Scrivere la prima cosa che viene in mente funziona?

Come NON risolvere i problemi della scrittura

Scrivere la prima cosa che viene in mente

Scrivere non è un’azione che si possa affidare al caso, ma il risultato di conoscenze, che permettono a scrittori e blogger di superare le difficoltà del loro lavoro.

Uno dei tanti consigli che girano sulla scrittura è proprio questo: “Quando non sai che scrivere, scrivi la prima cosa che ti viene in mente”. Non so se per qualcuno funzioni, ma per me no. Non ha mai funzionato.

Ho sempre visto questo consiglio come il più inutile che si possa dare. E questo vale sia nella scrittura per il web sia nella scrittura creativa: entrambe sono legate da un contesto che guida l’azione della scrittura.

Un testo non si compone a caso, o per l’ispirazione, ma grazie alle proprie conoscenze (tecniche o meno), alle proprie esperienze, all’invenzione creativa se parliamo di narrativa (ma anche in quel caso non ha senso un consiglio come quello).

Scrivere è un atto di conoscenza

Per me è sempre valso: “se non sai che scrivere, non scrivere e basta”. Meglio che scrivere la prima cosa che viene in mente.

Ricordo certi giochi o certi test in cui ti mostrano un’immagine o ti dicono una parola e devi dire la prima cosa che ti fanno venire in mente: be’, in quei casi nella mia mente c’era il buio assoluto.

Per me scrivere è un atto di conoscenza: se so cosa scrivere, scrivo, altrimenti no. Se devo dar retta a quel consiglio, allora è meglio che lasci perdere l’attività di scrittura e mi dedichi a altro.

Scrivere per il web – o almeno in un blog che debba portare risultati, qualsiasi essi possano essere – e scrivere narrativa non è come scrivere un diario, che raccoglie i pensieri del momento, appunto le prime cose che ci vengono in mente.

Scrivere per il web e scrivere narrativa comportano conoscenze, sono atti di scrittura professionale.

Il blocco dello scrittore è una scusa

E quel consiglio, scrivi la prima cosa che ti viene in mente, non permette a nessuno di vincerlo. Il blocco dello scrittore scatta quando viene evidenziato un problema a monte nello scrittore:

  • scarsa conoscenza della materia
  • scarse abilità nella scrittura
  • mancanza di organizzazione

Il blocco dello scrittore è solo una scusa per mascherare le lacune dello scrittore. E scrivendo la prima cosa (ma cosa? Una parola, una frase, un pensiero, un ricordo?) che viene in mente, non risolverà il problema, semmai ne ritarderà la soluzione.

Le difficoltà nella scrittura

La mia difficoltà nella scrittura è rappresentata dagli incipit: per me sono così importanti, che mi tengono sulle spine finché non trovo l’attacco giusto. Ma alla fine quella difficoltà si risolve, tanto che non la reputo nemmeno una vera difficoltà, ma soltanto un momento che richiede una concentrazione maggiore.

Anche l’incipit di questo articolo, alla fine, si è risolto in pochi secondi. L’inizio, sia per un articolo di blog sia per un romanzo, un racconto o anche solo per un capitolo, non può essere scritto lasciando decidere al caso: la prima cosa che ci viene in mente potrebbe essere… qualsiasi cosa, appunto, o la cosa sbagliata.

Per un articolo di blog è più semplice trovare il giusto attacco, perché in un certo senso il campo di azione è molto più ristretto rispetto a un capitolo di romanzo o perfino all’inizio del romanzo stesso. Ma va sempre ponderato, non scritto di fretta.

Quando è necessario scrivere la prima parola che viene in mente

Ecco: parola, non cosa. Un consiglio utile è di non interrompere il flusso della scrittura per trovare la parola giusta, magari facendo mille ricerche sul dizionario, ma scrivere la prima che ci viene in mente.

Su questo concordo: so io quanto tempo ho perso per scrivere alcuni capitoli del mio romanzo di fantascienza perché mi mancavano dei termini. Ma ero giustificato: per scriverla, devo prima conoscere quella parola, devo sapere come si chiama, per esempio, una parte dell’astronave o devo leggere testi scientifici prima di inventarmi la parola che mi occorre.

Come dico sempre, la documentazione per scrivere un romanzo termina soltanto dopo la parola fine.

Ma in genere scrivere la prima parola che ci viene in mente velocizza la nostra scrittura. In revisione, poi, avremo tutto il tempo per migliorare il linguaggio.

Ha mai funzionato con voi scrivere la prima cosa venuta in mente?

E se sì, quando avete applicato quel consiglio, nel blog o nella narrativa?

28 Commenti

  1. Fabio D'Isanto
    giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 6:45 Rispondi

    Si mi è capitato ma risolvo facilmente non pensando al testo che devo scrive. Mi ha aiutato molto alzarmi la mattina presto e scrivere a mano flussi di pensiero in un diario che tengo ormai da anni. È vero che serve tecnica e lavoro ma non siamo tutti uguali. A volte il blocco è un problema non risolto che non ci fa stare tranquilli oppure la stanchezza di situazioni da affrontare che non sono legate alla scrittura.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 13:39 Rispondi

      Ciao Fabio, benvenuto nel blog. I flussi di pensiero non sono né articoli né narrativa, quindi è normale che si scriva la prima cosa che viene in mente.
      Se il blocco dello scrittore proviene da situazioni che non hanno a che vedere con la scrittura, allora non lo chiamo neanche blocco dello scrittore, perché blocca qualsiasi altra attività.

      • Fabio D'Isanto
        giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 13:42 Rispondi

        Non l’avevo mai visto sotto questo punto di vista. Grazie.

  2. Emilia Chiodini
    giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 9:20 Rispondi

    In risposta alla tua tesi sto scrivendo quello che mi viene in mente. Scrivere la prima cosa che viene in mente non è un atto avulso da un processo creativo, è un pensiero estemporaneo suggerito da qualcosa che ci ha impressionato, che la mente ha recepito. Un po’ come avviene quando si parla senza censurare ciò che si sta dicendo, come nel flusso di coscienza, come sto facendo io in questo momento.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 13:40 Rispondi

      Certo, ma non stai scrivendo articoli né romanzi ora :)
      Quello che dici è vero, ma vale per i pensieri appunto, per un diario anche.

  3. Orsa
    giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 10:17 Rispondi

    Sono una che si lascia andare in rarissime occasioni nella vita, figuriamoci lasciarsi andare con la scrittura. No io ho bisogno della mia precisione chirurgica, con ogni singola parola.
    L’incipit è una brutta bestia, è come la chiave di una serratura: deve essere precisa e impeccabile, altrimenti la porta non si apre bene. O non si apre proprio.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 13:41 Rispondi

      Io non mi lascio andare mai, invece :D
      Precisione chirurgica anche per quando scrivo.

  4. Ferruccio
    giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 11:04 Rispondi

    Nel puro campo della narrativa non ho mai scritto la prima cosa che mi viene in mente, ma è successo che durante la stesura di un racconto o nell’avanzare dei capitoli abbia cambiato le carte in tavola a causa di qualcosa che è spuntato nella mia mente all’improvviso, suppongo però che si trattasse di un qualcosa di inconscio già presente nell’ideazione del racconto o del romanzo stesso. Per quanto riguarda il blog invece io consiglio di scrivere quello che viene in mente quando si è a terra, poi va elaborato, ma una nota improvvisa di avvio non la trovo fuori luogo per un post del blog. Naturalmente dipende dalla tipologia di blog: il tuo blog ha una tematica ben precisa e non ha molti spazi di improvvisazione,

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 13:43 Rispondi

      Anche a me è capitato cambiare le carte in tavola in quelle situazioni, anche nel romanzo in stesura, ma è diverso, per me, che scrivere la prima cosa che viene in mente: semplicemente ho avuto idee nuove.
      Per i blog concordo: dipende dalla tematica.

  5. Corrado S. Magro
    giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 11:15 Rispondi

    Cosa (la prima cosa ma è veramente la prima?), quando mi salta in mente? In generale al mattino in sala da bagno, dove spesso mi perdo fin quando non scatta un campanello di allarme che mi fa stringere i tempi. I miei inizi sono quasi tutti nati, e continuano, in tal luogo. Ammetto che tanti sono annegati nello sciacquone. Ricevuto l’input, maturato in generale nell’inconscio, una volta fuori, devo mettere mano a carta e penna. Il computer seguirà e si alternerà alla vecchia moda strada facendo. Ho però constatato che riesco a sviluppare quella prima cosa se genera una fiammata. Sono un sanguigno e scrivere di rose e fiori non ci riesco proprio. Una paginetta magari riesco a sporcarla. Insomma o la prima parola o la millesima, bisogna che bruci e scaldi. E allora scrivo.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 13:45 Rispondi

      Il bagno a me invece non ispira proprio nulla :D
      Idem per l’inconscio: ho bisogno di ragionare su cosa scrivere.

  6. MikiMoz
    giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 12:23 Rispondi

    Per quanto riguarda la parola in sé, il concetto… beh, scrivere comunque di getto aiuta a ricordare quel che vogliamo dire, e che in un secondo momento possiamo rileggere e migliorare (prima di pubblicarlo).
    Mi è successo proprio ieri, dovendo scrivere un articolo per un magazine: non volevo perdere il filo del discorso ma sapevo che una frase non era “perfetta”, l’ho scritta ugualmente, oggi devo revisionare, ma almeno il flusso resta.
    Quanto al blocco: non è una tragedia e NON si deve scrivere per forza, la vedo come te.
    Significa che bisogna fare altro, mica la vita è fatta solo di scrittura. Possiamo anche uscire a farci una birra.

    Per il blog, a volte magari ci si complica pur con il miglior calendario editoriale possibile; per questo tengo sempre articoli (perlopiù veloci) di scorta.
    O, altrimenti, salto :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 13:46 Rispondi

      Scrivere di getto però è differente che scrivere la prima cosa che viene in mente.
      Fai bene a scrivere la frase anche se non perfetta: c’è la rilettura e la revisione per migliorarla.
      Io invece non ho articoli di scorta.

      • MikiMoz
        giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 14:38 Rispondi

        A volte anche dallo scrivere di getto possono nascere ottimi spunti e ottime idee, ma sì: non credo che possano essere materiale pubblicabile così, di colpo…
        Non hai articoli di scorta perché riesci a seguire il calendario alla perfezione?

        Moz-

        • Daniele Imperi
          giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 14:49 Rispondi

          No, non riesco a seguire il calendario alla perfezione, tanto che non so cosa pubblicare giovedì prossimo :D
          Se ho un articolo scritto, lo metto in pubblicazione. Non ha senso tenerlo. Potrei fare una cosa del genere se avessi buone idee e tempo per scrivere vari articoli a settimana per il blog. Ma comunque anche in quel caso li programmerei già.

          • MikiMoz
            giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 16:37 Rispondi

            In questo siamo un po’ diversi: io magari tengo degli articoli per diverso tempo, aspettando il momento giusto.
            Anche perché da sempre seguo una sorta di storytelling, basando il calendario editoriale anche su una struttura orizzontale e verticale, un palinsesto vero e proprio^^

            Moz-

  7. Kukuviza
    giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 12:54 Rispondi

    Non saprei, forse a volte funziona. MAgari uno prova a scrivere una cosa banale, un evento banale, così di getto, ma poi prova a elaborarlo e da lì viene fuori un’idea più sensata. Penso sia un tentativo come un altro. A volte funziona, altre volte no.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 13:57 Rispondi

      Mai provato. Tu?

      • Kukuviza
        giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 21:37 Rispondi

        No, ma io non sono del settore

        • Daniele Imperi
          venerdì, 18 Dicembre 2020 alle 8:39 Rispondi

          Intendo nel tuo blog. Come scrivi i tuoi articoli sul cinema?

          • Kukuviza
            venerdì, 18 Dicembre 2020 alle 10:26 Rispondi

            Pensavo che il consiglio fosse soprattuto per chi scrive un romanzo.
            Nel mio caso, non so come potrei agganciarmi al cinema scrivendo la prima cosa che capita. Per cui devo per forza partire da un film. Potrebbe essere il primo film che capita? Sto facendo infatti l’esperimento: ogni tanto estraggo a sorte un film, lo guardo e ne scrivo un post. E certe volte non mi è facile perché mi vengono fuori film che non mi stimolano la scrittura di un post e allora cerco di inventarmi qualche espediente.

            • Daniele Imperi
              venerdì, 18 Dicembre 2020 alle 11:22 Rispondi

              Infatti per blog come i nostri non è possibile.
              A me è capitato coi libri, quando avevo un blog sulle recensioni: certe volte dalla lettura non mi usciva proprio niente da scrivere.

  8. von Moltke
    giovedì, 17 Dicembre 2020 alle 23:25 Rispondi

    Generalmente d’accordo sulla “cosa”: per quanto mi riguarda, l’ispirazione esiste, ma si tratta di una forte spinta creativa verso un determinato argomento, o storia, quindi non è certo “scrivere quello che ti passa per la mente in un certo momento”.
    Diverso per la parola. Ho interrotto spesso il flusso di scrittura per individuare la parola più appropriata in quel contesto. Ho sbagliato? Non lo sapevo. Ma ci ho riflettuto per molti minuti, magari finendo per cercare un sinonimo sul dizionario.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 18 Dicembre 2020 alle 8:01 Rispondi

      Se dai all’ispirazione quel significato, concordo.
      Non è sbagliato interrompere il flusso della scrittura per individuare la parola più appropriata in quel contesto. L’ho fatto anche io, quando proprio non potevo andare avanti (come nell’esempio delle parti dell’astronave, ecc.).

  9. Barbara
    lunedì, 21 Dicembre 2020 alle 13:41 Rispondi

    “Quando non sai che scrivere, scrivi la prima cosa che ti viene in mente”.
    Il fatto che non funzioni per te, non vuol dire che non funzioni per altri. :) Ma soprattutto questa frase sembra estrapolata da un contesto più ampio, facendole perdere il significato: è un consiglio che viene dato, specie nei corsi di scrittura, per sbloccare il flusso creativo, ma non per sbloccare la scrittura di QUEL particolare racconto o di QUEL particolare romanzo. Iniziare a scrivere di getto, un po’ a caso, guardando un’immagine, ascoltando una musica, o con qualsiasi altro stimolo sensoriale, aiuta a lasciarsi andare e dopo aver incespicato sulle parole o sulle riflessioni da seguire, permette di rilassare la mente. Si può arrivare sia a concepire un’idea nuova, una scena per quel racconto/romanzo, che scrivere uno strafalcione da buttare dritto nel cestino. Ma aiuta a sbloccare la mente, questo sì. Non funziona per tutti, ma se non altro tentare non può peggiorare la condizione di blocco.
    Non ha niente a che vedere però né con la scrittura di saggistica e men che meno con il copywriting. Quella è scrittura che, come dici tu, parte dalla conoscenza per sua natura.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 21 Dicembre 2020 alle 13:46 Rispondi

      Il contesto di quella frase è la scrittura: l’ho letta, in inglese, sia sui consigli sulla scrittura creativa sia su quella per il web.
      Ma anche se fosse per sbloccare il flusso creativo, il rischio è iniziare a scrivere e poi buttare tutto.
      Ho scritto varie volte di getto, ma sempre pensando prima di scrivere.

  10. Alice
    martedì, 22 Dicembre 2020 alle 12:22 Rispondi

    Sono convinta che per scrivere un romanzo o un articolo la conoscenza dell’argomento sia fondamentale, ma anche “facilmente” risolvibile con lo studio e l’applicazione.
    Il blocco dello scrittore invece non lo vedo come una mancanza, almeno per mia esperienza, ma come un “sovraccarico”….quando si ha troppe cose in mente, quando il periodo non è bello, o semplicemente non troviamo la concertazione giusta.
    Molti credono che uno scrittore riesca a creare il proprio romanzo senza fatica digitando il flusso di parole che gli escono dalla mente in automatico …forse per alcuni è così ma non ne sono molto sicura.
    Non ci sono solo le parole da sapere e sapere bene ma, nel caso del romanzo, ogni personaggio ha la sua voce e il suo pensiero e devi controllare che ogni sua azione coincida con il suo carattere che a sua volta deve allacciarsi bene con ciò che vuoi trasmettere o finisce per essere un insieme di fatti e azioni buttate lì…un po’ come decidere di vestirsi da Pulcinella Il giorno di Natale per portare i regali ai bambini.
    Detto questo, scrivere di getto potrebbe aiutare a trovare la concertazione, anche se poi quello che hai scritto non ti servirà mai…come invece potrebbe aiutarti con il tuo lavoro.
    Personalmente aiuta di più farmi una scaletta di ciò che vorrei dire e come ma questo non significa che il metodo sia giusto mentre quello di scrivere di getto sia sbagliato sono metodi diversi che non determinano la capacità o meno di scrivere.

    • Daniele Imperi
      martedì, 22 Dicembre 2020 alle 12:37 Rispondi

      Concordo sul sovraccarico: in questo periodo infatti non riesco a dedicarmi al romanzo. Neanche io penso che un romanzo sia solo frutto del flusso di parole.
      Scrivere di getto è senz’altro un metodo diverso dal creare una scaletta, ma anche creando la scaletta, come sto facendo io per ogni capitolo del romanzo, poi per ogni punto devi inventare, quindi scrivere di getto.

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