Gli errori ortografici più comuni nella scrittura

Lacune ortografiche dure a morire

Gli errori ortografici più comuni nella scrittura

L’ortografia è una cosa seria. La parola deriva dal greco antico e significa, letteralmente, “scrittura corretta”. È il modo corretto di scrivere quelli che il dizionario definisce “segni grafici”, quindi lettere e gruppi di lettere.

Perché è così difficile imparare poche regole ortografiche? Perché alcuni errori sono duri a morire e continuo a trovarli nei blog, sui social media e perfino sui libri?

Non so rispondere a questa domanda, se non chiedendomi che cosa si insegni a scuola, oggi, anzi come si insegni l’italiano. Ma si insegna ancora?

Ho voluto raccogliere gli errori ortografici più comuni che riscontro spesso nella scrittura, elencati in ordine di frequenza.

E’ invece di È

Questo è forse l’errore ortografico più comune, anche se lo trovo maggiormente online e solo raramente nei libri.

In alcuni casi forse si tratta di pigrizia, quella che impedisce di imparare come scrivere la “è” maiuscola.

L’uso errato dell’apostrofo si trova fin troppo spesso nella scrittura, ma qui è perfino ridicolo. L’apostrofo è un segno che indica un troncamento (vedi più avanti po’) o un’elisione vocalica, cioè la caduta di una vocale come, appunto, un’elisione anziché una elisione.

Dunque è illogico l’apostrofo in E’: che cosa dovrebbe esserci dopo la E?

Un invece di un’

Quando mettere l’apostrofo all’articolo un?

Sebbene non sia frequente come il precedente errore ortografico, è comunque uno dei dubbi più ricercati e lo dimostra il mio articolo che spiega l’uso dell’apostrofo nell’articolo indeterminativo, forse il più letto nel blog, con la bellezza di oltre 595.000 letture in 11 anni, che significano oltre 160 letture al giorno.

Mi fa piacere – e non solo per le visite – ma perché significa che molti hanno dubbi e vogliono imparare. Non come quelli che si sentono chic quando dicono una sfilza di piuttosto che

Dì invece di di’

Come ho scritto altre volte, trovo questo gravissimo errore nei libri, anche di grandi case editrici. Non solo, perfino in alcuni dizionari la 2° persona singolare dell’imperativo del verbo dire viene espressa in “dì”.

significa giorno. L’imperativo vuole l’apostrofo, perché proviene dal latino dic.

Secondo il Treccani la diffusione della forma accentata “dì” dell’imperativo è dovuta alla perdita dell’uso del termine (giorno).

Pò invece di po’

È l’errore più triste… La parola non esiste, tanto che ho dovuto usare degli accorgimenti per scriverla, perché OpenOffice me la cambiava in automatico in po’.

Come si fa a commettere un errore del genere? Ma davvero qualcuno ha mai visto scritto su qualche libro?

Impossibile. Dunque chi commette quell’errore non legge libri. E se li legge, non li comprende. O, peggio, non sa riconoscere la differenza fra e po’.

Si invece di sì

Questo errore è più frequente sui social media, ma un paio di volte l’ho trovato in un libro. Si è una particella pronominale, e anche una delle 7 note musicali, è invece un avverbio.

È un errore strano, perché non comporta una combinazione di tasti accentare la i, visto che il tasto della ì sta proprio in alto sulla tastiera.

Non è dunque giustificabile con la fretta, ma magari con la scarsa conoscenza della propria tastiera o, peggio, della lingua italiana.

Che invece di ché

Qui siamo di fronte a un errore facile da commettere. Facile perché bisogna capire bene che cosa significhi quel “che”.

Il che, senza accento, può essere:

  • Congiunzione: “Preferisco che tu legga”
  • Pronome:
    • Lo studente che non studia sarà bocciato
    • Che cosa leggi?
  • Aggettivo:
    • Che grande scrittore!

Il ché, invece, con l’accento acuto, è la congiunzione “che” con valore di perché:

  • Aveva nuotato da Genova a Roma, ché c’era lo sciopero di treni, aerei, bus, benzinai, tassì e autostrade.
  • Me ne stavo zitto, ché non m’andava di rispondere all’interrogazione della prof.

Errori ortografici meno comuni

Saranno anche meno comuni, ma non certo meno gravi.

Dò invece di do

Sì, c’è davvero chi scrive la forma verbale do accentata. Sì, anche nei libri si trova quest’errore. Chissà perché. Forse per non confondere il verbo con la nota musicale? Ma è impossibile fare confusione in quel senso.

L’accento nel verbo dare va messo soltanto in un caso, nella 3° persona singolare dell’Indicativo presente: Daniele dà una bacchettata a chi sbaglia gli accenti.

Apposto invece di a posto

Sembra così strano fare una confusione del genere? Eppure c’è qualcuno che scrive “Ho messo apposto il libro”…

  • Apposto è il participio passato del verbo apporre
  • A posto è l’espressione che indica un certo ordine

Non è difficile capirlo.

Infondo invece di in fondo

Stesso discorso. Ho trovato, anche se di rado, chi confondeva il verbo infondere con la locuzione avverbiale in fondo, che significa “alla fine”, “in conclusione”.

Ci sono casi in cui il senso della frase cambia totalmente:

  • In fondo è andato tutto bene: cioè in fondo al tunnel, o nel fondo di una grotta.
  • Infondo è andato tutto bene: tutto sommato ce la siamo cavata.

Quali sono gli errori ortografici più comuni che trovate nei libri e online?

29 Commenti

  1. Kukuviza
    giovedì, 5 Maggio 2022 alle 8:18 Rispondi

    E oltre ad “apposto” e “infondo” prolifera pure l’affianco, ma non nel senso di affiancare, ma nel senso di “a fianco”. La gente si sta convincendo che è giusto

    • Daniele Imperi
      giovedì, 5 Maggio 2022 alle 12:39 Rispondi

      Hai ragione, m’è sfuggito affianco al posto di a fianco. La gente preferisce restare ignorante per pigrizia, piuttosto che imparare.

  2. Luciano
    giovedì, 5 Maggio 2022 alle 9:50 Rispondi

    Il vero problema è la pigrizia mentale. Quando uno scrive e viene assalito da un dubbio su una qualsiasi parola, dovrebbe consultare il buon vecchio dizionario, che oggi si trova comodamente anche on line. Invece no, troppa fatica e si tira a indovinare, tanto cosa sarà mai, evitando persino lo sforzo di trovare una parola alternativa. I sistemi automatici di correzione ortografica da tastieta non aiutano a migliorare la capacità di scrivere, ma solo ad accrescere la convinzione che non serve più imparare a farlo correttamente, tanto ci pensa il programma a eliminare ogni imperfezione. Questo sì ripercuote (o riperquote?) anche sui libri, dove l’errore non è ammissibile. Purtroppo la tecnologia sta portando a nuovi modi di scrivere, più rapidi e meno forbiti, ovvero a un imbarbarimento della nobile lingua italiana. Ero ancora un bambino quando in un programma televisivo presentato da Mike Buongiorno (o Bongiorno?), un ospite presentò un sistema codificato dove a ogni numero corrispondeva una frase. L’intento era quello di far risparmiare sulla bolletta telefonica, allora abbastanza cara. La cosa suscitò solo una grande ilarità; peccato che dopo diversi decenni stiamo forse andando proprio in quella direzione.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 5 Maggio 2022 alle 12:42 Rispondi

      Sì, è pigrizia anche, tanto più che oggi il dizionario si trova anche online.
      La correzione ortografica automatica ha tantissimi limiti. Se scrivo “È tutto apposto”, non me lo segnala come errore.
      L’imbarbarimento della lingua italiana c’è da tempo, specie con l’abuso dell’inglese.

      • Kukuviza
        giovedì, 5 Maggio 2022 alle 14:09 Rispondi

        È pigrizia e non solo, perché a molti di questi che fanno tali errori non passa neanche per la zucca che sia sbagliato e che dovrebbero controllare. Una volta mi è pure capitato di far notare un errore e mi hanno risposto “Si scrive anche così”

        • Daniele Imperi
          giovedì, 5 Maggio 2022 alle 14:15 Rispondi

          Ah, certo, si scrive anche così… nella combriccola degli analfabeti. Rispondi così, la prossima volta.

  3. Orsa
    giovedì, 5 Maggio 2022 alle 9:59 Rispondi

    Io ultimamente sto notando anche questo ‘errore’, l’uso dell’apostrofo al posto delle virgolette. Provo a dare una spiegazione al frequente uso del sì non accentato sui social: al mio telefono non c’è verso di fargli scrivere sì, mi corregge automaticamente in si (questo vale per social, sms o ricerche su Google). Dopo la terza volta onestamente mi arrendo. Stesso discorso per ce (esempio ce ne vuole), il correttore sistematicamente mi sostituisce con c’è facendomi passare per un’Orsa ciuchina :P Tutta la mia solidarietà al tizio che si è fatto Genova Roma a nuoto :D

    • Corrado S. Magro
      giovedì, 5 Maggio 2022 alle 10:43 Rispondi

      Orsa, “mai in letargo”, dovresti distribuire un bel po’ di zampate ai fanatici degli automatismi. Mi hanno non rotto ma polverizzato i santissimi

      • Orsa
        giovedì, 5 Maggio 2022 alle 11:16 Rispondi

        Ah, se potessi… non un po’ e neanche sul popò 😂

    • Daniele Imperi
      giovedì, 5 Maggio 2022 alle 12:43 Rispondi

      Sì, qualcuno usa l’apice al posto delle virgolette, che secondo me va usato quando usi le virgolette alte per un’altra funzione.
      Strano questo tuo telefono: non c’è modo di inserire sì nel dizionario?

      • Orsa
        giovedì, 5 Maggio 2022 alle 13:42 Rispondi

        Nel dizionario c’è, il guaio è che me lo corregge sempre in si, forse non è in grado di contestualizzarlo nella frase. Tra l’altro quando voglio eseguire l’accesso in uno qualsiasi dei miei account, quando vado per inserire il mio nome mi corregge con “Daniele” :D Dovrei disattivare completamente il correttore per risolvere.

        • Daniele Imperi
          giovedì, 5 Maggio 2022 alle 14:07 Rispondi

          A me il cellulare, un Nokia, non mi corregge gli accenti. Quando scrivo appaio parole suggerite, per esempio. Diciamo che gli errori ortografici da cellulare sono ammissibili, se non è per l’ignoranza dello scrivente.

  4. Corrado S. Magro
    giovedì, 5 Maggio 2022 alle 10:38 Rispondi

    Luciano, secondo me, l’azzecca in pieno con “pigrizia mentale”. Ero in terza elementare quando l’insgenante ci apprese a usare un, uno, una. Il termine maschile che ci propose per ricordare la regola fu: un asino al posto di un’asino😀 e un’amica. A me sembra avere anche notato che chi scrive ignora la possibilità di usare il correttore integrato nel programma di testo, utile per eliminare gli errori più comuni (confesso che ogni tanto lo dimentico anche io) e non sa dove cercare è o È e quali tasti usare per scriverlo correttamente.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 5 Maggio 2022 alle 12:45 Rispondi

      Con OpneOffice se scrivi “è” dopo il punto, diventa in automatico È. E comunque ci sono scorciatoie da tastiera per scrivere È.

  5. Roberta Visone
    giovedì, 5 Maggio 2022 alle 15:40 Rispondi

    Ammetto di aver usato “affianco” invece di “a fianco”.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 5 Maggio 2022 alle 15:44 Rispondi

      Ammissione di colpa :)

  6. Alessandro
    giovedì, 5 Maggio 2022 alle 23:02 Rispondi

    Buonasera a tutti
    Buonasera a te Daniele, seguo da qualche mese il tuo blog, lo trovo interessante e utile per suggerimenti di lettura (io leggo e basta, non scrivo nulla)
    Segnalo anche, giusto per fare un po’ di statistica, e un po’ di colore, l’espressione “essere allo scuro” (di una novità, di un evento), invece che “all’oscuro”. Utilizzata (ahimè) da un mio conoscente. Che dovrei correggere, attività che non amo fare.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 6 Maggio 2022 alle 8:05 Rispondi

      Ciao Alessandro, benvenuto nel blog. “Essere allo scuro” scritto così non l’avevo mai visto. Ma secondo me, col sorriso, dovresti correggerlo.

  7. Antonio Zoppetti
    lunedì, 9 Maggio 2022 alle 12:46 Rispondi

    Ci sarebbe la questione del “qual’è” che qualcuno vorrebbe sdoganare e legittimare. Comunque ho notato anch’io che accenti e apostrofi rappresentano gli ostacoli più comuni anche tra gli studenti delle scuole di scrittura; oltre a dò, c’è fà oppure le omissioni in dà voce del verbo dare, o le confusioni tra accento/apostrofo e tra imperativi e indicativi (fa e fa’). Mi è capitato spesso di constatare l’incapacità di distinguere tra “non centra” e “non c’entra”. Un altro classico è accelerare con raddoppiamento della l, obbrobrio con una b sola, collutorio con due t, ma queste cose con i correttori ortografici si risolvono (come la confusione tra accento acuto e grave sulla e finale). Fuori dall’ortografia l’uso errato di “piuttosto che” con valore di oppure invece di anziché, almeno a Milano, mi pare ormai inarginabile.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 9 Maggio 2022 alle 12:50 Rispondi

      Ho visto anche io che qualcuno vuole accettare la forma “qual’è”.
      Sul verbo centrare e la differenza con c’entrare ho scritto anni fa un articolo, dopo aver visto confusione fra i 2 verbi.
      Il “piuttosto che” con valore disgiuntivo lo trovo fastidiosissimo e in televisione, proprio da gente di Milano e dintorni, si sente spesso.

  8. Valentina De Luca
    martedì, 10 Maggio 2022 alle 5:35 Rispondi

    Ciao Daniele, segnalo “avvolte” al posto di “a volte”, (:O), l’utilizzo della “s” al posto della “z” (ad esempio “sensa”, l’inserimento della “i” dove non ci vuole (ad esempio “conoscenza” diventa “conoscienza”), la lettera maiuscola dove non richiesta (come per i giorni della settimana o i mesi) e l’utilizzo casuale dei puntini di sospensione (che sono tre).

    • Daniele Imperi
      martedì, 10 Maggio 2022 alle 8:14 Rispondi

      Ciao Valentina, “avvolte” al posto di “a volte” per fortuna non l’ho mai incontrato, mentre la “s” al posto della “z” sì, per esempio “estenzione” o “scanzione” e anche il problema della “i”.
      Sulla lettera maiuscola ho scritto un breve articolo anni fa, proprio perché in certi blog c’è il vizio di mettere ogni parola con l’iniziale maiuscola come fanno negli Stati Uniti.
      I puntini di sospensione è vero che sono 3, ma sono un simbolo: non basta, cioè, mettere 3 punti di seguito.

      • Valentina De Luca
        giovedì, 12 Maggio 2022 alle 22:50 Rispondi

        Non ho mica capito la cosa del simbolo… (e vai coi tre puntini). Me la spieghi? :O

        A proposito, nel frattempo mi sono venuti in mente altri errori: “daccordo” al posto di “d’accordo”; “ne” al posto di “né” (né carne né pesce); “sé stesso” al posto di “se stesso”; “spiaggie”, “arancie”, “pioggie”, e in generale parole che dovrebbero finire in “ge” e vengono fatte finire in “gie” (lo stesso vale per “ce” e “cie”); “ce” invece di “c’è”; “centra” al posto di “c’entra”; “pultroppo”; “gli” riferito a una donna.

        • Daniele Imperi
          venerdì, 13 Maggio 2022 alle 8:03 Rispondi

          In OpenOffice se digito i 3 punti e poi lascio uno spazio, si trasformano in un simbolo, cioè in un carattere specifico e la differenza si vede. Qui nei commenti purtroppo non si nota. Ho provato ora con Google Docs e succede lo stesso. Fai una prova.
          “Sé stesso” è accettato, purtroppo, anche se quando andavo a scuola io era un errore.
          Gli altri errori anche si trovano, anche se non spesso.

  9. Barbara
    domenica, 29 Maggio 2022 alle 15:45 Rispondi

    La scorsa estate avevo preparato (e poi pubblicato) ben 38 grafiche con gli errori-orrori più comuni nella scrittura, compresi i dubbi derivanti dalle difficoltà di pronuncia. Sono indecisa se riproporle quest’estate, repetita iuvant dicono.
    Ma per quanto riguarda la E’ al posto della (e sono costretta a “copiare” il tuo testo) È, io continuo felicemente e serenamente a scrivere E’ visto che in quasi cinquant’anni i produttori di tastiere non si sono degnati di inserire un tasto apposito per la (e di nuovo copia) È. Su questo punto ci ho scritto un post che ancora oggi, dopo quasi 4 anni, continua ad essere letto e riletto. Certo, c’è la sostituzione automatica nei programmi di videoscrittura, come Microsoft Word o LibreOffice, ma se scrivi liberamente, nel web, pure con il correttore ortografico attivato (in questo momento mi segna in rosso “repetita iuvant” là sopra) il signor E’ non viene intercettato. E figuriamoci sostituito. Siamo riuscito ad avere il carattere dell’Euro sotto il numero 5, possibile che non possiamo avere una cavolo di E maiuscola accentata da un’altra parte?! :D

    • Daniele Imperi
      lunedì, 30 Maggio 2022 alle 8:12 Rispondi

      Non esistono tasti appositi per le vocali maiuscole accentate, ma è facile scrivere la È.
      E comunque, come ho scritto, nei programmi di scrittura viene in automatico. Se invece scrivi direttamente in WordPress, allora no.
      Al limite può essere giustificato scrivere male la È se commenti sui social, ma in un articolo no.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 30 Maggio 2022 alle 9:19 Rispondi

      Comunque, per scrivere E’ devi usare 3 tasti: Maiusc+e+apostrofo, io sul Mac devo usare 3 tasti per scrivere È: Maiusc+option+e.
      Su Windows c’erano più tasti, ma basta scriverla una volta e per quelle successive la copi.

  10. Emma
    venerdì, 5 Maggio 2023 alle 10:09 Rispondi

    Trovo tutto molto interessante: amo la scrittura e soffro nel vederla mutilata e offesa. Purtroppo oggi vige una sorta di anarchia, per cui si ritiene che la parola possa essere addomesticata a piacimento di chi scrive, così si dimenticano le regole basilari apprese a scuola e si ritiene che in fondo non sia cosi grave o importante. Rabbrividisco quando vedo alcune parole scritte in un certo modo.
    Sarebbe opportuno continuare su questa strada e avere il coraggio di correggere gli errori/orrori, a costo di apparire maleducati. Si tratta comunque di educazione alla corretta scrittura.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 5 Maggio 2023 alle 10:37 Rispondi

      Ciao Emma, benvenuta nel blog. Ci sono errori che continuo a vedere ancora oggi nei libri. Purtroppo è pieno di gente che ignora alcune regole di grammatica e ortografia (specialmente di ortografia).

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