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5 errori frequenti nel blogging

5 errori frequenti nel blogging

In realtà gli errori nel blogging sono tantissimi, non solo 5, ma qui parlo di cinque categorie di errori, per semplicità. Leggendo e seguendo parecchi blog, mi sono fatto una cultura in materia di errori e sviste che minano la credibilità del blogger e la qualità del blog.

#1 – Accenti e apostrofi

Gli accenti e gli apostrofi nel web sono inseriti a caso, senza una logica apparente, in funzione delle pseudo-conoscenze del blogger, delle mode del momento – scrivono tutti così, dunque si scrive così – e anche di una scarsa attenzione alla forma che, specialmente in blog di professionisti, non deve mancare.

Segnalo i casi più frequenti ed evidenti che riscontro nei blog italiani. Sono errori che trovo in blog di scrittori (?), di professionisti del web (esperti di web marketing e social media, copywriter) e che spesso mi hanno allontanato da quei blog.

  • E’: non esiste. La terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo essere si scrive “È” al maiuscolo. Io uso Writer di OpenOffice e se scrivo “è” dopo il punto automaticamente si trasforma in “È”. Altrimenti basta digitare Alt+0200.
  • : non esiste. Neanche il fiume si chiama Pò, ma solo Po. Ma l’abbreviazione di poco vuole un apostrofo, perché cade l’ultima sillaba “co” e resta solo po’.
  • Si: non esiste come avverbio affermativo. Si scrive “sì”.
  • Un: usato senza apostrofo davanti a parola femminile che inizia per vocale è un errore, perché “un” è solo maschile. Al femminile si scrive “una” e la “a” cade davanti a vocale, dunque vuole l’apostrofo. Eppure il web è pieno di frasi come “un immagine”, “un alternativa”, ma trovate anche “un’altro”.
  • : non esiste. La prima persona singolare dell’indicativo presente del verbo sapere si scrive “so”.
  • Stà: scritto per indicare la terza persona singolare dell’indicativo presente oppure la seconda persona singolare dell’imperativo presente del verbo stare. Non esiste quella parola. Nel primo caso si scrive “sta”, nel secondo invece sta’ con l’apostrofo, perché cade la “i” di “stai”.
  • Quì: orribile a leggersi. Non esiste neanche questa parola. A nessuno verrebbe mai in mente di pronunciare “qui” come “cui”, con l’accento sulla “u”.

#2 – Colloquialismi

La lingua parlata è diversa da quella scritta. Molti sostengono che il blogger debba adottare un linguaggio colloquiale, ma non sono totalmente d’accordo. Non riesco a leggere post in cui il blogger si rivolge ai lettori come se stesse davvero parlandogli a voce.

Lasciamo i colloquialismi alla lingua parlata e difendiamo la bellezza di quella scritta. Il linguaggio nel blogging deve essere naturale e chiaro, non colloquiale.

  • Vabè, vabbè, ecc.: una serie di varianti per esprimere “va bene”. Non è difficile sapere come vada scritta quella frase. Siamo sempre di fronte alle abbreviazioni. “Bene” viene troncato in be’ (quindi ha un apostrofo e non un accento), oppure, nel caso di interiezione, si trasforma in “beh”.
  • Eddai: d’accordo che nel parlato tendiamo ad accorpare le parole, ma nella lingua scritta si scrive “e dai”. E, mi raccomando, niente accenti sul verbo dare.

#3 – Segni di interpunzione

Indicano pause, brevi o lunghe, oppure stacchi tra frasi. Non possono essere inseriti a piacimento né in arbitrarie quantità. Eppure online si vedono combinazione artistiche nate dall’estro del momento.

  • Tre puntini di sospensione: sono appunto tre e non due, quattro, cinque e chi più ne ha, più ne metta. E non va messo lo spazio prima dei puntini, va invece messo dopo, come in ogni altro segno di interpunzione.
  • Punti esclamativo e interrogativo: sono usati rispettivamente per le esclamazioni e per le domande (donde i nomi) e vanno scritti uno per volta, non in coppie, triadi, poker e cinquine.

#4 – Verbi e sostantivi

Sembra strano, eppure si sbagliano anche questi. Colpa degli altri, che scrivono male e vengono copiati. Esistono alcuni verbi e sostantivi ostici, forse antipatici, che davvero non riescono a imporsi nella mente dei blogger nella forma giusta.

  • Redarre: trae in inganno il participio redatto, per cui si fa derivare l’infinito da questo, come in trarre. In realtà, si scrive redigere.
  • Suspence: scritto in vari altri modi eccetto che nella forma corretta suspense. È un vocabolo inglese derivato dal latino.

#5 – Refusi ed errori di battitura

A iosa. Perché? Perché il blogger non rilegge, scrive di fretta, peggio ancora c’è chi scrive direttamente nell’editor di testo della sua piattaforma blog. In questo modo non potrà notare la sottolineatura rossa che il programma di scrittura inserisce sotto i termini sbagliati. Non è un valido aiuto, nel senso che è incompleto, ma almeno una scrematura degli errori viene fatta.

Un testo pieno di refusi ed errori di battitura (lettere mancanti, maiuscole dimenticate, ecc.) dà un’impressione negativa del blogger, che deve – non dovrebbe – pubblicare testi curati.

Conclusione e risorse

Avete trovato altri orrori grammaticali nei blog, mio compreso? Perché anch’io posso sbagliare, ma in quel caso è pura disattenzione. ;)

E se volete essere sicuri di non sbagliare più, allora seguite la Grammatica su Twitter: ogni giorno pubblica chicche grammaticali gratis.

45 Commenti

  1. Antonella
    21 settembre 2013 alle 08:10 Rispondi

    Ciao Daniele,
    mi sembra di essere tornata a scuola, :D sono d’accordo con te!
    Anch’io ne ho visti di blogger con testi, illeggibili, eppure non penso sia incompetenza, solo fretta, voglia di pubblicare, senza usare un editor, ma scrivono direttamente nel blogger…
    Adoro i tuoi articoli!
    Buona giornata

    Antonella :D

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2013 alle 08:12 Rispondi

      Ciao Antonella,

      per alcuni è senz’altro fretta e anche l’uso che molti hanno di scrivere direttamente nell’editor di testo. Quando si tratta di errori di digitazione è così.

      Purtroppo, però, in blog di professionisti del web, ho visto errori madornali di grammatica…

  2. Cristiana Tumedei
    21 settembre 2013 alle 08:38 Rispondi

    Bello questo post ;)

    Di errori grammaticali, lessicali e stilistici è pieno il web. Credo non si tratti unicamente di disattenzione o fretta.

    Posto che bisogna comunque prevedere un certo di elasticità – perché una svista può sempre accadere – fare attenzione a ciò che pubblichiamo dimostra la nostra attenzione nei confronti del lettore.

    Almeno, questa è la mia opinione :)

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2013 alle 08:48 Rispondi

      Grazie :)
      Neanche io penso si tratti di fretta e disattenzione in alcuni casi.

      Sì, quando vedo refusi e errori di digitazione, ovvio che non è ignoranza. Però, come dici giustamente, bisogna fare attenzione. A me qualcuno ha fatto presente in privato o nei commenti che c’era un refuso e io ho corretto. Ma non a tutti fa piacere che gli si mostrino i propri errori.

      Ti ricordi i nostri interventi in privato? :D

  3. Andre
    21 settembre 2013 alle 09:08 Rispondi

    Daniele lo sai che mi metti in crisi, vero? A parte gli accenti e qualche altro refuso, dovuti soprattutto al tempo (non la fretta) a disposizione e al mezzo usato (come sai al 90% sono in mobile), qui il problema che mi crei é sul tono colloquiale e sull’assoluto rispetto della grammatica. Come tu sai io non scrivo a caso, ma con il preciso scopo di trasmettere competenze molto tecniche in modo molto semplice ed il piú efficace possibile. Ho avuto appunti su alcune mancanze nella scrittura perché “quando parli parli ci sta, ma quando scrivi devi aggiungere…”, il problema é che poi non sarei piú efficace: la struttura di una frase tecnicamente corretta, spesso non risponde alle regole grammaticali, peró sortisce gli effetti voluti in qualunque idioma. Insomma Daniele, mi serve qualche dritta piú mirata, da te :)

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2013 alle 12:40 Rispondi

      Forse ho capito che intendi. Ne riparliamo con più calma la prossima settimana, magari mi spieghi meglio via email e vediamo che posso scrivere, ok?

  4. Gioia
    21 settembre 2013 alle 11:19 Rispondi

    Prof…. io ne sono la prova! A mia difesa? Da quando il mio computer ha preso fuoco, nel vero senso della parola, uso il tablet con tastiera. Devo ancora trovare un buon programma di scrittura e non so ancora come inserire la e maiuscola con l’accento, così son costretta a usare l’apostrofo.
    Per la marea di refusi, lo ammetto, sono molto frettolosa, ma, meno male che ogni tanto qualcuno si offre come correttore di bozze :P

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2013 alle 12:42 Rispondi

      Ma quale prof? :)

      Scarica OpenOffice, è completo e gratuito. Writer sostituisce Word. La “È” la fai digitando “è” dopo il punto, altrimenti con la combinazione Alt+0200 ;)

      • Gioia
        21 settembre 2013 alle 13:51 Rispondi

        Grazie, per le chicche, ma mi sa che servano per i programmi da pc, io uso android! Con il programma di scrittura che ho trovato, non vanno proprio!

      • Fabrizio Urdis
        21 settembre 2013 alle 16:19 Rispondi

        Con open office puoi fare anche blocco maiuscola è.

  5. lorettafusco
    21 settembre 2013 alle 11:30 Rispondi

    Ritengo che il primo compito, dovere di un blogger sia quello di proporre testi corretti sia sotto il profilo formale che lessicale. Se posso chiudere un occhio nei confronti della e maiuscola apostrofata, forzatura grafica per chi non conosce bene le regole dell’editing, non ci sono giustificazioni nei confronti di chi non usa la lingua correttamente. Nessuno è perfetto, siamo d’accordo, tutti possiamo sbagliare ma abbiamo gli strumenti per poter intervenire e Internet o qualsiasi dizionario può venirci in aiuto in caso di dubbio.
    Basta col lassismo grammaticale e la pseudo libertà creativa, che è tutt’altra cosa.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2013 alle 12:46 Rispondi

      Ciao Loretta, benvenuta nel blog.

      Sì, passi pure per refusi e la “È” che molti sbagliano, però certe regole che si studiano alle elementari secondo me vanno ricordate o reimparate.

  6. Loredana Gasparri
    21 settembre 2013 alle 12:31 Rispondi

    Come sono contenta di aver letto questo post. Sono molto rigida sulla questione accenti e apostrofi e spesso abbandono i blog o i libri che si riempiono di questi errori. Spesso si vede chiaramente che non è la fretta, ma è proprio l’ignoranza di fondamentali regole grammaticali. Per qualcuno nato e scolarizzato in Italia, diventa un po’ difficile da perdonare…

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2013 alle 12:49 Rispondi

      Ciao Loredana, benvenuta nel blog.

      Penso anch’io che alcuni errori, quelli veramente gravi, non siano da attribuire alla fretta. Giusta osservazione, la tua, per chi è nato qui.

  7. MikiMoz
    21 settembre 2013 alle 13:08 Rispondi

    Ammetto di usare solo E’, ma non per colpa mia… colpa dei vecchi sistemi di scrittura al pc! :(

    Sugli “eddai, vabbé ecc” dipende dal tono che si usa nello scrivere… se si sta scrivendo un post colloquiale, da bar, per me ci possono stare… Idem se magari si sta scrivendo un discorso diretto in un racconto, dove a parlare sono persone che comunemente userebbero queste forme gergali-di strada.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2013 alle 19:17 Rispondi

      Perché usi ancora il dos? :D

      Certo, nei dialoghi ci mancherebbe che segui le regole grammaticali.

      • MikiMoz
        22 settembre 2013 alle 21:07 Rispondi

        Sai che non lo so?
        E’ questione di abitudine.
        Ahaha :p

        Moz-

  8. Christian
    21 settembre 2013 alle 13:59 Rispondi

    Ottimo specchietto da stampare e appiccicare ad un angolo di monitor! :p

  9. Francesco
    21 settembre 2013 alle 14:03 Rispondi

    Grazie per questo sito. È un faro nelle nebbie del web.

  10. CervelloBacato
    21 settembre 2013 alle 14:14 Rispondi

    Io scrivo male intenzionalmente :) Eddai, non restamiciti male!

  11. Chiara - Ideekiare
    21 settembre 2013 alle 14:17 Rispondi

    Grazie per questo bel post!
    I primi due errori sicuramente li ho fatti… sempre.
    Credo proprio che mi stamperò direttamente tutto, così facci prima! :)

    Quando scrivo, poi, spesso e volentieri vado a controllare su siti attendibili l’utilizzo corretto degli accenti, perchè proprio non mi rimangono in testa.
    Se fossi stata francese sarebbe stato un disastro, visto il grande utilizzo che fanno degli accenti! :-D

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2013 alle 19:20 Rispondi

      Ciao Chiara, benvenuta nel blog. Conoscevo già il tuo blog, forse da uno dei blog di qualche mamma che seguo su Twitter :)

      • Chiara - Ideekiare
        22 settembre 2013 alle 21:18 Rispondi

        Grazie! :)
        Si Daniele, ho avuto modo di conoscere il tuo blog grazie a quello di Cristiana Tumedei.

  12. Kinsy
    21 settembre 2013 alle 14:54 Rispondi

    Favoloso vademecum, utilissimo non solo ai blogger, ma a chiunque voglia scrivere in italiano.

  13. Lucia Donati
    21 settembre 2013 alle 15:07 Rispondi

    Vero: quelli che hai indicato sono gli errori più frequenti. Errori nel tuo blog? E quando mai? ;) Nel caso, si tratta di pura disattenzione ;)

  14. Ivano
    22 settembre 2013 alle 11:01 Rispondi

    Redarre-redigere: ammetto, ci sono cascato.
    Mai dare nulla per scontato, mai. Il dizionario è il primo amico del web writer!

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2013 alle 19:21 Rispondi

      Vero, male che vada, una lettura del dizionario non fa mai male.

  15. franco zoccheddu
    22 settembre 2013 alle 11:13 Rispondi

    Utilissimo! Approfitto: ho scritto “[…] ventun’anni […]”. Avrei dovuto scrivere “ventun anni?”.
    Certo, cade la “o”, ma il dubbio mi rimane. Grazie.

  16. 5 errori frequenti nel blogging | social media ...
    22 settembre 2013 alle 22:22 Rispondi

    […]   […]

  17. Fabrizio Urdis
    23 settembre 2013 alle 08:07 Rispondi

    Grazie Daniele,
    post utilissimo.
    È vero che la disattenzione fa brutti scherzi ma secondo me ciò a cui bisogna fare più attenzione sono le cose che diamo per scontate.
    Per questo è molto utile iscriversi a dei siti di grammatica come quello da te indicati e non smettere mai di studiare.

  18. Silvia
    23 settembre 2013 alle 09:29 Rispondi

    Grazie Daniele,
    ribadisco: contatto prezioso, davvero!

  19. Ilaria
    23 settembre 2013 alle 11:21 Rispondi

    In alcuni corsi sul blogging “insegnano” ad aggiungere refusi per rendere i post più “artigianali”.
    Non sono mai stata d’accordo quindi mi fa piacere leggere questo post ;)

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2013 alle 11:41 Rispondi

      Immagino la qualità di questi corsi, Ilaria :)

      Grazie ;)
      Neanche io sono d’accordo su questa artificialità dell’artigianato…

  20. Ilaria
    23 settembre 2013 alle 11:45 Rispondi

    In generale questi corsi non sono male, ma certi spunti proprio non li condivido. Bisogna saper filtrare.

  21. Massimo Vaj
    24 settembre 2013 alle 14:06 Rispondi

    Quando sono i racconti a essere scritti le cose devono essere più elastiche di quando consenta una scrittura tecnica. Pirandello è stato un feroce utilizzatore di neologismi, e non aveva alcun timore reverenziale nei confronti della rigidità normativa. Io, che scrivo meglio di lui, non vedo perché dovrei tremare al pensiero di affogare nella creatività linguistica… o linguacciuta che dir si voglia ;) Chi ama la libertà scrive in libertà.

  22. Massimo Vaj
    24 settembre 2013 alle 14:15 Rispondi

    Certo che l’ordine delle cose che stanno compresse nell’universo non perde occasione di irridermi. Ma si può, in un commento dove si afferma di essere meglio di Pirandello, scrivere “più elastiche di quando consenta una scrittura tecnica”? Sì che si può, ma bisogna essere dei geni per farlo (qui mi son trovato nella tipica situazione dove non si deve tentennare di fronte al baratro… solo perché si sa di non riuscire ad arrivare saltando sull’altro costone, altrimenti il mondo se ne accorge che non sono uno scrittore vero). La fortuna aiuta gli audaci, e non vedo perché dovrebbe non prendere in considerazione anche un incosciente :D

  23. Laura Tentolini
    27 marzo 2014 alle 21:01 Rispondi

    Oggi il mio capo ha scritto “un occasione”…

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