ChatGPT, Writesonic, Pi, Bard e altre piattaforme di intelligenza artificiale vengono fatte passare come programmi di scrittura assistita, mentre in realtà, a partire da alcune indicazioni fornite dall’utente, è proprio l’intelligenza artificiale a scrivere i testi.
A lungo andare l’IA creerà scrittori e blogger sempre più pigri. Affidare la scrittura dei propri testi all’intelligenza artificiale significa ignorare le basi stesse della scrittura: una forma d’arte che parte dalla creatività umana, dalle proprie esperienze e dalla propria cultura.
È errato sostenere che l’IA sia di supporto alla scrittura: l’intelligenza artificiale sostituisce chi scrive. Soprattutto, crea testi che vanno pesantemente revisionati.
Articoli su intelligenza artificiale e scrittura
“L’intelligenza artificiale non toglie lavoro”. Ho letto varie volte questa frase, peccato che non corrisponda…
“Facilitare” è oggi un verbo molto amato da parecchi professionisti. Così come “semplificare”. Ma anche…
L’Intelligenza artificiale è da tempo entrata nell’industria dell’editoria. In futuro ci sarà sempre meno bisogno di grafici, traduttori, redattori.
Sono già apparsi, all’estero, nelle classifiche romanzi scritti con la cosiddetta intelligenza artificiale. In Italia, comunque, sono molti a servirsi dei tanti programmi generativi di testo e immagini.
Dall’ottobre scorso, la casa editrice americana Penguin Random House ha adottato nuove misure per proteggere i propri libri dallo sfruttamento indiscriminato. È una tutela per la casa editrice e per gli autori.
Ormai l’atteggiamento comune, quasi imperante, sembra essere questo. Forse siamo rimasti in pochi a scrivere senza usare l’intelligenza artificiale.
Non è una novità: anche all’estero da parecchi mesi si parla dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nell’editoria. Per esempio, si possono prevedere le preferenze dei lettori, così da avere maggiori possibilità di successo per un libro.
Dalla scrittura siamo passati anche alla correzione di bozze: usare l’intelligenza artificiale per correggere un testo può dare risultati almeno pari al lavoro degli esseri umani? Secondo molti appassionati di IA la risposta è sì.
Dare a un’IA campioni della nostra scrittura per insegnarle a scriverle come scriviamo noi: è davvero utile? Ma, soprattutto, può un’IA riuscire a “scrivere” testi come se li scrivessimo noi?
Oggi esistono già molti romanzi e libri scritti dalle intelligenze artificiali, spesso, se non sempre, mascherate da pseudonimi. Quanto sono validi questi libri?
Nell’era delle intelligenze artificiali come possiamo riuscire a scrivere testi originali e non farli sembrare uguali uno all’altro?
Correzione di bozze e intelligenza artificiale possono andare d’accordo? Dalle prove effettuate con Gemini emergono molte lacune dell’IA sulla comprensione del testo e delle sviste.











