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Il codice segreto dei libri

The Da Vinci CodeConoscete tutti il romanzo Il Codice Da Vinci di Dan Brown. Ma non è propriamente di questo che voglio parlare. Devo dire, però, che è da questo libro che è partito tutto, è da questo libro che è cominciata una sorta di catena. Quel libro è stato il primo anello, a cui tutti gli altri si sono attaccati.

Da quel libro è iniziata la triste moda dei codici. Scrittori su scrittori si sono affannati a seguire le orme di Dan Brown, bramando il suo successo, con la speranza che un altro codice potesse avere la stessa fortuna di quel libro.

O forse è stata tutta un’operazione del marketing italiano, tanto che “solo” il 35% dei libri ha realmente la parola codice nel titolo originale. Il marketing dovrebbe creare, però, non copiare. A me, dopo la ricerca che ho fatto, è sembrato il contrario. Sono quasi convinto che l’idea sia stata quella di attirare il lettore con la parola magica Codice. E il lettore ha forse acquistato quei libri nella speranza di leggere un altro Codice Da Vinci. Che fra l’altro a me neanche è piaciuto, né come storia né tanto meno come stile di scrittura.

Ma la storia dei codici ha radici più antiche, quindi sono propenso a credere che, come gli scrittori post-Brown si siano ispirati a Brown, lo stesso Brown si sia ispirato agli scrittori pre-Brown. Inizio quindi questa storia dei codici con il romanzo futurista Il Codice di Perelà di Aldo Palazzeschi (Edizioni futuriste di Poesia, 1911), che agli albori del ventesimo secolo dava il via alla codificazione della letteratura.

Dovremo attendere gli anni ’80 del novecento per trovare un altro codice, di uno dei più grandi scrittori viventi del mondo. Sto parlando del libro Il Codice Rebecca di Ken Follett (Titolo originale: The Key to Rebecca. Mondadori, 1986). Due anni dopo esce Il Codice Cesare di Johannes Mario Simmel (Titolo originale: The Caesar Code. Rizzoli, 1988). Poi il silenzio, fino alla fine degli anni ’90, con l’unico rappresentante di quella decade: Il Codice dell’anima di James Hillman (Titolo originale: The Soul’s Code. Adelphi, 1997).

Nel 2000, per celebrare il Giubileo, viene dato alle stampe Il Codice vaticano di Diego D’Elia (Quasar, 2000). Poi appare Il codice segreto del Graal di Hopkins Marilyn, Simmans Graham, Wallace Murphy Tim (Titolo originale: Rex Deus. Newton&Compton, 2001) che ispira proprio lui, il fatidico Il Codice Da Vinci di Dan Brown (Titolo originale: The Da Vinci Code. Mondadori, 2003). Ormai il dado è tratto e da questo momento le librerie saranno invase da un alto numero di codici.

Nel 2004 ne appaiono timidamente due: Il Codice di Atlantide di Stel Pavlou (Titolo originale: Decipher. Newton&Compton, 2004) e Codice di sangue di Donald Harstad (Titolo originale: Code 61. Piemme, 2004).

Ma nel 2005 la situazione cambia e le aspettative dei lettori sono più che raddoppiate. Escono Vermeer e il codice segreto di Blue Balliett (Titolo originale: Chasing Vermeer. Oscar Mondadori, 2005), Il Codice segreto del Vangelo di Igor Sibaldi (Sperling & Kupfer, 2005), Il Codice Darwin di Gianfranco Biondi e Olga Rickards (Codice, 2005), Codice Zena di Riccardo Storti (Aereostella, 2005) e Il Codice di Giza di Ian Lawton e Chris Ogilvie-Herald (Titolo originale: Giza: The Truth. Newton&Compton, 2005).

E il 2006 replica con lo stesso volume di libri codificati. Escono Il Codice del romanzo di Nunzio Bianchi (Edizioni Dedalo, 2006), la parodia del romanzo di Dan Brown Il Codice Stravinci di Toby Clements (Titolo originale: The Asti Spumante Code. Kowalski 2006), Il Codice Abramo di Marco Tibaldi (Pardes Edizioni, 2006), Il Codice del vangelo di Ben Witherington III (Titolo originale: The Gospel Code. GBU, 2006), Il Codice Wright di Blue Balliett (Titolo originale: The Wright 3. Mondadori, 2006) e Il Codice nascosto di Clotaire Rapaille (Titolo originale: The Culture Code. Nuovi Mondi, 2006).

Ma è il 2007 l’anno dei codici: ben dieci (10) libri codificati e venduti! Ecco a voi Il Codice di Newton di Rebecca Stott (Titolo originale: Ghostwalk. Piemme, 2007), Il Codice perduto di Archimede di Reviel Netz e William Noel (Titolo originale: The Archimedes Codex. Rizzoli, 2007), Il Codice di Merlino di Robert Holdstock (Titolo originale: Merlin Codex. Newton&Compton 2007), Il Codice Segreto della Camorra di Alfonso Ancona (Nunzio Russo Editore, 2007), Il Codice delle fate di Lisa Tuttle (Titolo originale: The Mysteries. Newton&Compton, 2007), Il Codice Alighieri di Bruno Marchi (Nuova Immagine Editrice, 2007), Il Codice del potere di Franco Stefanoni (Melampo, 2007), Il Codice del quattro di Ian Caldwell e Dustin Thomason (Titolo originale: The Rule of Four. Piemme, 2007), Il Codice di Maya di Marco Della Luna (Nexus Edizioni, 2007) e Il Codice 632 di José Rodrigues Dos Santos (Titolo originale: Codex 632. Vertigo, 2007).

Nel 2008 la situazione si ridimensiona un po’, gli scrittori hanno forse esagerato troppo l’anno prima e ora sono a corto di idee. Ne vengono pubblicati soltanto cinque: Il Codice Nemesis di Emiliano R. Albanese (autopubblicazione, 2008), Il Codice Gattuso di Gennaro I. Gattuso (Rizzoli, 2008)… sì, proprio lui, il Gattuso della Nazionale di calcio codificato in un libro… e si prosegue con Il Codice d’Amore di Laura Mancinelli (Einaudi, 2008), che è soltanto il volume che comprende la trilogia di romanzi dell’autrice, ma non potevano lasciarsi scappare l’occasione di codificarla! E ancora Il Codice degli Shepher di Tamar Yellin (Titolo originale: The Genizah at the House of Shepher. Giano, 2008). Per concludere l’anno segnalo Il Codice Callistino (Titolo originale: Codex calixtinus. Edizioni Compostellane, 2008), l’unico di tutta la serie ad avere piena ragione del titolo che porta. È la traduzione del Liber Sancti Jacobi del XII secolo.

Il 2009 torna alla carica con ben otto (8) esemplari: Il Codice del silenzio di Barry Eisler (Titolo originale: Fault Line. Garzanti, 2009), Il Codice di Tarso di Marco Garzonio (Paoline Editoriale Libri, 2009), Il Codice del Tempo di Gregg Braden (Titolo originale: Fractal Time. Macro Edizioni, 2009), Il Codice Segreto di Mosè di James F. Twyman (Titolo originale: The Moses Code. My Life Edizioni, 2009), Il Codice Bologna di Danilo Masotti (Pendragon, 2009), Il Codice del Gelato di Giuseppe Vaccarini (Giunti Editore, 2009), Il Codice di Pietra di AA. VV. (Hermatena Edizioni, 2009) e Il codice del Nuovo Testamento di Robert Eisenman (Titolo originale: The New Testament Code. Piemme 2009).

Ed eccoci giunti al 2010, con cinque libri codificati: Il Codice segreto dei samurai di Yamamoto Tsunetomo (Titolo originale: Hagakure. Einaudi, 2010), Il Codice Voynich di Claudio Foti (Eremon Edizioni, 2010), Il Codice da Bro di Barney Stinson (Titolo originale: The Bro Code. Pocket Books, 2010), Il Codice del cosmo di Zecharia Sitchin (Titolo originale: The Cosmic Code. Piemme, 2010) e Il Codice D’Arrigo di Marco Trainito (Edizioni Anordest, 2010). Un momento, c’è anche un romanzo di prossima uscita, ma certo, è Il Codice Atlantide di Charles Brokaw (Titolo originale: The Atlantis Code).

È una bella sfilza di codici, non trovate? Io mi sono fermato a quota 50 (cinquanta!), andare oltre sarebbe stato come insultare la mia pazienza e la creatività che dovrebbe avere uno scrittore. Ma voi, se volete, potete continuare. Scrivete pure nei commenti gli altri libri di codici in cui vi siete imbattuti.

E per farvi digerire tutta questa abbuffata di codici vi consiglio la lettura del libro Il Codice Dietetico di Stephen Lanzalotta (Titolo originale: The Diet Code. Sperling & Kupfer, 2006). A fine lettura vi sentirete più leggeri.

Con questo concludo, corro a finire il mio ultimo romanzo, Il Codice Machiavelli, ma non posso dirvi di più su quest’opera, solo che sarà definita il romanzo del secolo. Che il Codice sia con voi!

5 Commenti

  1. Il meglio di Penna Blu – Dicembre 2010
    10 febbraio 2011 alle 17:24 Rispondi

    […] Continua a leggere Il codice segreto dei libri. […]

  2. La casta dei libri
    14 febbraio 2011 alle 05:01 Rispondi

    […] parlato tempo fa del codice segreto dei libri, di quella sorta di virus che ha infettato gli scrittori e gli editori, facendo esplodere nelle […]

  3. ViEf
    12 aprile 2011 alle 13:08 Rispondi

    Hai dimenticato “Il codice gianduiotto”, altra parodia del “codice da Vinci”, a mio avviso molto più spassosa di quella di Toby Clements! :)

    • Daniele Imperi
      12 aprile 2011 alle 13:27 Rispondi

      Eh, infatti l’ho scritto: io mi sono fermato a 50 e chiunque può contribuire con altri libri codificati. Grazie della segnalazione :)

  4. emal
    2 ottobre 2013 alle 11:50 Rispondi

    C’è anche il “Codice Arcadia” :) di Peter Blake, Paul S. Blezard http://www.lafeltrinelli.it/products/9788851521875/Il_codice_Arcadia/Peter_Blake.html

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