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Le mie letture del 2018

Breve statistica dei libri letti durante l’anno

Le mie letture del 2018

Un excursus libresco fra generi letterari, autori e autrici, scrittori esteri e nostrani e piccola classifica dei migliori e peggiori libri letti.

Arriva la fine dell’anno e io mi diverto a osservare l’andamento delle mie letture, sia per vedere quali generi letterari ho letto sia per vedere se sono state un po’ diverse dall’anno precedente.

Quest’anno ho mantenuto più o meno la stessa impostazione del 2017 per l’articolo, quindi un resoconto dei generi letti, una classifica dei libri che più mi sono piaciuti e di quelli che invece non ho apprezzato minimamente, il rapporto fra scrittori e scrittrici che ho letto e quello fra autori italiani e esteri.

Generi narrativi letti nel 2018

  1. Apocalittico
  2. Avventura
  3. Classici
  4. Fantascienza
  5. Fantastico
  6. Fumetti
  7. Horror
  8. Mainstream
  1. Poesia
  2. Poliziesco
  3. Romanzi storici
  4. Saggistica
  5. Storia
  6. Thriller
  7. Ucronia
  8. Western

Fra tutti spiccano i classici, il western, il poliziesco, i fumetti (parlo di libri a fumetti, non di albi) e la fantascienza.

I migliori e i peggiori libri letti

Che non significa che siano rispettivamente opere di valore e di scarsa qualità: io sono un semplice lettore e in queste classifiche non c’è alcun giudizio sul libro in sé, ma solo il mio apprezzamento nella lettura. Il libro può piacermi o meno e su questo nessuno può obiettare: la lettura è personale.

Fra i migliori e i peggiori libri letti troverete nomi famosi, nomi di cui ho letto e apprezzato o non apprezzato altre opere.

Migliori libri letti

  1. Furore di John Steinbeck (classico)
  2. La giungla di Upton Sinclair (romanzo sociale)
  3. I luoghi infedeli di Tana French (poliziesco)
  4. Mare di papaveri di Amitav Ghosh (romanzo storico)
  5. Il lago delle strolaghe di E.L. Doctorow
  6. La morte non dimentica di Dennis Lehane (poliziesco)
  7. L’uomo al balcone di Maj Sjöwall e Per Wahlöö (poliziesco)
  8. Il lungo addio di Raymond Chandler (poliziesco)
  9. Il club dei simpatici di F.T. Marinetti (classico, futurista)
  10. Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley (saggistica)
  11. I figli di Dune di Frank Herbert
  12. E fu subito regime di Emilio Gentile (saggistica)
  13. It di Stephen King (horror)
  14. Una pistola in vendita di Graham Greene (poliziesco)
  15. L’Imperatore-Dio di Dune di Frank Herbert (fantascienza)

Peggiori libri letti

  1. Prima dell’apocalisse di Christopher Galt (apocalittico)
  2. Tra un atto e l’altro di Virginia Woolf (classico)
  3. Artemis di Andy Weir (fantascienza)
  4. Il mondo nuovo di Aldous Huxley (fantascienza)
  5. Le luci di Atlantide di M.Z. Bradley (fantasy)
  6. Buick 8 di Stephen King (horror)
  7. Il lato oscuro dell’anima di Joe Lansdale (horror)
  8. Caduta libera di Nicolai Lilin (guerra)

Scrittori vs scrittrici

Non prendetemi per maschilista, ma leggo più autori che autrici. La differenza è schiacciante: quasi il 90% delle mie letture è stata opera di scrittori contro poco più del 10% di scrittrici.

Il prossimo anno parlerò in un articolo delle preferenze di lettura fra lettori e lettrici.

Scrittori italiani vs scrittori stranieri

Non prendetemi per esterofilo, ma leggo più autori stranieri che italiani. La differenza è schiacciante: l’85% delle mie letture è stata opera di scrittori stranieri contro poco il 15% di italiani.

Il prossimo anno parlerò in un articolo delle mie preferenze geografiche di lettura.

Nuovi autori scoperti (e di cui leggerò altre opere)

Sono di nuovo 6 come lo scorso anno, anzi sono 5 più una coppia: un autore e il suo impegno sociale, marito e moglie e il poliziesco svedese, un autore che ha scritto western, un futurista (anzi, il futurista), un autore polacco di fantascienza e un autore inglese.

  1. Il primo romanzo sociale che ho letto è stato La giungla di Upton Sinclair: un romanzo crudo e drammatico sull’industria conserviera americana e sulle precarie condizioni dei lavoratori.
  2. Maj Sjöwall e Per Wahlöö hanno dato il via a un ciclo di romanzi polizieschi con protagonista Martin Beck, prima sovrintendente e poi commissario a Stoccolma. Sono i primi polizieschi scandinavi che ho letto e posso consigliarli a chi ama il genere.
  3. Quaranta frustate meno una è il romanzo western (un western moderno) di Elmore Leonard. Sebbene non mi abbia preso come tanti altri romanzi, Leonard resta comunque un autore che tornerò a leggere.
  4. La sua scrittura è carica d’energia, anarchica, innovativa e non ha perso vigore nonostante sia passato quasi un secolo. L’autore è Filippo Tommaso Marinetti, l’inventore del futurismo, di cui pian piano sto leggendo (e rintracciando qui e là) le opere. Il futurismo tornerà ancora nel blog nel corso del 2019.
  5. Solaris è un film di fantascienza del 1972 che non ho mai visto, né ho visto il rifacimento del 2002. Su consiglio di qualcuno in un commento qui nel blog ho letto quest’anno Solaris di Stanisław Lem (l’edizione integrale della Sellerio), un romanzo di fantascienza psicologica che ho apprezzato molto.
  6. Si può parteggiare per un criminale? Se ben caratterizzato sì. È quello che avviene con Raven, protagonista del romanzo Una pistola in vendita di Graham Greene.

E le vostre letture del 2018?

Se v’è piaciuta l’idea, consideratela come un meme: diffondere articoli sulla lettura magari sensibilizza a leggere di più. Parlate delle vostre letture, dei generi narrativi letti, delle vostre preferenze e di quello che vi pare.

Ci vediamo il prossimo giovedì con la consueta rubrica delle 3 parole. Buon anno a tutti :)

31 Commenti

  1. Corrado S. Magro
    27 dicembre 2018 alle 13:36 Rispondi

    Traduzione dal tedesco e quindi lettura più che attenta della biografia di “Natale Ferronato”, medico empirico italo-svizzero conosciuto anche oltre oceano e apprezzato da molti medici di fama, lettura quasi meditata (per l’ennesima volta) del “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi, ho scoperto poi “M – Il figlio del secolo” di Scurati, saggio corposo più che romanzo, scrittura scorrevole ed eccellente, di Vitali “Gi ultimi passi del sindacone” commedia piuttosto leggera ma scritta benino. Centellino “Poesie” di Pablo Neruda e l’opera intera di Garcia Lorca. Le altre sono letture di carattere tecnico (Quantistica e trattati monografici di Programmazione Neuro Linguistica) nella lingua originale tedesca.

    • Daniele Imperi
      27 dicembre 2018 alle 13:46 Rispondi

      “M – Il figlio del secolo” di Scurati volevo comprarlo, quindi merita?
      E anche “Gi ultimi passi del sindacone” di Vitali mi attirava.

      • Corrado S. Magro
        27 dicembre 2018 alle 14:39 Rispondi

        Scurati esegue un’indagine profonda e imparziale che la storia come materia di insegnamento scolastica non sfiora lontanamente. Oltre ad essere uno specilista in materia l’autore attanaglia con il modo in cui presenta e cataloga con gli eventi documentati. Scopri un’Italia di ieri, madre dell’Italia degli ultimi sei-sette decenni. A mio parere è più che un classico. Vitali si legge “quasi” sempre bene. Classificalo nei passatempi non impegnativi.

        • Daniele Imperi
          27 dicembre 2018 alle 15:39 Rispondi

          Bene, li prenderò entrambi.

  2. Andrea
    27 dicembre 2018 alle 13:42 Rispondi

    Ma come? Lo stesso libro sia nei peggiori che nei migliori? :)
    Sai che anche per me è stato così. Il romanzo distopico di Huxley per quanto ricco di idee originali, specialmente per l’epoca, non sono riuscito a finirlo. Mentre il saggio mi è piaciuto molto.

    • Daniele Imperi
      27 dicembre 2018 alle 13:48 Rispondi

      In realtà sono due libri :)
      Io ho finito il romanzo, ma mi ha annoiato, il saggio invece l’ho trovato molto interessante e anche attuale.

      • Andrea
        28 dicembre 2018 alle 11:52 Rispondi

        Sì, infatti. Sono due libri ma molti li confondono, specialmente perché vengono venduti assieme in un unico libro.

        • Daniele Imperi
          28 dicembre 2018 alle 11:59 Rispondi

          Comunque di Huxley leggerò altro.

  3. Fabio
    27 dicembre 2018 alle 17:52 Rispondi

    Se ti piace Marinetti, ti consiglio “Il zar non è morto”, un romanzo di fantapolitica scritto dal “Gruppo dei dieci”. È scritto molto bene e nonostante sia prodotto a più mani, lo stile è fluido e accattivante, e il ritmo fila liscio a meraviglia. È un libro difficile da trovare ma in biblioteca lo si trova facilmente.

    • Daniele Imperi
      28 dicembre 2018 alle 08:05 Rispondi

      Ciao Fabio, benvenuto nel blog. Non conoscevo “Lo zar non è morto”, vedo se riesco a trovarlo.

  4. Massimo Prevete
    27 dicembre 2018 alle 19:20 Rispondi

    Io e il mio rapporto con Stephen King: il primo libro che lessi di lui (lessi, poi, un parolone – arrivai manco a metà volume) fu proprio Buick 8. Questo segnò il mio indissolubile distacco da SK, malgrado tutto i commenti positivi riservati all’autore da parte di quasi tutti.

    Se mi dici che è, a conti fatti, uno dei suoi peggiori, magari mi toccherà leggere qualcos’altro di suo. Magari la Torre Nera.

    • Daniele Imperi
      28 dicembre 2018 alle 08:07 Rispondi

      Iniziare King da Buick 8 infatti ti fa allontanare dall’autore. La serie della Torre nera secondo me è sopravvalutata. Ho preso i primi 3, li ho letti e mi sono annoiato a morte, quindi non ho preso gli altri. Questi 4 romanzi quindi sono gli unici di King che non mi sono piaciuti.

      • Massimo Prevete
        28 dicembre 2018 alle 10:21 Rispondi

        Mi è stato consigliato Carrie. Se non sbaglio è il primissimo di King a essere stato pubblicato. Inizierò da quello, e vedrò dove mi porterà. C’è ne sono altri a cui ero interessato (L’Ombra dello Scorpione su tutti) ma ho paura che possano rivelarsi letture troppo poco morbide per chi vuole approcciarsi con l’autore.

        • Daniele Imperi
          28 dicembre 2018 alle 10:49 Rispondi

          Carrie è il primo, non l’ho ancora letto. L’Ombra dello Scorpione mi è piaciuto molto, è apocalittico.

  5. von Moltke
    27 dicembre 2018 alle 21:53 Rispondi

    1. Gli Unni –Schreiber (saggio storico)
    2. The Archduke and the Assassin – Cassels (saggio storico)
    3. The assassination of the Archduke – King&Woolman (saggio storico)
    4. A Sarajevo il 28 Giugno – Forti (indefinibile)
    5. Il ponte sulla Drina – Andric (romanzo, classico)
    6. Le notti difficili – Buzzati (racconti, classico)
    7. Terroni – Aprile (saggio)
    8. Il paese di Cuccagna – Serao (romanzo)
    9. Les explorations du Sahara – Durou (saggio, viaggi)
    10. Fiabe inglesi di spettri e di magie – Carrara (racconti)
    11. I guardiani del tempo e altri racconti. Dick (racconti, fantascienza)
    12. Ubik – Dick (romanzo, fantascienza)
    13. Y2K – Kelly (romanzo, fantascienza)
    14. Scambio Mentale – Sheckley (romanzo, fantascienza)
    15. Mai toccato da mani umane – Sheckley (racconti, fantascienza)
    16. Racconti di fantascienza scritti dagli scienziati – AAVV (come da titolo)
    17. The time machine – Wells (romanzo, fantascienza)
    18. The island of Doctor Moreau – Wells (romanzo, fantascienza?
    19. Gordon Pym – Poe (romanzo, fantascienza?)
    20. Pape Satan Aleppe – Eco (raccolta di articoli)
    21. Il Club Dumas – Perez Reverte (romanzo, avventura)
    22. I proscritti – von Salomon (memorie)
    23. Goffredo di Buglione – Aubé (biografia)
    24. Medieval Warfare – Keen (saggi, storico)

    Ho letto poco più che l’anno scorso. Considerato che il tempo libero è stato massacrato da impegni lavorativi, edilizi e dai bambini, oltre che risucchiato dalla scrittura, mi è andata bene. Fra i migliori metterei al primo posto von Salomon, che non avrei dovuto nemmeno leggere, dato che per la maggior parte del tempo ho cercato di concentrarmi su libri che avessero a che fare coi temi dei miei romanzi, o almeno con l’atmosfera, e invece, dopo averne letto le prime parole, mi ha letteralmente preso prigioniero. Anche i racconti di Dick mi hanno risucchiato, e lasciato ogni volta con l’impressione di aver letto un Grande. Ottimo, come al solito, Reverte. Altra piacevolissima sorpresa, la Serao. Eccellente Andric, così come Buzzati, un mio nume tutelare. E Wells, di cui ho apprezzato moltissimo anche la lingua, avendolo letto nell’originale (lo stesso dicasi di Poe).
    Deluso complessivamente da Eco, di cui ho registrato non tanto gli svarioni, che possono capitare, quanto la pervicacia e la malafede nel non emendarli pur dopo esserne stato informato (e parlo di cose accadute prima della morte).
    Ancora più maschilista di te (una sola autrice su 24) e netta prevalenza di saggi storici e fantascienza (dovuto in gran parte alle storie che ho scritto).
    Ho steso la lista con una certa fretta, e non escludo che qualche titolo possa essermi sfuggito, ma complessivamente siamo lì.

    • Daniele Imperi
      28 dicembre 2018 alle 08:10 Rispondi

      Dei libri che citi ho letto anni fa Ubik, quelli di Wells il Gordon Pym. A parte Ubik, gli altri mi sono piaciuti. Sono invece curioso di leggere “Racconti di fantascienza scritti dagli scienziati”.

      • von Moltke
        28 dicembre 2018 alle 20:45 Rispondi

        “Ubik” è stato difficile anche per me. All’inizio, dopo un po’, l’ho mollato. Poi, facendomi forza, ho rirpeso e mi ha accompagnato senza troppa pena sino alla fine. Certo non ha la genialità e la linearità dei racconti.
        Anche i racconti scritti da scienziati si sono rivelati meno rivelatori del previsto: il libro è della metà degli anni ’60, quindi non contiene applicazioni che avrei trovato più interessanti, come genetica, cibernetica, fisica quantistica. Però contiene più di un bello spunto.

  6. Barbara
    27 dicembre 2018 alle 23:15 Rispondi

    Quest’anno mi sono segnata via via i titoli che leggevo, come ai tempi delle scuole, e questo mi ha aiutato a leggere di più perché altrimenti tendo ad essere dispersiva, a dimenticarmi i titoli dentro l’ereader o sepolti dentro la libreria. 36 titoli diversi, compresi saggi e manuali da cucina (non sterili elenchi di ricette), tenendo conto che il mese di maggio l’ho perso sul malefico GDPR e quello di novembre ero concentrato sul NaNoWriMo.

    • Daniele Imperi
      28 dicembre 2018 alle 08:11 Rispondi

      Io sono ormai tanti anni che faccio l’elenco dei libri che leggo. Non so perché abbia iniziato a farlo, ma ormai non potrei stare senza farlo.

    • Von Moltke
      28 dicembre 2018 alle 09:59 Rispondi

      Ottima abitudine quella della lista. Dall’anno prossimo inizierò a farlo anche io.

  7. Tiade
    28 dicembre 2018 alle 13:09 Rispondi

    Mi mancano i libri e il lapis che di solito li accompagna. Più che una lista ne ho una pila accanto a me tra classici, sconosciuti e riletture (ci son dei libri di cui mi innamoro), ma non trovo più il tempo nella quotidianità che è una zavorra importante. La sera non posso leggere e la giornata che inizia verso le cinque e trenta mi sembra sempre troppo stretta. Ho preparato un’istanza per una giornata di 48 ore, o almeno 36, ma non so a chi presentarla. Mi piacerebbe ritrovare i tanti libri che non vedo più, volatilizzati tra gli innumerevoli traslochi o infognati in qualche scatolone. Sto pensando di darmi una scaletta, suddividere le ore assegnando loro dei compiti, ma poi arriva sempre qualche tempesta a sconquassare tutto e mi ritrovo a navigare a vista. Stavo leggendo “Il Gattopardo” e “Bussando alle porte del cielo” di Lisa Randall, rimasti lì con il segnalibro. Intanto mi accontento del programma di radio 3 “Ad alta voce”, dove voci egregie leggono i romanzi alla radio, una lista infinita. Della serie “Una coccola nel buio” che ben penso di meritare.

    • Daniele Imperi
      28 dicembre 2018 alle 13:15 Rispondi

      Qualche volta, raramente, anche io rileggo qualcosa. La sera gli occhi sono stanchi, quindi se non esco o non ci sono film interessanti, leggo un fumetto.

      • Tiade
        28 dicembre 2018 alle 14:26 Rispondi

        Ho un vantaggio, aver buttato la tv, e uno svantaggio, la sera non posso accendere la luce. Se esco lo faccio di giorno, di notte solo d’estate quando c’è la luna.

        • Daniele Imperi
          28 dicembre 2018 alle 14:29 Rispondi

          Cioè sei senza elettricità?

          • Tiade
            28 dicembre 2018 alle 14:38 Rispondi

            Oddio, come spiegare. Diciamo che è un’accessorio estremamente limitato, in tutti i sensi, o non potrei accendere il pc e la radio.
            Per il resto dietro a “senza”, dovrei fare un lungo elenco degno più di mia nonna (1897), ma indubbiamente sarebbe noioso. :)

  8. Fulvio
    6 gennaio 2019 alle 18:54 Rispondi

    Non saprei riassumere cosa ho letto, ma ho letto molto e ne sono contento. Avevo anche in mente di fare l’elenco, ma non sono sicuro di averne voglia perché mi perderei tra cartacei e ebook. Generi vari. Anche uno svedese, Stieg Larsson e la sua famosa trilogia Millennium. Te la consiglio. In effetti mi sono chiesto perché una storia ambientata in un paese che non mi affatto colpito quando l’ho visitato, nella quale per di più ogni nome, dai personaggi, agli indirizzi, alle località, è pressoché impronunciabile, possa risultare tanto coinvolgente. Eppure è così.

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2019 alle 08:19 Rispondi

      Larsson non mi attira, forse perché se ne è parlato troppo. Riguardo ai nomi impronunciabili, secondo me dipende dai gusti. Io ho studiato il norvegese e lo svedese è simile, quindi non mi creano problemi.

  9. Luz
    6 gennaio 2019 alle 19:58 Rispondi

    Domanda: di Virginia Woolf cos’altro hai letto? E ti ha fatto lo stesso effetto? Perché nella sua produzione quello non è il meglio.
    Mi sono accorta anch’io di leggere più autori che autrici. Le autrici che leggo sono quelle che per i più sono “imperdibili” (fra le altre Woolf, Allende, Bronte, Ginzburg, Sand, Atwood, Wharton, Morrison, Fallaci, Lessing, Fusini, Duras, Yourcenar, quest’ultima l’hai mai letta? Memorie di Adriano non si può perdere) e ho il sospetto che la letteratura, così come altri campi della conoscenza, non lasci molto spazio alle donne.
    I libri che amo non importa se scritti da uomini o donne, comunque. La scrittura è qualcosa di talmente misterioso e travolgente che quando è ben fatta non c’è distinzione che tenga.
    Anch’io leggo di più stranieri, è innegabile.
    Ho chiuso il 2018 con poche letture, lavoro e teatro mi prendono troppo. Sono felice di aver scoperto Saramago e il suo meraviglioso e angosciante “Cecità”, così come di aver continuato la serie di Williams con “Augustus”. Ma in generale, ho letto davvero poco, poco più di un testo al mese.
    Buon anno anche a te!

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2019 alle 08:13 Rispondi

      Della Woolf ho letto “Gita al faro” e m’è piaciuto, Ho poi “Notte e giorno” e “Diario di una scrittrice” ancora da leggere.
      Della Yourcenar ho “Memorie di Adriano” da leggere. Di Emily Brontë ho “Cime tempestose” da leggere. Della Lessing ho iniziato “Shikasta”, che ho abbandonato dopo una cinquantina di pagine, mi aveva davvero annoiato. Ho poi da leggere “Discesa all’inferno”. La Wharton vorrei leggerla.
      Gli autori spagnoli/portoghesi/sudamericani in genere non mi piacciono, a parte Zafón.
      Buon anno e speriamo ci siano più letture :)

      • Luz
        8 gennaio 2019 alle 20:19 Rispondi

        Della Woolf ti consiglio “Una stanza tutta per sé”, “Flush”, “La signora Dalloway”. Per certi aspetti anche “Orlando” anche se non ne ho un bellissimo ricordo.
        Delle sorelle Bronte ti consiglio Charlotte, che ha scritto l’ineguagliabile “Jane Eyre”. Praticamente il romanzo ottocentesco perfetto (fatto salvo tutto ciò che ha scritto Dickens).
        Della Lessing ti straconsiglio “Memorie di una ragazza perbene”.
        :-)

        • Daniele Imperi
          9 gennaio 2019 alle 08:12 Rispondi

          “Jane Eyre” è in lista, infatti. Con Dickens non ho un buon rapporto, quello che ho letto finora è stato pesante, non per la difficoltà, per come racconta (“I racconti di Natale” e “David Copperfield”). Devo leggere “Il Circolo Pickwick” e “Le avventure di Oliver Twist”).
          Darò un’occhiata a “Memorie di una ragazza perbene”.

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