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Scrivere per definire la propria personalità

Scrivere per definire la propria personalità

Per l’iniziativa lanciata tempo fa, Dimmi cosa scrivere nel blog, mi è stato chiesto da Cristiana Tumedei del blog QuiCopy come scrivere per far emergere la propria personalità senza rischiare di minare il proprio progetto. Una domanda che mi è piaciuta e che credo non abbia una semplice risposta.

Quando scriviamo in un blog siamo noi stessi, in fondo. Ci sono blog amatoriali aperti come puro diletto personale e in quel caso non possiamo parlare di progetto, perché quasi sempre non esiste. Il blog è come una valvola di sfogo e la personalità del blogger emerge poiché il blogger esterna tutto se stesso nel suo blog.

Ma quando apriamo un blog a scopo professionale – e in questo includo anche il blog aziendale – quanto e come emerge la personalità del blogger quando scrive?

Il significato di scrittura

Scrivere significa essere se stessi. Non è possibile, secondo me, scrivere senza lasciar trasparire una parte di sé. Leggendo i post scritti nei vari blog si riesce a capire uno o più lati della personalità del blogger, di sicuro quelli che il blogger, volontariamente o meno, ha lasciato emergere.

Scrivere non significa recitare. Anche quando scriviamo narrativa stiamo parlando di noi stessi. Di questo sono profondamente convinto. In un blog riusciamo a emergere ancor di più, perché il tono è colloquiale, confidenziale anche.

Professionalità e personalità: un giusto bilanciamento

Deve emergere la propria personalità in un blog? Come ho scritto, emerge, anche se non ce ne accorgiamo. La scrittura siamo noi. In un blog professionale quanto deve emergere? Quanto di noi dobbiamo lasciar vedere? Quanto dobbiamo esternare di noi stessi al nostro pubblico?

Penso che in un blog professionale debba esserci un giusto bilanciamento fra la personalità del blogger – che può avere lati negativi, anche pesanti, come la mia, per fare un esempio – e la sua professionalità.

Significa recitare, questo? No, perché il blogger non sta mostrando una maschera, sta soltanto mantenendo un comportamento decente, contenuto, per il rispetto del suo progetto e dei suoi lettori. Lo stile di scrittura – e in questo includo anche la gestione del blog (risposte ai commenti, alle email, commenti in altri blog, ecc.) – mostra una parte del blogger. Influisce quindi sull’immagine che i lettori hanno di noi che scriviamo.

7 elementi positivi della scrittura

Ci sono alcuni elementi della scrittura che concorrono a mantenere saldo un blog, a rafforzare il progetto, a fare del blogger una figura da imitare, da stimare.

  1. Trasparenza: quando scriviamo dobbiamo essere chiari coi nostri lettori. Nessun sotterfugio è ammesso. Vale la stessa regola della narrativa: non imbrogliare il lettore.
  2. Professionalità: assumiamo un contegno professionale nel nostro blog. Lasciamo la vita privata nell’unico posto in cui deve restare: nel privato, appunto.
  3. Competenza: scriviamo ciò che conosciamo. Ma scriviamo anche ciò che ignoriamo. Mostriamo di essere competenti nella conoscenza e nell’ignoranza.
  4. Cortesia: un blog è comunicazione. Scrivendo stiamo parlando ai lettori. È con loro che dobbiamo mostrare educazione e cortesia, perché se il blog va avanti è anche per merito loro.
  5. Affidabilità: scrivendo dobbiamo lavorare per essere considerati affidabili. Dobbiamo conquistare la fiducia dei nostri lettori affinché tornino a leggerci e il pubblico aumenti sempre più.
  6. Rispetto: in un blog – anche amatoriale – la regola del rispetto ha sempre validità. Non condivido l’uso di termini volgari nei propri post, specialmente in blog professionali. Così come non condivido chi non blocca discussioni accese.
  7. Fermezza: un blogger, anche se dimostra cortesia e rispetto, deve mantenere una certa fermezza nella scrittura dei suoi post e nella gestione del blog. Non ho approvato commenti inviati con l’intento di offendere, ho respinto guest post che non davano alcuna utilità ai miei lettori.

La filosofia del blogger

Credo che ognuno di noi, scrivendo, porti avanti una propria filosofia, consapevolmente o meno. La mia filosofia è quella di tenere blog e vita privata separati. È vero che scrivendo sono emerse alcune mie idee ma, per esempio, non parlo di politica né di religione né di sociale nel mio blog e non solo perché non fanno parte dei temi che tratto.

Scrivere è far emergere la propria personalità, perché scrivendo stiamo svelando ai lettori una parte di noi, ma siamo noi a scegliere quali elementi della nostra personalità mostrare e quali tenere per noi. E saranno quegli elementi a rafforzare o a minare il nostro blog.

La vostra personalità nel blog

Quanto di voi fate emergere scrivendo? Siete d’accordo con quanto ho affermato o ritenete che un blogger debba svelarsi completamente ai suoi lettori?

20 Commenti

  1. franco zoccheddu
    8 luglio 2013 alle 09:34 Rispondi

    Mi trovo d’accordo con tutte le considerazioni (non voglio dire “prescrizioni”, ma anche questo termine non stonerebbe) che hai sviluppato. Mi coinvolge im particolare la visione del blogger equilibrato, partecipe e appassionato ma nello stesso tempo capace di “tenere le distanze”, che alla fine è secondo me il modo migliore di rispettare se stesso e i suoi lettori. La personalità e la visione delle cose emerge comunque dai testi senza bisogno alcuna forma (evidente o malcelata) di “esibizionismo” verbale.

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2013 alle 09:46 Rispondi

      Penso anch’io che la personalità emerga senza che il blogger abbia bisogno di sviscerare ogni dettaglio della sua vita.

  2. Scrivere per definire la propria personalit&agr...
    8 luglio 2013 alle 09:58 Rispondi

    […] Come scrivere nel blog per far emergere se stessi senza compromettere il progetto. I 7 elementi positivi della scrittura.  […]

  3. MikiMoz
    8 luglio 2013 alle 12:04 Rispondi

    Ciao Dani!
    Bell’articolo, come sempre.
    Dunque, innanzitutto io non ho un blog aziendale o comunque “serio”, ergo non devo sottostare a rigide regole di professionalità (che, comunque, condividerei fino a un certo punto. Professionalità, in quei casi, sì, ma anche individualità e coinvolgimento, almeno fin dove possibile^^)

    Moz come blogger? E’ come sono sempre, nella vita quotidiana.
    Il mio blog è un’estensione nel virtuale della mia vita, viene letto da diversi amici miei fisici, per dire.

    Non nascondo niente, né religione né politica (anche se quest’ultimo argomento mi interessa relativamente poco e l’ho usato solo in situazioni paradossali o ironiche). Mi limito solo a parlare dei fatti sentimentali, perché coinvolgono terze persone.
    Ne ho parlato, eh, di delusioni, arrabbiature, vittorie e sconfitte.
    Ma senza mai citare persone o fatti in modo diretto.
    E’ l’unica regola che mi sono dato, diciamo. Ma è una cosa che mi viene spontaneo fare.

    Pensa che comunque anche una mia ex fiamma scrive e segue il mio blog :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2013 alle 12:30 Rispondi

      Grazie ;)

      Dipende dal blog, secondo me. Uno come il tuo, dove parli di argomenti vari e è basato molto sulla personalità del blogger, allora certi argomenti stanno bene.

      • MikiMoz
        8 luglio 2013 alle 12:41 Rispondi

        Sì, è vero anche questo!
        Ma diciamo che io, purtroppo o per fortuna, non riesco a filtrarmi: come mi si vede al bar, sono sul blog :p

        Moz-

  4. KINGO
    8 luglio 2013 alle 13:06 Rispondi

    Blog e vita privata separati. Anzi, direi di piu’:
    intero web e vita reale separatissimi!!!

  5. Giuliana
    8 luglio 2013 alle 16:58 Rispondi

    Daniele, cosa intendi quando scrivi “che può avere lati negativi, anche pesanti, come la mia, per fare un esempio”? Io non vedo alcunché di negativo nella tua personalità, al contrario: ti trovo molto diretto, stimolante e intelligente. E guarda che non ti sto adulando, dico sul serio :)

    Per quanto mi riguarda, io cerco di tenere la mia personalità abbastanza al di fuori degli articoli che scrivo, perché – anche in base agli argomenti di cui parlo – mi piace fare il possibile per mettere il lettore al centro dell’attenzione, concentrandomi sul suoi problemi e sulle difficoltà che si trova ad affrontare. Le uniche volte in cui “compaio” è quando condivido qualche esperienza che può essere d’aiuto ai lettori o quando lancio qualche iniziativa che mi vede coinvolta in prima persona. Per il resto, credo comunque di esprimere implicitamente il mio pensiero in ciò che scrivo; inoltre, sto molto attenta a far sì che i lettori non superino un certo limite quando commentano: se percepisco maleducazione, volgarità o accanimento, non esito a riprendere, moderare o eliminare ciò che mi ha infastidito. In fondo, il blog è la mia casa, perciò spetta a me decidere chi entra e come deve comportarsi, no? ;)

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2013 alle 17:07 Rispondi

      Grazie, Giuliana :D
      Beh, diciamo che sono pessimista, scontroso, irascibile e altro :)

      Fai bene a tenere una linea di condotta decisa sul tuo blog, come faccio anche io. Un blog è comunicazione e discussione, le liti e gli accanimenti si lasciano alla piazza.

      • Giuliana
        8 luglio 2013 alle 18:33 Rispondi

        Che bel caratterino, chi l’avrebbe mai detto? ;)
        Andremmo d’accordo allora, perché io sono un misto tra Alice nel paese delle meraviglie e Pollyanna, ottimismo ed entusiasmo all’ennesima potenza. Riesco a far sorridere anche i sassi, se mi impegno :)

  6. Cristiana Tumedei
    8 luglio 2013 alle 19:19 Rispondi

    Salve Imperi,
    come sempre ti ringrazio per aver risposto alle mie domande.

    Ora, siccome l’argomento credo sia di quelli importanti, preparati ché sto per lasciare un commento fastidiosamente lungo :D

    Dare una risposta alla domanda era tutt’altro che semplice e tu sei riuscito a rendere chiara la tua opinione. Ora, se posso, ti dico come la penso io.

    Secondo me il blogger, in quanto comunicatore digitale, mette sempre se stesso e la sua personalità in un progetto. Nel mio blog scelsi di adottare un taglio editoriale piuttosto distaccato e chiuso, in un certo senso. Decisi di trattare argomenti legati al mio lavoro senza lasciare trapelare la mia indole.

    Un errore gravissimo! Il risultato è stato pessimo: i miei lettori si sono fatti un’idea di me molto diversa dalla realtà. Non è stata colpa loro. Io ho sbagliato a definire il tono di voce della comunicazione.

    Una gaffe imperdonabile, se pensi che quando mi trovo ad elaborare la strategia di comunicazione digitale per un cliente la prima cosa che faccio – sia che si tratti di blog, social o digital pr – è conoscerlo. Insomma, gli spiego che quello che gli utenti vogliono è sapere chi sei, cosa fai e perché lo fai in quel modo. Da questo parti per costruire una relazione.

    Ecco perché sono fermamente convinta che sia possibile definire il progetto editoriale di un blog proprio a partire dalla personalità del suo autore. Pensa che questo è uno dei post che non saranno mai pubblicati su QuiCopy.

    Ora concludo, se no il commento si trasforma in un inutile monologo. Vedi, il punto è che comunque la nostra personalità trapela dai contenuti che creiamo. Quindi, sono convinta valga la pena impegnarsi per essere quanto più autentici e credibili.

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2013 alle 19:30 Rispondi

      Allora, intanto non vorrei che avessi frainteso, perché ho comunque scritto che una parte del blogger trapela e non potrebbe essere diversamente, secondo me.

      Condivido in pieno quello che consigli ai clienti.

      Quello che volevo sottolineare nel mio caso è che la vita privata resta tale, ma quella non c’entra nulla con la personalità.

      Io credo – e sottolineo credo – di mettere me stesso nei post che scrivo. Tu che pensi? Mi riconosci in quello che scrivo?

      Non ho capito però cosa intendi scrivendo “che questo è uno dei post che non saranno mai pubblicati su QuiCopy.”

      • Cristiana Tumedei
        8 luglio 2013 alle 19:39 Rispondi

        Infatti, nonostante tu ti ostini a dare una certa immagine di te, i tuoi lettori ti percepiscono in maniera diversa: come sei realmente. Ne è un esempio il commento che ha lasciato poco sopra Giuliana ;)

        Ho capito benissimo la tua posizione. E anzi, concordo con te quando dici che temi afferenti alla vita privata (come politica o religione) non riguardano affatto la personalità.

        Ah, ho dimenticato di digitare una frase. Così il discorso non ha alcun nesso logico… dicevo che ho scritto un post in cui sostengo la mia teoria in base alla quale sia possibile ideare un progetto web a partire dalla propria personalità. Ed è quello il post che non sarà mai pubblicato, perché di fatto QuiCopy è in una sorta di limbo al momento :D

        • Daniele Imperi
          8 luglio 2013 alle 19:43 Rispondi

          Ah, insomma vuoi dire che ho fatto tanto per nascondermi, centinaia di post scritti per farlo, e non è servito a niente? :D

          Il post che hai scritto a me interessa parecchio, sai? Credo sia un aspetto da approfondire.

          • Cristiana Tumedei
            8 luglio 2013 alle 19:54

            Sì, come menzoniere vali davvero poco :D

            A parte gli scherzi, è impossibile non capire chi sei. E, secondo me, dovresti rafforzare la linea che stai adottando su Penna blu. Tanto anche tu hai detto che un cambiamento c’è stato, no? ;)

            Sono convinta che siano i post in cui mettiamo noi stessi, le nostre idee ed opinioni quelli più consistenti. Ecco, pensa che ho perfino rivalutato la definizione di qualità e originalità dei contenuti partendo da questo assunto…

            Tornando al mio post, si tratta solo di una riflessione infondata. Tranquillo, nulla di speciale! Se questa ondata di follia che sto vivendo dovesse proseguire, è molto probabile che decida di realizzare il nuovo progetto web. E lì un contenuto del genere ci starebbe benissimo :)

  7. Daniele Imperi
    8 luglio 2013 alle 20:07 Rispondi

    Cristiana Tumedei

    Sì, il cambiamento c’è stato, ma me l’hai fatto notare tu, sul serio, io mica me n’ero accorto…

    E continuo su questa strada, perché ora mi viene naturale e perché mi piace di più. Vedo anche che sono aumentate le condivisioni e anche i commenti.

    Fai bene a rivalutare originalità e qualità dei contenuti: ho capito che intendi e concordo.

    Spero vivamente che continui con questa ondata di follia, allora ;)

    • Cristiana Tumedei
      8 luglio 2013 alle 20:11 Rispondi

      Bene! Speriamo entrambi di continuare così allora ;)

      La mia vena di follia non durerà a lungo, lo so. O decido di coglierla al volo, oppure temo di non farci nulla delle idee che ho in mente :)

      • Daniele Imperi
        8 luglio 2013 alle 20:13 Rispondi

        E allora vedi di coglierla al volo, ché si vive una sola volta, Tumedei. ;)

        Io so con certezza che sarà un progetto innovativo. Quindi mettiti al lavoro, forza :D

  8. Romina Tamerici
    11 luglio 2013 alle 18:21 Rispondi

    Sono d’accordo: scrivere porta sempre a parlare un po’ di sé. E un blog ha dentro sempre l’anima di chi lo scrive, il suo stile, il suo umore… bell’argomento!

  9. Lucia Donati
    2 agosto 2013 alle 14:44 Rispondi

    In un mio vecchio post ho anche io affrontato il tema della scrittura come espressione e conoscenza di sé. E credo di aver parlato i questi argomenti più volte in vari articoli. Certamente scrivere serve a conoscersi e forse è uno dei metodi, o se vogliamo, dei percorsi, utili per imparare qualcosa di sé. Ogni percorso di vita serve a conoscersi e chi sceglie la scrittura sceglie “quel” percorso, non a caso. La domanda da porsi potrebbe essere: perché ho scelto la scrittura per indagare dentro me stesso e non altro?

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