7 domande (assurde) da non fare a uno scrittore

Ovvero: cosa evitare di chiedere a chi scrive libri

7 domande (assurde) da non fare a uno scrittore

Ci sono domande – domande da non fare mai! – che lasciano senza parole gli scrittori, quando qualcuno le pone.

Chissà perché scrivere libri è ancora visto – nonostante si dica da tanti anni che ci sono più scrittori che lettori – come un traguardo… strano. Strano perché un po’ fuori del comune, qualcosa che difficilmente fa il nostro vicino di casa o qualcuno della cerchia di familiari, amici, parenti.

Se provate a dire a qualcuno che conoscete di aver scritto un libro, vi ritroverete a osservare un’espressione semisorridente, a metà fra il momentaneo stupore e la reverenziale ammirazione.

Ma poi passa tutto e stupore e ammirazione, così come erano apparsi, svaniscono in un battito di ciglia e al successivo – di battito di ciglia – ecco che partono le domande.

Domande assurde, se vogliamo. Domande che mai mi sono venute in mente. Eppure ne ho ricevute.

Ti hanno chiesto loro di scriverlo?

Certo, mi chiamo Stephen King e tutti i grandi editori fanno a gara per pubblicarmi.

Eppure… perché no? Ci sono stati senz’altro casi di editori che hanno chiesto a qualche professionista di scrivere un saggio o a un romanziere affermato di scrivere un romanzo.

Ma parliamo appunto di personaggi conosciuti. A un nessuno qualunque nessuna casa editrice chiederà mai di scrivere qualcosa.

Hai dovuto pagare?

Per forza, è così che si pubblica.

Non una sola persona mi ha fatto questa domanda. C’è quest’idea che gira, dunque, che un autore debba pagare per pubblicare.

Sapete cosa penso dell’editoria a pagamento: che non è editoria, ma tipografia. Forse la massa scambia le case editrici per tipografie.

Perché l’hai scritto?

Ho sentito delle voci…

Questa è per me la domanda più assurda. Anche perché davvero non saprei che rispondere.

Perché avete scritto i libri che avete scritto? O perché volete scrivere i libri che volete scrivere?

Ci può essere una risposta? No, per me no.

La scrittura è una forma d’arte. Quando l’arte chiama, si asseconda.

Perché sto scrivendo il mio romanzo di fantascienza, che si avvia a un bel 60%? Non ne ho idea. Forse la risposta giusta alla domanda “Perché hai scritto quel libro?” è “Perché non avrei dovuto scriverlo?”.

E la risposta a “Perché stai scrivendo quel libro?” è “Perché non dovrei?”.

E che libro sarebbe?

Pieno di parole, roba da non credere!

Altra domanda che mi lascia… senza parole. Perché a quel punto ti chiedi se il titolo che hai scelto e la copertina fanno capire di che parli il libro o è tutto così confusionario che la domanda “E che libro sarebbe?” nasce spontanea.

Ma in questo ci viene in aiuto la narrativa di genere: è un romanzo di fantascienza, è un thriller, è un western, è un romanzo rosa.

Non scrivete narrativa di genere? Allora preparatevi a snocciolare tutta la trama o la sinossi del romanzo.

Che messaggio vuoi lanciare?

In bottiglia, sicuramente. Nell’oceano.

Nel mio articolo sulla scelta del genere letterario sono stato chiaro in merito al messaggio: a me non interessa lanciare messaggi. Non sono mai stato un tipo “profondo”, ma neanche superficiale, se è per questo.

A me interessa solo scrivere storie e riuscire a pubblicarle. E che piacciano a un grande pubblico.

Perché penso questo: se scrivi con l’intenzione di inculcare messaggi personali di natura sociale o, peggio, politica, finisci per scrivere per 4 gatti. E non è ciò che voglio.

E quando ne scrivi un altro?

Domani, al massimo dopodomani.

Siccome hai scritto un libro, scriverne un altro sarà facile. Chi pone questa domanda secondo me non ha mai letto un libro.

So io quanto mi sta facendo dannare il mio romanzo, anche perché ho scelto una struttura rigida che non permette scappatoie né così tante improvvisazioni. E poi c’è il registro (non quello scolastico) da cambiare in continuazione e tenere sotto controllo tutto quanto accaduto prima, altrimenti salta tutto…

Ma se anche avessi scelto una storia lineare, scrivere un libro è pur sempre un lavoro lungo e complesso, come… come scrivere un libro!

Come trovi l’ispirazione?

La cerco su Ebay.

Mai provato? Sul significato di ispirazione mi sono pronunciato qualche mese fa: non ci ho mai creduto.

Ognuno, a ben pensarci, dà all’ispirazione il significato che vuole. Io non cerco l’ispirazione. Quando l’ho cercata, in passato, non l’ho mai trovata. Come quando ho cercato lavoro: non l’ho mai trovato.

Alla fine il lavoro me lo sono inventato, così come mi invento l’ispirazione. Non che realmente mi possa inventare l’ispirazione, ma le idee arrivano da sole senza che io faccia consapevolmente qualcosa per farle arrivare.

È quel consapevolmente che fa la differenza: le idee giungono dal mucchio di nozioni che entrano in testa, il cervello le rielabora e il tempo fa il resto. Sta a me poi scegliere quelle valide.

Vi hanno mai fatto domande assurde su ciò che scrivete?

O, peggio, ne avete fatte a qualcuno che scrive?

28 Commenti

  1. Miriam Donati
    giovedì, 4 Marzo 2021 alle 9:39 Rispondi

    Quasi tutte quelle che hai elencato. Aggiungo inoltre che c’è una piccola platea che vorrebbe sostituirsi a te nella stesura del testo come quel lettore che dopo la presentazione del libro mi ha chiesto: Perchè ha scelto una donna come protagonista e non uomo? Le mie spiegazioni e motivazioni circa contesto, intreccio, etc. sono valse solo a farmi dire: Sarebbe stato meglio un uomo!

    • Daniele Imperi
      giovedì, 4 Marzo 2021 alle 12:43 Rispondi

      Quella che ti hanno fatto mi sembra una domanda stupida. Innanzitutto, secondo me per una donna è più semplice e normale creare una protagonista, come per un uomo creare un protagonista, con tutte le eccezioni del caso, ovvio.
      L’ultimo romanzo di Dennis Lehane ha una donna per protagonista, l’ultimo di J.K. Rowling (con lo pseudonimo di Robert Galbraith) ha un uomo.
      Ma, appunto come scrivi, se il contesto prevede una donna, una donna sia.

  2. Orsa
    giovedì, 4 Marzo 2021 alle 10:22 Rispondi

    Io non mi permetterei mai di farti domande così sciocche, ma i miei amici vorrebbero porti alcuni interessanti quesiti su PU.
    Mi hanno chiesto il favore di girarteli:
    Nico Tina vuole sapere se hai fumato sostanze particolari per agevolarti la creazione dei multiversi.
    Lora Daria vuole sapere se trattasi di lettura adatta alla panchina di un parco pubblico.
    Marco Visita chiede se troverà il tuo libro anche nelle sale d’attesa degli ambulatori medici.
    Fagio Lina è curiosissima di sapere se hai dedicato una descrizione dettagliata al cibo fantascientifico.
    Losco Pino invece vuole sapere se hai scelto di stampare su carta riciclata.
    E poi c’è Massimo Pulito, ma ormai vi conoscete bene, dice che ti scriverà direttamente in privato 😂

    • Daniele Imperi
      giovedì, 4 Marzo 2021 alle 12:47 Rispondi

      I tuoi amici sono alquanto curiosi, almeno per i nomi :D
      Ecco le risposte:
      – Non ho fumato nulla, perché non fumo né sopporto il fumo.
      – Non è una lettura adatta alla panchina di un parco pubblico, sia perché supererà le 700 pagine sia perché richiede concentrazione.
      – Non si troverà nelle sale d’attesa degli ambulatori medici, a meno che qualcuno non ne dimentichi una copia.
      – Non una descrizione dettagliata al cibo fantascientifico, ma ho nominato cibi alieni.
      – Proponendolo a una casa editrice, ci penseranno loro. Ma aumentando la sensibilità verso l’ambiente, mi auguro facciano quella scelta.
      – Quel tipo farà una brutta fine se continua a molestarmi :D

  3. Corrado S. Magro
    giovedì, 4 Marzo 2021 alle 10:28 Rispondi

    Chissà! Le persone che ricordano o sanno che scrivo, non mi hanno posto nessuna delle domande elencate. A parte contarsi sulle dita delle mani, la domanda quasi unica e alla quale rispondo è: Di che si tratta?
    Lo attribuisco alla “fortuna” di essere uno scrittore (quasi) ignoto.😎

    • Daniele Imperi
      giovedì, 4 Marzo 2021 alle 12:51 Rispondi

      “Di che si tratta?” mi sembra una domanda lecita, a meno che non si deduca dal titolo.

      • Corrado S. Magro
        giovedì, 4 Marzo 2021 alle 13:36 Rispondi

        Infatti. La ritengo più che lecita anche se rivolta al titolo, soggetto, almeno i miei, alle interpretazioni più varie .

  4. Maria Teresa Steri
    giovedì, 4 Marzo 2021 alle 10:40 Rispondi

    Domande strane ne capitano anche me in continuazione. Molte vengono da lettori che hanno una visione dell’editoria lontana dalla realtà. In passato mi è capitato che mi chiedessero se avevo pagato (e quanto) per pubblicare. La domanda più strampalata che mi è capitata di recente è stata: “ci faranno un film?”. Poi mi chiedono in continuazione se c’è anche il cartaceo, anche se lo specifico sempre (lettori disattenti!) o di che parla, anche se la trama è due righe sopra (ancora lettori disattenti!). Ma prima di ogni altra cosa bisogna prepararsi alla domanda “è autobiografico?”, anche se parla di omicidi… vabbè.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 4 Marzo 2021 alle 12:53 Rispondi

      “Ci faranno un film?” è un’altra domanda assurda, come se dipendesse da chi pubblica e non da un regista interessato. Tu rispondigli “Magari!” :D
      “È autobiografico?” ci può stare, anche se parla di omicidi, nel senso che potresti aver usato qualche tua esperienza (eccetto gli omicidi, ovvio).

  5. stefano
    giovedì, 4 Marzo 2021 alle 12:11 Rispondi

    Innanzitutto post “fantastico”. Da ogni parola emerge tanta vita vissuta.
    Vorrei aggiungere una frase che tutti dicono. “Su questo devo scrivere un libro”. Poi nessuno lo fa :)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 4 Marzo 2021 alle 12:54 Rispondi

      Grazie.
      “Su questo devo scrivere un libro” è una frase che anche a me è capitato di dire, ma non ricordarmi a cosa fosse riferita non fa che avvalorare il tuo commento :D

      • von Moltke
        giovedì, 4 Marzo 2021 alle 14:14 Rispondi

        A me è capitato alcune volte. Per due di esse ho scritto un racconto ed un romanzo. A volte non è detto tanto per dire!

        • Daniele Imperi
          giovedì, 4 Marzo 2021 alle 14:20 Rispondi

          Hai ragione. Nel mio caso spesso è capitato di dirlo come battuta.

  6. von Moltke
    giovedì, 4 Marzo 2021 alle 14:12 Rispondi

    Io non dico quasi a nessuno che scrivo, proprio per evitare che se ne parli a sproposito. Così ho evitato praticamente tutte le domande che elenchi. Se dovessi venir pubblicato, però, almeno ora sono pronto a cosa mi aspetta.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 4 Marzo 2021 alle 14:20 Rispondi

      Ah, neanche io dico quasi a nessuno che scrivo. Ma più perché sono riservato di mio.
      Ci farai sapere quali domande ti avranno fatto :D

  7. DarkAlex1978
    giovedì, 4 Marzo 2021 alle 20:14 Rispondi

    “Che messaggio vuoi lanciare?”
    “Voglio promuovere il diritto ad essere riconosciuti dei pinguini imperatori gay.”

    Mi pare l’unica risposta adeguata ad una domanda del genere.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 5 Marzo 2021 alle 8:56 Rispondi

      Risposte del genere qualcuno se le merita eccome.

      • DarkAlex1978
        venerdì, 5 Marzo 2021 alle 9:12 Rispondi

        Oltretutto come risposta da dare è ancora più divertente, perchè oggigiorno c’è gente che la potrebbe davvero prendere sul serio.

  8. silvia
    lunedì, 8 Marzo 2021 alle 19:55 Rispondi

    ciao Daniele,
    una delle domande che vedo spesso e di cui non mi capacito mai è: dove si compra?
    su facebook lo vedo in continuazione sotto i post che sponsorizzano libri.

    • Daniele Imperi
      martedì, 9 Marzo 2021 alle 8:18 Rispondi

      Ciao Silvia, rispondi “dal pizzicagnolo” :D
      Dove pensano che si comprino i libri? Questo mi fa pensare che ne comprino pochi o nessuno.

  9. Grazia Gironella
    mercoledì, 10 Marzo 2021 alle 21:59 Rispondi

    Non ho mai avuto occasione di fare domande stupide a uno scrittore, visto che prima di scrivere io stessa non ne conoscevo nessuno, e dopo mi sono risposta da sola. ;) “E che libro sarebbe?” è la domanda peggiore, secondo me. Fa venire voglia di rispondere: “Un libro orribile, te lo sconsiglio vivamente!”,

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Marzo 2021 alle 8:09 Rispondi

      Sì, quella domanda sembra quasi sottintendere che chi la fa pensi sia un libro inutile.
      Secondo me chi scrive non fa certe domande agli scrittori.

  10. Angelo Frascella
    giovedì, 25 Marzo 2021 alle 10:37 Rispondi

    Ciao Daniele.

    Oltre alle domande che citi aggiungo:
    – “ma dai, hai pubblicato un libro? E ci hai guadagnato tanti soldi?”
    – “ma dai, hai pubblicato un libro? Allora me ne devi regalare un copia. Firmata naturalmente.”

    • Daniele Imperi
      giovedì, 25 Marzo 2021 alle 10:55 Rispondi

      Ciao Angelo, benvenuto nel blog. La seconda è una delle peggiori… alcuni editori danno pochissime copie all’autore, che non può certo mettersi ad acquistarne altre per regalare ad amici, parenti e conoscenti.

  11. Enrico Conterno
    giovedì, 25 Marzo 2021 alle 12:06 Rispondi

    Domandare ad un autore se l’ispirazione per il romanzo deriva da una particolare esperienza che ha vissuto (o altro che non sto qui ad elencare) sarebbe altrettanto disdicevole? Riconosco di essere nuovo del blog e di non conoscerti granché. Spero di non suscitare le tue ire.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 25 Marzo 2021 alle 12:35 Rispondi

      Ciao Enrico, benvenuto nel blog. Le ire per così poco mi pare esagerato :D
      La domanda in questione mi sembra più che lecita.

  12. Pamela Moi
    mercoledì, 14 Aprile 2021 alle 9:23 Rispondi

    Scrivo da poco per un sito amatoriale di informazione. Lo faccio con passione e mi commuovo ogni volta che vedo il mio pezzo andare on line.
    Da mia madre che “Quello che scrivi io lo conosco già da prima che tu nascessi, è inutile che me lo mandi, non sono mica novità ”, mio fratello “ma io l’ho sentito prima di te al telegiornale” a una vicina di casa “sei una giornalista? Lo sapeeeevo che prima o poi saresti diventata famosa!”.
    E ho iniziato solo un mese e mezzo fa, per diletto.

    • Daniele Imperi
      mercoledì, 14 Aprile 2021 alle 12:51 Rispondi

      Ciao Pamela, benvenuta nel blog. Aspettati allora anche tu domande strane, prima o poi.

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