Perché i libri sono pieni di errori?

Quando manca una seria revisione dei testi

Perché i libri sono pieni di errori?

Bella domanda. Ma esiste una risposta? Più ci penso e più non ne trovo una valida. Ma sono davvero stanco di leggere libri e imprecare a ogni errore che trovo. E impreco sul serio e anche ad alta voce.

Gli errori nei libri mi danno un fastidio tremendo. È come comprare un cellulare e trovare lo schermo rigato, o una camicia a cui manca un bottone o una scrivania che traballa.

Ma in quei casi il prodotto si può sostituire o farlo riparare gratis. Un libro pieno di errori non si ripara né si può sostituire, perché ci tornerebbe indietro con gli stessi errori di prima.

La pubblicazione di un libro dovrebbe seguire il seguente iter:

  • Scrittura da parte dell’autore (o traduzione di un traduttore)
  • Editing per migliorare il testo
  • Revisione da parte dell’autore dopo l’editing
  • Rilettura dell’editor (che giustamente non si fida)
  • Correzione delle bozze
  • Lettura finale (anche da parte dell’autore)
  • Stampa

Viene da chiedersi, dopo tutte queste letture e riletture, come sia possibile che i libri vengano pubblicati con errori qui e là.

Ma quali sono questi errori?

Giusta domanda anche questa.

Facciamo chiarezza, allora. Gli errori sono di vario tipo:

  • Errori di stampa: come si definivano un tempo, ossia errori di battitura, dovuti a disattenzione.
  • Refusi: è un errore ben preciso e consiste nello scambio o nello spostamento di una o 2 lettere di una parola. Possiamo farli ricadere negli errori di stampa/battitura.
  • Errori di ortografia: scrivere , per esempio, ma anche “Il 1 maggio” o “un’amico”, ecc.
  • Errori di grammatica: il congiuntivo assente, verbi intransitivi presi per transitivi, ecc.

E poi ci sono anche gli errori concettuali, quando sbagliamo a scrivere una data o mettiamo una località in uno Stato diverso dal proprio.

Le grandi case editrici e gli errori nei libri

I grandi editori hanno fondi sufficienti per pagare le varie figure professionali che intervengono nella pubblicazione di un libro. Quindi anche un correttore di bozze.

Eppure trovo errori anche in quei libri. Pochi, ma ne trovo.

Perché?

Le piccole case editrici e gli errori nei libri

I piccoli editori hanno una scusa che non è una scusa: non hanno fondi sufficienti per pagare tutte quelle figure professionali, neanche le “minime sindacali” per avere un testo decente, come editor e correttore di bozze.

E si vede. Ho letto libri di piccole case editrici pieni zeppi di errori di vario tipo, perfino almeno uno per ogni pagina. Questo significa che è mancata anche una rilettura finale del manoscritto.

La correzione di bozze non ha costi eccessivi, quindi è ancor più ingiustificato che le piccole case editrici pubblichino libri in quelle condizioni.

C’è anche un altro fatto da considerare: molti oggi si improvvisano editori. E l’improvvisazione non paga.

Si possono evitare gli errori nei libri?

La risposta per me è un secco .

Come? Intanto ingaggiando dei correttori di bozze, investendo quindi nei libri da pubblicare, perché una casa editrice che non investe nelle sue pubblicazioni è destinata a restare piccola e sconosciuta.

Considero gli errori nei libri una mancanza di rispetto nei confronti dei lettori.

E i lettori – non fa mai male ricordarlo – non sono dei semplici ammiratori, ma dei clienti.

Penna blu, assieme al sottoscritto, saluta i suoi lettori e anche i non-lettori e vi dà un arrivederci a settembre.

9 Commenti

  1. Orsa
    giovedì, 28 Luglio 2022 alle 13:42 Rispondi

    Provo a dare la mia spiegazione, anche se impopolare e antipatica: si preferisce pubblicare libri pieni di errori perché l’alternativa, considerata la quantità (e la qualità) di errori, è quella di farli riscrivere completamente da capo. Dai sto scherzando :P
    È proprio come dici tu, la colpa è dell’improvvisazione sia degli aspiranti autori sia degli editori. Resta comunque un comportamento poco professionale e inammissibile, soprattutto quando si parla di grosse e affermate case editrici. Editor e correttori, qualora presenti, non editano e non correggono… le loro teste andrebbero fatte saltare.
    E quindi tu quando hai un libro in mano di fatto non leggi, reciti letteralmente un breviario d’imprecazioni? 😂
    Vedo che anche tu soffri di bipolarismo, buone vacanze e arrivederci a settembre anche da Orsa e Daniela :)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 28 Luglio 2022 alle 14:20 Rispondi

      È grave che un autore commetta errori di ortografia e punteggiatura e è grave che una casa editrice non sappia riconoscerli.
      A questo aggiungiamo anche la fretta di pubblicare, che porta a creare prodotti di bassa qualità.
      Spesso mi tocca recitare quando leggo :D

  2. Grazia Gironella
    giovedì, 4 Agosto 2022 alle 10:59 Rispondi

    Gli errori sono fastidiosi, soprattutto quando li trovi nei libri di editori importanti. Non dico che sia facile non farne per l’autore, né che sia facile rilevarli tutti per l’editor, però che diamine, è il tuo lavoro. Come autrice self, apprezzo molto la possibilità di correggere subito ogni refuso o altro errore da me notato o segnalato da un lettore.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 4 Agosto 2022 alle 11:01 Rispondi

      Secondo me sono aumentati gli errori nei libri: quando leggo qualche vecchio libro non ne trovo così tanti come nei nuovi libri.

  3. Luciano
    sabato, 20 Agosto 2022 alle 9:34 Rispondi

    Provata a guardare un vecchio film, tipo un noir o una commedia degli anni ’50: i dialoghi sono più formali ma estremamente corretti, nessuna parolaccia e quelle poche parole in inglese quasi sempre pronunciate male. Provata a guardare due film analoghi dei giorni nostri: i dialoghi sono spesso un”accozzaglia di slang e parolacce da far rabbrividire, inascoltabili. Nell’ultimo mezzo secolo si è perso il buon gusto e l’educazione, e anche il linguaggio ne ha risentito, sia parlato che scritto. In più scrivono tutti, o meglio chiunque può improvvisarsi scrittore, e il risultato è quello di una minore qualità, con buona pace di chi non accetta gli errori in un libro, che tuttavia sono purtroppo una limitata minoranza. Oggi sanno leggere e scrivere tutti, ma quanti sono quelli che si preoccupano di scrivere correttamente una mail o un messaggio su whatsapp? Una volta c’era un certo tasso di analfabetismo, ma chi scriveva lo faceva sempre con serietà e impegno.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 22 Agosto 2022 alle 14:34 Rispondi

      Oggi infatti esagerano con parolacce e sesso nei film, evidentemente per sopperire alla mancanza di contenuti. Che scrivano tutti è altrettanto vero, soprattutto politici e gente dello spettacolo.

  4. Luciano
    sabato, 20 Agosto 2022 alle 9:36 Rispondi

    Ho scritto dal cellulare e ho commesso un paio di refusi: accidenti, sta capitando anche a me!😣

  5. Antonio Zoppetti
    venerdì, 16 Settembre 2022 alle 12:17 Rispondi

    Concordo sul fatto che la riduzione del processo editoriale sta portando a un aumento degli errori nei libri rispetto al passato. D’altra parte, se un libro di 250 pagine è composto da circa 500.000 battute e ci sono 5 errori, la media è di un errore ogni 100.000, che comunque è una percentuale bassa, visto che errare è umano. Personalmente ne faccio quando scrivo, e non li vedo… è molto più semplice trovare i refusi altrui.
    Sulla questione sono sempre stato affascinato dalla quarta di copertina di “C’era una volta un paradosso” di Piergiorgio Odifreddi che recita: “Questo libro contiene almeno un errore. Ci si potrebbe aspettare che per verificare la cosa sia necessario leggere l’intero volume. E invece lo sappiamo già fin d’ora. Infatti, se ci sono errori, ci sono. E se non ce ne sono, c’è quello che dice: «Questo libro contiene almeno un errore». Dunque sappiamo che in questo libro un errore c’è, anche se non sappiamo ancora qual è.”

    • Daniele Imperi
      venerdì, 16 Settembre 2022 alle 13:12 Rispondi

      Concordo: è molto più facile trovare gli errori altrui, ecco perché ogni casa editrice dovrebbe avvalersi di correttori di bozze. Sto leggendo un libro in cui trovo più di un errore a pagina, una lettura che ormai è più un fastidio che altro.
      Quella quarta di copertina è stupenda!

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