Qual è il lavoro dei lettori beta?

La figura del lettore che leggerà la nostra bozza

Lavoro dei lettori beta

Mai pubblicare senza editing e mai spedire un manoscritto senza prima averlo fatto leggere ai lettori beta.

Ho detto più volte che uno scrittore ha bisogno di farsi leggere, di occhi critici che valutino il suo lavoro. Naturalmente anche dopo la pubblicazione troverà occhi critici, ma forse più spietati, perché di lettori sconosciuti che hanno speso dei soldi per leggere le sue storie.

I lettori beta sono una grande invenzione: una risorsa che oggi forse diviene più importante di ieri per uno scrittore che deve farsi largo nella gran massa di aspiranti scrittori, scrittori emergenti, autori affermati che intasano le caselle email delle case editrici.

Perché “beta”?

Conosciamo tutti le versioni beta dei programmi. Il termine, seconda lettera dell’alfabeto greco, è stato preso in prestito dall’informatica: la versione beta è quella che segue la versione alfa di un programma, quella che ha quindi tutte le funzionalità complete ma ha bisogno di un primo rilascio per scoprire eventuali malfunzionamenti.

Un lettore beta sta leggendo una versione corretta del manoscritto, non la prima bozza, ma una stesura revisionata. La prima bozza in assoluto è stata data in pasto al lettore alfa: sì, esistono anche i lettori alfa (e magari ne parlerò in un prossimo articolo) – e la mia amica che ha letto le prime 3 parti del mio romanzo di fantascienza è stata una lettrice alfa.

Lettori beta vs. editor

Un lettore beta non è un editor – a meno che l’editor non sia il suo lavoro. Un lettore beta è soltanto un lettore fidato a cui inviare il proprio manoscritto per riceverne commenti e critiche.

Se la versione beta di un programma viene rilasciata per potersi garantire un gran numero di commenti dagli utenti, la versione beta di un libro è meglio che resti impubblicata e data in mano soltanto, appunto, ai lettori beta.

Che non sono editor, bisogna precisarlo: ma lettori diversi dai soliti, dalla maggior parte dei lettori che avremo una volta pubblicato il nostro libro.

Che qualifiche devono avere i lettori beta?

  • Devono essere lettori forti, voraci, prima di tutto. Lettori che leggono più di una decina di libri l’anno.
  • Devono essere lettori onnivori, che leggono più generi letterari.
  • Devono essere lettori che conoscono il genere letterario del nostro manoscritto.
  • Devono essere lettori fidati, quindi amici o comunque persone che abbiamo conosciuto anche online e con cui ci sia una reciproca stima (e fiducia).
  • Devono essere lettori onesti, che non si facciano problemi a dirci cosa non va nel nostro romanzo (a nessuno di noi serve un “non m’è piaciuta la storia” come critica né è sufficiente sentirsi dire “complimenti per la storia”).

Quali consigli deve dare un lettore beta allo scrittore?

Quando una mia amica ha letto alcuni racconti che le avevo sottoposto, le ho detto che avrebbe dovuto fare l’editor. Ha scovato cose che mai avrei notato.

Ma un lettore beta non è un editor: no, ma può benissimo comportarsi da tale, se ne ha le capacità.

Quali consigli dare a uno scrittore?

Quando ho fatto da lettore beta, ho segnalato:

  • Errori di punteggiatura
  • Spazi doppi
  • Errata grafia di parole
  • Ripetizioni
  • Refusi
  • Incomprensioni nel testo

Una correzione di bozze approfondita, qualcosa a metà fra il correttore di bozze e l’editor. Il lettore beta è un lettore che si permette di far notare all’autore tutto ciò che stona nel testo, compresi i vari errori di ortografia e grammatica.

Dobbiamo accettare tutte le critiche dei lettori beta?

No, perché dovremmo farlo? Neanche tutte le critiche di un editor si devono accettare per forza. L’autore è sempre l’autore, il padrone assoluto del manoscritto cui spetta l’ultima parola.

In genere finora ho accettato quasi tutto ciò che mi è stato segnalato dalle 2 lettrici beta cui ho affidato i racconti e una parte del romanzo. Ma non dimentichiamo che alcune segnalazioni – e non parlo di sviste, errori, ecc. – sono anche a gusto personale del lettore.

Avete dei lettori beta?

Che cosa chiedete loro? Che cosa vi segnalano di solito? E come li avete trovati?

12 Commenti

  1. Orsa
    giovedì, 12 Novembre 2020 alle 11:33 Rispondi

    Mi è capitato diverse volte di indossare i panni del Beta Jones. Ho betato manoscritti, vecchi videogiochi, telefonini e altri articoli prima che venissero lanciati sul mercato. Ho fatto da beta anche agli esperimenti culinari di mamma Orsa… vale? :P
    Secondo me la chiave per essere un lettore beta affidabile è nel dare sempre una motivazione completa e circostanziata a qualsiasi critica, anche positiva.
    Sul requisito “devono essere lettori che conoscono il genere del nostro manoscritto” non sarei così radicale. Magari un betaggio incrociato potrebbe fornirti una visione, come dire, distaccata, digiuna e dunque “pura”.
    Dunque hai una lettrice alfa e una beta… se dovesse servirti una gamma sono a disposizio’ ;)

    • Orsa
      giovedì, 12 Novembre 2020 alle 12:02 Rispondi

      Dimenticavo, PU ha superato il giro di boa… dove sono i pasticcini per festeggiare? :P

      • Daniele Imperi
        giovedì, 12 Novembre 2020 alle 14:10 Rispondi

        Eh, sì, siamo al 51%… ma ci sono voluti quasi 2 anni di lavoro più o meno costante, non contando gli anni precedenti…

    • Daniele Imperi
      giovedì, 12 Novembre 2020 alle 14:08 Rispondi

      Beta Jones alla ricerca dell’errore perduto?
      Valgono anche gli esperimenti culinari, certo… se non lasciano l’amaro in bocca.
      D’accordo sulla motivazione completa e circostanziata a qualsiasi critica, altrimenti non ha senso.
      Non sono infatti radicale sui generi letterari, anzi: forse è anche meglio se si legge qualcosa di insolito per le proprie letture.
      Grazie per la proposta :)

  2. Corrado S. Magro
    giovedì, 12 Novembre 2020 alle 12:01 Rispondi

    L’avevo la BETA. È andata e sono rimasto mutilato. Era una super Beta che esprimeva chiaramente la sua, proprio quella che mi ci voleva. Delle attuali, più che sicuro che qualcosa non va, i “bravo”, “bello” eccetera non mi aiutano. Non mi resta che lasciare sedimentare e a scapito del tempo riprendere senza potere eliminare il dubbio sul risultato ottenuto.

    • von Moltke
      giovedì, 12 Novembre 2020 alle 14:02 Rispondi

      Ti capisco. Ho appena tre lettori, ma solo una Beta. Ho rischiato recentemente di perderla per il Covid-19. Sono andato nel panico. Gli altri mi leggono perché amano come scrivo, ma oltre a dirmi che gli piace non fanno moltissimo, e comunque non tutto il lavoro che fa una Beta. Senza di lei non saprei neppure se riuscirei a scrivere ancora.

      • Daniele Imperi
        giovedì, 12 Novembre 2020 alle 14:12 Rispondi

        Diciamo che quei 2 lettori ti fanno capire che puoi avere dei lettori :)
        Ma per migliorare il manoscritto c’è bisogno dei beta e degli alfa.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 12 Novembre 2020 alle 14:11 Rispondi

      No, i “bravo”, “bello”, “non va” non servono a niente. Devi istruire bene le tue attuali lettrici beta :)

  3. von Moltke
    giovedì, 12 Novembre 2020 alle 14:00 Rispondi

    La mia beta è un’amica virtuale conosciuta su FB (incredibile che questa roba serva anche a qualcosa, vero?), ed ha tutte le carte in regola per rientrare nella tua descrizione. Salvo una: lei non legge il manoscritto rivisto e corretto, no, lei legge proprio i miei romanzi, capitolo dopo capitolo, mentre li sto scrivendo, anzi, mentre nascono, dice lei. Grazie a lei ho potuto cambiare rotta e reindirizzare la storia verso impostazioni più verosimili e meno stucchevoli, e non ti dico quante volte mi ha segnalato anacronismi e dettagli tecnici che mi hanno salvato dallo scrivere fesserie.
    Mi ha massacrato due volte, al primo e al quarto romanzo, l’ultima è stata una bastonata tale che per un attimo non sapevo neppure se continuare a scrivere. Ma ho ripreso, e ne è venuta fuori una delle storie secondo me più interessanti da me concepite.
    Che poi nulla sia mai stato pubblicato è un dettaglio che, ai fini del tuo argomento, può essere trascurabile…

    • Daniele Imperi
      giovedì, 12 Novembre 2020 alle 14:15 Rispondi

      Anche la mia prima beta (che poi è stata un’alfa) :D
      Quindi è una lettrice alfa la tua.
      Sta facendo un ottimo lavoro, allora. Per essere pubblicato va prima spedito a una casa editrice, se non vuoi autopubblicarti :P

  4. Grazia Gironella
    venerdì, 13 Novembre 2020 alle 20:52 Rispondi

    Le mie lettrici beta sono persone conosciute in rete, con cui si è creata un’amicizia anche al di fuori. Da loro mi aspetto che individuino gli aspetti vacillanti della storia, quelli che fanno venire dubbi, annoiano o suonano poco plausibili. Non mi aspetto, invece, che mi correggano refusi ed errori vari, anche se a me capita di farlo, quando ci sono io in quel ruolo.

  5. Daniele Imperi
    lunedì, 16 Novembre 2020 alle 8:17 Rispondi

    Refusi ed errori vari possono però sfuggire a chi scrive, secondo me quindi dovrebbero segnalare anche quelli. Io lo faccio.

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