Le difficoltà di scrivere un capitolo

Un’altra forma del blocco dello scrittore

Le difficoltà di scrivere un capitolo

Non tutti i capitoli sono semplici da scrivere: capire perché la scrittura non procede ci aiuta a superare quel blocco.

Scrivere ogni capitolo di un libro è un passo avanti verso la fine dell’opera. Ma sappiamo anche che il blocco dello scrittore può colpire in qualsiasi punto del libro.

A me, in un certo senso, questo blocco è arrivato al 23° capitolo, cioè quando sono giunto al 56% della storia.

Perché ci si blocca a un capitolo?

Nel mio romanzo di fantascienza a ogni nuovo “capitolo” devo cambiare protagonista, personaggi, ambientazione, linguaggio, periodo storico, tenendo comunque conto di tutto ciò che è accaduto precedentemente, perché “tutto è connesso”.

Ma questo non è mai stato un problema: anzi, mi piaceva iniziare un nuovo capitolo catapultandomi in un mondo del tutto diverso dal precedente.

Per ogni capitolo non ho scritto una vera trama, ma soltanto una frase che ne riassume le vicende, che poi trasformo in una scaletta delle varie scene. Dopo aver scritto le prime 3 pagine è arrivato il blocco.

La scaletta non mi convinceva più. Me ne sono accorto quando non riuscivo a collegare il pezzo scritto con le vicende successive. Ho tentato alcuni approcci, ma niente da fare. E non sono arrivate idee su come modificare la scaletta.

Quando perdi un capitolo…

… perché salta la corrente. Quel giorno il blocco dello scrittore è stato di natura tecnologica.

In realtà avevo appena iniziato quel capitolo, avevo scritto 4 o 5 pagine. Improvvisamente salta la corrente, il portatile si spegne.

Ritorna subito, lo riaccendo, apro Writer di OpenOffice e succede una cosa insolita: il programma non mi chiede di ripristinare il file come sempre, ma lo apre direttamente.

E che bella sensazione vedere le mie pagine trasformate in una serie di ###!

No, non ho censurato una parolaccia: tutto ciò che avevo scritto era diventato una lunga serie di #. Chiudo il file, lo riapro e ancora righe e righe di #, per le varie pagine che avevo scritto.

Perdo 2 ore a cercare online come recuperare quel file, ma non c’è verso. È andato perduto. Ho scoperto, così, che il programma non era impostato per creare un backup dei vari testi. Impostazione che ho attivato subito.

Per fortuna, anche se consiglio il contrario, leggo di continuo ciò che ho appena scritto, così avevo interiorizzato diversi paragrafi. Prendo carta e penna e butto giù a casaccio tutto quello mi tornava a mente: l’incipit, brani di paragrafi, parole, frasi, espressioni.

Batto tutto al computer, mettendo i vari pezzi in ordine “cronologico”, e poi pian piano riempio i vuoti. Il risultato finale mi soddisfa.

La mia fortuna nella sfortuna è stata iniziare questo romanzo creando un file per ogni capitolo: altrimenti avrei perso 11 capitoli già scritti. E continuerò a scrivere in questo modo. Mai fidarsi della tecnologia digitale.

È difficile scrivere il primo capitolo di un libro?

Di solito è il primo capitolo a dare problemi, a essere difficile da scrivere. È l’inizio della storia, quindi deve riuscire a catturare subito l’interesse dei lettori. Ma anche per un saggio è lo stesso: dal primo capitolo riusciamo a capire come l’autore sta trattando la materia, come scrive, come si esprime.

Il primo capitolo segue la regola della prima impressione: se i lettori non lo apprezzano, non riescono a entrare nella storia, lasciano perdere, a prescindere da come sia il resto del libro.

Un capitolo deve avere una struttura

Esattamente come l’intero romanzo, se parliamo di narrativa: 3 atti, inizio, svolgimento e conclusione. Deve avere un incipit e anche un climax. E un finale che lasci i lettori in sospeso.

È così che voglio risolvere questo blocco: rivedendo la scaletta in funzione della struttura.

Pochi giorni fa ho visto L’ora più bella (Their Finest), ambientato durante la Seconda guerra mondiale. Ma non è un film sulla guerra, non proprio almeno, è un film… su un film. Ebbene, come ne scrivevano la sceneggiatura?

Appuntavano su una bacheca un foglietto che riassumeva l’inizio e uno per il finale. In mezzo c’era anche un problema, un ostacolo. E ora bisognava colmare i vuoti.

Ho già il mio inizio, e più o meno anche il finale. Devo colmare i vuoti.

Vi siete mai impantanati in un capitolo? E come avete risolto?

14 Commenti

  1. Ferruccio
    giovedì, 17 Giugno 2021 alle 8:39 Rispondi

    “L’unica regola che ho è di smettere mentre è l’idea è ancora calda. Non scrivere mai tutto quello che si ha in mente per lo sviluppo della storia. Bisogna smettere quando la scrittura sta andando bene, così quando si riprende è più facile andare avanti. Se scrivete sino all’esaurimento, accadrà che vi troverete inesorabilmente a un punto morto e avrete problemi con esso.”

    Questo concetto è di William Faulkner, ma lo stesso concetto, più o meno, compare anche in diversi libri di Ernest Hemingway. Il protagonista de Il giardino dell’Eden ne parla senza mezze misure, ma anche in altri racconti e i certi prefazioni dove Papa è tirato in ballo emerge questo suo punto di vista. Credo sia lo stesso che cerco di seguire sempre io.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Giugno 2021 alle 13:25 Rispondi

      Non so se essere d’accordo o meno. Mi è capitato di smettere di scrivere quando andavo bene e quando era a un punto morto. Poi ho ripreso come sempre.

  2. stefano
    giovedì, 17 Giugno 2021 alle 9:03 Rispondi

    Grazie per i consigli. Un articolo molto interessante!

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Giugno 2021 alle 13:25 Rispondi

      Grazie, Stefano.

  3. Miriam Donati
    giovedì, 17 Giugno 2021 alle 9:50 Rispondi

    Sì, mi è capitato. Adotto la tecnica di sospendere tutto, fare altro, dormirci sopra, Di solito quando riprendo, rileggo e vado avanti senza problemi o ribalto tutto, Non ci sono mai state mezze misure.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Giugno 2021 alle 13:26 Rispondi

      Staccare di sicuro aiuta. Ma per me dipende dai problemi che dà il capitolo.

  4. Franco Battaglia
    giovedì, 17 Giugno 2021 alle 10:41 Rispondi

    Scrivo racconti o post. E spesso parto dalla fine, nel senso che ho un finale in testa, e da lì dipano il prequel. Certo vale per svolgimenti brevi. Sono un centometrista, i maratoneti posso guardarli in tv.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Giugno 2021 alle 13:27 Rispondi

      Quella tecnica anche per me vale per testi brevi.

  5. Maria Teresa Steri
    giovedì, 17 Giugno 2021 alle 11:02 Rispondi

    Sì, mi capita ogni tanto di bloccarmi su uno specifico capitolo. Di solito ci sono due ragioni: non ho le idee abbastanza chiare su cosa succede oppure sotto sotto non sono convinta di ciò che ho deciso debba succedere a quel punto della storia. In entrambi i casi mi serve tempo per riflettere meglio. A volte mi blocco anche perché una scena è difficile di per sé da descrivere o non è così interessante ma comunque necessaria. E allora rimando semplicemente e procedo con la successiva…

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Giugno 2021 alle 13:28 Rispondi

      Il capitolo in questione è bloccato per tutte e due quelle ragioni :D
      Scene difficili secondo me vanno viste sotto altre prospettive. Quelle noiose ma necessarie anche, se si riesce a vivacizzarle.

  6. Orsa
    giovedì, 17 Giugno 2021 alle 11:19 Rispondi

    Io uso il “metodo Alfieri”. Non sto scherzando, m’impongo di non alzarmi dalla scrivania fino allo stremo, fino a quando le idee non vengono fuori da sole, per disperazione. I metodi coercitivi mi piacciono e trovo che funzionino, magari tornassero “di moda”.
    Film romantico/guerra… ecco perché non era entrato nel mio radar :D Quasi quasi lo guardo stasera, se non altro per la ritirata di Dunkerque sullo sfondo :P

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Giugno 2021 alle 13:29 Rispondi

      Il metodo coercitivo con me non funziona.
      Il film ha solo qualche pezzo romantico, ma neanche tanto.

  7. Grazia Gironella
    giovedì, 24 Giugno 2021 alle 20:21 Rispondi

    Di solito quando un capitolo non vuole uscire è perché i capitoli precedenti zoppicano. Può essere che abbia fatto reagire il personaggio in un modo poco credibile, oppure che abbia creato una situazione troppo astratta. La causa, insomma, spesso la trovo nelle pagine precedenti. Una volta risolto il problema, il capitolo ostico si addolcisce. Il primo capitolo, invece, è sempre più che ostico. Per questo lo scrivo come se fosse un capitolo qualunque e rimando alla revisione ogni considerazione in merito.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 25 Giugno 2021 alle 8:36 Rispondi

      Nel mio caso la causa non è nei capitoli precedenti, ma può essere certamente un motivo per cui un capitolo non procede.

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