Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

6 motivi per cui si apre un blog

Le reali motivazioni dietro lʼapertura di un blog

Aprire un blog

Perché avete aperto un blog?

Domanda da un milione di euro? Se rispondete bene, ve li do io. Un milione di pacche sulle spalle, però.

Penso che dietro la creazione di un blog esistano 6 reali motivi, che possono o meno portare a benefici. Di quanti benefici abbiano portato a me parlo a fine post, ma intanto vediamo in cosa consistono queste motivazioni e se dietro ci sono anche le vostre.

#1 – Lavoro e personal branding

Chi vuole lavorare online, sfruttare il terreno del web con la scrittura e i social media, non può fare a meno di aprire un blog: è il suo spazio personale, il suo vero curriculum, il luogo in cui può effettivamente dimostrare cosa offrire alla sua potenziale clientela.

Che cosa comporta un blog aperto con questi intenti?

Prima di tutto bisogna entrare in un certo ordine di idee:

  • dominio proprio
  • installazione di una piattaforma come WordPress
  • grafica professionale
  • contenuti periodici di valore
  • pagine di servizi chiare e complete

Questo elenco rappresenta soltanto il minimo indispensabile. Le basi per avere un blog a fini lavorativi.

Creare contenuti allora diventa una sorta di secondo lavoro, perché quei contenuti devono essere mirati a far emergere la professionalità e le competenze del blogger. Occorre tempo, tanto tempo prima di portare a casa dei vantaggi.

#2 – Crescita personale e professionale

In un certo senso è lʼaltra faccia della precedente medaglia, è la faccia meno “markettara”, meno autoreferenziale, se vogliamo dirla così. Ogni tanto mi capita di leggere di persone che hanno aperto un blog per capire meglio se stesse, per affrontare i temi che amano e comprenderli a fondo.

Per crescere quindi, per migliorarsi attraverso il blog.

È davvero possibile? Certo, anzi, io posso dire che – sebbene non sia stato questo il motivo dietro lʼapertura di Penna blu – con questo blog sono cresciuto e continuo a crescere.

Se fa bene parlare dei propri problemi, per trovare valide soluzioni, fa altrettanto bene scriverne. Un blog terapeutico? Perché no?

Scrivere di argomenti del nostro settore ci aiuta ad affrontarli e ad approfondirli. Scrivere aumenta le nostre conoscenze.

#3 – SEO e web marketing

Aprire un blog per arrivare primi sui motori di ricerca. Avete unʼazienda che produce sbiancanti per denti? Aprite un blog e iniziate a bombardare il web di contenuti su quel tema. Il primo posto su Google è assicurato.

Battute a parte, in un certo senso è così, anche se con tutte le riserve del caso. A forza di parlare di scrittura e blogging Penna blu ha raggiunto buone posizioni con parecchie parole chiave. Ma non è stato aperto con queste intenzioni.

Vale davvero la pena aprire un blog pensando a essere primi sui motori?

No, perché per arrivare primi – che poi non significa proprio nulla – entrano in gioco tantissimi fattori e il rischio è di creare contenuti-spazzatura, come se ne vedono tanti in giro di questi tempi.

Avete presente chi vi dice come fare soldi con un blog? Per me sono articoli acchiappa-lettori, che alla fine non dicono niente. Ma di questo parlerò più in là, state tranquilli.

#4 – Monetizzazione

Cʼè gente che sostiene di guadagnare parecchio con gli annunci Google e magari lavora ancora timbrando il cartellino. Solo a me pare un controsenso?

Come si monetizza un blog? Ne ho parlato tempo fa, se qualcuno ricorda. Per quanto mi riguarda, i guadagni devono essere indiretti. Se volete aprire un blog e riempirlo di fastidiosa pubblicità con lʼillusione di fare soldi, lasciate perdere. Ma il tempo è vostro e ne fate quel che volete.

#5 – Sfogo personale

I diari di un tempo, quelli che si tenevano su carta ben nascosti. Ma con un blog diventano pubblici e raccolgono anche lettori affezionati.

Non esiste un obiettivo, secondo me, eccetto quello, appunto, di sfogarsi, di scrivere ciò che ci passa per la testa, di parlare di tutto, dai film visti ai problemi di lavoro, dalla politica alle questioni sociali, ai propri passatempi.

È un calderone di temi diversificati, che a me personalmente non interessa leggere né tanto meno creare. Per un blog del genere non occorre certo spendere tempo e denaro, basterà aprirlo in 5 minuti su Blogger o WordPress.

#6 – Passione

Lʼamor che move il sole e lʼaltre stelle.

Dante non si offenderà, spero, se lo cito a proposito della passione che si cela dietro la nascita di un blog, di quella pura che ti fa dimenticare tutto e andare avanti anche quando vorresti lasciar perdere e sparire dalla circolazione.

La passione non ha nulla a che vedere con i precedenti motivi, perché li oscura. Se scrivi per puro marketing o per passione, si vede, si capisce dalla tua scrittura, perché quando scrivi, non riesci a mentire.

Perché ho aperto un blog

  1. Lavoro e personal branding. Quando apri un blog e metti in mostra le tue competenze – ma quelle reali, non le chiacchiere e la fuffa che oggi spopolano – prima o poi iniziano ad arrivare richieste di lavoro. A me sono arrivate e continuano ad arrivare, ma sono più le email spedite senza risposta (siamo usciti dalle sabbie mobili, sostiene qualcuno, ma allʼitaliano non piace ancora tirare fuori i soldi) che quelle che concorrono a popolare il conto corrente.
  2. Crescita personale e professionale. Se scrivi in un blog con impegno, cercando di trovare argomenti validi di cui parlare, non crescono soltanto i lettori, ma cresce anche il blogger. Sono cresciuto scrivendo per tanti anni nei miei blog, ho capito meglio come funziona il blogging e come funziona per me, soprattutto. Perché è questo che si deve capire prima di ogni altra cosa: come adattare il blog alla nostra personalità.
  3. SEO e web marketing. Ho aperto blog per trovare clienti, per riempire le pagine dei risultati dei motori di ricerca e essere trovato prima degli altri. In molti casi ha funzionato, ma arrivare in prima pagina, ho visto, conta ben poco e, credo, forse in futuro conterà ancora meno. Ai primi posti bisogna affiancare buoni contenuti e relazioni.
  4. Monetizzazione. Quando ho aperto dei blog per guadagnare con annunci Google e affiliazioni, ho guadagnato solo pochi euro. Imbottire un blog di Adsense e banner pubblicitari mi ha permesso così entrate medie di poche decine di centesimi al giorno, che sono andate via via diminuendo. Se volete guadagnare soldi, lavorate.
  5. Sfogo personale. Se aprissi un blog per sfogarmi su tutto quello che non sopporto, entro due giorni mi arriverebbero denunce e nel giro di una settimana subirei attentati. La libertà di opinione è unʼutopia in Italia e nel mondo. Ma serve davvero aprire un blog solo per sfogarsi? No, per quanto mi riguarda. Tanti anni fa provai a sfogarmi su alcuni newsgroup e non servì a nulla, tranne che a prendere insulti da chi la pensava diversamente.
  6. Passione. Questo è il solo motivo che mi spinge oggi a continuare a scrivere su Penna blu, la stessa passione che me lʼha fatto aprire e sarà sempre la passione che me ne farà aprire altri. La passione è una forza che vince qualsiasi illusione di denaro facile e ogni speranza di lavoro indipendente.

E il vostro blog in quale delle sei motivazioni ricade?

66 Commenti

  1. Serena
    28 ottobre 2015 alle 06:40 Rispondi

    Direi che ricado sicuramente nella passione. E poi, non si sa mai: magari un giorno mi serviranno per altre cose, i miei TRE blog (me idiota)

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 13:54 Rispondi

      Quello sul laboratorio ricade sempre nella passione, quello col tuo nome anche, mentre l’ultimo potrebbe ricadere nel numero 1.

  2. Silvia
    28 ottobre 2015 alle 08:34 Rispondi

    Certamente per passione e per crescita personale. Secondo me, senza questi punti un blog ha poco senso di esistere perché oggi, epoca in cui tutti possono accedere a tutto, la professionalità diventa l’unico distinguo. E la professionalità si nutre sulla passione di ciò che si fa.
    Il SEO è per me interessante a livello di studio, di esperimento, ma non è un obiettivo.
    Il branding può essere importante per chi decide di lavorare in quest’ambiente, ma non può essere l’unico fine.
    Lo sfogo personale credo che rientri un po’ nella passione: se qualcosa ti accende, ti dà anche il modo di scaricare certe tensioni. L’importante è che non cada nel piagnisteo o nella eccessiva considerazione dei propri problemi.
    Escludo la monetizzazione a priori. Non mi interessa essere invasa da fastidiosi banner per guadagnare meno di un caffè all’anno.
    Aggiungerei lo scambio reciproco con altre persone che la pensano (o non la pensano) come me. Ma probabilmente questo punto rientra nella crescita personale.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 13:55 Rispondi

      La SEO non deve essere un obiettivo, per me è solo uno degli aspetti tecnici del blog.
      Lo sfogo raramente c’è stato anche qui. Poco, altrimenti diventa un blog di polemica che non porta a nulla di buono.

  3. Chiara
    28 ottobre 2015 alle 08:47 Rispondi

    Io ho aperto il blog per passione e per crescita personale. Ma soprattutto (ed è strano che non compaia fra le motivazioni) per necessità di interazione e condivisione con persone che, come me, amano scrivere. :)

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 13:57 Rispondi

      Giusto, bisognava inserire anche una settima motivazione: Interazione con i lettori :)
      La condivisione la includo nella passione e nella crescita personale.

  4. Mr Tozzo
    28 ottobre 2015 alle 09:03 Rispondi

    Io direi 1,2 e 6 !!

    Prima di tutto è una passione ed è anche una estensione del mio lavoro (da dipendente) di consulente. E potrebbe essere anche una soluzione per il futuro, visto come va il mondo del lavoro oggi uno si potrebbe trovare improvvisamente senza niente o voler fare il salto nel mondo del freelance.

    Quindi diventa fondamentale per creare il proprio brand, consolidarlo e svilupparlo. I guadagni? Se fai un buon lavoro sono una normale conseguenza, ma sicuramente non arrivano da Adsense i veri guadagni sono quelli indiretti.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 13:58 Rispondi

      Il blog ti aiuta molto se devi trovare lavoro, anche se poi i fattori che ti portano a trovarlo sono tanti altri e non basta certo il blog.
      I tuoi 3 motivi sono i più validi, alla fine.

  5. Gianni Galli
    28 ottobre 2015 alle 09:24 Rispondi

    Ciao Daniele,
    tra poco sarà in funzione il mio sito e relativo blog. Mi occupo di sport di base e giovanile e mi rivolgo, principalmente, ai dirigenti sportivi che operano nei mondo dilettantistico.
    Ho scritto 3 e-book e ora metto in vetrina il primo “Come organizzare un valido settore giovanile etico e responsabile”.
    Perchè apro anche il mio blog?
    Per la passione che nutro per gli argomenti trattati.
    Per l’esperienza che ho maturato nel settore: ho svolto, come seconda attività, l’incarico di direttore sportivo o direttore generale nelle più importanti società sportive di calcio dell’hinterland bolognese per più di vent’anni.
    Perchè, nel tempo, vorrei essere apprezzato e riconosciuto come un esperto del settore.
    Perchè voglio informare questo “mondo”, con l’intento di accrescere la cultura sportiva dei dirigenti che devono diventare sempre più competenti.
    Perchè, di fatto, mi sento un insegnante convinto che la crescita personale passa con la formazione continua e costante.
    Perchè fare danni ai bambini, a livello educativo e umano, è molto facile, se il dirigente sportivo non conosce il mondo giovanile e le relative problematiche.
    Perchè scuola e famiglia, spesso, non riconoscono gli autentici valori dello sport, che non sono quelli di far diventare, per grazia ricevuta, un campione ogni bambino praticante.
    E potrei continuare, ma non voglio tediare te e il tuo pubblico.
    Complimenti per quello che scrivi!
    Buona giornata!
    Gianni

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:00 Rispondi

      Ciao Gianni, quindi per te passione e condivisione della tua esperienza. E anche personal branding.

  6. Gloria Vanni
    28 ottobre 2015 alle 09:33 Rispondi

    Anche io passione e amore per la scrittura, Daniele! Che sia una prerogativa femminile la passione come motivo numero uno che ci spinge ad aprire un blog? Comunque, se questo è l’inizio, strada facendo condivido buona parte dei punti da te evidenziato e ho adottato questo tuo post per la tribù di #adotta1blogger.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:01 Rispondi

      Non credo che sia una prerogativa femminile :)
      Grazie per l’adozione!

  7. Giulia
    28 ottobre 2015 alle 10:05 Rispondi

    Passione, prima di tutto. Dato che il mio lavoro non ha nulla a che fare con i libri, ho creato il mio blog per coltivare una passione che coltivo fin dall’infanzia.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:01 Rispondi

      La passione sta vincendo su tutti gli altri motivi :)

  8. Barbara
    28 ottobre 2015 alle 10:24 Rispondi

    Giuro che questo post sembra scritto per me.
    Perchè giusto due giorni fa pensavo: che cavolo lo apro a fare il blog, se poi nemmeno i miei stimati amici hanno il tempo (o voglia?) di leggere un post su FB a cui ho richiesto più volte la loro attenzione ed il loro aiuto??!
    Candy Crash Saga è meno impegnativo…
    Comunque, la 1, la 2, la 3 (ma ci credo poco) e la 6.
    Per la 1, ho preso un dominio in aggiunta (ma rimarrà segreto, in realtà mi serviva “congelarlo”). Ho tre consulenti: wordpress/linux, grafica, SEO/marketing. Al momento non si vede nulla, perchè è tutto su macchina virtuale bridged, dove riesco a testare anche il responsive in wifi da cellulare/tablet. E questa è stata un’occasione per rispolverare il mio know-how open source (e quindi 2).
    Sulla 3 ci crederò quando il SEO comincerà il suo lavoro, una volta online.
    Sulla 6…direi che senza passione non si va da nessuna parte, in ogni campo.
    Ma il motivo principale (che forse rientra nella 1) dell’apertura del blog è che mi sono stancata della diffusione ostica dei miei contenuti: su FB gli utenti non sanno andare nella Mie Note dalla bacheca, sull’app mobile la stessa FB non le rende disponibili, a mio zio le mie cugine non gliele lasciano leggere perchè su FB loro ci tengono anche le foto da diva dal bagno, al collega che m’ha bloccato per sbaglio su FB gliele dovrei mettere su Google+ che però non ha una sezione Note e quindi le devo inviare via mail. Poi ci sono quelli davvero davvero pigri, che non gli va bene nemmeno la mail, ma gli fregano la copia stampata a mia madre.
    Basta con sto cinema. Ci sarà il sito, i contenuti saranno tutti lì (man mano che li caricherò) e sarà visibile ovunque, senza problemi. Poi voglio vedere che altre scuse troveranno.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:05 Rispondi

      Io leggo nella mente dei lettori :)
      Secondo me un post su FB ha un impatto e uno su un tuo blog ne ha un altro.
      L’equazione FB=scazzo e Blog=informazione per me è sempre valida.
      Ottima la scelta di avere dei consulenti (e quella wordpress/linux).
      Ma il tuo collega non può sbloccarti?
      Che casino, però :D
      Hai comunque ragione: con un tuo sito risolvi tutti questi problemi.

  9. Salvatore
    28 ottobre 2015 alle 10:46 Rispondi

    Condivido i punti uno, due e cinque. A cui ne aggiungerei un altro, quello ciò d’incontrare altre persone che possano avere un punto di vista simile al mio e proseguire in loro compagnia l’avventura. :)

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:06 Rispondi

      Un po’ come Chiara, interazione. La passione per te invece non conta? Non credo che ti metti a scrivere quei post sulla grammatica senza passione…

      • Salvatore
        28 ottobre 2015 alle 17:31 Rispondi

        La passione è per la scrittura, non per il blog in sé. :)

        • Daniele Imperi
          28 ottobre 2015 alle 17:41 Rispondi

          Intendevo la passione per scrivere in un blog. Ci sono molti che amano scrivere ma non hanno interesse ad aprire un blog.

  10. Amelio
    28 ottobre 2015 alle 10:51 Rispondi

    Il motivo principale per cui ho aperto un blog è perchè alcune volte sento una necessità cosi forte di scrivere e buttar giù pensieri che solo il blog può soddisfarmi, perchè questa necessità mi dice anche di condividerla. Ergo, sarebbe inutile scrivere solamente per me stesso. Devo pubblicare ciò che scrivo, anche se fossero solamente stupidaggini. :)
    Non c’è assolutamente un motivo di guadagno (strumenti come Adblock per esempio, rendono i banner pubblicitari totalmente inutili) però lo stesso ho qualche banner sul blog. Peraltro con Altervista i guadagni sono praticamente dimezzati da un normale blog privato quindi non mi aspetto nemmeno chissà cosa. Ma come si dice, se guadagniamo qualcosina con la nostra passione tanto male non fà. Magari un giorno tra qualche mese riesco a pagarmi il dominio con quei banner. :)

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:07 Rispondi

      Rientri nello sfogo personale, che non deve essere per forza visto come una polemica.
      Il dominio con lo spazio oggi si trova a meno di 30 euro l’anno, quindi è una spese sostenibile.

      • Amelio
        28 ottobre 2015 alle 14:12 Rispondi

        Allora penso che potrebbero servirmi quei banner, in un anno spero di farci sti 30 euro cosi mi pago il dominio e mi costruisco un blog free.

        • Daniele Imperi
          28 ottobre 2015 alle 14:25 Rispondi

          Se parli degli annunci Google, calcola che devi avere un alto traffico e pubblicare contenuti che ti facciano guadagnare con i click. Ma i click sono pochi, quindi più visitatori hai e più alta è la probabilità che qualcuno clicchi.
          Con le affiliazioni è ancora peggio, per me.
          Ma sai tu quanto ci stai guadagnando, quindi potrai renderti conto.

          • Amelio
            28 ottobre 2015 alle 18:19 Rispondi

            In realtà con Altervista la parola guadagno è un pò una chimera. Diciamo che ti danno la possibilità di incrementare i guadagni anche solo con le visualizzazioni ma sono comunque poca roba.Ho ripreso il blog, seriamente da un mesetto e con le poche visite sto a 0.4 cent di guadagno :D Sarà difficile arrivare a quei 30 euro, dovrei quadruplicare o quintuplicare le mie visite attuali guadagnando sui 3 euro al mese eheheheheh Ho i banner praticamente solo per quello, per sostenermi il prezzo annuale del dominio. :D
            I guadagni di un blog per me ci sono solo a due condizioni: se hai qualcosa da offrire personalmente da vendere e se il tuo blog è cosi tanto visitato che qualcuno ti offre un compenso mensile per prendersi uno spazio del tuo sito. I blog che ti fanno guadagnare cifre mensili a tre zeri e oltre, più passa il tempo e più sarà difficile crearli.
            Ergo, alla fine, rimane quasi solo la passione di scrivere e condividere la propria vita o pensieri. :)

          • Barbara
            28 ottobre 2015 alle 19:00 Rispondi

            Ehm…non voglio smorzare gli entusiasmi, ma anni fa seguivo “tecnicamente” un sito che arrivava a 20.000 presenze mensili fisse, con punte qua e là. Beh, per quanto fossero attivi vari banner, vari canali, Google compreso…in un anno si arrivava scarsi ai famosi 30 euro (che poi erano anche di più, perchè la piattaforma era più grossa, con dominio e spazio sia IT che COM).
            Il problema è che tanto gli facevano il bonifico dai 100 dollari in su… :P

  11. Ferruccio
    28 ottobre 2015 alle 10:52 Rispondi

    La sei e non mi sento di aggiungere altro

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:08 Rispondi

      Da te non mi aspettavo altre risposte :D

  12. chiara
    28 ottobre 2015 alle 10:55 Rispondi

    Ho aperto un blog da pochissimo tempo, ma proprio poco.
    L’ho aperto perchè mi piace scrivere, se bene o male non lo so, ma mi piace raccontare storie minime.
    Non so cosa aspettarmi, forse che qualcuno lo legga e basta, perchè tenere files e files di word solo sul pc iniziava a starmi stretto: leggevo sempre e solo io.
    Quindi, direi che passione e piacere di condividere con chi lo voglia sono i motivi principali. Il resto, se ci sarà, verrà da sé.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:12 Rispondi

      Ciao Chiara, benvenuta nel blog.
      Quindi pubblichi racconti tuoi? O è una specie di diario personale?

      • chiara
        28 ottobre 2015 alle 15:43 Rispondi

        Grazie, Daniele, sono contenta di averti trovato.

        Il blog è costruito su microministorie decisamente biografiche. E’ un diario, si, direi, anche se il taglio forse è un po’ inusuale (almeno, spero che lo sia) :)

        I racconti più lunghi sono ancora nel pc…

  13. Ivano Landi
    28 ottobre 2015 alle 11:34 Rispondi

    Vetrina per me stesso e le mie passioni, palestra di scrittura, luogo di interazione con altri blogger, riflesso e prolungamento esterno della mia memoria.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:15 Rispondi

      Dunque, ricapitolando, rientri nella 1, nella 2, ma anche nella 6. L’ultima motivazione, invece, è quella del Narcisisimo :D

  14. Marina
    28 ottobre 2015 alle 11:42 Rispondi

    La passione, sì, credo che questa possa bastare! No, anzi, aggiungo la crescita personale: sto cominciando a orientarmi meglio fra le scelte da adottare nel mio blog. Adesso sono più consapevole di ciò che voglio trasmettere scrivendo i miei articoli.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:16 Rispondi

      La crescita la scopri pian piano, quando il blog è uscito dal rodaggio e viaggia da un po’. Se c’è crescita, anzi, significa che hai lavorato bene.

  15. Andrea Torti
    28 ottobre 2015 alle 12:22 Rispondi

    Sono tutti motivi potenzialmente validi, credo che più o meno tutti agiscano per una combinazione di tutte le ragioni citate, o di alcune di esse.
    Per quanto mi riguarda, vorrei che il mio blog diventasse principalmente uno spazio di discussione, e magari di ispirazione: se anche solo una persona, leggendo un mio post, riuscisse a concepire e/o portare avanti un’idea innovativa e utile, potrei già dirmi ampiamente ripagato del tempo speso.
    Se poi qualcuno rimanesse così impressionato da ciò che scrivo da offrirmi un lavoro… non sarei certo io a scoraggiarlo! :P

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:18 Rispondi

      Sono d’accordo che, alla fine, un buon blog debba avere una combinazione di tutte queste motivazioni, qualcuna come principale, altre come necessarie.
      Essere d’ispirazione è un buon obiettivo, ma se scrivi contenuti di valore diventa anche un traguardo raggiungibile.

  16. delia
    28 ottobre 2015 alle 12:51 Rispondi

    Lavoro, personal branding, scrittura intesa come passione.
    Non so bene , ancora, quali competenze esatte voglio estrapolarte dalla creazione e gestione di un blog, ma di certo sento di dovermi tenere al passo con queste tecnologie e la sua relazione coi social.
    Vorrei scrivere, non so bene ancora come , per chi e a che livello, ma sicuramente l’esercizio costante è un punto significativo per andare avanti.
    Per me il blog è come quelle reti a molle dei luna park…divertente, mi alleno a rimbalzare, magari pure a fare una capriolina al volo…intanto non sto ferma, e mi sollazzo. Poi al momento di scendere, valuterò :)

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 14:22 Rispondi

      Quello attuale ha però un suo taglio preciso, no? Parli della tua esperienza come madre.

  17. Tenar
    28 ottobre 2015 alle 15:04 Rispondi

    Direi che ricade nella casistica “necessità di ragionare ad alta voce”, di tenere traccia di processi mentali e di comunicare le mie passioni. Da buona imbranata, voglio la cosa più facile e agile da utilizzare, poiché grafica, marketing e strategie editoriali non fanno proprio per me.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 15:06 Rispondi

      Quindi va bene crescita personale e passione.
      Per il resto il blogging, come il mondo, è bello perché è vario, quindi si trovano tutte le soluzioni :)

      • Tenar
        28 ottobre 2015 alle 18:20 Rispondi

        Appunto. Credo che l’amatorialità sia un carattere distintivo di un blog che non ha un legame diretto con il lavoro che faccio. Le torte fatte in casa non saranno mai perfette come quelle di pasticceria, ma si sente l’amore delle mani che le hanno impastato. Lo stesso, immagino, in un blog amatoriale. Non tutto sarà perfetto, ma si percepisce la passione.

  18. animadicarta
    28 ottobre 2015 alle 17:15 Rispondi

    Non ho dubbi a rispondere: passione! La crescita personale è venuta dopo senza che me l’aspettassi, così come l’interazione con altre persone. All’inizio ero convinta che avrei avuto tre lettori in tutto, quindi è stato bello scoprire le potenzialità del blogging. Anche al branding non ci pensavo, infatti il blog non era neppure a mio nome. Invidio un po’ chi ha le idee chiare da subito.
    Penso che tutti e sei siano motivi validi, anche se il 5… insomma, non è proprio il mio preferito. I diari meglio tenerli sotto al materasso :)

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2015 alle 17:40 Rispondi

      La crescita personale viene sempre dopo, credo. Neanche io ho pensato di avere tanti lettori appena aperto il blog, è normale. Se poi arrivano, allora significa che abbiamo scritto cose interessant.
      Penso la stessa cosa sui diari :)

  19. Giulio F.
    28 ottobre 2015 alle 18:56 Rispondi

    Proprio in questi giorni mi chiedevo quale fosse, in Penna Blu, la magica finestra dalla quale entrano i soldi. Me lo chiedevo proprio perché mi ero accorto che qui non c’è pubblicità. Ma la domanda resta: davvero, come guadagni da questo blog?
    (scusami, magari la domanda è stupida, non lo so, io non me ne intendo affatto) ;)

    • Daniele Imperi
      29 ottobre 2015 alle 08:15 Rispondi

      Un blog non deve per forza guadagnare soldi e non ho aperto Penna blu per fare soldi. Semplice :)
      Però arrivano richieste per scrivere testi e tenere corsi.

      • Giulio F.
        29 ottobre 2015 alle 13:37 Rispondi

        Scusa, avevo davvero frainteso :P
        Pensavo che il tuo lavoro fosse proprio Penna Blu, si vede che non me ne intendo :)

  20. Rodolfo
    28 ottobre 2015 alle 18:56 Rispondi

    Ciao Daniele, concordo in particolare sul punto 4. Vedere ancora blog con le pubblicità di Google, magari su blog che si dovrebbero occupare di Web Marketing ha veramente dell’incredibile (!!!!). Monetizzare un blog si può (anzi direi SI DEVE) ma in maniera indiretta: tramite vendita di videocorsi, libri (per questo uno scrittore DEVE avere un blog professionale e anche un po’ markettaro), ebook, eventi dal vivo, affiliazioni eccetera.

    Ma mettere le fastidiosissime pubblicità di Google (che ti pagano quanto? 1 centesimo a click?) non ha ormai veramente più senso.

    Ciao.

    • Daniele Imperi
      29 ottobre 2015 alle 08:16 Rispondi

      Anche per me è incredibile vedere certi blog con le pubblicità. In un blog lavorativo, poi, annunci e banner sono inviti per far uscire i lettori dal blog, quando dovrebbero restare.
      Le affiliazioni non sono diverse da Adsense, alla fine, e almeno nel mio caso non mi hanno fatto guadagnare quasi niente.

  21. CogitoErgoLeggo
    28 ottobre 2015 alle 19:19 Rispondi

    Io l’ho aperto per passione e crescita personale (in cui considero anche la speranza di sconfiggere la mia paura di esprimere ciò che penso).
    Come monetizzazione, direi proprio di no, idem marketing e seo, per cui non provo alcun interesse (infatti la seo del mio blog l’ho affidata al mio ragazzo, che ci tiene a queste cose).
    Circa cinque o sei anni fa, avevo aperto un blog come sfogo personale ma poi l’ho chiuso. I post raggiungevano un livello di patetico notevole… Oltre a essere imbarazzanti.

    • Daniele Imperi
      29 ottobre 2015 alle 08:18 Rispondi

      La paura di esprimere ciò che pensi vale solo per blog sulla politica :D
      Trovo anche io imbarazzante scrivere per un blog per sfogo personale.

  22. Grazia Gironella
    28 ottobre 2015 alle 21:34 Rispondi

    Credo che crescendo (o invecchiando!) si perda la voglia di sfogarsi a quel modo. Anni fa la definivo mancanza di grinta dovuta all’età, adesso lo chiamo buonsenso, o saggezza. :)

    • Daniele Imperi
      29 ottobre 2015 alle 08:19 Rispondi

      Hai ragione :)
      Tanti anni fa scrivevo con accanimento nei newsgroup per sfogarmi, ora ho capito che non ne vale la pena, ti fai solo il sangue cattivo e non risolvi nulla. Saggezza dell’età che avanza :D

  23. Sonia Bertinat
    29 ottobre 2015 alle 01:45 Rispondi

    1 e 2. Ho aperto un blog professionale per provare a diffondere contenuti psicologici non da accademico (che non sono) ma per poterli passare a tutti. In questo il secondo punto. Rendere fruibili concetti spesso lontani dai più è un continuo esercizio e sforzo comunicativo che spero possa riverberare anche offline :)
    Sappi che verrai citato tra i riferimenti che darò fra due settimane in un intervento su web e professione per psicologi che terrò ;) E ti ringrazio in anticipo

  24. Roberta FI Visone
    29 ottobre 2015 alle 21:26 Rispondi

    Buonasera Daniele!
    Innanzitutto ti faccio i miei complimenti per il tuo blog: delle varie newsletter cui sono iscritta, quella riguardante il tuo blog è fra le più interessanti e spulcio spesso i tuoi post. Detto ciò, voglio raccontare un po’ la mia riguardo all’uso del blog.
    Il mondo digitale l’ho conosciuto quasi 10 anni fa. Mi ero lasciata col fidanzato e fui iscritta su MSN e su una chat, dove conobbi quello che è il mio attuale ragazzo, nonché il mio primo amore (oltre a Harry Potter, alle lingue straniere, etc.).
    Ebbene, tramite MSN c’era la possibilità di crearsi un blog e quando me ne creai uno, la motivazione principale era quella di uscire dalla mia timidezza e dalla mia solitudine scrivendo, cercando con la scrittura di farmi capire da chi mi leggesse. Scrivevo torrenti di parole, finché non decisi di cancellarlo. Cancellai quel blog perché erano subentrate troppe esperienze negative che non mi facevano vedere le cose belle, ma a oggi rimpiango di non aver salvato gli ultimi post, poiché riguardavano proprio i battiti di cuore provati nel tornare insieme al mio attuale ragazzo. Passa il tempo, auto pubblico un libro di poesie (io che non avevo fatto leggere quasi a nessuno quella che era la mia parte più intima) e oggi eccomi a gestire un sito fatto di post con mie poesie, esperienze letterarie e musicali, etc.: http://robertafivisone.wix.com/poesiediperiferia.
    Inoltre faccio parte di un altro sito, di tutt’altra finalità: http://languagestranslators.it/.
    Se vi fa piacere, passate su uno dei due siti o perché no? Su entrambi! :)

    • Daniele Imperi
      30 ottobre 2015 alle 08:35 Rispondi

      Ciao Roberta, benvenuta.
      Aprire un blog per uscire dalla solitudine e vincere la timidezza fa senz’altro bene. Rientra nello sfogo personale, in un certo senso, anche se nel tuo caso ci sono anche altre motivazioni.

  25. Gianni Gualmini
    30 ottobre 2015 alle 13:01 Rispondi

    Ciao Daniele,
    è da un po’ che seguo il tuo blog molto interessante. Io scrivo poesie e un po’ di prosa. Raccolgo tutto nel blog ma vedo che non esiste nessun commento ma le statistiche mi dicono che è seguito. Non capisco cosa costi abbozzare anche un minimo di giudizio su un testo o poesia. Pigrizia, paura? Non saprei! Ti auguro sempre un buon lavoro e un saluto a tutti! <3

    • Daniele Imperi
      30 ottobre 2015 alle 13:08 Rispondi

      Ciao Gianni, benvenuto nel blog.
      Ti rispondo la stessa cosa che ho risposto ad altri: le poesie non hanno mercato. E quindi non generano commenti, secondo me.

  26. enomisb
    3 novembre 2015 alle 13:14 Rispondi

    Io sono partito da leggere il tuo libro,comprato ieri in Feltrinelli e finito stamani mattina in treno.Mi consiglieresti un testo con indicazioni tecniche di come creare un blog?Vediamo se riesco a dar vita al mio blog!

    • Daniele Imperi
      3 novembre 2015 alle 13:50 Rispondi

      Ciao, grazie per aver comprato e letto il mio libro e benvenuto.
      Ti è stato utile?
      Per quanto riguarda le indicazioni tecniche, dipende se vuoi un blog con hosting gratuito, e in quel caso ti basta iscriverti a blogger.com o wordpress.com, o se vuoi installare wordpress in un tuo spazio.

  27. cristiana
    12 novembre 2015 alle 11:42 Rispondi

    Aprii il mio blog circa 10 anni fa, a causa di Berlusconi : lo disprezzavo totalmente e il mio disprezzo è cresciuto di anno in anno. La sua ricomparsa comincia a preoccuparmi. Ora il mio blog è diventato un sito socio-politico che non disdegna la satira.
    Certo che tu sei forte!

    • Daniele Imperi
      12 novembre 2015 alle 11:52 Rispondi

      Ciao Cristiana, grazie per il “forte” e benvenuta nel blog :)
      Io avevo aperto un blog su Roma a causa di Veltroni, invece :D
      Ma non ho risolto nulla e mi sono soltanto rovinato l’umore. Berlusca non potrà tornare per sempre, ormai si avvia agli 80…

  28. Barbara
    12 novembre 2015 alle 12:19 Rispondi

    …non ho mai pensato di aprire un blog politico. Ho smesso comunque di rodermi il fegato quando ho capito che la questione non è imputabile al singolo che sale sul palco, ma a tutti quelli che stanno sotto e che lo acclamano. Ed il perchè lo acclamano.
    Il sistema lo cambi da dentro? No, perchè questo sistema è auto-protettivo.
    Quiiiindi? Meglio scrivere d’altro và… ;)

  29. Francesco
    26 dicembre 2015 alle 13:16 Rispondi

    Ne aggiungo un settimo. Può apparire una mancanza di umiltà, ma, a pensarci bene, non è così. Per dare emozioni, spunti di riflessione, qualcosa di bello alle persone. In tanti anni di scrittura tanti mi hanno ringraziato per quello che scrivevo. Con mia grande sorpresa, con mia incredulità. Ho pensato allora di provare ad ampliare il “pubblico” che mi legge.

    • Daniele Imperi
      27 dicembre 2015 alle 09:50 Rispondi

      Questo può rientrare nella passione, no?

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.