi

    Bello il disegno di apertura con l’associazione tra personaggio e paragrafi del post.

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2018 alle 07:05 Rispondi

      Ma sentila, di tutto l’articolo l’ha colpita solo il disegno! :D

      • Kukuviza
        19 ottobre 2018 alle 08:11 Rispondi

        AHahaha, ma perché nessuno lo ha citato! E invece meritava di essere citato :)

  11. eosphoros
    19 ottobre 2018 alle 10:20 Rispondi

    Pensa un po’ che questo commento potrebbe anche essere inutile, visto che, a parte un sonoro “hai ragione”, non c’è altro da dire.
    L’unica cosa che aggiungere è che negli ultimi cinque/sei anni aprire un blog da zero è diventato sempre più difficile. Troppe piattaforme, troppe “mode” come quella di Disgus, troppi social a “rubare” i lettori che, prima per leggere una recensione di un libro entravano in un blog o in un forum, e che ora leggono una decina di righe striminzite su una pagina Facebook, che oggi c’è e domani viene venduta al miglior offerente per riempirti la home di pubblicità. E anche tantissimi blog hanno ceduto alla tentazione pubblicitaria, rendendoli illeggibili e privi di contenuti di qualità. Tutto questo mi ricorda sempre di più il racconto di Somni-451 all’interno di “Cloud Atlas”, dove si accenna che proiettavano le pubblicità anche sulla Luna…

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2018 alle 10:58 Rispondi

      Ciao Elisa, benvenuta nel blog. I social hanno impigrito la gente. Riguardo alle tante piattaforme, quali sono? A parte WordPress e Blogger o al limite Joomla, il resto sono social.
      Più blog ci sono e più è difficile emergere, è normale.
      Bellissima la storia di Somni-451, anche se non ricordo quel pezzo :)

  12. Marina serafini
    27 ottobre 2018 alle 10:04 Rispondi

    Buongiorno a tutti, io sono una lettrice silenziosa, che non sempre si espone commentando (vale anche per questo blog, che seguo da un po’ di tempo con moto alterno). La questione dei commenti ha tutto un suo sapore per me, nel senso che troppo spesso vedo abusare di quegli spazi da persone che non hanno davvero nulla da dire se non alzare la mano e direi “hey, ci sono anche io, guardatemi!” . Non mi sembra utile allo scambio che invece si vuole mettere in moto… In altri casi vengono inseriti commenti davvero decontestualizzati, e ciò denota ancora una forma di narcisismo maniacale del tutto irrispettoso verso il padrone di casa che ha impegnato il suo tempo a preparare una festa, l’accoglienza, e ha diffuso inviti per ampliare e condividere un piacere personale. Insomma, sei a casa mia: comportati in maniera corretta!!!
    Penso in sintesi che sia meglio riflettere in silenzio che diffondere inutile rumore. Poi leggo il fastidio di chi non riceve commenti “nonostante ne faccia a sua volta cosi tanti”, ed ecco che ci risiamo. Commentare per essere commentati o per dialogare? Qui applauso al concetto da voi presentato del purismo del blog! :)
    ci sono casi in cui le persone usano il modulo per commentare in privato, e questo é un l’indicatore di un contatto avvenuto bene, seppure in modo diverso uno scambio personale anziché sociale. Uno scambio comunque!!! Sul mio blog capita che accade.
    Sono una idealista: mi piace che oggi ci siano tanti canali diversi per alimentare e nutrire lo scambio, la crescita e il gioco tra le persone. Certo, é importante saper distinguere l’ambiente più idoneo ai propri scopi… Ma senza prevaricare lo spazio di ciascuno!!!
    👋

    • Daniele Imperi
      27 ottobre 2018 alle 16:53 Rispondi

      Ciao Marina, benvenuta nel blog. Purtroppo capitano commenti fuori contesto o inutili. Pazienza :)
      Comnentare per essere commentati non piace neanche a me. Io commento se ho qualcosa da dire, e tempo anche.

  13. Sharon Vescio
    2 novembre 2018 alle 13:07 Rispondi

    Ciao Daniele.
    Un articolo utile e che mi ha fatto sorgere un dubbio. Hai detto che con blogger bisognerebbe dare la possibilità a chi commenta di inserire il nome del proprio sito, giusto? Ma come si fa? Non sapevo che fosse possibile con blogger.
    Le questioni da te affrontate sono reali e a volte anche difficili da gestire.
    Personalmente gestisco un blog da quasi un anno, e nel mentre sono riuscita a crearmi una nicchia di lettori che, con il tempo e l’esperienza ho capito non essere adatti a ciò che mi ero imposta.
    Nell’ultimo mese e mezzo ho cercato di cambiare argomenti e ovviamente le visualizzazioni sono calate, quindi non so bene come comportarmi. Mi consigli di andare avanti così?
    Grazie in anticipo! ^_^

    • Daniele Imperi
      2 novembre 2018 alle 14:20 Rispondi

      Ciao Sharon,
      devi andare su Impostazioni/Post, commenti e condivisioni. Poi, alla voce “Chi può inserire commenti?”, credo tu debba permettere a chiunque di inserire commenti e scegliere Sempre a Moderazione commenti.
      Perché i tuoi lettori non sono adatti?
      Comunque anche i miei lettori col tempo sono cambiati e, anzi, hanno in un certo senso deciso gli argomenti del blog (con tutte le riserve del caso).
      Per quanto riguarda gli argomenti: che vuoi ottenere dal tuo blog? A che ti serve? Di cosa vuoi realmente parlare?
      Prima devi rispondere a queste domande.

      • Sharon Vescio
        2 novembre 2018 alle 15:35 Rispondi

        Grazie Daniele! Andrò a controllare nelle impostazione se è tutto inserito in modo corretto.
        Invece per quanto riguarda i lettori non adatti, almeno secondo me, è perché sono maggiormente colleghi e non lettori non vero senso del termine, quindi capisci anche tu che il focus degli argomenti si concentra sempre su un’altra tematica e non viene mai analizzata o commentata come si dovrebbe fare.
        All’inizio utilizzavo molto i social per fare pubblicità e mi sono creata appunto questa nicchia di persone, che però cambiando argomenti si sono dileguati, quindi spero di star facendo la cosa giusta.
        Mi piace parlare di letteratura in generale, oppure di editoria, ma con queste tematiche non sono riuscita ad avere pareri di lettori interessati a capire come funziona questo mondo.
        Vorrei dare la possibilità a tutti di sperimentare ciò che si cela dietro a un libro pubblicato, o a una bella faccia in copertina,
        Chissà come mai sono invece gli articolo commercializzati che hanno avuto più riscontro.
        Grazie ancora.

        • Daniele Imperi
          2 novembre 2018 alle 15:51 Rispondi

          Che tipo di articoli commercializzati?

          • Sharon Vescio
            2 novembre 2018 alle 16:25 Rispondi

            Il primo esempio che mi viene in mente: 10 motivi per non aprire un blog è un articolo che ha avuto molto riscontro, ma che alla fine non ha nulla a che vedere con le mie tematiche. L’ho scritto per testare appunti i lettori.

            • Daniele Imperi
              2 novembre 2018 alle 16:58 Rispondi

              Quel tipo di articolo è chiamato “contenuto sempreverde” o evergreen, perché in pratica è sempre valido. Poi contiene i numeri, che incuriosiscono.

              Se scrivi recensioni di libri, te lo dico per esperienza personale, non otterrai grandi riscontri: avevo un blog solo di recensioni e arrivavano pochissimi o zero commenti. L’ho chiuso, anche perché aveva iniziato a stufarmi scrivere recensioni :)

              Posso funzionare meglio se tu riuscissi a trasformare la recensione di un libro in un contenuto che possa incuriosire i lettori.

              In alcuni casi, comunque, tu sbagli a scrivere i titoli degli articoli. Ecco un esempio: “Rubrica – Regole di italiano. SCRIVERE BENE. Capitolo tre. ORGANIZZAZIONE DEI PERIODI”.

              In quel titolo io conto ben 5 titoli :)
              Google fa una fatica assurda per capire quel titolo.

              Il titolo giusto è un semplice “Come scrivere periodi e frasi” :)

              • Sharon Vescio
                2 novembre 2018 alle 18:01 Rispondi

                Grazie, non lo sapevo, però appunto sono articoli un po’ sul commerciale, no?
                Sulle recensioni ti do ragione, quando ho aperto il blog anch’io mi ero concentrata sullo stesso contenuto, e devo dire che non andava così male. Pareva avessi un tomo comico e spiccato, ma poi ho iniziato a parlare della mia esperienza come autrice e del mondo editoriale ed è cambiato tutto. In questo momento sono di nuovo allo stesso punto di qualche mese fa. Sai che non ci avevo fatto caso? Grazie, proverò a sistemare tutti i titoli allora! ^_^

  14. Lucas
    8 novembre 2018 alle 17:45 Rispondi

    Ciao Daniele, intanto davvero grazie. Leggerti è un vero piacere, non tanto per gli argomenti (sempre ottimi) ma proprio per la scorrevolezza delle tue parole. Ti volevo chiedere cosa ne pensi di Wix come piattaforma per i blog e se potresti indirizzarmi nella sezione di Penna Blu dove posso trovare consigli per scrivere bene in italiano usando una scrittura piacevole. Grazie, Lucas.

    • Daniele Imperi
      9 novembre 2018 alle 08:06 Rispondi

      Ciao Lucas, benvenuto nel blog. Non conosco Wix, ho visto che alcuni lo usano per crearci il sito (anche realtà commerciali, purtroppo).
      Riguardo a come scrivere bene in italiano: che intendi di preciso? Dovresti rovistare nella sezione Scrittura.

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