
Se fate una ricerca su internet, troverete tanti articoli – in italiano e anche in inglese – che trattano questo argomento. Perfino alcune case editrici pubblicano nei loro blog articoli simili – e, casualmente, l’elenco dei libri consigliati fa parte del loro catalogo.
Quando invece sono i lettori a scrivere articoli sui “libri che ti faranno dimenticare il cellulare”, è ovvio che quei libri siano della loro libreria, che comunque facciano parte delle loro letture.
In entrambi i casi sono elenchi che non possono assicurarci letture interessanti, al punto da dimenticarci di avere un cellulare – anzi, uno smartphone, cioè un computer tascabile con connessione a internet.
Articoli dai titoli sensazionalisti
La mia ricerca su quei titoli – che ho iniziato quando nei giorni scorsi mi è capitato sotto agli occhi un articolo del genere – ha scovato titoli più o meno simili fra loro:
- Libri che mi hanno fatto dimenticare che esiste il mio telefono
- Il libro che mi ha fatto smettere di usare lo smartphone
- Libri che catturano l’attenzione e curano la dipendenza dal telefono
- Libri da leggere assolutamente per dimenticare il telefono
- Libri avvincenti che ti impediscono di prendere in mano il telefono
- Libri così belli che ti faranno dimenticare che esiste il telefono
- Libri che ti faranno gettare il telefono in un fiume (certo, perché costa quattro soldi…)
Le parentesi sono mie, ovviamente.
Sui titoli sensazionalisti vorrei tornare un giorno con un articolo dedicato.
Non ho letto nessuno di quegli articoli. Non li ho letti perché si parla di libri in modo soggettivo, come sempre. Anche io qui ho parlato di libri, ma sono sempre stato chiaro: erano le mie personali impressioni sui libri.
Non mi sono mai fidato dei giudizi altrui, perché la lettura è personale. Di leggere quegli articoli, poi, non avevo alcun bisogno. E il perché è scritto qui sotto.
Quando leggo, mi dimentico sempre del cellulare
Una volta si leggeva per passare il tempo. La lettura, quindi, rientrava nei cosiddetti passatempi. Erano gli anni in cui non esistevano i cellulari, ma neanche la televisione.
Credo che la disabitudine alla lettura sia giunta con l’avvento della televisione e abbia raggiunto il picco con la diffusione degli smartphone.
Pochi sembrano aver capito che il tempo trascorso sul cellulare – per bighellonare virtualmente su Facebook, Instagram, X, TikTok, ecc. – è tempo perso, perché quel bighellonare non restituisce nulla al cervello, a differenza della lettura.
Quando leggo, mi immergo nel libro, disinteressandomi di qualche notifica che arriva ogni tanto – per fortuna ne ricevo pochissime – dalla casella di posta, Instagram o WhatsApp. La notifica può attendere.
Oggi c’è la moda dell’urgenza. Dobbiamo essere tutti disponibili 24 ore su 24, rispondere ai contatti all’istante. Non funziona così. Il tempo libero è personale, è il tempo che ogni persona dedica a se stessa. E il tempo della lettura è sacro.
Quali libri ti faranno dimenticare il telefono?
Tutti, dovrei dire.
Mi domando: quando leggi, perché dovresti ricordarti del cellulare? A meno che non sia una telefonata – che potrebbe essere qualcosa di urgente – il resto non conta. Goditi il libro e lascia perdere le notifiche e le curiosità velleitarie che nascondono.
Quest’anno a gennaio ho abbandonato la lettura di 3 libri:
- Donne e mitra di Enrico de Broccard
- La spia di James Fenimore Cooper
- Fontamara di Ignazio Silone
Mi stavo annoiando, ma non ho preso in mano il telefono, ho chiuso il libro e ne ho preso un altro al suo posto.
Ma veniamo alla domanda: quali libri ti faranno dimenticare il cellulare?
La risposta resta la stessa di prima: tutti. Anche i libri noiosi: basta chiuderli e aprirne altri.
Ogni libro può nascondere una bellezza che non ti aspetti. Ho iniziato l’anno con Le vergini delle rocce di Gabriele d’Annunzio, che è sempre una garanzia. Ho poi apprezzato e divorato Piccoli atti di misericordia di Dennis Lehane e la stupenda autobiografia Io, Asimov.
Anche ora sto leggendo libri interessanti che mi fanno dimenticare il cellulare: Ascesa e trionfo dei mammiferi di Steve Brusatte e La lama sottile di Philip Pullman.
E se dovessi iniziare un libro che non “scorre”, con cui non riesco a entrare in sintonia – come i 3 abbandonati – lo chiudo (la vita è troppo breve e i libri da leggere sono tanti, tantissimi per perdere tempo con libri che troviamo noiosi) e ne prendo un altro. Ho soltanto l’imbarazzo della scelta.
Voi che ne pensate? Quali libri vi fanno dimenticare il cellulare?
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Davide Storti
La lama sottile mi è piaciuto un sacco. Nei primi capitoli ricordo proprio di aver pensato Ma dove siamo? Ma che succede? Wow!
Coooomunque… hai un approccio molto sano e consapevole rispetto la tua attenzione e il tempo. Ma è chiaro che per moltissime persone non sia così, tanto che questa ricerca di libri per staccare considera l’ignorare lo smartphone non per via di un atto intenzionale ma come conseguenza di un’altra distrazione, cioè la lettura che si spera ti acchiappi in modo così intenso da non farti accorgere del telefono.
A me come questione, questa della dipendenza da schermi, notifiche, social, interessa molto e cerco in vari modi di contrastarla, ma lo trovo molto difficile, pur sapendo che tante di queste app funzionano come slot machine e cercando di rubarmi l’attenzione in tutti i modi.
A te che riesci a dedicare del tempo ad altro, in questo caso la lettura, in modo così consapevole, non posso che fare i complimenti
Daniele Imperi
Certamente moltissime persone non riescono a dedicarsi alla lettura e ignorare il cellulare. hai ragione, poi, a dire che molte app creano dipendenza, offrendoti video e immagini che catturano l’attenzione e ti costringono a restare su Instagram e affini, perché più resti e più pubblicità vedi.
Prova a disconnettere internet dal cellulare e leggerai senza problemi
Davide Storti
Guarda, non sai quanto sia stato tentato, per esempio, di comprarmi un dumbphone. Avevo visto i telefoni nokia, proprio come quelli di una volta, che avevano come unica app moderna whatsapp e poco altro. Purtroppo ora, per motivi di compatibilità e concorrenza e chissà che altre diavolerie, il sistema operativo di questi telefoni non supportano più whatsapp, e quindi… niente, sarei veramente troppo tagliato fuori.
Pades
Affronti molti temi che richiederebbero post dedicati: titoli sensazionalisti (li detesto), effettiva utilità dei “social”, abbandono dei libri considerati noiosi… ci sarebbe da discutere per ore. MI trovo d’accordo con la maggior parte di quello che scrivi, dunque non ripeterò, ma ti confesso che con l’età ho aumentato la quota di libri abbandonati “In medias res”, ma non perché lo smartphone ha in qualche modo abbassato la mia soglia di tolleranza alla noia (ci avevo pensato, potevano essere collegati, ma ho poi capito che non è così) ma per un misto di maggior esperienza narrativa, linguaggio (comincio a trovare “antiquati” certi classici), situazioni ormai trite e ritrite. E sì che, adorando i cosiddetti “gialli”, lasciare un libro a metà mi dispiace sempre, ma a volte non ce la faccio proprio: accetto di buon grado il pericolo di perdere un finale memorabile…
Spendo, per amore di discussione, una parola in difesa di smartphone e social: affrontati con criterio sono utili, nel senso che in certi frangenti mi danno un valore aggiunto: mi fanno scoprire nuovi autori o libri interessanti, film che mi attirano, musica che mi piace. Anche guardare video, interviste e monologhi mi aiuta a capire la psicologia delle persone, a trovare nuovi personaggi o vicende per costruire nuove storie… è tutta esperienza in più, che per scrive è oro.
Daniele Imperi
Un tema è già in programma, quello dei titoli sensazionalisti. Sull’abbandono dei libri noiosi avevo scritto un articolo anni fa, ma dicendo soltanto che lasciavo quelli che non mi prendevano. Devo dire che anch’io con l’età ho più tendenza a abbandonare libri. E forse è proprio per via della maggiore esperienza narrativa, come dici.
Non demonizzo i social, a patto appunto che se ne faccia un uso consapevole e limitato.
Corrado S. Magro
Il mio smartphone ha una funzione very very smart. Se si annuncia al 99% ci sta qualche conoscente in linea. Per il resto niente di ciò che la moda dei social media offre. Quanto ai libri, anche autori di grido con milioni e milioni di titoli venduti non sono sinonimo di garanzia: eventi inverosimilii, incongruenze (vedi dialoghi impegnativi, interminabali e profondi mentre il veicolo avanza a tutta velocità per arrivare alla metà distaante qualche chilometro eccetera) descrizioni che ridicolizzano gli eventti in causa eccetera e non mi riferisco a emergenti. La scelta di un testo è un’avventura sempre nuova e come tale una sorpresa che nutre la curiosità.
Daniele Imperi
Neanche per me autori di grido con milioni di titoli venduti non sono una garanzia: e questo vale per i libri come per attori e registi. Hai ragione: ogni libro è un’avventura nuova: può entusiasmarti oppure annoiarti.
Grazia Gironella
Non so quanto valga la mia risposta… Non ho mai pensato che esistesse un nesso tra lettura e cellulare. Mi sa che sono della generazione sbagliata.
Daniele Imperi
Vale, eccome, la tua risposta: non dovrebbe esistere un nesso tra lettura e cellulare. La prima è un passatempo, l’altro è uno strumento, da usare quando occorre. Oggi, purtroppo, esiste un nesso non solo fra lettura e cellulare, ma anche fra socializzazione e cellulare, fra cinema e cellulare, fra attività all’aria aperta e cellulare e chi più ne ha più ne metta.