L’imprescindibile legame fra autore e protagonista

L’imprescindibile legame fra autore e protagonista

Qualunque sia la relazione tra il creatore e i personaggi, non dovrebbe mai essere noiosa.
Pauline Rowson

Per gli autori, i personaggi sono come i loro figli.
Derbhile Dromey

Si parla spesso di creare un legame fra protagonista e lettori: un modo per rendere la storia avvincente – per usare un aggettivo abusato – e far così coinvolgere i lettori, spingendoli a leggere il romanzo per intero.

Ho sempre pensato che sia impossibile scrivere una storia creando un simile legame e questo, forse, è il motivo per cui ognuno di noi ha le sue preferenze di lettura. Una storia che appassiona me può non appassionare qualcuno di voi e viceversa.

A me, quindi, non interessa creare un legame con i lettori, perché chi scrive non può certo accontentare tutti. Mi interessa, però, che ci sia uno stretto legame fra il protagonista della mia storia e me.

Non riuscirei mai a scrivere un intero romanzo, né un breve racconto, parlando di un personaggio che non ha alcun elemento in comune con me – valori, idee, personalità, carattere, gusti, ecc. Una relazione, insomma, che non sia noiosa, per riprendere la prima citazione.

Potrei scrivere una storia su un assassino seriale, ma il mio protagonista sarebbe il poliziotto che lo ferma. Potrei, allo stesso modo, scrivere una storia su un pistolero come Jesse James, perché è diventato un personaggio leggendario.

Ma il mio protagonista non potrà essere un terrorista, per esempio, o uno spacciatore. O un patito della discoteca. Né un politico.

La storia è legata al protagonista. E viceversa

Tutto questo si collega alla storia, anzi all’idea della storia che abbiamo avuto: quando nasce un’idea, significa che già si è instaurato un legame fra noi e la storia, altrimenti non l’avremmo avuta.

Una storia non è altro che una serie di eventi che ci preme raccontare: forse perché appartiene a un genere letterario che amiamo, forse perché tocca temi a noi cari, forse per tanti altri motivi, ma comunque è una storia che in un certo senso ci riguarda da vicino.

Nel romanzo di fantascienza cui ogni tanto accenno ci sono sei protagonisti, perché sono sei storie intrecciate: un professore-scienziato, un uomo “chiave”, un discepolo di una scuola di guerra, un ispettore, un funzionario, un viandante. Tutti hanno elementi in comune con me, perché è da me che li ho tirati fuori.

Questo non significa che, leggendo quel romanzo, chi mi conosce bene saprà vedere me in ognuno di quei personaggi: assolutamente no.

Anche il protagonista del romanzo storico in stesura ha legami con me, perché in quel caso è nato prima lui della storia o, meglio, un giorno ho deciso di raccontare una parte della sua vita perché è un personaggio che mi ha affascinato.

Una storia noiosa? No, grazie

Per riuscire a scrivere una storia, almeno per me – ma penso valga anche per voi – gli eventi non devono annoiarci e dunque non deve annoiarci neanche il protagonista. Dobbiamo essere stimolati dal protagonista e dalla sua storia.

E questo può avvenire soltanto se sentiamo un’attrazione verso quel personaggio, se avvertiamo punti di contatto. Se quel personaggio è troppo distante da noi, se ci indispone, che interesse dovremmo avere a raccontarlo? A raccontare la sua storia?

12 Commenti

  1. Grazia Gironella
    giovedì, 30 Gennaio 2025 alle 9:04 Rispondi

    Nemmeno io riuscirei a scrivere di un protagonista che non si collega con me personalmente. Ci sono pezzetti di me, più o meno visibili, sparsi in tanti personaggi, ma con il protagonista c’è un legame particolare. Spesso il personaggio rappresenta un aspetto di me che considero importante. Immagino che si possa vedere la scelta di un protagonista molto diverso dall’autore anche come una sfida, una forma di esplorazione, ma non è cosa che stuzzichi il mio interesse.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 30 Gennaio 2025 alle 13:07 Rispondi

      Con il protagonista deve esserci per forza un legame particolare. Penso, anzi, che l’aspetto di noi presente nel protagonista debba essere sempre importante, forte.
      La sfida di crearlo molto diverso da noi non stuzzica neanche me.

  2. Corrado S. Magro
    giovedì, 30 Gennaio 2025 alle 9:21 Rispondi

    Scrivendo, non si può non scrivere di sé, delle proprie poliedriche sfaccettature e stati d’animo.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 30 Gennaio 2025 alle 13:08 Rispondi

      Concordo in pieno. Noi conosciamo bene noi stessi, non gli altri.

  3. Adriana Paviotti
    giovedì, 30 Gennaio 2025 alle 17:38 Rispondi

    letto e approvato. d’accordo in pieno si. Imperi.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 30 Gennaio 2025 alle 17:47 Rispondi

      Grazie e benvenuta nel blog.

  4. Orsa
    giovedì, 30 Gennaio 2025 alle 17:38 Rispondi

    Più che una relazione un’ispirazione, è quello il punto di contatto, nel senso che a me, per esempio, piacerebbe essere nei panni dell’eventuale avventuriero protagonista di un mio (sempre eventuale) racconto. E tu ci regali questa bella anteprima su PU, i protagonisti! Tutti maschietti, ovvio :P Vero, sarebbe una sfida molto stimolante. “Né un politico” accostato a un terrorista/spacciatore/discotecaro qualunque 😂

    • Daniele Imperi
      giovedì, 30 Gennaio 2025 alle 17:48 Rispondi

      Il protagonista, infatti, secondo me serve anche a farci vivere avventure che non possiamo vivere nella realtà. Sì, i protagonisti di quel romanzo sono tutti uomini, ma per forza :D

  5. Carlo Calati (massimolegnani
    giovedì, 30 Gennaio 2025 alle 17:40 Rispondi

    Mi fanno sorridere quelli che chiedono ma è tutto vero? Quello sei tu? perché in un racconto non è mai mera questione di verità o finzione, ma semmai di travestimenti e di travisamenti. E’ certo che mettiamo sempre qualcosa di noi nei nostri personaggi, non nell’ anagrafica o nella cronaca, ma negli stati d’animo, nelle emozioni, nel far fare al protagonista ciò che avremmo voluto fare noi. I nostri personaggi sono gli ambasciatori del nostro sentire, magari un minimo aspetto nascosto in una superficie che non ci corrisponde. Per questo io potrei essere anche quel serial killer o quello spacciatore che dici, però questi due personaggi dovrebbero avere un qualcosa in cui mettere qualcosa di mio.
    ml

    • Daniele Imperi
      giovedì, 30 Gennaio 2025 alle 17:51 Rispondi

      Credo sia una domanda frequente chiedere all’autore se i fatti del suo romanzo rispondono al vero, ecc. Come giustamente dici, il nostro protagonista agisce come agiremmo noi autori in quelle situazioni.

  6. Paolo Branca
    sabato, 1 Febbraio 2025 alle 19:43 Rispondi

    A proposito di legami tra autore e protagonista, proprio oggi ho completato un racconto in cui il protagonista è qualcuno che, credo, più lontano da me non potrebbe essere. Figuriamoci, parlo di un ex galeotto, ma in fondo, la sua anima, i suoi valori sono i miei.

    • Daniele Imperi
      domenica, 2 Febbraio 2025 alle 8:34 Rispondi

      Anche un protagonista negativo può avere legami con l’autore.

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