8 motivi per cui un editore rifiuta un manoscritto

Perché una casa editrice respinge le proposte editoriali?

8 motivi per cui un editore rifiuta un manoscritto

Siamo sicuri che un rifiuto editoriale sia sempre dovuto a scarsa considerazione per il nostro manoscritto?

Quanti di noi hanno spedito un manoscritto a un editore e hanno ricevuto un rifiuto?

E perché una casa editrice rifiuta una nostra proposta editoriale?

Se lo chiedono in molti. Anche io ho vissuto dei rifiuti, come tutti. Ma si va avanti, si continua a scrivere e a provare a piazzare la nostra opera.

Capita anche, e non solo con le grandi case editrici, che non giunga alcuna risposta. Infatti in molti siti c’è scritto chiaramente di non aspettarsela.

Alcuni motivi sono piuttosto banali, nel senso che sembra assurdo che un autore, anche alle prime armi, li commetta, eppure accade.

1) Il libro non fa parte del catalogo dell’editore

In alcuni casi il libro non trova spazio nella casa editrice. Non parlo certo di spazio fisico. Le case editrici hanno un loro catalogo e si attengono a quello. Il catalogo rappresenta la visione editoriale di una casa editrice. In poche parole ciò che le interessa pubblicare.

Tempo fa ho parlato delle collane editoriali. Che cosa sono? Sono le categorie del catalogo di una casa editrice, che raccolgono libri con simili caratteristiche.

Ovviamente anche i generi letterari costituiscono delle collane, ma non è solo questo il criterio di scelta. Per esempio possiamo trovare una collana di classici italiani dell’Ottocento, di autori moderni cinesi, di saggi sull’ambiente, ecc.

Prima di inviare un manoscritto, quindi, è bene sapere se la casa editrice potrà collocarlo in una sua collana, perché non ne creerà una apposta per noi.

2) L’editore non tratta il genere letterario del romanzo

Alcune case editrici specificano quali generi trattano e quali no. Ho letto di editori che non pubblicano poesie, fantasy, fantascienza. Ma anche senza specificarlo, basterebbe controllare il loro catalogo.

Perché inviare un romanzo fantasy a un editore che non ha pubblicato alcun romanzo fantasy? Manoscritti del “genere” saranno ovviamente cestinati.

3) La storia ha troppi difetti

Quali sono i difetti di una storia? Non certo quelli che un editor può far correggere. Magari l’incidente scatenante è troppo debole o perfino inesistente. Oppure la storia non porta da nessuna parte.

L’autore cambia di continuo il punto di vista, i personaggi sono tutti uguali e parlano tutti allo stesso modo, con la stessa “voce”.

4) La trama è prevedibile, già trattata o banale

Non voglio neanche immaginare quanti manoscritti siano stati inviati dopo il successo della saga fantasy di Harry Potter o di quella horror su Twilight. Senza contare le storie sugli zombi.

Trame già trattate, a meno di non inventarsi qualcosa di veramente nuovo e originale su maghetti alla scuola di magia e vampiri che s’innamorano di fanciulle mortali.

La prevedibilità e la banalità della trama risiedono in un’idea debole, propria di scrittori pigri che non si sono sforzati di pensare o hanno avuto fretta di scrivere e pubblicare.

5) Il tema della storia è preponderante

Sul tema di un romanzo ho da tempo in mente di scrivere un articolo, ma rimando sempre. Il tema è il concetto su cui si basa la storia: possiamo scrivere un romanzo sull’amicizia, sul coraggio, sulla ribellione.

Perché non deve essere preponderante? Perché stiamo raccontando una storia, non stiamo scrivendo un saggio. In un saggio invece il tema deve essere preponderante.

Ho letto alcuni romanzi della saga di Avalon di Marion Zimmer Bradley. I primi mi sono piaciuti, ma uno era eccessivamente femminista.

È con quell’intento che la scrittrice ha scritto la saga, ma sinceramente leggere di continuo, da parte dei personaggi, che le donne sono sempre sagge e forti e tutti gli uomini non capiscono e non valgono nulla è stato abbastanza fastidioso. Soprattutto non veritiero. Si scade nella discriminazione.

Ma quei romanzi sono stati pubblicati, e anche tradotti in varie lingue. Quindi potete provare a scrivere un romanzo in cui predomini il tema su tutto il resto. Io, però, non lo leggerò.

6) Il manoscritto è pieno di errori grammaticali

Possibile? Eccome. C’è ancora chi scrive “pò” o anche “aldilà” invece di “al di là”. Ma le amenità che si trovano in certi manoscritti – o perfino libri – sono tante.

Frequente, nei libri, è la forma verbale “di’” (2° personale singolare del verbo dire, modo imperativo) scritta con l’accento, “dì”, che significa giorno. O apostrofi che mancano là dove devono stare.

Nessun libro è esente da difetti. Se possiamo passar sopra a un errore di battitura, gli errori grammaticali sono invece inaccettabili, sia nelle grandi sia nelle piccole case editrici.

7) La scrittura è amatoriale

Esiste una definizione di scrittura amatoriale? Potrei preparare un articolo al riguardo, prendendo come esempio stralci dei miei primi racconti.

Una definizione immediata che mi viene in mente è una scrittura rozza, che soltanto le scarse letture e la poca pratica possono produrre.

8) La casa editrice è piena di titoli in coda

È il rifiuto che ho ricevuto per il mio saggio politico. L’editore mi ha risposto che sono pieni fino al prossimo autunno e non possono prendere in considerazione nuove proposte editoriali.

Alcune case editrici scrivono chiaramente sul sito che al momento non accettano altri manoscritti, perché il loro calendario di pubblicazioni è pieno. Che fare in quel caso? Se ne cerca un’altra.

Vi vengono in mente altri motivi per cui una casa editrice dovrebbe rifiutare un manoscritto?

10 Commenti

  1. Franco Battaglia
    giovedì, 23 Dicembre 2021 alle 9:38 Rispondi

    Perché non è acclusa la lettera di accompagno del tal Ministro, magari?

    • Daniele Imperi
      giovedì, 23 Dicembre 2021 alle 12:56 Rispondi

      Mah, questo mi sembra più un preconcetto che una realtà. Dubito che tutti i manoscritti accettati avessero una raccomandazione da un ministro.
      In fondo ho pubblicato un libro e non m’ha raccomandato nessuno.

  2. Corrado S. Magro
    giovedì, 23 Dicembre 2021 alle 10:46 Rispondi

    Essere un “po” attraente.🤣 è scritto minuscolo quindi non attraversa la Padania. Forse… potrebbe fare pensare ai “glutei” del genere preferito. Il mio è “f” (deformazione mentale)!

    • Daniele Imperi
      giovedì, 23 Dicembre 2021 alle 12:58 Rispondi

      Ma sempre senza apostrofo l’hai scritto :D

  3. Orsa
    giovedì, 23 Dicembre 2021 alle 12:15 Rispondi

    C’è anche il fattore “mail di presentazione”. Se ci sono errori lì, oppure se il manoscritto viene introdotto con le trombe degli araldi (troppa autocelebrazione tipo mi sono classificato settimo alla sagra del manoscritto di Marina di Bolzano), allora è probabile che venga cestinato senza neanche essere letto. Su “Io, però, non lo leggerò” sono scoppiata a ridere 😂
    Approfitto per augurare buone festività a tutti i tuoi lettori :)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 23 Dicembre 2021 alle 13:01 Rispondi

      Se ci sono errori nella email di presentazione, ce ne sono anche nel manoscritto.
      L’autocelebrazione è da evitare. In alcuni siti di case editrice c’è scritto chiaramente.
      Sul tema c’è poco da fare: in un romanzo cerco altro, se il tema è la centralità della storia, allora diventa quasi un saggio. E a me non interessa. Meglio leggersi un saggio, se il tema affrontato mi attira.

  4. Grazia Gironella
    mercoledì, 29 Dicembre 2021 alle 18:02 Rispondi

    L’editore ha già esaurito per quell’anno i pochi spazi che riserva agli autori italiani, e non fa programmi a lungo termine. Succede (a me è successo). Certo che è un percorso a ostacoli… ;)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 30 Dicembre 2021 alle 8:16 Rispondi

      I pochi spazi che riserva agli autori italiani? Questa è grande… Anziché puntare sulla qualità del romanzo, punta sulla nazionalità. Autorazzismo…

      • Grazia Gironella
        giovedì, 30 Dicembre 2021 alle 10:43 Rispondi

        Proprio così. Scelgono gli autori stranieri che hanno già avuto successo in patria, perché vendono di più e non c’è rischio. Se vedi uscire un romanzo by Grace Turnaround, sai che è mio. XD

        • Daniele Imperi
          giovedì, 30 Dicembre 2021 alle 10:52 Rispondi

          Conviene quasi crearsi una seconda identità, americana magari.
          Comunque con le traduzioni secondo me spendono di più, perché di sicuro all’estero, specialmente se l’autore è famoso, i diritti sono alti.

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