Scrivere per facilitare la lettura

La scrittura per il web fra linguaggio e usabilità dei testi

Scrivere per facilitare la lettura

S crivere per il web migliorando l’esperienza dei propri lettori, strutturando i testi e usando un linguaggio chiaro e semplice.

Scrivere per un blog significa prima di tutto farsi leggere e capire dai lettori, gli unici destinatari dei nostri testi.

La scrittura è una strategia di comunicazione: usiamo le parole per diffondere un messaggio, un pensiero, per istruire, divertire, intrattenere, informare.

Il successo di ciò che scriviamo sta nelle parole, nella loro combinazione, ma anche nella loro posizione all’interno degli elementi della pagina web.

Scrivere per migliorare l’esperienza dell’utente nel nostro blog dev’essere il primo obiettivo da considerare: scrivere avendo in mente chi dovrà leggerci, che può essere chiunque.

Non significa sminuire la scrittura, né rinunciare al proprio stile, né impoverire i nostri testi. Significa scrivere mettendosi nei panni dei nostri lettori. Ogni testo nel web è una narrazione, che va scritta con un linguaggio colloquiale, ma pur sempre restando coerenti con la nostra personalità e i nostri intenti.

Scrivere per l’utente finale

Che è il lettore che ci legge nel web. Come facilitare la nostra narrazione?

Prendendo esempio dalla scrittura creativa.

Gli esempi nella scrittura creativa

Isaac Asimov disse di aver “coltivato uno stile molto semplice, anche colloquiale”, che gli aveva permesso di diventare uno scrittore prolifico. Ho letto molti romanzi e racconti di Asimov e posso confermarlo.

Asimov scriveva per tutti? No, sappiamo bene che è impossibile scrivere per tutti. Asimov scriveva per gli amanti della fantascienza. Tutti gli amanti della fantascienza.

Stephen King è un altro scrittore prolifico, che riesce a catturare il lettore con le parole. Non usa un linguaggio forbito. Anzi, a voler analizzarlo bene, è un linguaggio semplice, in alcuni casi perfino popolare.

King scrive per tutti? No, scrive per gli amanti dell’horror e del fantastico. Tutti gli amanti dell’horror e del fantastico.

Nella scrittura creativa non sempre riscontriamo un linguaggio semplice. Basti leggere alcuni autori moderni come David Mitchell o E.L. Doctorow. Ma in narrativa non è necessario scrivere per farsi leggere da tutti gli amanti del nostro genere letterario.

Perché nel web dobbiamo scrivere per tutti?

Perché nel web si legge in un modo e su carta (o su lettori di ebook) in un altro.

Lo scrittore di romanzi usa delle tecniche per portare il lettore da un capitolo all’altro e non fargli abbandonare la lettura dopo le prime pagine:

  • Suspense
  • Mistero
  • Agganci
  • Colpi di scena

In un blog, come in una pagina web qualsiasi, la tecnica per far abbandonare la lettura è strutturare l’articolo usando sottotitoli, immagini, paragrafi brevi e liste quando occorrono.

Ricreare un senso di appartenenza con le parole

Dove falliscono i siti istituzionali italiani è proprio nella comunicazione diretta con il cittadino. Adottare il burocratese come linguaggio significa creare una barriera alla comprensione, là dove, nel web, tutto dovrebbe essere più semplice, più alla portata di tutti.

Le parole sono l’arma più grande di chi scrive. Le parole possono avvicinare come allontanare le persone. È facile creare ostacoli alla comprensione nella scrittura:

  • Usando termini poco conosciuti
  • Usando tecnicismi
  • Creando periodi lunghi e artificiosi
  • Usando un tono di voce impersonale
  • Usando la doppia negazione

Leggendo i testi dei siti istituzionali non ho ritrovato quel senso di appartenenza, quella familiarità di linguaggio cui sono abituato.

Scrivere per il web è facilitare il viaggio nei contenuti

Come scrisse tempo fa Jacob Nielsen, il lettore nel web non legge, ma scorre il testo. Trovandosi di fronte un articolo impaginato come se fosse la pagina di un romanzo, non riuscirà a scorrere, ma potrà soltanto chiudere quella pagina e passare ad altro.

Non bastano gli agganci della scrittura creativa per portare il lettore dall’inizio alla fine. Serve un’impaginazione che aiuti il lettore online, che faciliti il suo viaggio nei nostri testi.

Usabilità della scrittura online

Il vocabolario Treccani dà un’esatta definizione del termine “usabilità” (il grassetto è mio):

[…] la disciplina che regola la costruzione del sito sulla base delle esigenze dell’utente, cercando di semplificare la sua esperienza di navigazione.

Quando scriviamo e pubblichiamo testi per il web, dobbiamo semplificare l’esperienza di lettura dei nostri lettori. E, oltre all’impaginazione, dobbiamo curare un testo affinché soddisfi 3 importanti requisiti:

  1. Concisione: non significa scrivere testi corti. Un testo conciso comunica senza giri di parole, senza dilungarsi, senza uscire fuori tema.
  2. Chiarezza: un testo comprensibile, scorrevole, che parli lo stesso linguaggio dei lettori.
  3. Utilità: testi che lascino qualcosa ai lettori, testi di qualità, non scritti soltanto per aver qualcosa da pubblicare.

State scrivendo per facilitare la lettura?

Come scrivete nei vostri blog? Vedo che molti autori e blogger ancora scrivono nei propri blog come se stessero scrivendo un libro: nessuna struttura nei testi, spesso anche con caratteri microscopici e senza il giusto contrasto con lo sfondo della pagina.

State facilitando la lettura nei vostri blog?

25 Commenti

  1. Rebecca Eriksson
    25 aprile 2019 alle 07:11 Rispondi

    “il lettore nel web non legge, ma scorre il testo”
    Verissimo ed io sono la prima a farlo. Sono iscritta alla mailinglist di molti autori italiani e internazionali, ma il tempo che posso dedicare alla lettura degli articoli spesso è molto ristretto.
    Tra qualche settimana confido di aprire un mio blog (sito in costruzione) e spero di centrare questi consigli di semplicità di linguaggio, perchè li condivido totalmente.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2019 alle 06:53 Rispondi

      Io dipende dal testo che devo leggere, ma non ho problemi a leggere tutto un articolo, se ben strutturato.

  2. Grazia Gironella
    25 aprile 2019 alle 07:52 Rispondi

    Credo di curare discretamente la leggibilità del mio blog, soprattutto dal punto di vista della semplicità di uso e della grafica. Certi blog/siti con i testi colorati su sfondo nero mi fanno rimbalzare via in un secondo netto. :)

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2019 alle 06:54 Rispondi

      Il tuo blog è leggibile, dovresti però fare uso di sottotitoli. Ma i paragrafi sono ben leggibili e chiari e separati.

  3. Francesca
    25 aprile 2019 alle 14:42 Rispondi

    Articolo interessante, anche perché tra carta e web c’è una differenza di premesse. Scrivevo a proposito qualche mese fa: “il turista internauta consulta il web per trovare una soluzione”. Mentre “siamo abituati a leggere un testo su carta […] per comprendere, memorizzare, per leggere dall’inizio alla fine. Oppure per farci trasportare da una storia.” Concordo: è fondamentale adeguare la scrittura ai questi diversi utilizzi.
    Il mio articolo lo trovi a questo link
    //www.scriptureka.it/leggere-sul-web-leggere-su-carta/
    Se avrai voglia, e vorrai farmi sapere cosa ne pensi, mi farà piacere.
    Un saluto

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2019 alle 06:55 Rispondi

      Ciao Francesca, benvenuta nel blog. Differenza di premesse: verissimo. Più tardi mi leggo il tuo articolo.

  4. Luz
    25 aprile 2019 alle 18:12 Rispondi

    Cerco di rendere piacevole la lettura agli utenti del mio blog. C’è da dire che agli inizi non facevo molti a capo e tendevo a creare pagine di libro. Ora ho imparato a far “respirare” meglio il testo.
    Non mi piacciono molti salti di linea, alcuni ingiustificati. Cerco comunque di dare una visione d’insieme armonica.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2019 alle 06:56 Rispondi

      Far respirare il testo: un’altra cosa che pochi comprendono è che in un testo per il web contano molto anche gli spazi vuoti.

  5. Ferruccio Gianola
    25 aprile 2019 alle 19:59 Rispondi

    Da un paio di anni credo di aver trovato il mio stile di scrittura sul blog e non intervengo più come facevo una volta.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2019 alle 06:58 Rispondi

      Il tuo stile ora si riconosce, scrivi post brevi, che non hanno in quel caso bisogno di sottotitoli, ma comunque i paragrafi sono brevi e ben distanziati.

  6. Emilia Chiodini
    26 aprile 2019 alle 10:44 Rispondi

    Non so se ho ben capito, secondo te un blogger dovrebbe scrivere in modo didascalico e non come un normale giornalista? Non sono dunque le parole l’arma potente per conquistare il lettore? Io non ho un blog perciò non capisco tante sottigliezze di impostazione grafica e di struttura formale.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2019 alle 10:57 Rispondi

      No, perché didascalico? Ti sembra che io scriva in modo didascalico?
      Il blogger non è un giornalista – può essere anche entrambi – ma se scrivi su un blog, devi usare certi accorgimenti grafici e tipografici per farti leggere meglio.

  7. Nuccio
    26 aprile 2019 alle 21:23 Rispondi

    Non so se faccio bene, ma io “racconto” soltanto senza perdermi in chiacchiere. Che ne dite?

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2019 alle 07:04 Rispondi

      Non perdersi in chiacchiere va sempre bene :)

  8. Tiade
    26 aprile 2019 alle 23:13 Rispondi

    Non mi sembra di scrivere testi complicati, e non per tutti è possibile la divisione in paragrafi.
    Lo sfondo invece l’ho scelto blu con testo grigio perla per più di un motivo. Da navigatrice, dopo un po’ le pagine bianche mi affaticano gli occhi mentre trovo riposante il blu, fermo restando il contrasto, e Trovo che evidenzi meglio le immagini, quasi tutte inedite.
    Inoltre, le pagine scure lasciano riposare anche i pixel con risparmio di monitor ed energia.
    Per il resto è tutto da rifare a partire dalla scelta dell’hosting che troppo spesso mi impedisce di entrare nel sito, back-end o front-end che siano. Per ora porto pazienza e spero che l’abbia anche chi visita il sito.
    Non mi stanco a leggere tutto, anche i commenti, altrimenti perché entrare nei blog?

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2019 alle 07:06 Rispondi

      Perché non è possibile per tutti la divisione in paragrafi?

      • Tiade
        29 aprile 2019 alle 09:53 Rispondi

        Per una spiegazione va bene o per il testo di un articolo, ma un racconto o una poesia divisi in paragrafi non mi suonano bene.

        • Daniele Imperi
          29 aprile 2019 alle 11:36 Rispondi

          No, certo, in quei casi no, anche se io per i racconti mantengo quella separazione, ma i paragrafi sono ovviamente più lunghi.

  9. Calogero
    28 aprile 2019 alle 10:36 Rispondi

    Articolo da manuale. Lo salvo nei segnalibri. D’accordo al 100%.

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2019 alle 07:06 Rispondi

      Grazie Calogero.

  10. Barbara
    2 maggio 2019 alle 13:16 Rispondi

    “Vedo che molti autori e blogger ancora scrivono nei propri blog come se stessero scrivendo un libro…” Considerazione che ho fatto un paio di settimane fa, proprio di alcuni blogger che poi lamentano anche scarsa visibilità e interazione dei loro lettori. Scrivono senza separare i paragrafi, a volte ripetendo tre volte lo stesso concetto (il lettore non è stupido, vai al punto), si arriva a fine dell’articolo senza capire esattamente cosa voleva dire l’autore e, da qui la mancanza di commenti, non c’è alcuna domanda a cui rispondere (la fatidica “call to action” per quelli del marketing). Che non deve essere proprio una domanda col punto interrogativo finale, ma anche un semplice “Scrivete nei commenti cosa ne pensate.” Cosa che in un libro, in effetti, non troverà mai posto. :)

    • Daniele Imperi
      2 maggio 2019 alle 13:55 Rispondi

      Sì, non per forza dev’essere una domanda. Dipende poi anche dall’articolo.
      In un romanzo, però, si potrebbe tentare qualcosa del genere :)
      “Non perdere il seguito della storia che uscirà…”

  11. Francesco
    6 maggio 2019 alle 07:44 Rispondi

    Mi impegno costantemente per migliorare la scrittura e una cosa che faccio prima di pubblicare un post, è rileggerlo tante volte in diversi modi, come hai suggerito tu in un post di qualche anno fa.

    • Daniele Imperi
      6 maggio 2019 alle 07:47 Rispondi

      Rileggerlo fa sempre bene. Io lo rileggo anche dopo averlo impaginato – mi sa che ti riferisci a questo – e quasi sempre trovo qualcosa da modificare.

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