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Bizzarrie personali e scrittura

Bizzarrie personali e scrittura

Ho letto di queste bizzarrie per la prima volta su Appunti a margine, argomento poi ripreso da Inchiostro, fusa e draghi, ma questa volta si parlò di bizzarrie e scrittura. M’era piaciuta l’idea di associare le proprie bizzarrie alla scrittura: in fondo, come tutte le arti, anche la scrittura subisce l’influenza della personalità dell’artista. Non si può fare arte senza mettere se stessi nelle proprie opere.

Ho voluto quindi emulare questi due blog e scoprire quali miei “lati bizzarri” giochino un ruolo preponderante sulle storie che scrivo e voglio scrivere.

Le mie bizzarrie personali nella scrittura

A prescindere da ciò che scriviamo, anche se siamo scrittori di genere, nelle nostre storie finiamo per mettere noi stessi, a piccole dosi magari, o anche fra le righe. Comunque sia, tutto ciò che siamo diventati attraverso l’età e le esperienze fluisce in un modo o nell’altro nelle nostre parole, nelle nostre storie.

Pensando ai racconti scritti finora e ai romanzi progettati, ho potuto scoprire alcuni elementi in comune. Non li chiamerei “bizzarrie”, perché in fondo non ci vedo nulla di bizzarro.

La mania per l’ordine

Ce l’ho sempre avuta. Ricordo che mi accorsi che qualcuno aveva preso la mia gomma da cancellare sullo scaffale perché non la ritrovai nel punto e nella posizione esatti in cui l’avevo poggiata. Era stata mia sorella. Okay, questa magari può essere una bizzarria.

È luogo comune che l’uomo sia disordinato. Sfato questo mito, o faccio eccezione, perché ho davvero la mania per l’ordine. Libri, strumenti per il disegno, file nel portatile, appunti: tutto è in perfetto ordine. E simmetrico. Per me la simmetria è una delle leggi dell’universo.

E quest’ordine finisce anche nella scrittura. Ho diviso in cartelle i miei progetti letterari, genere per genere, e prima di scrivere ho bisogno di avere in bell’ordine tutto ciò che mi serve: trama, scaletta, personaggi, ecc.

Tendo a creare capitoli anche nei racconti, a meno che non siano brevi, perché mi piace suddividere gli eventi in un certo… ordine.

La curiosità per tutto ciò che è antico

Fin da bambino ho avuto un grande interesse per gli animali estinti, dinosauri compresi. Mi divertivo a cercare sull’enciclopedia animali come il quagga, il dronte, l’uro. Scoprivo di volta in volta nuovi dinosauri, oltre ai soliti nomi come il tirannosauro e il triceratopo. Feci anche un lungo elenco, che chissà che fine ha fatto.

Mi piacerebbe infilare in qualche storia qualcuna delle specie estinte. In uno dei vari romanzi fantasy alla Tolkien che avevo progettato avevo messo dentro i dinosauri. Di sicuro in uno dei progetti di racconti seriali che ho in mente entrerà qualche animale estinto secoli fa. La preistoria mi affascina più della storia e sogno di scrivere un romanzo ambientato ai primordi dell’umanità.

Mi piacciono da morire le mappe antiche. In un fantasy pretendo che ci sia una mappa dei luoghi, è un obbligo, dovrebbe essere una regola da rispettare. Il lettore non può certo andare su Google Map né aprire un atlante.

Quando uscì il romanzo fantasy Il magico regno di Landover di Terry Brooks, la mappa mancava e io me la disegnai per conto mio. Nel libro c’è ancora. Quando uscì un’edizione successiva, pensarono bene di mettere una mappa: differiva un po’ dalla mia. Non sarebbe male creare una mappa anche per i romanzi di fantascienza.

Il XIX secolo è uno dei miei preferiti, quando in casa si stava con il lume di candela, si scaldava l’acqua nel camino e via dicendo. Ecco uno dei motivi per cui adoro il genere Western.

Il fascino del mistero

Altra passione nata in tenera età: l’amore e la curiosità per tutto ciò che è incognito. Fatti, eventi, oggetti, luoghi di cui si parla ma di cui non c’è prova certa, domande senza risposta, misteri che non saranno mai svelati: è qui che sono in casa mia.

  • Esopianeti: avete mai immaginato cosa si nasconda ai confini dell’Universo? Ma l’Universo ha confini? Cosa c’è nei sistemi stellari lontani miliardi di anni luce da noi? Non potrò mai andare laggiù, ma posso divertirmi ad andarci nelle mie storie.
  • Civiltà scomparse: pensate a quante tribù e popolazioni si sono estinte grazie a noi europei. Di loro non restano che ruderi e manufatti.
  • Oggetti misteriosi: ipotetiche invenzioni moderne che risalgono invece a millenni addietro.
  • Città e cimiteri abbandonati: tempo fa sono stato a Camerata Vecchia, splendida città abbandonata. Avete mai sentito parlare della piramide etrusca? Vi consiglio una visita: si erge silenziosa (e inquietante) in mezzo a boschi selvaggi.
  • Zone inesplorate: esistono ancora? Sottoterra c’è un mondo che neanche immaginate, io ci sono state decine di volte. Nel profondo Nord ci sono isole di roccia e ghiaccio che non offrono nulla eccetto il silenzio. E anche da noi ci sono boschi e foreste talmente fitti che solo un pazzo ci si avventurerebbe.
  • Miti e leggende: Atlantide è mai esistita? I lupi mannari sono solo invenzioni? Da sempre miti e leggende hanno conquistato la mia curiosità e la mia attenzione.

La fantasia e l’immaginazione

Preferisco un romanzo di fantasia a uno basato su fatti veri. Preferisco viaggiare su mondi immaginari che nell’Italia dei tempi odierni. Fantasia e immaginazione sono state ben presenti nella mia mente fin da bambino (ero il classico alunno/studente con la testa fra le nuvole).

Non poteva quindi non appassionarmi la letteratura di genere: fantasy, fantascienza, horror, avventura, ma anche polizieschi, gialli, romanzi storici, che rappresentano comunque mondi alternativi al nostro.

Il rifiuto per il mondo odierno

Questo passo si lega al precedente. Quando non ami il tuo paese, devi per forza cercarne altri nelle tue letture, ecco perché leggo in massima parte letteratura straniera e degli autori nostrani preferisco i classici. Stesso discorso per la cinematografia: i trailer dei film italiani mi mettono davvero depressione.

Il mondo di oggi, specie l’Italia, non mi piace, così me lo riscrivo a modo mio. Non so se siano state queste stesse motivazioni che hanno portato gli autori del passato a dedicarsi alla letteratura di genere, ma mi piace pensare di sì.

Però, a pensarci bene, questo tipo di letteratura, e anche questa “mania” di progettare romanzi che forse mai vedranno la luce, è parte di me da quand’ero ragazzino.

Se tutto ciò vogliamo chiamarlo bizzarrie, va bene. Ma più che bizzarrie personali si tratta semplicemente di personalità. A ognuno la sua.

39 Commenti

  1. Nuccio
    15 marzo 2018 alle 09:58 Rispondi

    A nessuno piace il mondo (Paese) in cui si vive. È sempre stato così, in ogni epoca. Perciò le migrazioni ci sono sempre state…A meno che non si possa contare qualcosa nel microcosmo che ci creiamo.

    • Daniele Imperi
      15 marzo 2018 alle 13:51 Rispondi

      A me non interessa contare qualcosa. E magari di sicuro avrei avuto da ridire sul mio paese anche se fossi nato secoli fa.

      • Nuccio
        15 marzo 2018 alle 14:04 Rispondi

        Il tuo Ego lo sta negando

        • Daniele Imperi
          15 marzo 2018 alle 14:19 Rispondi

          Be’, forse solo un po’ :D

  2. Caterina
    15 marzo 2018 alle 11:18 Rispondi

    Mi rivedo un sacco nelle tue parole. Forse è per questo che esiste Katy Poppins. Con l’ordine però ho qualche problema: lo adoro, ma con la catalogazione dei file nel computer e documenti cartacei sono un disastro 😉

    • Daniele Imperi
      15 marzo 2018 alle 13:52 Rispondi

      Eh, Katy Poppins è un misto di fantasia, magia e mistero :D

  3. Tiade
    15 marzo 2018 alle 11:46 Rispondi

    Bello leggerti e ritrovare molte delle proprie passioni, io aggiungo quella per i tomi antichi, i fossili e i minerali. Ho la casa piena di “sassi”.
    Su una cosa devo però contraddirti. Una delle leggi dell’universo è indubbiamente il contrario dell’ordine: l’entropia. Prova a spaginare un libro, butta tutto in aria e vedrai che quando ricade le sue pagine saranno sparse ai quattro venti. In nessun caso torneranno in ordine.
    Quella dell’ordine è una manita tutta umana, la pretesa di controllare la natura. In questo sono perfettamente in sintonia con l’universo, che pare sia non solo finito ma non eterno, come tutto. Asimov scrisse uno stupendo racconto sull’entropia: L’ultima domanda.

    • Daniele Imperi
      15 marzo 2018 alle 13:54 Rispondi

      Giusto, fossili e minerali: passione anche mia, visto che ho studiato Geologia per qualche anno.
      E ho sassi dappertutto anche io.
      L’ordine che intendo non è per il controllo della natura, ma per trovare tutto ciò che è mio.
      L’ultima domanda di Asimov l’ho letto, anche se non lo ricordo.

      • Nuccio
        15 marzo 2018 alle 14:07 Rispondi

        In questo mondo non esiste nulla che è tuo. Puoi utilizzarlo, che significa metterci una tacca sopra e null’altro. Memento homo…

    • Barbara
      15 marzo 2018 alle 15:43 Rispondi

      Stavo per commentare proprio con l’entropia! :)

      • Daniele Imperi
        15 marzo 2018 alle 15:49 Rispondi

        Be’, non penso di essere un tipo entropico :)

  4. Elena
    15 marzo 2018 alle 13:21 Rispondi

    Anche io sono maniaca della simmetria, e dell’equilibrio. Sarà che sono del segno della bilancia?
    Come te e forse come ogni scrittore, ho lo stesso impeto riformatore della società. Ma bisogna anche dire che attraverso l’arte, e la scrittura di certo lo è, si può vedere il bello che l’occhio nudo non coglie.

    • Daniele Imperi
      15 marzo 2018 alle 13:55 Rispondi

      Bilancia anch’io, allora forse è così :D
      Oppure con la scrittura possiamo crearci la società e il mondo che vogliamo.

      • Nuccio
        15 marzo 2018 alle 14:08 Rispondi

        Anch’io se un senso ce l,ha…

        • Daniele Imperi
          15 marzo 2018 alle 14:20 Rispondi

          Anche tu Bilancia?

  5. Tiade
    15 marzo 2018 alle 14:07 Rispondi

    Daniele, ti consiglio di rileggerlo, non è molto lungo. Sono convinta che non scorderai più Multivac. :)

    • Daniele Imperi
      15 marzo 2018 alle 14:19 Rispondi

      Sì, infatti me lo rileggerò :)

  6. Barbara
    15 marzo 2018 alle 15:53 Rispondi

    La mania per l’ordine ce l’ho anch’io, con periodi altalenanti in cui tendeva alla pazzia (tipo non riuscire a dormire se il tappeto scendiletto non era esattamente allineato in orizzontale al letto… )
    Con l’avanzare dell’età ho imparato a vedere il risvolto artistico del disordine. O forse è una reazione al lavoro tecnico che richiede estrema organizzazione, per cui arrivo a sera che del tappeto scendiletto non me ne frega più nulla! :D
    La curiosità invece io ce l’ho per il nuovo, per la tecnologia, per il mistero, ma non per l’antico. Ho un brutto rapporto con la Storia, perché mi ricorda che siamo esseri mortali, che sono passate tante vite prima di noi, di cui non sappiamo e mai sapremo nulla, e che chi verrà dopo di noi altrettanto ignorerà molta parte della nostra esistenza.

    • Daniele Imperi
      15 marzo 2018 alle 16:03 Rispondi

      Allora mi freghi per mania per l’ordine :D
      La tecnologia, non è un mistero, a me non ha mai attratto più di tanto e negli ultimi anni è diventata indigesta.
      Vedi il lato negativo della Storia :)

  7. Azzurropillin
    15 marzo 2018 alle 17:03 Rispondi

    Hai scritto alcuni invece di alunno. So che ti farà piacere correggere 😉

    • Daniele Imperi
      15 marzo 2018 alle 17:10 Rispondi

      Grazie, corretto :)

  8. Azzurropillin
    15 marzo 2018 alle 17:03 Rispondi

    Maledetto autocorrect aluni, non alcuni!

    • Daniele Imperi
      15 marzo 2018 alle 17:10 Rispondi

      Aluno, non aluni :D

  9. Tenar
    16 marzo 2018 alle 09:42 Rispondi

    No, l’ordine non mi appartiene, se non nella mente (spero), per il resto vivo in un allegro caos. Le altre stranezze non le trovo poi tali. La modernità è comoda, considerando che nel XIX secolo sarei morta nei primi mesi di vita, ma un’archeologa, per quanto in disarmo, può non essere affascinata dal passato, dai misteri e dalle mappe?

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2018 alle 12:05 Rispondi

      La modernità per salvare vite mi sta bene, quella che vede un abuso della tecnologia per far scemire la gente no.
      Tu, come archeologa, ci navighi nel passato e nelle mappe :D

  10. Ylenia
    16 marzo 2018 alle 23:04 Rispondi

    Che bella scoperta questo blog. Per quanto riguarda le sue bizzarrie nella scrittura, mi ritrovo assolutamente d’accordo, nel senso che quasi tutte le bizzarrie elencate sono le stesse che ho anche io. Un’eccezione sarebbe la fissa per l’ordine, che nel mio caso diventa fissa per il disordine… :D
    Avendo avuto una buona impressione finora, continuerò a leggervi.

    • Daniele Imperi
      17 marzo 2018 alle 08:27 Rispondi

      Ciao Ylenia, benvenuta nel blog. Sono molti che trovano ordine nel disordine :)
      Il blog ora pubblica solo 2 articoli al mese: http://pennablu.it/due-articoli-al-mese/. Il prossimo ci sarà il 5 aprile.
      E non darmi del lei :D

  11. Roberto
    16 marzo 2018 alle 23:16 Rispondi

    Attraverso il fantastico, l’antico, l’oscurità, evado.

    • Daniele Imperi
      17 marzo 2018 alle 08:28 Rispondi

      Idem, è un’evasione affascinante.

  12. Andrea Venturo
    18 marzo 2018 alle 15:26 Rispondi

    Bell’articolo Daniele, anche se sulla simmetria l’universo è un pelino più bizzarro.
    E se c’è un ordine talvolta questo si nasconde molto bene.

    Alla fine della storia, quelle che chiami bizzarrie sono le “tematiche” tipiche degli autori studiati a scuola, tipo le canne al vento della Deledda.

    • Daniele Imperi
      19 marzo 2018 alle 08:52 Rispondi

      Grazie. Non so se l’universo sia simmetrico o meno e forse non si saprà mai. A me però la simmetria piace.
      Non ricordo di aver studiato a scuola tutte quelle tematiche.

  13. agata robles
    19 marzo 2018 alle 13:57 Rispondi

    ciao Daniele. è davvero impressionante quante cose abbiamo in comune. non le chiamerei però bizzarrie, neanche il bisogno di simmetria, in cui, si dice, annidi la perfezione….ordine, elenchi, confini tematici, curiosità per l’incognito e mondi scomparsi mi sembrano l’esatto opposto del bizzarro ;)

    • Daniele Imperi
      19 marzo 2018 alle 15:52 Rispondi

      Ciao Agata, le chiamo bizzarrie perché la gente comune ama di solito altre cose.

  14. DINO
    20 marzo 2018 alle 18:36 Rispondi

    Ciao a tutti, meno che a Daniele che ci fa imbizzarrire per condividere o no le sue ricerche.
    Facciamo pace: che ne dite di BIZZARRIE come DIVERSITA’?
    Così nessuno ci darà dello “strano”. Quanto più ammissibili sarebbero i pensieri se li considerassimo punti di vista, magari interscambiabili come “punti” e condivisibili come “vista”?
    Poi, se stiamo scomodi in quel punto, ci spostiamo e, se non piace la vista, proponiamo altro.
    Così con tutto quel che esce Daniele implementa la sua ricerca.
    Ciao a Daniele, che ancora non ho salutato. Dino.

    • Daniele Imperi
      21 marzo 2018 alle 08:39 Rispondi

      Ho solo escluso Facebook, e prima o poi escluderò anche gli altri :D
      Diversità non mi piace molto, parlerei più di gusti personali.

  15. Marco
    21 marzo 2018 alle 21:41 Rispondi

    Mi rivedo nelle tue parole, nei miei racconti spesso riprendo 2-3 argomenti cardine che fanno parte di me (la storia,strategia militare,la disabilita…ecc) spesso in vari libri ritornano e lo fanno naturalmente senza forzatura! Per i mondi diversi da nostro, spesso sono con la magia, con un governo buono che prende a calci quelli stranieri e si fa rispettare ecc…

    • Daniele Imperi
      22 marzo 2018 alle 08:16 Rispondi

      Alla fine si finisce sempre a scrivere di se stessi, a prescindere dal genere letterario che scegliamo.

  16. Catia
    4 agosto 2018 alle 12:52 Rispondi

    Ciao. Io scrivo poesie. Le considero le mie bizzarrie. Ti posso far leggere un paio di queste mie peripezie del cuore e della mente? Non so perché lo chiedo proprio a te****** non l’ho chiesto mai a nessuno****”….. Si vede che mi ispiri

    • Daniele Imperi
      5 agosto 2018 alle 18:20 Rispondi

      Ciao Catia, benvenuta nel blog. Scrivere poesie non mi sembra una bizzarria :)
      Comunque mandami pure le 2 poesie

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