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Quante volte abbiamo sentito dire: “Leggerò un buon libro” o frasi simili? L’immagine che si crea nella mia mente è quella di una persona seduta comodamente in poltrona a leggere un libro.
E la vostra?
Che poi quel libro sia buono o meno, non sta a me dirlo, ma a chi legge.
Ma che cosa significa esattamente “un buon libro”?
Leggere un buon libro: una definizione
Dell’aggettivo “buono” il dizionario Treccani dà questo significato, fra i vari proposti:
[…] che ha per norma e per fine il bene
Ma c’è anche una definizione specifica per “buon libro”:
[…] che ha lo scopo di migliorare ed educare l’animo di chi legge, o anche libro ben fatto, di valore intrinseco notevole
Dunque possiamo ridurre il significato di buon libro a 2 definizioni:
- Un libro che migliora e educa l’animo del lettore
- Un libro di elevato valore letterario
Ma io ne aggiungerei una terza, che si ricollega alla definizione di “buono”: un libro che ha per norma e per fine il bene del lettore.
E il bene del lettore è, appunto, leggere. Leggere è di per sé un bene, a prescindere che restiamo soddisfatti o meno dalla lettura di un libro.
Anche un libro che non abbiamo gradito ci fa guadagnare qualcosa: come minimo la consapevolezza di aver compreso come orientare le nostre letture. Di aver conosciuto un autore da non rileggere. Di aver letto un genere letterario che non rientra nei nostri gusti.
Questa terza definizione non soddisfa la prima (non ci migliora l’animo), ma la seconda sì. Indubbiamente la Divina Commedia di Dante è un’opera di elevato valore letterario, ma ciò non significa che debba piacere a tutti.
Un buon libro è un libro che non si vuol smettere di leggere
Qualcuno sostiene che un buon libro è un libro che si legge e allo stesso tempo non si vuole finire.
Siete d’accordo?
La pensavo allo stesso modo alle mie prime esperienze di lettura: non leggevo così tanto e quando iniziavo un libro che mi “prendeva”, non riuscivo a smettere di leggerlo e speravo di non finirlo mai. Mi dispiaceva sul serio arrivare all’ultima parola.
Adesso non è più così, da anni. Adesso ho troppi libri in casa e tanti altri sparsi nei vari siti che attendono solo di essere comprati: non c’è più spazio per la nostalgia, per gli attaccamenti sentimentali a un unico libro.
Là fuori – e in casa – c’è tanta di quella letteratura da non farmi più preoccupare di non trovare più buoni libri: è pieno di buoni libri e altri che lo sono un po’ meno e altri ancora che non lo sono per niente, tutto dal mio punto di vista, naturalmente.
Consigliare un buon libro: è possibile?
Quando qualcuno mi chiede consigli su un libro da leggere, mi trovo sempre in difficoltà: i miei gusti letterari potrebbero non collimare con quelli dei richiedenti.
Se poi mi chiedono consigli su un buon libro da leggere, allora le difficoltà aumentano: bisogna saper giudicare un libro, per definirlo “buono”.
Ma “buono” in che senso?
Ecco che potrei rispondere con un’altra domanda, legittima, perché otterrei dalla persona la sua definizione di “buon libro”.
Che cosa è per me un buon libro?
Difficile rispondere, ma ci proverò.
Sono affezionato ai miei libri, a quelli che ho amato, a quelli che ho gradito e a quelli che non mi sono piaciuti (con tutti i significati che volete dare a quest’ultima affermazione).
Ci sono però alcuni libri che proprio non ho digerito: li ho messi in vendita, perché non mi interessa più tenerli. Ecco, per me quelli non sono buoni libri.
Penso di aver letto quest’anno (entro fine giugno) 16 buoni libri, il 32% di quelli letti. Non significa che tutti gli altri non mi siano piaciuti: quelli che non ho gradito per niente si attestano a un 16% del totale.
Che cosa è per me un buon libro?
Dei libri letti quest’anno sono stati buoni libri quelli che:
- Mi hanno intrattenuto piacevolmente (storie horror, di fantascienza, poliziesche, narrativa, western)
- Mi hanno colpito per la profondità delle storie (classici, guerra)
- Mi hanno informato (saggi sugli anni di piombo, sul periodo della Seconda guerra mondiale e sulla politica attuale)
- Mi hanno offerto un linguaggio inusuale (narrativa)
In genere, quindi, tutto ciò che mi interessa trovare in un libro.
Che cos’è per voi un buon libro? Potete dare le mie stesse definizioni?
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Elisa
Un buon libro, per me, è quello che ti fa dimenticare esattamente tempo e luogo in cui sei mentre leggi.
Che, nonostante il caos intorno, non riesci comunque a sentire nulla.
È un buon libro quando, consigliandolo, mi ritrovo ad esserne talmente entusiasta da sentirmi dire: ma ti hanno pagata per pubblicizzarlo?
Sicuramente lo rileggerò anche, sebbene qui crolli tutto… la seconda volta potrebbe non piacermi o non entusiasmarmi come la prima (vedi la “Montagna incantata” di Mann… che non riesco a finire)! Ma credo che questo sia un altro discorso.
Daniele Imperi
A me piace leggere invece nel silenzio, mi distraggo facilmente.
Ho riletto poco, forse non più di 2-3 libri. Ce ne sono talmente tanti da leggere.
“La Montagna incantata” l’ho letto a liceo, molto bello, ma non credo lo rileggerei, anche se ne ho comprata una copia tanti anni fa.
Orsa
Anche a me è venuta in mente l’immagine della poltrona, solo che c’era anche un camino acceso, e ho dovuto interrompere la fantasia per via del caldo. Un buon libro è quello che ti fa odiare l’impatto frontale con la realtà quando arrivi all’ultima pagina. Sì, le stesse tue definizioni, in più aggiungerei anche il lato estetico, un buon libro è anche un libro curato, che si fa guardare, e con una bella copertina (tipo quelle dell’immagine).
Daniele Imperi
Una bella copertina, specie quelle classiche dell’immagine, mi mette di buon umore.
Per limitare l’impatto con la realtà, appena finisco un libro ne inizio subito un altro.
Corrado S. Magro
Un buon libro? Se metto insieme le descrizioni di Elisa e Orsa più il camino ( se fa freddo, tira vento, lampi e tuoni) e alla poltrona aggiungo la PIPA 😀(il sigaro non direi ma un buon malto scozzese, perché no?), ottengo la definizione, soggettiva s’intende, di un buon libro.
Orsa
Ottima scelta (anche se avrei preferito un Rémy Martin + Montecristo n.4), però a questo punto l’immagine va necessariamente perfezionata aggiungendo un felino sulle gambe e un molosso accucciato davanti al camino
Elisa
Il camino è perfetto, con un buon bicchiere di vino rosso! E naturalmente i miei felini! (Solo perché mi manca il molosso!)
Orsa
“I felini” è fantastico! Ma sì, il molosso faceva solo scena… in verità sono anch’io del partito dei gatti 😂
Elisa
Il partito migliore
Alice
Visto il periodo direi un bel divano/poltrona/letto con il condizionatore di pomeriggio oppure in terrazza con le stelle e la mini torcia a illuminare le pagine di notte…se poi si ha la fortuna di stare in montagna o al mare non c’è niente di più bello….e il libro per essere “buono” deve diventare un “amico”…insomma qualcuno con cui ti piace stare insieme. Secondo me non deve necessariamente tenerti incollato alle pagine, ma deve lasciarti delle sensazioni che rimangono nel tempo e che hai piacere di rivivere.
Daniele Imperi
Infatti non tutti i libri che ho ritenuto buoni mi hanno tenuto incollato alle pagine, ma mi hanno lasciato comunque belle sensazioni.
Daniele Imperi
Il sigaro? Vuoi impuzzolentire il libro col fumo?

Il felino sulle gambe ce l’ho la mattina alle 7 quando mi metto a leggere un po’
Daniele Imperi
Be’, ma tu hai descritto solo il contorno
Quello è l’ambiente confortevole per leggere un libro. Io ci metterei una birra leggera da aperitivo.
Pades
Tolto il contesto, un buon libro è quello che mi lascia qualcosa, che mi entusiasma, che mi sorprende, che non vedo l’ora di riprendere tra le mani, cercare il segnalibro e riprendere dove l’avevo lasciato. Indipendentemente dal genere.
La differenza rispetto a quando ero più giovane è che adesso un libro che reputo brutto lo abbandono, non mi sforzo più di finirlo. I buoni libri invece li consiglio sempre agli amici, la considero una gentilezza e mi piace quando gli altri me li consigliano, è uno scambio anche utile perché io capisco i gusti degli altri e loro conoscono i miei, il che facilita i regali, natalizi e non.
Daniele Imperi
Non ricordo la stagione in cui mi prese la smania di leggere… quindi non la associo a nessun tipo di ambiente. Però leggerei volentieri sul divano accanto al camino: è l’atmosfera giusta.
Stesse considerazioni per me: un buon libro deve entusiasmarmi e non devo vedere l’ora di ricominciare a leggerlo.
Anche io da giovane li finivo, mentre ora li abbandono. Ma capita di rado. Se il libro è breve, mi sforzo e lo finisco.
Massimiliano
Un libro per essere considerato buono non deve farsi dimenticare.
Non deve annoiare e deve lasciarti qualcosa dentro .
Ti deve arricchire in un certo senso.
I libri che mi son piaciuti difficilmente li rileggo.
Perché non credo mi possano dare ulteriori emozioni.
È un po’ come “ buona la prima”…veramente se li rileggo vuol dire che non c’ho niente di nuovo da leggere in quel momento.
Cosa un po’ difficile per me.
Daniele Imperi
I buoni libri difficilmente si dimenticano, ma dipende anche da quanti libri leggi. Alcuni libri che ho letto, però, me li ricordo ancora bene. Riguardo alle emozioni è come rivedere un film: sai già cosa aspettarti.
Elisa
Alcuni libri li rileggo perché sono cambiata io, quindi li comprendo in modo differente.
Da tempo immemore rileggo una volta all’anno “il processo” e “uno, nessuno, centomila”.
Nel caso succedesse come in Fahrenheit 451, almeno due libri saranno salvi!!! 😂😂😂
Daniele Imperi
Una volta l’anno? Non ci riuscirei mai.
Quei 2 libri però ce li ho e almeno una volta devo leggerli
stefano
Anche a me Elisa succede spesso. Io sono cambiato, rileggo un libro e lo trovo diverso.
Franco Battaglia
Quando leggi un buon libro, ti rimane dentro e addosso. Un buon libro, per me, è stato quello che ha offerto l’abbrivio alla mia tipologia di scrittura. Un libro meraviglioso, quindi, più che buono.
Ovviamente parlo di Centuria di Giorgio Manganelli. Più di un libro. Il libro, oserei.
Daniele Imperi
Libri che migliorano la nostra scrittura sono senz’altro considerati buoni libri. Si ricordano per sempre.
Andrea Cabassi
Sicuramente un libro che mi dà un punto di vista inesplorato è un buon libro, poi ci sono tanti modi e tante sfumature in cui possono essere buoni.
O forse non ci siamo capiti e per buoni intendi quelli che hanno un sapore gradevole? In questo caso non so pronunciarmi
Daniele Imperi
Di solito non assaggio i libri, non nel senso alimentare della parola
Un punto di vista inesplorato è senz’altro un elemento valido per definire buono un libro.
Andrea Cabassi
Fra tanti che denigrano gli ebook perché “non hanno il profumo del cartaceo” ci sarà pure qualcuno che li denigra per il sapore plastico
Rebecca Eriksson
Per me un buon libro è un libro che mi stimola. Può darmi materiale su cui riflettere (filosofico o saggistica), accendere qualcosa nella mia fantasia o, da grafica, anche la sua cura estetica e di stampa.
Giusto di recente mi è capitato di leggere un libro con un’ambientazione veramente bella, dei personaggi un po’ piatti ed un finale frettoloso che è stato in grado di buttare nel cestino tutta la trama. Ma proprio perchè mi ha dato qualcosa con la sua ambientazione, non riesco proprio a pensarlo come un brutto libro.
Daniele Imperi
Se c’è almeno un elemento valido, neanche io lo definirei un brutto libro.
Grazia Gironella
Per me un buon libro è quello che mi spinge avanti nella lettura e mi aleggia in mente anche dopo che l’ho finito, a volte come pensiero consciente, a volte come un’atmosfera che non se ne vuole andare. Poi ci sono anche libri che apprezzo in modo più razionale, ma principalmente un buon libro è questo, per me.
Daniele Imperi
Un buon libro non si dimentica. Mi è capitato con “Il cucciolo”, per esempio, ma anche con un altro romanzo della stessa autrice. Mi spingevano a leggerli e m’è dispiaciuto arrivare alla fine.
stefano
Un buon libro può entusiasmarmi.
Un buon libro può cambiarmi.
Un buon libro può crearmi disagio e poi aiutarmi a pensare in modo differente.
Daniele Imperi
Più o meno sono d’accordo, anche se non credo che reputerei buono un libro che mi crea disagio.