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Chi deve narrare una storia?

Usare la prima o la terza persona?

Decameron

Il narratore può essere visto come chi racconta una storia sentita da altri, oppure vissuta da lui stesso. Può vestire i panni di chi, un tempo, diceva “C’era una volta”, o di chi vi sta raccontando un’avventura che ha vissuto come protagonista.

Sembra più naturale usare la terza persona, ma sono tanti i racconti e i romanzi narrati in prima. Edgar Allan Poe ha usato la prima persona in quasi tutti i racconti che ha scritto e anche nel romanzo di Arthur Gordon Pym. Lovecraft l’ha usata molto spesso. E le avventure di Sherlock Holmes non sono forse narrate in prima persona? E i due capolavori di Frankenstein e Dracula?

In epoca moderna continua a essere usata e devo dire che mi capita spesso di trovarla. Forse i libri scritti in prima persona sono persino tanti quanti quelli scritti in terza. I romanzi di Frank Spada sono raccontati da Marlowe stesso, così come le avventure di Hap e Leonard di Lansdale.

Naturalmente i due tipi di scrittura hanno punti di vista differenti e differenti effetti. Così come presentano pro e contro, che lo scrittore deve valutare prima di accingersi a scrivere.

Scrivere in prima persona

A me sembra una scrittura più evocativa, una scrittura in grado di creare atmosfere particolari, sensazioni che la terza persona, più distaccata, non può offrire. Quando si scrive in prima persona si è soli insieme al lettore.

Il protagonista riesce a caratterizzarsi bene e il lettore riesce a entrare nella mente del protagonista. Il lettore può anche vedere la storia con gli stessi occhi del protagonista.

  • Pro: lo scrittore può narrare i fatti man mano che li vive o li ha vissuti, quindi i dettagli risultano più naturali e reali. Il lettore ha la sensazione di vivere lui stesso quelle vicende, perché il trasporto è maggiore.
  • Contro: non è possibile creare molta sorpresa, perché il protagonista è sempre insieme al lettore. Il punto di vista è sempre lo stesso, a meno che lo scrittore riesca a trovare una scappatoia, come ha fatto Brian Keene ne I vermi conquistatori.

Limiti della prima persona: non è possibile raccontare qualsiasi cosa. Il protagonista non può morire, perché sta appunto raccontando lui stesso la storia. Altrimenti si finisce nella cosiddetta black box, dove sono finito io, inconsapevolmente, col racconto proposto alla gara USAM di giugno.

Scrivere in terza persona

La scrittura è forse più naturale, perché lo scrittore racconta un fatto accaduto di cui è a conoscenza. È importante l’uso corretto dei tempi verbali, per riuscire a dare il giusto effetto alla situazione descritta. Sembra essere una scrittura facile, ma secondo me richiede gli stessi accorgimenti della prima.

  • Pro: lo scrittore può cambiare punti di vista secondo le esigenze narrative. Può raccontare la storia saltando da un personaggio all’altro, creando in questo modo aspettativa, sorpresa, tensione.
  • Contro: la scrittura è più distaccata, quindi bisogna essere abili a rappresentare il protagonista e a trascinare il lettore fino alla fine della storia.

Limiti della terza persona: se la prima persona ha lo stesso effetto di una steady cam, ossia una telecamera che segue tutti i movimenti del protagonista, la terza è soltanto una finestra aperta sulla storia, in cui il lettore osserva ciò che accade. Il lettore è lontano, non avverte la vicinanza, l’empatia forse, che gli può offrire la prima persona.

Scrivere in seconda persona

Sembra assurdo, eppure c’è stato qualche caso di storie narrate in seconda persona. Ne ho letta una e m’è bastato. Posso accettarlo come esperimento narrativo, ma a pensarci bene è un approccio innaturale. Un narratore esterno che racconta a me ciò che sta succedendo o è successo a me? Non vado oltre, perché un tipo di scrittura del genere mi farebbe chiudere il libro alla prima frase.

Esempi di scrittura in prima, terza e seconda persona

Ho scritto un brano in tutti e tre i tipi di scrittura, per vedere come il lettore può percepire una stessa situazione da tre punti di vista diversi. Traetene voi le conclusioni, perché ognuno ha un modo personale di avvicinarsi alla lettura e di partecipare alla storia che legge.

L’uomo correva in mezzo al bosco, inseguito da ombre a cui non poteva dare un nome né un volto. Braccato, come una volpe in una giornata di caccia. Volse lo sguardo indietro, per valutare la distanza dei suoi inseguitori, poi inciampò su una radice e cadde. Tentò di rialzarsi, ma un rumore di passi dietro di lui lo costrinse a voltarsi. Il suo urlo si spense in una cacofonia ultraterrena che lo raggelò.

Poi tutto fu buio, più nero di un incubo.

Correvo in mezzo al bosco, inseguito da ombre a cui non potevo dare un nome né un volto. Braccato, come una volpe in una giornata di caccia. Volsi lo sguardo indietro, per valutare la distanza dei miei inseguitori, poi inciampai su una radice e caddi. Tentai di rialzarmi, ma un rumore di passi dietro di me mi costrinse a voltarmi. Il mio urlo si spense in una cacofonia ultraterrena che mi raggelò.

Poi tutto fu buio, più nero di un incubo.

Corri in mezzo al bosco, inseguito da ombre a cui non puoi dare un nome né un volto. Braccato, come una volpe in una giornata di caccia. Volgi lo sguardo indietro, per valutare la distanza dei tuoi inseguitori, poi inciampi su una radice e cadi. Tenti di rialzarti, ma un rumore di passi dietro di te ti costringe a voltarti. Il tuo urlo si spegne in una cacofonia ultraterrena che ti raggela.

Poi tutto è buio, più nero di un incubo.

23 Commenti

  1. Michela
    28 giugno 2011 alle 07:53 Rispondi

    Ti ricordi quei libretti “scegli la tua avventura”? Quelli in cui dopo un po’ la storia diceva “se cerchi di uccedere il vampiro vai a pagina 15, se vuoi fuggire attraverso la porta nera vai a pagina 72”.
    La seconda persona fa tanto quell’effetto :)
    Anche “Un uomo”, della Fallaci, è scritto in quel modo, ma non era male mi pare.

    Una volta ho letto un libro in prima persona, non mi ricordo il titolo, in cui alla fine diceva: “ho scritto tutto e lo nascondo, se qualcuno lo trova vuol dire che mi hanno ammazzato”. Era una furbata :)

  2. Gian_74
    28 giugno 2011 alle 10:06 Rispondi

    E’ vero, i “librogame” erano scritti in seconda persona ma solo per la scelta delle soluzioni. Ma che belli erano i “lupo solitario”? ;)
    Comunque no, un libro tutto in seconda persona non riuscirei a leggerlo!

  3. Daniele Imperi
    28 giugno 2011 alle 14:08 Rispondi

    Ma solo io non ho letto mai i libri-game? :D

    @Michela: bellissima quella furbata!

  4. Mauro
    28 giugno 2011 alle 17:25 Rispondi

    Daniele:

    se la prima persona ha lo stesso effetto di una steady cam, ossia una telecamera che segue tutti i movimenti del protagonista, la terza è soltanto una finestra aperta sulla storia, in cui il lettore osserva ciò che accade. Il lettore è lontano, non avverte la vicinanza, l’empatia forse, che gli può offrire la prima persona

    C’è da dire che la telecamera può anche essere “dentro” la testa del personaggio, permettendo di vedere tutto filtrato dal suo punto di vista e magari anche di sapere cosa pensa, prova, ecc.

    In generale, credo che il lettore sia piú abituato alla terza persona, quindi è piú trasparente; usare la prima richiede di vincere la mancanza d’abitudine.

  5. Mauro
    28 giugno 2011 alle 17:27 Rispondi

    Non ho chiuso la citazione… tutto quello sotto la citazione piú esterna (“se la prima […] prima persona”) è la mia risposta.

  6. Daniele Imperi
    28 giugno 2011 alle 17:43 Rispondi

    Grazie, Mauro, ho corretto.

    Sì, è vero, il lettore è più abituato alla prima, perché è più frequente e risulta più naturale. Secondo me dipende dalla storia che si vuol narrare e dalle sensazione che si vogliono dare.

  7. luigi leonardi
    28 giugno 2011 alle 19:46 Rispondi

    Sto scrivendo una storia in prima persona, a volte anche in terza usando il flashback.

  8. Daniele Imperi
    28 giugno 2011 alle 21:16 Rispondi

    L’accostamento, in questo caso, non è male.

  9. Come evitare la black box
    22 agosto 2011 alle 05:01 Rispondi

    […] Scrivere in prima persona comporta vantaggi e svantaggi. Ne ho parlato quando ho scritto su chi deve narrare una storia, se è meglio usare la prima o la terza persona. […]

  10. Simone Dato
    19 settembre 2014 alle 14:05 Rispondi

    “Girls”, di Nic Kelman.
    Tutto scritto in seconda persona. e non è niente male.

  11. Irenesar
    9 novembre 2014 alle 23:05 Rispondi

    Personalmente, non sopporto la seconda persona … bisogna essere davvero coraggiosi .. La terza è quella che preferisco quando scrivo i miei racconti, perché tendo a scrivere dal punto di vista di personaggi diversi. Una volta ho iniziato un racconto in prima persona, poi ho deciso di scrivere la seconda parte dal punto di vista di un altro personaggio … ma in prima persona, da quanto ho capito, non si può…avrei bisogno di spiegazioni in merito… cioè, se io scrivo in prima persona devo per forza seguire il punto di vista di un solo personaggio? se si, allora penso che riscriverò il racconto in terza e sarà un bel problema per le emozioni che volevo trasmettere …

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2014 alle 08:01 Rispondi

      Se scrivi in prima persona, è come se fossi tu, in un certo senso, il protagonista della storia. Tutto si svolge secondo il tuo punto di vista. Sei tu che racconti ciò che ti è successo.

  12. Irenesar
    10 novembre 2014 alle 10:55 Rispondi

    Grazie, davvero. Ho sempre avuto problemi con la prima persona.

  13. Gabriele
    24 novembre 2015 alle 10:04 Rispondi

    Io leggo solo ed esclusivamente librogame in seconda persona. C’è stato un esperimento di librogame in terza persona ma la partecipazione del lettore appariva troppo surreale, per quanto lo stile di scrittura fosse eccellente.

    • Daniele Imperi
      24 novembre 2015 alle 10:17 Rispondi

      Ciao Gabriele, benvenuto nel blog. La seconda persona mi ha sempre allontanato da un testo, ma forse per i librigame è diverso e serve proprio quella.

  14. Gabriele
    25 novembre 2015 alle 01:15 Rispondi

    Ovviamente nei librogame il protagonista sei… tu. Quindi la “persona” narrante deve essere la spsp. Consiglio a tutti di provare l’esperienza almeno una volta nella vita. Per me è stato amore a prima vista: ho iniziato la collezione nell’87 e l’ho terminata con grande sacrificio quest’anno. Sono libri che hanno molte sfaccettature e sono stati frettolosamente bollati come letteratura di terz’ordine. Invece hanno moltissimo da regalare!

  15. Gerlando
    28 luglio 2016 alle 20:54 Rispondi

    Salve a tutti, non so se sia questo il luogo adatto in cui domandare, ma tenterò lo stesso. Sono uno scrittore alle prime armi e sto scrivendo un racconto narrante le vicende di più personaggi. Vicende che però in un modo o nell’altro si intrecciano a quella di un unico personaggio, il protagonista. Ora, il mio dubbio sta nell’usare il presente o il passato, la prima o la terza persona. La prima persona sarebbe utile per mostrare i sentimenti e i pensieri del protagonista, visto che inoltre “vive” le vicende, non sa cosa gli accadrà in futuro, può solo supporlo. E in questo caso dovrei anche usare il presente. La terza persona però sarebbe molto più utile, visto che mi permetterebbe di cambiare spesso punto di vista e dunque passare il testimone ai co-protagonisti. Inoltre vedo molto bene l’accoppiata terza persona/passato, e quest’ultimo lo preferisco di gran lunga al presente. Quindi, visto anche il contesto, in che modo dovrei scrivere il racconto? In prima persona e al presente o in terza persona e al passato? Grazie in anticipo a chiunque risolverà il mio dubbio.

    • Daniele Imperi
      29 luglio 2016 alle 08:41 Rispondi

      Ciao Gerlando, benvenuto nel blog. Devi vedere qual è il modo migliore di narrare per quella storia. Se sei alle prime armi, però, direi che la terza persona e il passato sono più facili da gestire.

      • Gerlando
        29 luglio 2016 alle 18:51 Rispondi

        Grazie mille per aver risposto. In effetti hai ragione, è molto più facile scrivere in terza persona e al passato, e devo anche ammettere che questo stile calza perfettamente con il contesto della storia e il modo in cui la volevo raccontare. Certo, adesso non è più molto semplice rendere evidenti i pensieri e le emozioni dei personaggi, ma credo che ciò sia semplicemente causato dalla mia poca esperienza con la scrittura. Grazie ancora per la disponibilità e complimenti per il blog.

  16. Valeria
    7 dicembre 2016 alle 01:09 Rispondi

    Salve a tutti, volevo esporre un dubbio. Sono una scrittrice alle prime armi e sto scrivendo un romanzo. I protagonisti sono due e in una prima bozza ho usato la prima persona, alternando capitoli in cui a parlare era uno a quelli in cui parlava un altro. Successivamente, mi è sorto il dubbio che questa tecnica della prima persona col cambio di voce narrante non sia proprio corretta. Scelsi la prima persona, perché era mia intenzione far entrare il lettore in sintonia con i personaggi (devo dire che, avendo pubblicato la storia su internet, questa scelta è stata molto apprezzata dai miei lettori). Tuttavia, procedendo alla revisione ed immaginando questa storia, nata senza pretese, come un libro, mi si è insinuato questo dubbio. Potete aiutarmi? E’ tecnicamente scorretto, oppure no? Grazie mille :)

    • Daniele Imperi
      7 dicembre 2016 alle 08:10 Rispondi

      Ciao Valeria, benvenuta nel blog. Non è scorretto, forse è inusuale, ma non scorretto. Lo ha fatto Veronica Roth nel romanzo Allegiant, l’ultimo della trilogia di Divergent.

  17. Valentina
    9 marzo 2017 alle 20:02 Rispondi

    So che è strano, se può definirsi una preferenza strana, quando la normalità non esiste, ma la scrittura in seconda persona è quella che prediligo, è abbastanza intimidatorio sentirsi raccontare delle vicende in seconda persona ma è anche affascinante, sembra un tentativo di far rivalutare e ripercorrere certi scenari

    • Daniele Imperi
      10 marzo 2017 alle 08:35 Rispondi

      Ciao Valentina, benvenuta nel blog. Questione di gusti, a me suona proprio strana la seconda persona e non riesco davvero a leggere un testo scritto in quel modo.

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