Le contaminazioni in narrativa

I romanzi trasversali o ibridi

Le contaminazioni in narrativa

Inizia oggi una breve serie di articoli, 2 in tutto, su altrettante forme particolari di narrativa. Questo primo articolo parla della narrativa trasversale.

La contaminazione esiste in quanto esistono i generi perché ne costituisce la violazione. Wikipedia

Non sono sicuro che le contaminazioni in narrativa siano una vera violazione dei generi letterari. È vero che ogni genere narrativo ha i suoi canoni, ma gli stessi canoni possono benissimo essere in gran parte rispettati in un romanzo “contaminato”.

Di cosa sto parlando? Ma dei romanzi trasversali! Cioè di quei romanzi di genere che hanno subito la contaminazione di uno o più generi letterari (il thriller paranormale, per esempio).

Che cosa s’intende per contaminazioni in narrativa?

Come in natura, quando qualcosa viene contaminato perde la sua originalità, diventando un ibrido. È vero che un cibo contaminato non si può mangiare, ma è altrettanto vero che un romanzo contaminato si può leggere, perché non fa male alla salute.

Nella narrativa trasversale assistiamo alla fusione di due o più generi letterari e alla conseguente creazione di un’opera narrativa differente, in cui elementi e caratteristiche propri di ogni genere sono perfettamente amalgamati fra loro.

Nella serie della Torre nera di Stephen King, per esempio, c’è una contaminazione di fantasy, fantascienza, horror e western.

L’abilità di mescolare generi letterari: come scrivere romanzi ibridi

Lo scrittore diventa una sorta di cuoco che, nel calderone della sua fantasia, mescola generi narrativi come fossero generi alimentari: draghi e astronavi, maghi e cowboy, robot e templari, vampiri e gangster, e via con l’immaginazione.

La prima domanda che mi pongo di fronte a un romanzo ibrido è: quanto sarà credibile la storia? Ovvio che il fantasy e l’horror non siano credibili, sono pura fantasia, ma per credibile io intendo una storia che non deve farmi sorridere per l’eccesso di fantasia né devo considerarla infantile.

Gli ingredienti per poter scrivere romanzi trasversali? Penso si possano considerare questi:

  • Ampia conoscenza dei generi letterari da combinare: conosci bene le regole, prima di infrangerle. Il senso è questo.
  • Buona ambientazione: quale ambientazione creare per il romanzo? Questo è un elemento fondamentale, perché influisce su tutta la storia. Un romanzo di vampiri e gangster risulta più “credibile” in una Chicago anni ’20; un romanzo di maghi e cowboy sta meglio nel Far West. Insomma, c’è un genere letterario che, almeno nell’ambientazione, prevale sull’altro e ne detta le principali regole.
  • Forza dell’idea: chiedersi prima di tutto se ha senso la combinazione dei generi letterari. L’idea deve stare in piedi. Non è sufficiente dire “mi piacciono i cowboy e anche i vampiri, così ho voluto mescolare i due generi”.

I romanzi ibridi costituiscono dunque un sottogenere letterario?

No, sono appunto trasversali. Ho creato questa sorta di “albero genealogico” di alcuni generi narrativi e le contaminazioni che hanno creato per rendere meglio il concetto.

Romanzi ibridi

La principale narrativa trasversale comprende:

  • Science Fantasy: o narrativa fantastico-fantascientifica, contaminazione di fantascienza e fantasy. Romanzi rappresentativi sono il Ciclo di Pern di Anne McCaffrey e il Ciclo di Marte di Edgar Rice Burroughs.
  • Fantawestern: o Weird West. Il genere western combinato con altri generi, quali fantascienza, horror, fantasy, occulto. Romanzi rappresentativi sono Haunted Mesa di Louis L’Amour, la trilogia di Ned la Foca di Joe R. Lansdale. Ma sono tanti gli autori che hanno scritto storie weird western: Robert E. Howard, Cormac McCarthy (Il buio fuori), David Gemmell, Alan Dean Foster.
  • Commedia Fantasy: un fantasy umoristico, quindi, anche in forma di parodia. Mi viene subito in mente Il Signore dei Tranelli di Henry N. Beard e Douglas C. Kenney. Me lo prestò un amico e l’abbandonai dopo una ventina di pagine. Insulso, davvero. Di livello più elevato, anche se non m’è piaciuto, è A me le guardie! o anche la Serie del Mondo Disco di Terry Pratchett. Ma anche Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll è da considerarsi una commedia fantasy.

Avete mai letto romanzi trasversali?

Io sì. Oltre ad Alice di Carroll, ho letto John Carter di Marte di Burroughs, Il buio fuori di Cormac McCarthy, Il volo del drago della McCaffrey, A me le guardie! di Pratchett. Forse anche qualcun altro, che ora mi sfugge.

Non credo di aver mai scritto storie ibride, né di aver pensato di scriverne.

Chi di voi ha letto o scritto romanzi o racconti trasversali?

24 Commenti

  1. Priscilla
    4 luglio 2019 alle 09:40 Rispondi

    Ciao,molto bello questo post soprattutto perché a mio parere le contaminazioni rendono i libri a volte più interessanti e meno scontati.

    Ho letto anche io la serie della Torre nera ma confesso di essere completamente ignorante per quanto riguarda gli altri autori che citi, onde per cui ho preso nota da studentessa diligente.

    Romanzi ibridi che conosco al di là di fantasy e fantascienza sono quelli che mischiano la componente poliziesca con quella più leggera della chick-lit, come per esempio i romanzi di Alice Basso o Alessia Gazzola.

    • Daniele Imperi
      4 luglio 2019 alle 11:57 Rispondi

      Grazie. Anche per me se c’è qualche contaminazione, che stia in piedi, la storia può essere più interessante. La serie della Torre io invece l’ho abbandonata al terzo libro. Non conosco le autrici che hai citato.

  2. Nuccio
    4 luglio 2019 alle 11:15 Rispondi

    La contaminazione è all’ordine del giorno.

    • alessandro
      4 luglio 2019 alle 11:20 Rispondi

      Infatti.
      Nei romanzi, specialmente in quelli ove la fantasia è predominate, troviamo situazioni che vanno dall’horror al thriller.

      • Daniele Imperi
        4 luglio 2019 alle 11:59 Rispondi

        Dipende dai romanzi. Tutti sono di fantasia, se vogliamo, a meno che non siano biografici.

    • Daniele Imperi
      4 luglio 2019 alle 11:58 Rispondi

      Sì, diciamo che ce n’è tanta in narrativa, magari a piccole dosi.

  3. Massimo Prevete
    4 luglio 2019 alle 15:46 Rispondi

    Capisco benissimo il discorso. Io stesso scrivo di Distopia, ma dopo la stesura dei primi romanzi mi sono accorto che il “filone” era riconducibile anche a altri generi quali l’Urban Fantasy o il Young Adult (che non è un genere, sì, ma il punto è lo stesso). Ritengo sia difficile starsene vincolati all’interno di una piccola cerchia, e le contaminazioni (o presunte tali) sono ormai all’ordine del giorno nel 99% della produzione letteraria. Non ci trovo nulla di male, personalmente.

    • Daniele Imperi
      4 luglio 2019 alle 15:52 Rispondi

      È difficile restare in una cerchia, è vero, a meno che non si voglia scrivere di generi che hanno canoni ferrei, come il giallo, per esempio.
      Forse oggi, con tutto ciò che è stato pubblicato, è più facile usare le contaminazioni perché se ne sente l’esigenza.

      • Massimo Prevete
        4 luglio 2019 alle 17:30 Rispondi

        Bravissimo, il Giallo è uno dei generi meno contaminati. Ma, se ci spostiamo appena appena più in là, già i Noir degli ultimi anni si trasformano spesso in ‘qualcosa di più’.

  4. Rebecca Eriksson
    4 luglio 2019 alle 17:13 Rispondi

    L’ibrido va bene, da nuova linfa al genere, l’importante è come sempre non esagerare.
    Ciò che mi chiedo è se sia proprio necessario dare un nome a queste contaminazioni, valorizzarle e renderli al pari di genere. Ho veramente bisogno di una categoria Noire (poliziesco + psicologico) e Thriller (poliziesco + horror)?
    Andando in libreria troverò lo scaffale Science Fantasy (fantasy + fantasy + scienza oppure se preferisci fantasy alla seconda + scienza)?
    Se per noir e thriller ci può stare, Science Fantasy arriva al ridicolo, infondo la fantascienza è un fantasy tecnologico.

    • Daniele Imperi
      5 luglio 2019 alle 07:08 Rispondi

      Ecco, non esagerare: robot e cowboy, alieni e cowboy per me sono un’esagerazione e non riuscirei a leggere quelle storie.
      Il Thriller non è poliziesco + horror. Per essere horror ci vuole una componente soprannaturale. Thriller è tensione.
      La fantascienza è una storia che vede una scienza più avanzata di quella che abbiamo oggi.

  5. Roberto
    4 luglio 2019 alle 19:02 Rispondi

    Il mio romanzo d’esordio è un mistery paranormale con rimandi storici. Ci ho lavorato molto con la mia editor ed è, ebbene sì, una sorta di ibrido dove però la coerenza e la credibilità devono essere alla base. In effetti trovo difficoltà con le CE per cui penso a un’auto-pubblicazione; anche perché essendo il primo autoconclusivo di una serie vorrei crearmi un pubblico di lettori e dimostrare alle CE che il mix funziona al di là delle certezze preconfezionate.

    • Daniele Imperi
      5 luglio 2019 alle 07:11 Rispondi

      Non c’è nulla in giro su quel genere? Già nel mistery, credo, ci sia del paranormale.

  6. von Moltke
    4 luglio 2019 alle 21:11 Rispondi

    E rieccomi, dopo un paio di articoli su cui non avevo niente da dire. Qui da dire ne avrei parecchio, invece…
    Intanto perché mi piacciono gli ibridi in narrativa. O, almeno, non ne rifuggo, e attendo di leggerli per giudicarli. A parte i generi che proprio non mi vanno giù, come il fantasy o il western, che quindi non mi piacerebbero nemmeno ibridati.
    La “Alice” di Carrol, o meglio entrambe le Alici, quella nel Paese delle Meraviglie e, ancor più, quella di Attraverso lo Specchio, sono due miei feticci sin dall’infanzia. È un ibrido fra poliziesco e molto altro il grande “Delitto e Castigo” di Dostoevskij, anche se si sa da subito chi sia l’assassino. Ho appena finito “2666” di Bolaño, libro stranissimo che mi ha preso in molte sue parti ma che resta indefinibile, e che riunisce, o cita, chissà quanti generi. Lo stesso Eco ha ibridato il romanzo storico con il giallo ne “Il nome della rosa”, e Scheckley ha scritto dei romanzi (e racconti) umoristici di fantascienza del tutto godibili. Qualcuno aveva persino scritto una serie con gli alieni che sbarcano durante la Seconda Guerra Mondiale, idea interessante ma che non ho mai letto.
    Ed io? Io ho scritto almeno un intero romanzo ibrido, se può considerarsi tale una storia in cui se ne intrecciano due, a capitoli alterni: quelli nel presente, in cui si svolge un thriller, e quelli nel secolo scorso, che ricostruiscono vicende storiche. Così come è quasi sicuramente ibrido il successivo, che parte da un evento storico ricostruendolo tramite una pista più da giallo o thriller complottista.

    • Daniele Imperi
      5 luglio 2019 alle 07:16 Rispondi

      Fantasy e Western a me piacciono, ma non contaminati.
      La fantascienza umoristica non mi attira, anche se ho preso tutta la serie di Jim Digriz di Harry Harrison, perché mi piace molto l’autore.
      Le storie con capitoli alterni, ambientati in età differenti, si trovano in giro. Per esempio “Il bizzarro incidente del tempo rubato” di Rachel Joyce, stupendo.

      • Ferruccio Gianola
        5 luglio 2019 alle 16:29 Rispondi

        Il ciclo di Eymerich è un personaggio di Valerio Evangelist ha tutti i romanzi costruiti a capitoli alterni, ambientati in età differenti. Interessante, ma nulla di che

        • Daniele Imperi
          5 luglio 2019 alle 16:38 Rispondi

          Non mi ha mai attirato, a dire la verità.

  7. Ferruccio Gianola
    5 luglio 2019 alle 16:24 Rispondi

    Io sono molto cauto nel mischiare i genere. La mia visione fantascientifica è più che altro di carattere sociologica e quindi puoi immaginare dove vado a parare. Certo ho scritto un romanzo dove l’io narrante è un gatto e un racconto dove una compagnia di ragazzi va a mangiare carne umana ma anche in questo caso sono delle satire a uso e consumo delle esagerazioni dle giorno d’oggi. I cowboy sono cowboy e gli alieni sono alieni

    • Daniele Imperi
      5 luglio 2019 alle 16:38 Rispondi

      I cowboy sono cowboy e gli alieni sono alieni: stesso mio pensiero :D
      Fantascientifica di carattere sociologico: Dick?
      Secondo me bisogna sempre essere cauti a mescolare i generi.

  8. Ferruccio Gianola
    5 luglio 2019 alle 16:40 Rispondi

    Più da Bradbury… Dick ha una narrativa troppo lucida e fredda per i miei gusti

  9. Annalisa
    8 luglio 2019 alle 13:19 Rispondi

    A me piacciono i science fantasy che tentano di spiegare un elemento solitamente considerato fantasy con la scienza. Come tutto ciò che riguarda i supereroi. Peccato che è più da fumetto che da romanzo…

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2019 alle 13:26 Rispondi

      Non so se riuscirei a leggere un romanzi con i supereroi, già non mi attirano come fumetto. Lessi Batman, tanti anni fa, e qualche Superman. Ma ora non li leggerei più.

  10. Andrea Venturo
    19 luglio 2019 alle 05:21 Rispondi

    Oilà Daniele!
    Qualcosa ho letto al riguardo: Flash Gordon è un esempio di narrativa trasversale dove ai temi cari della Fantascienza (l’astronave, la minaccia aliena e il supporto di una tecnologia avanzata al dittatore più odiato di tutta la storia) si affiancano quelli tipici del fantasy (creature fantastiche, magie, la tipica Quest… ecc… ), ma pure di due cicli narrativi di Carson di Venere e John Carter che finisce su Barsoom (non mi viene di chiamarlo Marte) e, più recente anche se non più tanto, Cuore d’Acciaio di Michael Swanwick che unisce lo steampunk e il fantasy in un modo che ancora oggi mi fa saltare sulla sedia per la quantità di idee che vengono esposte e rese credibili.

    Nel mio piccolo ho scritto anche io un romanzo unendo il Fantasy classico (Nani, elfi, maghi, malfattori e maestri) al giallo investigativo (Ci sono due persone,in questa stanza, che conoscono l’identità del colpevole. Io sto per rivelarne il nome). Sto finendo l’ultimo giro di editing coi commenti dell’editore e poi… meh, speriamo bene.

    • Daniele Imperi
      19 luglio 2019 alle 07:21 Rispondi

      Nel fumetto forse le contaminazioni si vedono più spesso. Sì, anche i romanzi di Burroughs su Carson lo sono.
      Auguri per il nuovo romanzo, allora.

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