Cosa dovrebbe pubblicare una rivista letteraria?

Soprattutto: rivista per lettori o per scrittori?

Cosa dovrebbe pubblicare una rivista letteraria?

Da un po’ di tempo scandaglio la rete per cercare riviste letterarie italiane e devo dire che ogni volta ne resto deluso.

Circolano anche articoli che segnalano le varie riviste letterarie, ma sono quasi tutte dei siti letterari, non vere riviste (senza ovviamente sminuirne gli intenti).

Che cosa intendo con vere riviste? Riviste letterarie periodiche, che per essere tali prevedono l’iscrizione al tribunale e al Registro degli operatori di comunicazione (R.O.C.), con tutti gli oneri burocratici e le spese che ne derivano.

Perché questa ricerca? Per 2 motivi:

  1. Mi piacerebbe pubblicare racconti su una rivista letteraria.
  2. Vorrei creare una mia rivista letteraria (in realtà ho iniziato a studiarne una da un anno).

Quali contenuti per una rivista letteraria?

In genere una rivista letteraria pubblica racconti, poesie, critica letteraria, recensioni di libri, saggi, biografie di autori, interviste. Questa, almeno, è la classica definizione che si dà a questo tipo di rivista.

Ho visionato i sommari di parecchie riviste letterarie attuali americane e inglesi: sono praticamente tutte uguali, pubblicano racconti e poesie. Dunque la scelta si basa sulla qualità dei contenuti, più che sulla varietà dell’offerta.

Era così anche per quelle riviste americane che hanno fatto storia, come «Weird Tales» (nata a marzo 1923), «Amazing Stories» (fondata nell’aprile 1926) e «Science Fiction» (nata a marzo 1939).

Le riviste letterarie italiane del passato

Giornale Illustrato dei Viaggi e delle avventure di terra e di mareSapete in passato quante riviste letterarie esistevano in Italia? Parlo del periodo compreso fra l’Ottocento e la prima metà del Novecento.

Tantissime. Per esempio:

  • «Il Raccoglitore. Giornale di amena letteratura», probabilmente nato nel 1827
  • «I Curiosi: foglio periodico» (nato il 31 luglio 1835)
  • «Il Mondo illustrato: giornale universale adorno di molte incisioni intercalate nel testo» (uscito il 2 gennaio 1847)
  • «La donna Italiana: giornale politico-letterario» (uscito il 22 aprile 1848)
  • «La Gazzetta letteraria», fondata nel 1876

Nei primi anni del Novecento nacquero le riviste futuriste, prime fra tutte «Poesia», fondata da Marinetti nell’ottobre 1905, e poi «Lacerba» (apparsa il 1° gennaio 1913), «L’Italia futurista» (dell’1 giugno 1916).

Nel giro di un secolo e mezzo l’Italia si riempì di riviste letterarie e culturali. Alcune erano di stampo politico-letterario, quelle del periodo risorgimentale.

Quanto è rimasto oggi di quella voglia di fare cultura? Poco e niente.

Riviste letterarie per lettori o riviste per scrittori?

Questo è il dilemma. C’è una grande differenza fra questi 2 tipi di riviste letterarie:

  1. Una rivista per lettori è letta da chiunque
  2. Una rivista per scrittori è letta da chi vuole migliorare a scrivere

C’è quindi un certo bacino d’utenza da considerare, che naturalmente per il secondo tipo di rivista è abbastanza ristretto.

Quanto può essere utile, oggi, fondare una rivista letteraria per scrittori? Ne esistono almeno 2 (più avanti ne parlo), almeno quante ne ho trovate.

A parte che, appunto, già esistono, quindi non sarebbe una novità, ma è pieno di blog che parlano di scrittura, compreso il mio.

Una rivista letteraria per lettori non può limitarsi a pubblicare soltanto racconti e poesie, perché non offrirebbe nulla di nuovo di quanto già offre il piccolo mercato editoriale delle riviste letterarie.

Ed ecco che arriviamo a questo piccolo mercato editoriale, che ho diviso in riviste letterarie iscritte al tribunale, riviste letterarie di genere e riviste… che pagano!

Riviste letterarie iscritte al tribunale

Tra i tanti siti letterari sono riuscito a trovare 3 riviste letterarie che accettano racconti e altro. Sono tutte pubblicate in edicola e nei rispettivi siti spiegano come inviare i testi.

  • «Inchiostro». Rivista di storie e racconti da leggere e da scrivere. Accetta racconti, sceneggiature teatrali, poesie, saggi. Non parlano di compensi, quindi immagino che la collaborazione sia a titolo gratuito.
  • «Writers Magazine Italia». La rivista di riferimento per chi scrive. Accetta racconti e poesie. Idem come sopra sui compensi.
  • «Fillide». Il sublime rovesciato: comico umorismo e affini. Accetta saggi e racconti. La pubblicazione è a titolo gratuito.

Riviste letterarie di genere

Lost Tales: HorrorHo trovato poi 3 riviste letterarie pubblicate dalla casa editrice Letterelettriche, che accettano racconti, rispettivamente, di narrativa dell’orrore, fantascienza e fantasia eroica. Non sono indicati eventuali compensi.

  1. «Lost Tales: Horror». Ultimo numero a primavera 2021.
  2. «Lost Tales: Andromeda». Ultimo numero a novembre 2021.
  3. «Lost Tales: Sword&Sorcery». Ultimo numero a febbraio 2022.

Riviste letterarie che pagano

Ne ho trovata soltanto una, una rivista digitale:

  1. «Specularia». Riflettere l’immaginario. Accettano narrativa speculativa e saggistica: fantascienza, fantasy, weird, horror, distopia, ucronia, slipstream, realismo magico, qualunque -punk. Il compenso forfettario è di 15 euro.

Che vorreste leggere in una rivista letteraria?

Finora ho letto soltanto alcune riviste letterarie dell’Ottocento e il primo numero di una del 1919, «La Ronda», una rivista che creò anche un movimento letterario, il rondismo.

A me non piacerebbe leggere soltanto racconti e fra questi vorrei leggere solo quelli di genere. Le poesie moderne non mi interessano, quelle che ho letto non mi hanno lasciato nulla, né come contenuti né tanto meno come stile.

Saggistica e critica letteraria sì, ma non recensioni di libri: anche di queste è piena la rete.

E a voi cosa piacerebbe leggere in una rivista letteraria?

12 Commenti

  1. Corrado S. Magro
    giovedì, 14 Aprile 2022 alle 9:57 Rispondi

    Personalmente vedo una rivista letteraria “inclusiva” e non indirizzata solo a chi scrive o solo a chi legge. Sono dell’idea che chi scrive legge, anzi deve leggere, e chi legge non deve per forza scrivere ma non si sa mai. La difficoltà a tenerla in vita sorge da fattori temporali e ambientali:
    – Rivista cartacea?
    – Rivista in digitale?
    Anche qui penso a un “mix” per dirla con un anglicismo (perdonate). La carta costa più dei dati trasmessi in rete, almeno per il momento e i dati scorrono ovunque.
    Il mercato con potenziali clienti ci sarebbe, acquisirli è una impresa a sé. La consapevolezza individuale è sempre stata bassa. Un esempio: a ritmo mensile pubblico capitoli di un saggio scientifico-filosofico tradotto dal tedesco. Da quando richiedo la semplice registrazine per mail, interesse decimato.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 14 Aprile 2022 alle 12:43 Rispondi

      Anche secondo me una rivista letteraria va creata per entrambi: chi scrive (che ovviamente legge, anche) e chi legge. Anche perché i contenuti sono prodotti da chi scrive.
      Nel mio caso solo digitale, cioè online. Stampare centinaia di copie costa parecchio.

      • Corrado S. Magro
        giovedì, 14 Aprile 2022 alle 13:37 Rispondi

        Hai pensato a integrare il fumetto digitale? Recentemente una ragazza mi propone di piubblicare la prima puntata di un suo fumetto. Il contenuto convincente, grafica moderna, le indico gli errori di grammatica e i refusi da eliminare. Lo fa e io lo inserisco nelle letture a puntate (pdf scaricabile) del sito. Due settimane dopo mi chiede di allontanarlo perché un editore era interessato alla pubblicazione/collaborazione. Ho dato una spintarella, gratis, e mi ha fatto piacere vedere che c’è ancora qualcuno in giro che apprezza prodotti validi.

        • Daniele Imperi
          giovedì, 14 Aprile 2022 alle 14:13 Rispondi

          No, fumetti in una rivista letteraria a me non interessano. Al limite una striscia.

  2. Orsa
    giovedì, 14 Aprile 2022 alle 11:55 Rispondi

    Mi è capitato d’imbattermi in numerose riviste letterarie (e non solo) d’epoca… che linguaggio, e che eleganza, anche nelle illustrazioni che arricchivano il testo! Ecco, in una moderna rivista letteraria mi piacerebbe leggere una rubrica interamente dedicata ai racconti/fatti/curiosità d’epoca. Non so, un supplemento dedicato alle lettere dei soldati al fronte (scrivevano dediche e poesie bellissime), oppure una sezione interamente dedicata agli annunci commerciali d’epoca… proprio recentemente ne ho letto uno curioso che decantava le proprietà “miracolosamente saluberrime” di un’acqua termale :D

    • Daniele Imperi
      giovedì, 14 Aprile 2022 alle 12:44 Rispondi

      C’era eleganza nel linguaggio e anche nell’impostazione. A me piacerebbe creare qualcosa di moderno ma con quei “sapori” antichi.
      Sui supplementi che citi ho diverse riserve, invece. Non sono propriamente rubriche letterarie.

  3. Fabio AMADEI
    giovedì, 14 Aprile 2022 alle 12:36 Rispondi

    Ti segnalo ‘Tina, la rivista letteraria di Matteo B. Bianchi. La rivista, nata nel 1996, ha sempre avuto una certa cura nel proporre esordienti. Nei primi numeri si possono leggere racconti brevi di Paolo Nori, Tiziano Scarpa e di tanti altri autori. Bianchi è anche il fondatore del podcast ‘Tina nel quale si danno consigli di lettura. In ogni puntata vengono intervistati librai di varie città d’Italia e anche traduttori di libri più o meno famosi.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 14 Aprile 2022 alle 12:51 Rispondi

      Conosco quella rivista, ma la trovo confusionaria nell’impostazione dei contenuti, anche per via delle varie grandezze dei caratteri. L’ultimo numero comunque risale a 2 anni fa.

  4. LiveALive
    martedì, 19 Aprile 2022 alle 16:01 Rispondi

    Notevole Daniele Imperi,
    ho scoperto che esistono, a Roma, diversi Danieli Imperi, tra i quali uno ha un centro shiatsu. Ne conosci?
    Ti piace Frank Zappa, col quale noto che hai una certa somiglianza?
    Il motivo per il quale sono capitato qui è che ho ri-scaricato la tua guida per wordpress, e ho poi trovato per caso un tuo post citato nel sito della Bottega di Narrazione di Giulio Mozzi.
    Riguardo le riviste letterarie, un mio amico ne aveva fatta una, ma così a naso mi pare roba che non gira. Personalmente, non ne ho mai vista una cartacea. Online, ci saranno anche siti dedicati. Per un progetto nuovo, sicuramente meglio pensare ad una rivista online. Cosa pubblicare? Un carattere generale, una linea editoriale, è necessaria: i racconti, anche se tutti di autori diversi, devono condividere uno stesso spirito. Il mio seguire o meno la rivista dipenderebbe da questo spirito. Io, di mio, sarei interessato a racconti sperimentali, stilisticamente marcati.

    • Daniele Imperi
      martedì, 19 Aprile 2022 alle 16:16 Rispondi

      Quando ero su Facebook quello degli shiatsu l’avevo visto, e sempre lì trovai un altro omonimo. Ma ce ne sono almeno altri 2.
      Quello vero però sono io :D
      Non ho mai ascoltato Frank Zappa e non mi pare avere tutta questa somiglianza col tipo.
      La rivista letteraria che sto progettando sarà solo online, infatti.
      Devo anche decidere una precisa linea editoriale. Che intendi per condividere uno stesso spirito?
      Racconti sperimentali: qualche esempio?
      Sullo stile concordo, se intendi che gli autori debbano avere uno stile proprio ben riconoscibile.

      • LiveALive
        martedì, 19 Aprile 2022 alle 17:48 Rispondi

        Per Frank Zappa, puoi rimediare:
        https://www.youtube.com/watch?v=B1eQooBq10k
        https://www.youtube.com/watch?v=qwIrXOtZyvQ
        Cosa vuol dire che i racconti devono avere uno stesso “spirito”? Si deve sentire che sono parte di una stessa realtà (la rivista). Ho pubblicato degli articoli su riviste online ultimamente. A seconda della rivista, so istintivamente che devo impostare la questione che voglio discutere in un certo modo: posso scrivere di più o di meno, posso dover citare le fonti come darle per scontate, devo essere più o meno ironico o serioso, ecc. Anche se ogni autore ha la sua voce, anche la rivista ha una sua super-voce che emerge dall’insieme, e anche questa deve essere riconoscibile.
        Esempi di racconti sperimentali? Be’, dipende dall’epoca. Per la loro epoca, direi che i racconti dei Dubliner’s di Joyce, racconti che non vanno da nessuna parte e pressoché senza trama, erano sperimentali. Tentare delle cose estreme, che raramente si vedrebbero pubblicate in quanto troppo di nicchia.

        • Daniele Imperi
          mercoledì, 20 Aprile 2022 alle 8:18 Rispondi

          Sono d’accordo sullo stile della rivista. Su quel punto devo ancora lavorare.
          Riguardo ai racconti sperimentali “che non vanno da nessuna parte e pressoché senza trama”… no, non fanno per me.
          Se qualcosa è troppo di nicchia, non vende. E dal momento che parliamo di una rivista letteraria, già di nicchia di per sé, sarebbe controproducente pubblicare quel genere di racconti.

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