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Due articoli al mese

Un nuovo post ogni 1° e 3° giovedì

Due articoli al mese

Poco più di un anno fa, il 12 gennaio 2017, ho annunciato la riduzione dei post da 2 a 1 solo a settimana. Sentivo già, comunque, che in un futuro non troppo lontano avrei dovuto, per vari motivi, ridurre ulteriormente quel numero.

Il titolo di quel post diceva tutto: “Un post a settimana per vivere meglio”. Il blogging prende tempo, tanto tempo se vuoi lavorare bene e sei iperautocritico.

Anche questa volta la decisione è stata presa quasi al volo. A fine dicembre scorso avevo preparato un calendario editoriale fino a marzo, per poi, come al solito, bocciare quasi tutte le idee. Così mi sono detto che era giunto finalmente il momento di ridurre ancora la frequenza di pubblicazione di articoli nel blog.

Due articoli al mese perché…

… già, perché?

Per vari motivi. Non ne esiste uno soltanto. Vediamo di scoprire quali sono, almeno i più macroscopici.

1° – Per scrivere nel blog devi avere qualcosa da dire

Su «Penna blu» ci sono ormai 2056 articoli (compreso questo), di cui 53 guest post. Quindi ne ho preparati 2003, una specie di odissea nel cyberspazio. Ho scritto tanto perché avevo tanto da dire.

Ma non puoi avere tanto da dire in eterno, o perlomeno non puoi avere tanto da dire per parecchi anni. Alla fine le alternative che ti restano non è che siano molte, anzi sono solo 3:

  1. devi ripeterti
  2. devi scrivere articoli di cui si può fare a meno
  3. devi pubblicare di meno

Io ho scelto la terza alternativa.

È il blog che si adatta al blogger e non il contrario.

A uno scrittore serve un blog? Certamente. Ma che ho scritto io, a parte un breve saggio sul blogging? Nulla. E qui arriviamo al secondo motivo.

2° – Per scrivere un romanzo occorre tanto tempo

Era il 22 dicembre 2013 quando per la prima volta nel blog ho nominato il famigerato, bistrattato, trascurato P.U., romanzo di fantascienza che ho iniziato e mai concluso. Sono trascorsi oltre 4 anni, troppi, a quest’ora avrei dovuto non solo finirlo, ma anche essere in attesa di una risposta dagli editori.

Quel romanzo, come spiegai in un altro articolo, ha avuto una serie di problemi, o meglio li ho avuti io: dalla fretta di iniziare a scrivere a una trama che non funzionava a lacune nella documentazione, infine a un titolo ancora da trovare (P.U. è il titolo di una delle 6 parti della storia).

Tutto più o meno risolto, tranne il titolo che resta da trovare. Ma direi che è anche prematuro.

Per scrivere un romanzo occorre tanto tempo, per gestire un blog anche. Alla fine bisogna scegliere cosa sacrificare e io ho scelto e preferito di sacrificare il blog.

3° – Se rinascono nuove passioni, occorre altro tempo

Ho ripreso a disegnare vignette, senza alcuna pretesa di farne un lavoro. Ci provai anni fa, ho avuto collaborazioni interessanti e ho anche preso fregature (clienti che non hanno pagato).

Disegnare pupazzetti mi rilassa. Se poi ne verrà fuori qualcosa di remunerativo, tanto meglio. Altrimenti va bene lo stesso.

È un’attività che porto avanti in genere nel fine settimana, se non sono in mezzo a boschi e monti innevati (e anche questa è una passione).

4° – La realtà è migliore della virtualità

Molti sanno quanto sia conflittuale il mio rapporto con la tecnologia. Non posso farci niente, è così e basta. Con me non funziona il discorso “i tempi cambiano e devi adattarti”. È come dire “per andare in quel posto devi vestirti in giacca e cravatta”. Io non possiedo giacca e cravatta, non mi piace vestire a quel modo e dunque non frequento posti che limitino la mia libertà e la mia personalità.

Con la tecnologia il discorso è pressoché identico: il mondo virtuale (inesistente, intangibile) limita la mia libertà e anche la mia personalità. I social sono ormai solo un mezzo per fare polemica, il più delle volte sterile. Se provi a dire la tua, a fare una battuta, scoppiano le “campagne” di boicottaggio o di accuse.

Questo mondo non fa per me. Nel mio mondo ognuno è libero di dire la sua, sempre e dovunque.

Mi piaceva Instagram, ma da quando l’ha comprato Facebook è peggiorato. Ogni 6 foto me ne trovo una pubblicitaria, non riesco quasi più a vedere le foto di chi seguo perché adesso nel feed mi mostrano foto vecchie di 2 o 3 giorni o anche più. Il senso di tutto ciò mi sfugge.

Per farla breve sono ormai più interessato alla vita reale, e vorrei usare il mondo virtuale più per necessità (documentazione, lavoro, blog) che per svago.

Un nuovo articolo ogni 1° e 3° giovedì del mese

I prossimi articoli usciranno quindi l’1 e il 15 marzo e il 5 e il 19 aprile. Forse nel prossimo articolo parlerò di “bizzarrie personali e scrittura”, rifacendomi ai post letti su «Appunti a margine» e «Inchiostro, fusa e draghi». Sempre che trovi le mie bizzarrie, ma ho due settimane di tempo per trovarle.

Questo è quanto.

42 Commenti

  1. Roberto
    8 febbraio 2018 alle 07:31 Rispondi

    Fai bene. Scrivere un romanzo richiede infinite energie. Non puoi rimanere con il senso di vuoto per non riuscire a dedicartici come vorresti.

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 12:26 Rispondi

      Sante parole :)

  2. Frank
    8 febbraio 2018 alle 07:42 Rispondi

    Vero, condivido! Per scrivere bene e con passione ci vuole tempo, soprattutto per chi magari cura più progetti contemporaneamente.
    Un buon compromesso, secondo me, sarebbe quello di associare al blog ‘ufficiale’, uno meno impegnativo… mordi e fuggi diciamo. Tipo su Tumblr, per condividere pensieri o usarlo come ‘registro attività online’…

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 12:28 Rispondi

      Ciao Frank, benvenuto nel blog. Infatti, con più progetti/passioni insieme, devo per forza scendere a dei compromessi. Creare un altro blog meno impegnativo non fa per me.

  3. Tiziana
    8 febbraio 2018 alle 07:44 Rispondi

    Fai bene anche secondo me. Non si può far tutto e qualcosa bisogna lasciare indietro. Bisogna darsi delle priorità. Non si deve postare sul blog tanto per seguire un calendario editoriale. Si posta se si ha qualcosa da dire e non è sempre possibile. E poi perché? Per scrivere nulla, per riempire il blog? Meglio meno post, ma sensati. Inoltre diamo spazio alla vIta reale, quella virtuale è dannosa e infida certe volte. Meglio usarla al minimo per dedicare tempo a persone reali. In bocca al lupo per i tuoi progetti.

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 12:29 Rispondi

      Il calendario editoriale si modifica nel corso degli anni :)
      Come ho fatto varie volte. Sulla vita reale siamo d’accordo.

  4. Marco
    8 febbraio 2018 alle 07:54 Rispondi

    Concordo e sottoscrivo in tutto e per tutto.

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 12:29 Rispondi

      Mi fa piacere :D

  5. Caterina
    8 febbraio 2018 alle 08:20 Rispondi

    La penso come te e non ho altro da aggiungere. Instagram poi è diventato odioso (non mi è mai piaciuto particolarmente). In bocca al lupo per il tuo romanzo. E comunque i tuoi “pupazzetti” sono proprio belli. :)

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 12:30 Rispondi

      Addirittura odioso t’è diventato?
      Grazie :)

  6. Barbara
    8 febbraio 2018 alle 09:03 Rispondi

    Oibò, anche tu. Fra quelli che chiudono, quelli che scappano e quelli che si stancano, è una moria di blog in questi mesi!
    E pensare che quando ho “aperto” il mio, tu sfornavi ben 4 articoli a settimana, impressionante. E la cosa mi spaventava, per cui a malincuore anche ho dovuto accettare di limitarmi a solo 1 articolo a settimana, ed è già difficile così col mio lavoro. E dopo due anni ti ritrovo al quindicinale.
    Forse il blog è come andare in palestra: se parti troppo di slancio, ti bruci subito le energie. Adesso ti serve un po’ di stretching. :)

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 12:32 Rispondi

      Ebbene sì, ma non parlerei di moria nel mio caso. Ma di dieta, casomai :)
      Io ne sfornavo uno al giorno fra il 2012 e l’inizio del 2014… spaventati di più, adesso :D
      Non so se si siano bruciate le energie, per me è un insieme di ragioni.

  7. Giuliana
    8 febbraio 2018 alle 09:20 Rispondi

    Come ti capisco! Io per scrivere, tra lavoro, casa e altri impegni, cerco di ritagliare tranci di tempo qua e là come meglio possibile… non sempre è facile… :(
    Fai bene. Insegui i tuoi obiettivi, a qualunque costo.

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 12:33 Rispondi

      No, non è facile, perché il tempo è sempre lo stesso e gli impegni ci sono e ne possono arrivare altri.

  8. Gaetano Asciutto
    8 febbraio 2018 alle 11:56 Rispondi

    Seguo il blog da poco tempo, e perciò eviterò di dirti fai bene o fai male.
    Quanto al romanzo in costruzione ti auguro ogni bene e peraltro, pur non amando per niente il genere fantascienza, sebbene ne abbia letta molta da ragazzo, se avessi bisogno di un lettore beta mi troverai disponibile.
    Un caro saluto

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 12:33 Rispondi

      Grazie Gaetano.

  9. Francesca Ungaro
    8 febbraio 2018 alle 12:48 Rispondi

    Applausi caro Daniele, e anzi, già che ci siamo ti dico pure che ti contatterò (senza disturbarti) riguardo alla scrittura narrativa e al romanzo che ho appena finito anche io – dopo 4anni e mezzo –
    Un abbraccio
    Francesca

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 14:06 Rispondi

      Sei stata più veloce di me :D

  10. Andrea
    8 febbraio 2018 alle 13:43 Rispondi

    Madonna, dopo 2000 articoli io sarei bello che in pensione :)
    D’accordo al 100%, anche su ogni virgola di questo articolo.

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 14:06 Rispondi

      Be’, un giorno anche io andrò in pensione, almeno col blogging :D

  11. Fabio Amadei
    8 febbraio 2018 alle 13:47 Rispondi

    “Questo mondo non fa per me. Nel mio mondo ognuno è libero di dire la sua, sempre e dovunque”.
    Mi sembra una dichiarazione azzeccata. Grazie.

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 14:07 Rispondi

      Che pochi mettono in pratica, però.

  12. Elena
    8 febbraio 2018 alle 15:15 Rispondi

    Bella la frase “Il blog si adatta al blogger e non viceversa”, credo racchiuda tutto il significato di come stare in rete oggi senza farsi del male… Buona scrittura

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 15:19 Rispondi

      Sì, hai ragione. Un tempo ero convinto del contrario, senza neanche rifletterci: per me bisognava pubblicare ogni giorno nel blog :D

  13. Laura
    8 febbraio 2018 alle 15:53 Rispondi

    Sono fortunata! Essendo entrata nel tuo blog la settimana scorsa, avrò ben duemilacinquanta dei tuoi articoli ancora da leggere! ;-) A maggior ragione grazie per aver dedicato un po’ del tuo tempo alla mia domanda dell’altro ieri, e buon lavoro per il tuo romanzo!

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2018 alle 16:22 Rispondi

      Allora buona lettura e mettiti comoda :D
      Grazie.

  14. Mirna Pioli
    8 febbraio 2018 alle 18:30 Rispondi

    Caro Daniele, ci sono uomini che sono eleganti anche senza indossare mai giacca e cravatta. Indossano la Gentilezza che è quanto di più elegante si possa scegliere. E tu sei Elegantissimo. Grazie per questo Articolo, denso di riflessioni profonde e sincere. Vero.

    • Daniele Imperi
      9 febbraio 2018 alle 08:13 Rispondi

      Elegantissimo non me l’aveva mai detto nessuno, grazie :D

  15. Andrew Next
    9 febbraio 2018 alle 03:46 Rispondi

    Ulp… 4 anni.
    Per come ti conosco e sai organizzarti sono un tempo infinito.
    Però al posto degli articoli potresti infilarci una vignetta.

    In quelle opzioni che hai elencato:
    1) Ripetersi
    2) Scrivere articoli inutili
    3) Scrivere di meno

    io vedo altre opzioni ancora, ma il mio blog ha appena 120 articoli pubblicati in 5 anni e non vanta certo il numero di lettori che hai saputo fidelizzare in questi anni. Un paio di opzioni extra comunque mi sono venute in mente:
    – Cambiare genere di articoli (creare una nuova sezione… chessò, una per le vignette… ah no, hai creato proprio un sito)
    – Aggiornare gli articoli presenti (alcuni articoli potresti volerli migliorare perché hai maturato molta esperienza)

    Comunque dissento sul fatto che tu non sia uno scrittore.
    Quindi: fai un bel respiro, vuoi concentrare le energie sul romanzo? Bene, ma non starci a pensare troppo: ci sono molte case editrici “piccole-ma-valide” che potrebbero essere interessate, se il romanzo è completo. Le prime tre che mi vengono in mente “Dark Zone”, “Astro Edizioni” e “IDEA”, sono specializzate in Fantasy, Fantascienza e Horror più altri generi peculiari di ognuna.

    Capisco la tua idiosincrasia verso la tecnologia e il tuo desiderio di sentirti libero, ma sappi che il concetto di libertà è una questione filosofica assai dibattuta e legata a doppio filo con quella del libero arbitrio, si può riassumere in una domanda: esiste?
    La risposta non è banale, se è vero che i filosofi umani ci si stanno divertendo da più di 2500 anni.

    Quindi: è vero che i social tentano di vendere la tua attenzione a terze parti e si fanno pagare da te con le informazioni che metti dentro, d’altro canto senza facebook non avrei mai conosciuto tante persone che mi hanno dato una zampina per migliorare la mia scrittura, che sarebbe rimasta quella che era: piena di ripetizioni, virgole tra soggetti e predicati, con POV ballerini che manco Nureyev buonanima… insomma avrei avuto un bel cercare un editore.
    Nella migliore delle ipotesi avrei impiegato anni solo per arrivare a far leggere i miei lavori a qualcuno. Molte case editrici hanno una pagina FB e un gruppo dove tengono d’occhio tanto le aspettative del pubblico, quanto i talenti che circolano in rete.
    (Instagram… no, non mi è utile. L’ho installato eh? Ma non riesco proprio a farci qualcosa, per ora)
    Questo per arrivare a dire che sotto un certo punto di vista non hai saputo cogliere quello che la tecnologia offre. Ok, facebook rompe i cabbasisi con la pubblicità e i suoi feed sono mirati a farti comprare i suoi servizi, ma una cosa che non può impedire (pena chiudere bottega sine die) è lo scambio di informazioni tra utenti. Pubblico un pezzo (di romanzo) che non mi convince, o magari solo la parte che meno mi convince di un pezzo che non mi convince e poi attendo i feedback.
    Salta fuori di tutto, incluse alcune preziose idee su cosa non funziona o come poter riscrivere quella parte in modo differente, ma comunque efficace e quel pezzo, per quanto credi sia zoppicante, offre ad altre persone idee su come portare avanti i propri lavori.
    Altre volte faccio io lo stesso per altri e mi ritrovo a scrivere cose che solo un anno fa non immaginavo nemmeno. Dai e ricevi. Questo scambio per me si è rivelato una risorsa preziosa, magari potrebbe rivelarsi utile anche per te o potresti cogliere qualche altra occasione che a me è sfuggita.
    Dici che non frequenti i posti dove si deve stare in giacca e cravatta (o in bermuda e infradito… obbligatori) perché non ti piace dover limitare la tua libertà.
    Uhmm.
    Quindi limiti la tua libertà per poterti sentire libero.
    Bel paradosso!
    (ma se da 2500 anni la filosofia si sbatte su libertà e libero arbitrio un motivo c’è)
    Magari un giorno o l’altro metterai una cravatta e proverai uno di quei posti dove non ti piace stare, giusto per vedere se come accade per i gusti, hai cambiato idea.
    Da piccolo odiavo la cicoria, oggi non mi dispiace specie se ripassata in padella con zenzero fresco e peperoncino. In effetti dicevo pure “femmine? Bleah, non mi sposerò mai”. Oggi ho tre figli (oporc scusa, non te l’ho detto: è nata Noemi 7 gg fa).

    Magari cambierai idea in merito. Social e tecnologia non hanno solo aspetti negativi.
    Mo’ devo finire il romanzo n°3 (vabbe’, romanzetto: son 160 cartelle + i contenuti extra tra cui la guida “Lonely Planet” a Nadear la Bianca) che son già in ritardo.
    Fare il self ti mette addosso una “fretta” che manco se scrivi sotto contratto, proprio.

    A presto e complimenti per le vignette: hai un bel tratto (non me ne intendo molto, ma si percepisce che c’è dello studio dietro).

    • Nani
      9 febbraio 2018 alle 07:56 Rispondi

      Pazzo! Pure il terzo figlio! E adesso dove lo trovi il tempo per scrivere?
      Auguri alla mamma (e anche al papa’, naturalmente ;D) e benvenuta alla piccola Noemi.

    • Daniele Imperi
      9 febbraio 2018 alle 08:22 Rispondi

      Niente vignette, troppo distanti dai temi di questo blog, e poi, appunto, c’è un sito apposito :)
      Aggiornare vecchi articoli: ci stavo pensando ieri. Alcuni sono molto datati e potrei aver cambiato idee. Lo metto in conto.

      Non conoscevo “Dark Zone”, “Astro Edizioni” e “IDEA”. Grazie, le terrò presenti.

      Quello che fai con Facebook puoi farlo con dei forum di scrittura. Li ho frequentati anni fa e mi sono stati utili.

      No, non limito la mia libertà, perché non amo proprio quel genere di posti. Infatti non partecipo più a nessun tipo di cerimonia, per esempio. Ognuno è tagliato per certi ambienti.
      Nessun pericolo che indossi una cravatta :D

      Ma complimenti per Noemi!

      E grazie per i complimenti :)

  16. luisa
    9 febbraio 2018 alle 16:24 Rispondi

    Come non essere daccordo – fai quello che ti piace, finchè ti piace – e poi si può sempre cambiare idea
    ps. giacca e cravatta? è come un camice, una farsa.

    • Daniele Imperi
      9 febbraio 2018 alle 16:31 Rispondi

      Sì, si può cambiare idea, chissà.
      Il camice almeno serve a non sporcarsi i vestiti :D

  17. Grazia Gironella
    10 febbraio 2018 alle 13:04 Rispondi

    Mi fa piacere sentire che stai seguendo la tua evoluzione personale. Non saprei augurare niente di meglio a nessuno! Credo che ti leggerò anche se scriverai due volte l’anno. ;)

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2018 alle 08:47 Rispondi

      Vedrai che prima o poi si arriverà all’articolo semestrale :D

      • luisa
        12 febbraio 2018 alle 12:36 Rispondi

        Articolo semestrale con un libro ogni due mesi? :-)

        • Daniele Imperi
          12 febbraio 2018 alle 13:08 Rispondi

          Eh, adesso non esageriamo :D

          • luisa
            14 febbraio 2018 alle 16:05 Rispondi

            Perchè?Questo è quello che ci hanno insegnato “non esagerare”. Ricordo mia cugina dire ai figli piccoli che si stavano divertendo : adesso basta! Evidentemente gli sembrava che esageravano nel divertirsi.
            A volte è bello esagerare

            • Daniele Imperi
              14 febbraio 2018 alle 16:12 Rispondi

              No, intendevo che per me è impossibile sfornare un libro ogni 2 mesi :)

              • luisa
                17 febbraio 2018 alle 19:20 Rispondi

                Certo! Adesso è così ma.. chissà in futuro :-)

  18. Cristina
    12 febbraio 2018 alle 14:58 Rispondi

    Fai benissimo, Daniele! Non si può vivere di solo blog o di social. Io non ho Instagram per cui non ti so dire, ma ho la pagina Fb e ogni tanto mi viene voglia di chiudere, anche se ammetto che per certi versi è comoda. E a noi piacciono attività, come scrivere un romanzo, che richiedono altrettanto impegno di un blog, se non di più. :)

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2018 alle 15:16 Rispondi

      Almeno per me scrivere un romanzo richiede un impegno maggiore del blog, ma immagino sia soggettivo :)

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