Ho già parlato dell’aspetto principale del marketing editoriale come di un insieme di operazioni che spettano tanto alla casa editrice quanto allo scrittore. Editore e autori hanno armi differenti da usare per ottenere la giusta promozione del libro.
Il problema fondamentale è che non è chiara a tutti gli editori l’utilità del marketing editoriale, così come è sconosciuta alla maggior parte degli scrittori. Spesso ci si limita a pubblicare la scheda del libro sul proprio sito e a divulgare le librerie online in cui è possibile acquistarlo.
Anche questo è marketing, ovviamente. Ma non è certo la soluzione ideale che farà vendere più libri. La scheda del libro nel sito equivale alla presenza dello stesso libro nello scaffale di una libreria: l’azione minima che occorre a un prodotto per essere venduto.
Perché cominciare a occuparsi di marketing editoriale?
Perché, come ho già ribadito, il libro è un prodotto anomalo. Quante copie dello stesso libro si possono vendere a un acquirente? La risposta, tranne rare eccezioni, è una. Una volta venduta quella copia, l’editore ha bisogno di trovare altri acquirenti a cui vendere quel romanzo.
Uno stesso cliente potrà acquistare più copie dello stesso libro in situazioni particolari:
- deve fare un regalo;
- deve ricomprare il libro perché l’ha perso/danneggiato irreparabilmente.
Un libro non è una bibita. Uno stesso articolo, in questo caso, può essere venduto allo stesso cliente decine di volte all’anno e per tantissimi anni.
- Un libro non è una penna.
- Un libro non è un vaso di terracotta.
- Un libro non è un profumo.
Un libro è un prodotto che, una volta venduto a un cliente, ha terminato la sua storia. Quel cliente non spenderà più altri soldi per quel libro specifico.
È per questo che il concetto di marketing editoriale deve entrare nella mente di editori e scrittori. Perché un libro, per ottenere successo, deve essere portato a un pubblico vastissimo. Più gente lo conosce, più è alta la probabilità di vendere copie di quel libro.
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Marketing editoriale: conoscerlo per apprezzarlo
[…] ho parlato di come e perché cominciare le operazioni di marketing editoriale, ho specificato che sia editori che scrittori – in molti casi – non ne riconoscono […]
Giacomo
Concetto apparentemente banale, ma che molti dimenticano! La buona notizia è che se il lettore resta soddisfatto di quel libro, sarà un domani invogliato a leggere futuri lavori dell’ autore.