I romanzi multigenere

Le simbiosi in narrativa

I romanzi multigenere

Si conclude la breve serie di 2 articoli su forme di narrativa nate dalla commistione o convivenza di più generi letterari. Oggi è la volta della narrativa multigenere.

La volta scorsa abbiamo scoperto i romanzi trasversali, o ibridi, che rende meglio l’idea. Romanzi nati dalla fusione di 2 o più generi narrativi. Un genere, che possiamo definire principale all’interno della storia – perché ne definisce l’ambientazione – contaminato da altri generi.

Nel romanzo multigenere invece si assiste a una vera simbiosi mutualistica: due o più generi letterari convivono all’interno della stessa storia. Una convivenza che vede quindi i due generi indipendenti e con un reciproco vantaggio.

Storie in sovrapposizione e narrazione su più livelli: questi sono i romanzi multigenere. Non contaminazioni, non storie ibride, ma una sequenza, palindroma o meno, di storie collegate fra loro.

2 esempi di romanzi multigenere

Un esempio di romanzo multigenere è L’atlante delle nuvole (Cloud Atlas) di David Mitchell, dalla struttura palindromica: 6 storie che si susseguono secondo lo schema A, B, C, D, E, F, E, D, C, B, A. Ogni storia, ogni livello di narrazione è un universo a parte, un periodo storico a parte. Ogni storia perfettamente rientrante in un preciso genere letterario.

Ma prima di Mitchell fu Michael Cunningham a scrivere un romanzo multigenere, anch’esso seguendo una struttura palindromica: Le ore (The Hours). In questo caso sono i 3 personaggi a scandire il ritmo della storia – Mrs. Dalloway, Mrs. Woolf, Mrs. Brown – secondo lo schema D, W, B, D, W, B, W, D, B, W, D.

Anche qui 3 periodi storici differenti, quelli in cui si muovono le 3 donne, collegate dal classico Mrs. Dalloway (titolo iniziale The Hours) di Virginia Woolf.

Scrivere storie interconnesse: quali ingredienti?

Quando ho letto L’atlante delle nuvole – dopo averne visto il film, come al solito – sono rimasto piacevolmente spiazzato: era la prima volta che leggevo un romanzo multigenere. Questa nuova forma di narrazione mi ha intrigato subito, tanto che ne sono nati 2 racconti pubblicati nel blog e il romanzo in stesura.

Come possono convivere 2 o più generi letterari all’interno della stessa storia? È a questa domanda che dobbiamo rispondere prima di tutto. Il lettore sarà costretto a compiere salti temporali, ma soprattutto salti da un genere narrativo all’altro e tutto deve apparire “normale”, senza eccessivo sforzo nella cosiddetta sospensione dell’incredulità.

Dalla mia lettura de L’atlante delle nuvole, dai 2 racconti scritti e dal tanto lavoro di documentazione e progettazione del mio romanzo ho individuato i seguenti ingredienti:

  • Struttura narrativa: fondamentale. Non credo si possa scrivere di getto un romanzo multigenere senza averlo studiato a tavolino. L’autore finirebbe per perdersi. Io ho scelto una struttura, cioè la sequenza delle storie (e dei rispettivi generi letterari) che compongono il romanzo. È stato il primo passo, dopo aver abbozzato ovviamente una trama. Come abbiamo visto esistono strutture rigide sia ne L’atlante delle nuvole sia nel romanzo Le ore di Cunningham. E anche il mio romanzo ha una struttura rigida, anche se differente.
  • Collegamenti: altro aspetto fondamentale. Se non sussistono connessioni logiche fra una storia e l’altra, non avremo un romanzo, bensì un’antologia di racconti. Nel romanzo di Mitchell alcuni legami erano deboli, altri più forti, tanto che uno stesso personaggio si ritrova invecchiato in una storia e perfino divinizzato in un’altra. Nel romanzo di Cunningham il legame esiste anche con la realtà, perché uno dei personaggi è Virginia Woolf, l’altro è la protagonista del romanzo omonimo che ha scritto e il titolo è la prima idea di titolo avuta dalla Woolf. I 3 personaggi, comunque, sono legati al romanzo Mrs. Dalloway.
  • Stile: sono sempre stato convinto che ogni storia vada scritta con lo stile più appropriato. David Mitchell ne è l’esempio nel suo Cloud Atlas. È così importante cambiare stile per ogni genere letterario che compone il romanzo? Sì, secondo me, perché contribuisce a rimarcare la differenza fra una storia e l’altra. Il lettore sentirà più forte il senso multitemporale.

Simbiosi di mezzi di comunicazione differenti

Restando nel campo dell’editoria, c’è un bell’esempio di simbiosi fra più media: romanzo e fumetto. Sì, un’opera letteraria ibrida in cui convivono sia la narrazione romanzata sia la narrazione sequenziale.

Sto parlando del libro The Explorers’ Guild: A Passage to Shambhala, scritto da Kevin Costner (sì, quel Kevin Costner) e Jon Baird e illustrato da Rick Ross. Chi ha letto il mio vecchio articolo sul feticismo sui libri lo conosce. Un’alternanza di capitoli e tavole a fumetti.

Avete mai letto romanzi multigenere?

La mia esperienza di lettura si ferma alle opere di David Mitchell, con L’atlante delle nuvole e 9 gradi di libertà. Ma sono curioso di leggere altri autori che si sono cimentati con questo tipo di narrativa – magari leggendo proprio Le ore di Cunningham.

Avete letto o scritto romanzi multigenere?

6 Commenti

  1. Ferruccio Gianola
    11 luglio 2019 alle 19:11 Rispondi

    La saga di Nicolas Eymerich, inquisitore, si può considerare multigenere?
    ho scritto dei racconti multigenere per dei concorsi su La Tela Nera, ma non è nel mio stile, credo!

    • Daniele Imperi
      11 luglio 2019 alle 19:17 Rispondi

      Non l’ho letto. Sono romanzi storici, almeno così mi pareva. Li hai letti?
      Quali racconti multigenere hai scritto per La Tela Nera?

      • Ferruccio Gianola
        11 luglio 2019 alle 19:27 Rispondi

        Ne ho letti tre, credo siano multigenere, ma non ho mai pensato a quasto aseptto.

        Quelli che ho letto io erano divisi in tre parti e ambientati in contesti diversi. Una parte storica con l’inquisitore, ma ci sono anche delle parti fantascientifiche con astronavi e altre con i nazisti

        • Daniele Imperi
          12 luglio 2019 alle 07:02 Rispondi

          Sì, allora sono romanzi multigenere.
          Preferisco questi alle contaminazioni.

  2. Rebecca Eriksson
    16 luglio 2019 alle 14:30 Rispondi

    Non mi ero mai soffermata a pensare al multigenere. Mentre ne parlavi mi è venuto in mente Eymerich, anche se ho letto solo un paio di libri.
    L’atlante delle nuvole lo avevo letto appena era uscita la notizia che i fratelli/sorelle Wachowski ne avrebbero realizzato un film, quindi ben prima della sua uscita. Onestamente non avevo colto che i personaggi dei vari “episodi” fossero sempre gli stessi (solo di qualcuno avevo capito la relazione): mi è stato detto da chi ha poi visto il film.
    Credo che il multigenere sia più difficile da gestire di una contaminazione e necessiti di una maggiore abilità di scrittura, oltre che ad una solida base su cui poi svilupparsi.

    • Daniele Imperi
      16 luglio 2019 alle 14:41 Rispondi

      Il film è diverso dal romanzo. Nel romanzo i personaggi sono diversi – eccetto in un caso, in cui compare lo stesso ma da anziano. Nel film hanno voluto accentuare il legame usando gli stessi attori, ma truccati in modo da renderli quasi irriconoscibili.
      Anche secondo me i romanzi multigenere sono più difficili da gestire, perché devi riuscire a far stare in piedi una storia unica, ma fatta di storie di generi diversi.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.