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È questo il concetto che sta dietro quest’espressione del marketing. In realtà l’elevator pitch si usa in genere nel mondo lavorativo, per convincere un potenziale datore di lavoro ad assumere un candidato.
Si dice che l’elevator pitch provenga dal mondo di Hollywood, quando uno sceneggiatore convinse un produttore ad ascoltare la sua idea per un film, durante una corsa in ascensore. Ma questa è soltanto una delle varie storie che circolano sull’argomento.
L’idea, sia nel campo editoriale sia in generale in quello del lavoro, non è certo da buttare, anzi: saremmo in grado di vendere il nostro libro a un editore o a un’agenzia letteraria con un brevissimo discorso di 30 secondi o più?
Che cos’è un “elevator pitch”?
È una breve presentazione: se dobbiamo cercare lavoro, allora sarà una presentazione di noi stessi; in editoria, invece, è la presentazione del libro che abbiamo scritto e che vogliamo proporre a una casa editrice o a un agente letterario.
Ci sono varie definizioni sull’elevator pitch, specialmente sulla sua lunghezza: c’è chi lo vuole di 20-30 secondi o di 60, ma anche di 118 (e questo vale se dobbiamo farne uso a voce), chi pone invece una lunghezza di 50 parole e chi di 75.
Di sicuro è la brevità ad accomunare tutte le varie definizioni.
Gli esperti che spiegano come parlare in pubblico dicono che per non annoiare gli ascoltatori dobbiamo pronunciare 130-140 parole al minuto. Superando quel limite, il pubblico perderebbe la concentrazione. E un discorso troppo lento avrebbe la stessa efficacia di un sonnifero.
Se il nostro elevator pitch deve durare sui 30 secondi, ecco che la sua lunghezza è di 65-70 parole.
Differenza fra elevator pitch, logline e tagline
In passato ho parlato della logline, anch’essa breve. Le due presentazioni sembrano somigliarsi, ma in realtà hanno funzioni diverse, anzi si rivolgono a un pubblico diverso:
- Un elevator pitch è uno strumento di vendita: deve convincere un editore a pubblicare il nostro libro o un agente letterario a rappresentarlo.
- Una logline è uno strumento di marketing: deve convincere i lettori ad acquistare il nostro libro.
- Una tagline è un altro strumento di marketing: uno slogan, che possiamo trovare in una fascetta editoriale o anche in copertina, che deve incuriosire i lettori.
Elevator pitch, logline e tagline a confronto
Come potete vedere dalle 2 tabelle seguenti, elevator pitch, logline e tagline hanno toni differenti, perché hanno differenti funzioni.
Twilight
Ricorderete il film Twilight, tratto dall’omonimo romanzo di Stephenie Meyer.
Elevator pitch
Una storia d’amore adolescenziale tra una ragazza normale e un ragazzo che è in realtà un vampiro.
Logline
Una diciassettenne si innamora di un vampiro, per scoprire poi che per lui quellʼattrazione potrebbe significare ucciderla.
Tagline
Quando puoi vivere per sempre, per cosa vivi?
The Martian
È un romanzo di fantascienza scritto da Andy Weyr, poi trasposto al cinema.
Elevator pitch
Un astronauta, abbandonato su Marte, deve capire come sopravvivere.
Logline
Una missione su Marte. Uno strano incidente. La lotta di un uomo per sopravvivere.
Tagline
Nello spazio nessuno può sentirti urlare.
Che cosa deduciamo da queste presentazioni?
Ovviamente gli elevator pitch sono ridotti all’osso, ma appare chiaro come la logline abbia un tono celebrativo, autoreferenziale, che esalta l’argomento del romanzo.
L’elevator pitch, invece, fa scattare subito nella mente la commerciabilità del libro, che ovviamente è ciò che interessa a una casa editrice – che, ripetiamolo, non fa beneficienza né vive grazie a un lascito ereditario, ma deve vendere libri per restare in piedi.
Come scrivere un “elevator pitch”
Ci sono 2 elementi da considerare per scrivere un buon elevator pitch:
- il pubblico di riferimento
- la logline
Ogni libro ha il suo pubblico. Non possiamo scrivere che il nostro romanzo è per tutti, che non ha un genere. L’editore, che deve farlo rientrare in una collana, che cosa penserà?
A qualcuno certi discorsi non piacciono, ma considerate che:
- L’agenzia letteraria deve proporre quel libro all’editore.
- L’editore deve comunicare chiaramente il genere alle librerie.
- Le librerie devono riporre il libro nella giusta sezione per venderlo.
- I lettori vogliono sapere se il libro rientra nei loro interessi.
Perché è importante la logline per scrivere un elevator pitch, se i 2 strumenti hanno funzioni diverse?
Se andate a rileggere gli elevator pitch e le logine di Twilight e The Martian, vedrete che dicono entrambi la stessa cosa, ma con 2 toni diversi.
La logline teoricamente va scritta prima dell’elevator pitch – in realtà non esiste una regola: si potrebbe obiettare che la logline, finché il libro non è andato in stampa e la sua pubblicazione è quindi sicura, non serve a nulla.
Tuttavia, scrivere una logline ha la sua utilità, come ho scritto nell’articolo dedicato:
La logline di un libro – e di un film – ha lo stesso scopo: aiuta lo scrittore a restare nei binari della sua storia e a mantenerne la premessa.
2 caratteristiche dell’elevator pitch
- Deve essere convincente: perché dovrebbe interessare il pubblico? C’è un argomento forte nel libro? Quali sono le sue particolarità?
- Deve mostrare un problema e sottintendere una soluzione: un problema crea suspense, tensione, curiosità. Un dramma ha un grande potenziale interesse nei lettori.
L’elevator pitch del mio romanzo di fantascienza
Mentre scrivevo l’articolo non ho potuto fare a meno di pensare a come avrei potuto spiegare a un editore o a un agente letterario il mio romanzo in stesura e non sono per niente sicuro che mi bastino 30 secondi per cavarmela.
Tuttavia c’è ancora tempo, ma di sicuro farò questo esercizio.
E voi avete mai pensato di scrivere un elevator pitch per il vostro libro?
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Franco Battaglia
Io voglio pubblicare una selezione dei miei post, ed ho in mente solo la tagline: Il primo blog con le pagine da sfogliare.
Daniele Imperi
Anche per un blog puoi creare tagline, logline e elevator pitch, se servono.
Roberta Visone
Grazie per questo articolo. In questi giorni penserò a questi tre aspetti importanti. Trovo sia un ottimo esercizio di sintesi.
Daniele Imperi
Sì, sono senz’altro un buon lavoro di sintesi, che ti permette anche di scoprire se la storia può funzionare.
Corrado S. Magro
Non so se alle elementari agli scolari fanno praticare ancora il riassunto. Un esercizio di cui non riuscivo a capire il vero valore. Le sintesi efficaci sono in generale impegnative. Quelle vocali lo sono di più. Travasiamo facilmente scoprendoci logorroici. Esprimersi succinti è un’arte in alcuni innata in buona parte, in altri acquisita.
Daniele Imperi
Anche io odiavo i riassunti a scuola. A pensarci bene erano utili, invece. Ti facevano capire il dono della sintesi. Ma avrebbero dovuto spiegarcene la ragione e l’utilità.
Orsa
Bel problema la sintesi, io ci sto lavorando. Dal vivo invece ho il problema contrario, mi esprimo in monosillabi… e a volte anche in grugniti 😂
Dunque ricapitolando: folgorante, seducente e deve suggerire che l’acquisto sia una buona idea. Faccio una cosa, prendo le scale e nel frattempo ci penso
PS: io comunque quando sento la parola “ascensore” penso immediatamente all’ascensore del Cecil Hotel 😱
Corrado S. Magro
Monosillabi o a-sillabi più zampate😹
Orsa
😹 A-sillabi più zampate solo in quelle giornate in cui sono particolarmente “loquace”
Daniele Imperi
Dal vivo anche io mi esprimo a monosillabi, altro motivo per cui sono negato per parlare in pubblico.
Ovviamente ho dovuto cercare sto Cecil Hotel che non avevo mai sentito nominare…
Orsa
Visto? Le immagini della ragazza nell’ascensore sono inquietanti, così come inquietanti sono i generatori online di elevator pitch che ho scoperto stamattina… e io che credevo che la presentazione perfetta fosse come il sacro Graal
Daniele Imperi
Generatori online di elevator pitch? Alla faccia della creatività
Maria Teresa Steri
Molto interessante questo post. Devo dire che all’inizio andavo totalmente in crisi quando si trattava di descrivere la trama dei miei romanzi in poche parole. Con un po’ di allenamento, adesso va meglio ma avrei ancora un’enorme difficoltà a creare un elevator pitch. Finora non mi è servito ma in futuro chi lo sa. Se mi capitasse una cosa del genere, tipo in ascensore con un super produttore di serie tv e dovessi convincerlo a interessarsi a una delle mie storie… farei scena muta o balbetterei insulsaggini
E dopo mi mangerei le mani!
Daniele Imperi
Forse per l’autore è difficile riuscire a descrivere la trama dei propri romanzi, perché tende a dilungarsi. Quando riuscirò a finire il mio, mi divertirò a fare questi esercizi di sintesi e vedremo che uscirà fuori
Ma in ascensore fare pure io scena muta…
Ferruccio
“Vista attraverso gli occhi e le avventure di un gatto, una metafora sulla condizione umana”
Elevator pitch de’ il gatto che sognava di essere un delfino
Daniele Imperi
Mi sembra buono.
Stefano
Grazie Daniele per questo articolo.
Essere brevi ed efficaci è una delle cose più difficili.
Daniele Imperi
Vero, a dilungarsi non ci vuole nulla. Questi strumenti di marketing ci aiutano a tagliare il superfluo e arrivare dritti al punto.
Grazia Gironella
Lascio sempre per ultimi questi “dettagli” relativi alle storie che scrivo, con il risultato di improvvisare malamente al bisogno. Quindi sì, d’ora in poi ho intenzione di preparare tutto, elevator pitch, logline, tagline e pure sinossi, che è tutt’altra cosa, ma io comunque lascio indietro, da quando mi autopubblico. Sono accessori importanti.
Daniele Imperi
Anche io ho trascurato, lasciandolo alla fine, ma ora mi metterò in pari. O almeno ci proverò.
Rebecca Eriksson
Il dono di una sintesi efficace non è cosa da poco per vendere.
Ricordo che Cerani, in Consigli ad un giovane scrittore, riteneva efficace poter descrivere la trama entro le 10 parole. Quasi mai riuscita a sintetizzare.
Daniele Imperi
Anche descrivere la trama in 10 parole è un buon esercizio di sintesi, da provare.
Barbara
Ahem…perché elevator pitch e logline di Twilight sarebbero uguali?
L’elevator pitch lo trovo corretto, dato che sarebbe la sintesi preparata per un editore che volesse pubblicare il libro/produrre il film. La logline la prenderi da Netflix, che ha Twilight film in visione: “Dopo essersi trasferita dal padre, Bella Swan incontra Edward, un misterioso compagno di classe che si rivela essere un vampiro di 108 anni.” Non è proprio il massimo, ne convengo.
Ma il romanzo non ha una logline, ha una descrizione completa sia negli store che nella seconda di copertina, e la logline del dvd è pure peggio: “Twilight è la storia di Edward Cullen, un vampiro che, come tutti i vampiri, è immortale ma che a differenza di tutti i vampiri non beve sangue umano e non ha i canini appuntiti, e di Bella Swan, tipica teenager americana che ovviamente s’innamora perdutamente del bello quanto tenebroso Edward…” Bleah.
Hanno puntato tutto sulla tagline: “Quando puoi vivere per sempre, per cosa vivi davvero?”
Ti è scappato il “davvero” finale, che è tutto in quella frase.
Daniele Imperi
Non me n’ero accorto e nessuno se n’era accorto finora! Ho corretto

Non è il massimo la logline di Netflix.
Quella del dvd mi pare troppo lunga.
La tagline invece a me non dice nulla: è troppo generica e scompare il vampiro. Il “davvero” non mi piaceva