L’importanza del primo capitolo

L’importanza del primo capitolo

The first line draws you into the first paragraph, the first paragraph to the first chapter, the first chapter to the rest of the book. Jasper Fforde

Mi trovo d’accordo con questo pensiero dello scrittore Jasper Fforde. Quando inizio a leggere un nuovo romanzo, sono proprio le prime righe che mi invogliano a proseguire nella lettura dell’incipit, un incipit che per me deve soddisfare in pieno le mie aspettative.

Se i primi paragrafi promettono bene, ecco che sono spinto a continuare la lettura del primo capitolo. E dal primo capitolo arrivo alla fine del romanzo.

2 domande sul primo capitolo

Prima di scriverlo, secondo me dobbiamo porci una domanda: chi leggerà il primo capitolo?

  1. Lo leggerà l’editore a cui lo spediremo.
  2. Lo leggerà un agente letterario che avremo ingaggiato.
  3. E lo leggerà il lettore in libreria o nell’anteprima online prima di comprarlo.

Insomma, sulle spalle del primo capitolo grava un peso enorme, in pratica il peso della riuscita o meno del romanzo, ma prima di tutto della sua pubblicazione.

C’è una seconda domanda che dobbiamo porci: che cosa si dovrà capire dal primo capitolo?

  1. Il punto di vista: chi narra la storia?
  2. Il tempo: è narrata al presente o al passato?
  3. La tensione: è un capitolo introduttivo o c’è già un conflitto/problema in atto?

I primi due punti sono abbastanza evidenti, emergono già dalle prime righe e riguardano inoltre l’intero romanzo. Ma l’ultimo rappresenta una decisione importante, perché il livello di tensione dà un ritmo preciso alla narrazione e influenza tutto il capitolo.

Ecco perché ancora non mi decido a (ri)scrivere il primo capitolo del mio romanzo di fantascienza: perché deve trasparirvi il dramma degli eventi.

Le descrizioni nel primo capitolo sono da evitare?

Leggiamo il primo paragrafo del romanzo Furore (The Grapes of Wrath) di John Steinbeck (nella traduzione di Carlo Coardi):

Nella regione rossa e in parte della regione grigia dell’Oklahoma le ultime piogge erano state benigne, e non avevano lasciato profonde incisioni sulla faccia della terra, già tutta solcata di cicatrici. Gli aratri avevano cancellato le superficiali impronte dei rivoletti di scolo. Le ultime piogge avevano fatto rialzare la testa al granturco e stabilito colonie d’erbacce e d’ortiche sulle prode dei fossi, così che il grigio e il rosso cupo cominciavano a scomparire sotto una coltre verdeggiante. Agli ultimi di maggio il cielo impallidì e perdette le nuvole che aveva ospitate per così lungo tempo al principio della primavera. Il sole prese a picchiare e continuò di giorno in giorno a picchiar sempre più sodo sul giovane granturco finché vide ingiallire gli orli d’ogni singola baionetta verde. Le nuvole tornarono, ma se ne andarono subito, e dopo qualche giorno non tentarono nemmeno più di ritornare. Le erbacce si vestirono d’un verde più scuro per mascherarsi alla vista, e smisero di moltiplicarsi. La terra si coprì d’una sottile crosta dura che impallidiva man mano che il cielo impallidiva, e risultava rosa nella regione rossa, bianca nella grigia.

A me è piaciuto subito. La narrazione continua così per l’intero primo capitolo, di appena 3 pagine e un quarto.

Un intero capitolo descrittivo. Qualcuno farà una smorfia, i guru della scrittura grideranno allo scandalo, anche se si tratta di Steinbeck. Eppure quel capitolo è, in un certo senso, l’incidente scatenante dell’intera storia. Sì, perché quel primo capitolo ci parla della polvere, anzi del fenomeno delle tempeste di polvere, il dust bowl che si verificò negli anni ’30 negli Stati Uniti centrali.

Il primo capito è come l’ingresso di casa

La prima impressione è quella che conta. La cura per la stesura e la revisione del primo capitolo devono essere maniacali – in realtà dovrebbero esserlo per l’intero romanzo.

Ecco una lista dei controlli da fare:

  • Refusi: quindi aggiunte, omissioni e scambi di vocali e consonanti.
  • Ritmo: la narrazione ha il giusto ritmo? Un’occhiata alla punteggiatura non fa male, così come all’uso delle parole, ai possibili “inciampi” nella lettura.
  • Percentuale di avverbi in -mente: una volta nell’incipit di un romanzo fantasy autopubblicato ho contato una quindicina di questi avverbi. Mi sembrava di leggere una poesia in rima.
  • Suspense: il primo capitolo tiene il lettore col fiato sospeso? Okay, può anche essere un capitolo d’introduzione, ma deve comunque incuriosire. Deve agganciare il lettore.

È chiaro che siano tutti controlli da fare anche per il resto del romanzo, ma il primo capitolo dev’essere perfetto, perché resta la prima parte che un editore e un lettore leggeranno.

Il primo capitolo è rappresentativo dell’intero romanzo

Torniamo da Steinbeck. Il primo capitolo di Furore parla della polvere, dell’aridità dei campi, della mancanza di lavoro. Da qui iniziano le vicende e le vicissitudini della famiglia Joad – non anticipo altro del capolavoro di Steinbeck.

Dal primo capitolo deve trasparire il tema del romanzo, e in Furore traspare, eccome. Non è solo una questione di ambientazione, ma della tematica portante della storia.

Il primo capitolo è una promessa al lettore, è dire: ecco cosa stai per leggere, ecco cosa dovrai aspettarti.

Scrivere il primo capitolo… per ultimo?

C’è qualcuno che davvero scrive il primo capitolo per ultimo. Ho letto in rete in blog esteri che alcuni autori scrivono prima il resto, dal secondo in poi, e quindi finalmente si dedicano al primo.

Che si revisioni il primo capitolo sulla base di cosa si è scritto nel resto è sensato, ma che si lasci una pagina bianca no. Per quanto mi riguarda i romanzi si iniziano a leggere e scrivere a partire dal capitolo numero 1.

E i vostri primi capitoli?

Come li scrivete? Qualcuno di voi scrive per ultimo il primo capitolo?

44 Commenti

  1. Luciana
    giovedì, 5 Luglio 2018 alle 9:36 Rispondi

    Oggi, come sottolinei tu, i guru sostengono che le descrizioni non vanno più di moda. Ma chi sono codesti guru? Gente che non ha mai letto un classico, di certo. Io amo le descrizioni. Saper descrivere è difficile, mentre fare solo dialoghi e molto più semplice. Le descrizioni creano l’atmosfera, gli stati d’animo. Come poter comunicare usando una scrittura limata all’osso? Sono quindi, come avrai capito, per la vecchia guardia.
    Complimenti per il tuo articolo.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 5 Luglio 2018 alle 12:06 Rispondi

      Ciao Luciana, grazie e benvenuta nel blog. Ho letto spesso che nella narrativa moderna non sono molto apprezzate le descrizioni, ma farne una regola mi pare esagerato. Io le uso e le trovo utili.

  2. Maja Urukalo
    giovedì, 5 Luglio 2018 alle 10:24 Rispondi

    Il primo capitolo di solito è quello che ho già in mente, le storie nella mia testa iniziano a delinearsi dall’inizio. L’inizio ma anche la fine. Di solito è con tutti gli altri capitoli che ho un problema XD

    • Daniele Imperi
      giovedì, 5 Luglio 2018 alle 12:07 Rispondi

      Anche per me, mi viene in mente il primo capitolo, e i problemi nascono dal secondo in poi :D

  3. Nuccio
    giovedì, 5 Luglio 2018 alle 11:21 Rispondi

    In genere scrivo tutto senza sapere nulla del personaggio che sto inventando. È come un puzzle che viene fuori secondo dei presupposti che immagino. È più divertente per chi scrive, ma ho notato che coinvolge anche il lettore. Poi non ti limita in una scatola chiusa. A metà dell’opera sei già inscatolato e pronto a scivolare via verso la conclusione. Oggi la tensione del racconto deve essere maggiore di un tempo . Avete mai sentito un giornale radio? Non si capisce niente se nn sei interessati.🤣

    • Daniele Imperi
      giovedì, 5 Luglio 2018 alle 12:08 Rispondi

      Molti fanno. Io trovo noioso fare le schede dei personaggi minuziose, piace anche a me scoprire i personaggi man mano che scrivo.
      Non ascolto la radio, ma le notizie dei TG sembrano raccontate da analfabeti.

  4. Nuccio
    giovedì, 5 Luglio 2018 alle 11:22 Rispondi

    Interessato

  5. Andrea
    giovedì, 5 Luglio 2018 alle 11:48 Rispondi

    Da sempre il mio punto debole :)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 5 Luglio 2018 alle 12:09 Rispondi

      Quindi vai forte dal secondo in poi :D

  6. Patrizia
    giovedì, 5 Luglio 2018 alle 12:10 Rispondi

    Ciao Daniele, mi è sempre piaciuto scrivere anche se alle spalle non ho la formazione necessaria. Scrivo perché mi piace, con fatica, cercando le parole più adatte, e rileggendo in continuazione per capire se dove ho messo le virgole e i punti , piuttosto del punto e virgola, è corretto o no. Grazie per la tua mail che ho letto con sincero interesse . A giovedì prossimo

    • Daniele Imperi
      giovedì, 5 Luglio 2018 alle 12:13 Rispondi

      Ciao Patrizia, benvenuta nel blog. Eh, la punteggiatura dà noia a molti :)
      Giovedì prossimo non esce nulla, il prossimo post è il 19 luglio :D
      PS: Avevi scritto male l’indirizzo del tuo sito.

  7. Silvia
    giovedì, 5 Luglio 2018 alle 21:49 Rispondi

    Seguo il blog da un po’ senza intervenire….colgo l’occasione per congratularmi! Mi piacciono molto i tuoi articoli.
    Io adoro scrivere da tutta una vita. Ho creato storie per me stessa, su richiesta di amiche e anche una volta per la pubblicazione…di cui ho sostenuto le spese a metà…
    L’inizio, la prima frase, non è mai semplice. Ma ogni volta accendo la radio, chiudo gli occhi e nella mente dipingo lo scenario che vorrei descrivere ed i personaggi che mi piacerebbe immergere in quel mondo, lascio scorrere le dita sulla tastiera ed il resto vien da se.
    Magari non saranno opere da premio strega, ma mi piace coltivare la mia passione ugualmente. Fosse anche solo 1 persona che leggerà quel che scrivo.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 6 Luglio 2018 alle 7:02 Rispondi

      Ciao Silvia, grazie e benvenuta nel blog. Sbagliato sostenere le spese per la pubblicazione se c’è di mezzo un editore :)
      La passione per la scrittura, se c’è. va sempre coltivata, se poi si avrà successo, tanto meglio.

  8. Lisa Agosti
    venerdì, 6 Luglio 2018 alle 19:19 Rispondi

    Io ho scritto e riscritto, revisionato, ririscritto e rirevisionato il primo capitolo del mio romanzo per tutto il tempo (5 anni) fino al giorno prima della pubblicazione. È anche quello su cui il mio agente e la casa editrice si sono soffermati di più.
    Ed è ancora il capitolo più debole della storia. Vorrei aver aspettato a scriverlo per ultimo, credo sia un’ottima idea, altrimenti si sente l’ansia da prestazione a ogni parola.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 9 Luglio 2018 alle 7:10 Rispondi

      Perché è il più debole? Non ti convince ancora?

      • Lisa Agosti
        lunedì, 9 Luglio 2018 alle 17:41 Rispondi

        Non mi convince affatto e ora che mi stanno arrivando i feedback dei lettori sono sempre più convinta di averci lavorato troppo. Ho letto tanti manuali e cercato le parole una a una, ho cambiato il punto d’inizio della storia per renderlo un uncino che agganciasse il lettore, ho eliminato gli avverbi in -mente, ecc… invece i miei lettori dicono di amare la seconda parte del libro, la leggono in una notte, saltano il lavoro, mettono a letto i figli presto per poter tornare alla lettura. È la parte che ho scritto più di getto e revisionato meno, perché ormai conoscevo le voci dei personaggi e come si sarebbero comportati in certe situazioni. Inoltre nella seconda parte la trama si infittisce e gli indizi per risolvere il mistero iniziale cominciano a creare un pattern identificabile. Per questo dico che avrei dovuto lasciar perdere l’inizio e scriverlo quando conoscevo già tutto, trama, personaggi e finale. Invece avendolo già masticato più volte non sono riuscita a riscriverlo daccapo (lo sapevo ormai praticamente a memoria) e per rendere il “show don’t tell” ho usato troppi aggettivi, troppi paroloni, insomma non rispecchia in toto il resto del libro. Non è così male, in fondo, probabilmente sono solo io a rendermene conto, però ecco nel mio nuovo romanzo sicuramente non revisionerò il primo capitolo fino a quando la storia sarà completata.

        • Daniele Imperi
          giovedì, 12 Luglio 2018 alle 7:32 Rispondi

          Forse lo hai davvero revisionato troppo. Per me la revisione va fatta a fine libro. Scrivere il primo capitolo alla fine no, per me non ha senso. Lo scrivi all’inizio, perché così si fa, poi lo revisioni basandoti su ciò che hai scritto dopo.

  9. Tiade
    sabato, 7 Luglio 2018 alle 10:00 Rispondi

    Buogniorno Daniele e tutti.
    A volte ritornano. :)
    Non so chi farà una smorfiaa.
    A me piacciono molto le parti descrittive. Permettono non solo di immergersi nella storia, ma anche nell’ambiente contribuendo a formare un’immagine mentale. Danno un “respiro” al racconto, mentre le vicende si succedono, il mondo intorno ha i suoi tempi, i suoi posti, le sue genti, le sue vicende. Quando sono all’inizio della storia per me sono come il primo schizzo del quadro che si andrà formando.
    Che sarebbero “I promessi sposi” senza quel ramo del lago di Como?
    Sulla tempistica di scrittura, per ora sono a “appunti, appunti, appunti”.
    Quando si forma un’immagine mentale la butto giù. Mi sto attrezzando per la registrazione, giusto per avere le mani libere e non tascurare più la scrittura.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 9 Luglio 2018 alle 7:11 Rispondi

      Le descrizioni completano il romanzo. Altrimenti è come vedere un film senza scenografia.

  10. Sebastiano Cantarella
    sabato, 7 Luglio 2018 alle 11:39 Rispondi

    Eccomi qui a commentare di nuovo in questo blog dopo tanto tempo! Il primo capitolo è, come dici, la presentazione della storia che l’autore vuole raccontare. In particolare, ho sempre pensato che la prima frase del primo capitolo debba essere capace di attrarre il lettore sin da subito. Anche per questo motivo, smantello e riassemblo di continuo il primo capitolo di un libro che penso di scrivere da anni. Non sono mai riuscito a sbloccarmi. Forse dovrei.
    Complimenti per l’articolo!

    • Daniele Imperi
      lunedì, 9 Luglio 2018 alle 7:12 Rispondi

      Grazie Sebastiano. Forse ti conviene lasciarlo così, proseguire col resto e infine rivedere il primo capitolo.

  11. sallybrown
    sabato, 7 Luglio 2018 alle 20:18 Rispondi

    ciao a tutti, sento che molti amano le parti descrittive ma allora dovete parlare di Robinson Crosue. Romanzo la cui bellezza secondo me è stata sottovalutata forse per colpa degli adattamenti cinematografici e di una certa inflazione che ha subito il personaggio, soprattutto da parte di chi non aveva letto neanche un rigo del romanzo. Per il resto lo ammetto, il primo capitolo è fondamentale, anche se, quando devo comprare un libro mi baso su altre cose e apro un po’ a caso per farmi un’idea.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 9 Luglio 2018 alle 7:15 Rispondi

      Ciao Sally, benvenuta nel blog. Robinson Crusoe m’è piaciuto molto, ben diverso dalle varie versioni cinematografiche.
      Anch’io, quando compro un libro, mi baso anche su altri aspetti del romanzo.

      • sallybrown
        martedì, 10 Luglio 2018 alle 11:52 Rispondi

        Daniele mi piace molto che ogni tanto mi ridai il benvenuto. poi non so se l’hai notato ma ci ritroviamo anche su altri blog, come mysocialweb, e trovo la cosa esilarante!!

        • Daniele Imperi
          martedì, 10 Luglio 2018 alle 12:18 Rispondi

          Ah, quindi non sei nuova qui :D
          Eh, ma se cambi nome/pseudonimo/email il blog non ti riconosce (e nemmeno io) e il commento finisce in moderazione.

          • sallybrown
            martedì, 10 Luglio 2018 alle 20:18 Rispondi

            hai ragione, perfettamente, a volte sono agata robles, altre volte rispunta lo pseudonimo della ribelle e puntigliosa sally brown del mio ormai spento blog su tiscali. Anch’io, come te tengo traccia di tutti i post, ma non so se li ripubblicherò: commenti, immagini, l’atmosfera in cui era stato pubblicato quel post…difficile ricreare le cose. Quello che più mi fa imbestialire è che avevo la convinzione che una volta sulla rete, le cose non possono sparire: diventano eterne. Credo sia stata la più grande sorpresa e la peggiore delusione della mia vita. Devo ancora elaborare il lutto. la mail invece è sempre la stessa, è la mia reale.

  12. Von Moltke
    sabato, 7 Luglio 2018 alle 22:03 Rispondi

    D’accordo su tutto, i romanzi che ti prendono lentamente, dopo parecchie pagine, o addirittura capitoli, sono semplicemente scritti male: perché rischiano di non fartici arrivare, alla parte “buona”.
    Io scrivo dall’inizio alla fine, poi, al limite, modifico. Nel mio ultimo romanzo, eccezione alla regola, ho concepito per prime alcune pagine dell’ultimo capitolo. Ma resta un’eccezione, appunto. per come la vedo, la storia deve nascere già completa, almeno in embrione, e poi svilupparsi con la scrittura.

    • Daniele Imperi
      martedì, 10 Luglio 2018 alle 12:42 Rispondi

      Nel romanzo che sto scrivendo anche io ho scritto già l’ultima frase :D

    • Marco
      lunedì, 23 Luglio 2018 alle 8:35 Rispondi

      Si anche io lavoro così…il finale deve essere già nella mia mente sennò alla fine mi chiedo: dove devo andare a parare?

  13. Stefano
    mercoledì, 11 Luglio 2018 alle 19:57 Rispondi

    Grande verità la tua, che il primo capitolo è il più importante perché invoglia il lettore a continuare. Ma io vedo così un po’ tutti i capitoli, addirittura le singole scene: creare un hook per continuare ad andare avanti. Cerco sempre di chiudere un capitolo con un nuovo punto di tensione, una svolta inaspettata che faccia venir quella voglia di “solo un altro capitolo poi smetto”. Dal feedback dei lettori gli hook mi riescono bene, quindi ne metto a camionate.

    Per le descrizioni, IMO dipende. C’è a chi riescono bene, a chi no. Visto che rallentano il ritmo, bisogna essere bravi a scrivere per non annoiare il lettore. Io sono ben conscio dei miei limiti, quindi metto giusto le descrizioni necessarie per dare un contesto all’azione. I miei punti di forza sono storia e in parte personaggi, quindi faccio risaltare quelli e lascio che lo stile di scrittura mediocre sparisca in sottofondo. Se qualcuno invece è uno scrittore con uno stile della madonna, fa bene a farlo risaltare riempiendo di descrizioni. Non è meglio usare questa regola, piuttosto che dire a prescindere che le descrizioni siano il bene / male?

    • Daniele Imperi
      giovedì, 12 Luglio 2018 alle 7:30 Rispondi

      Ciao Stefano, benvenuto nel blog. Quegli agganci vanno bene, ma penso che non sia buono abusarne. Sulle descrizioni sono d’accordo, bisogna saperle scrivere.

      • Stefano
        lunedì, 16 Luglio 2018 alle 12:37 Rispondi

        Sono d’accordo in parte con questo. Dipende molto da come sono fatti questi agganci.

        Se fatti male, e soprattutto se non vengono risolti in maniera soddisfacente, allora sono l’equivalente dei titoli clickbait di Fanpage e mi danno un nervoso bestiale.

        Gli agganci vanno trattati coi guanti: quando se ne mette uno, bisogna seguire con qualcosa che ripaghi le aspettative nel giro di poche pagine. In questo modo il lettore sa già che verrà ricompensato per la sua attesa, e non infastidisce IMO.

        L’altro errore che vedo spesso, soprattutto nelle serie TV, è piantare agganci ovunque senza MAI risolverli. E allora diventa frustrante seguire la trama, perché dopo un po’ si capisce che non c’è un adeguato payoff. Tipo Lost e Attack on Titan.

  14. DAVID
    sabato, 14 Luglio 2018 alle 15:46 Rispondi

    Ciao Daniele!
    Sarò sincero, e forse anche ignorante, ma non ti conoscevo fino a una mezz’ora fa.
    Ho confidato al mio vecchio amico Google un mio sogno ‘vorrei essere davvero uno scrittore’. Mi ha risposto.
    Tra i vari risultati ottenuti, ho scelto quello che ho visto essere un tuo vecchio post di anni fa.
    ‘dieci consigli per diventare scrittore’ o qualcosa di simile, questo era il titolo.
    Sono rimasto contento della lettura ed ho iniziato ad apprezzare il blog.
    A questo punto, sono voluto andare a leggere l’ultimo post che hai scritto e ho apprezzato ulteriormente.
    Non ti conoscevo fino a ormai quaranta minuti fa, ma sono contento di conoscerti adesso!
    Mi presento.
    Sono David e pur non avendo mai pubblicato niente è da quasi tutta la vita che scrivo!
    Da bambino scrivevo favolette e fiabe, ispirato da Gianni Rodari o i Fratelli Grimm.
    Da adolescente scrivevo racconti, ispirato da Dickens o Calvino.
    Nel frattempo ho letto di tutto…. è il mio relax preferito, è la mia porta per il mondo perfetto!
    Ho continuato a scrivere altri racconti, ma anche poesie, testi di canzoni che ho regalato.
    Addirittura un soggetto per corto cinematografico su commissione, per un concorso a cui partecipava una mia amica la quale studiava per regista.
    In testa ho tante storie, ho tante parole e tanti personaggi…
    Sul mio portatile (nonché su varie pennine usb per sicurezza) ho da quattro anni un romanzo.
    In coda a questo ce ne è già un altro nella mia mente.
    La mia unica frustrazione è il tempo! Non riesco più a trovare il tempo di scrivere come e quanto vorrei.
    Le mie storie così, rimangono mere idee che vivono nella mia mente e la mia penna piano piano si secca.
    Per questo salto al volo su questo treno…. per ritrovare la spinta, che mi porterà di nuovo aldilà delle costrizioni del tempo, di nuovo davanti al mio pc, a far vivere le anime che io conosco già da tempo!
    Da oggi avrò sicuramente un ispirazione in più e tu Daniele hai guadagnato un follower!😉

    • Daniele Imperi
      lunedì, 16 Luglio 2018 alle 7:08 Rispondi

      Ciao David, benvenuto nel blog. Non essendo famoso, è normale che tu non mi conosca :D
      Nel blog c’è anche un post su dove trovare il tempo per scrivere: https://pennablu.it/trovare-tempo-per-scrivere/. Magari ti sarà utile.

  15. DAVID
    sabato, 14 Luglio 2018 alle 18:42 Rispondi

    Ciao Daniele,
    Avevo scritto già un commento, anche piuttosto lungo, ma non credo purtroppo sia stato registrato e sicché spedito.
    Per nuova prova, mi limiterò a scrivere che trovo il tuo blog molto interessante e ti faccio i complimenti!
    Se questo, adesso, andrà in porto, proverò di nuovo a scrivere ciò che volevo condividere!

    • Daniele Imperi
      lunedì, 16 Luglio 2018 alle 7:09 Rispondi

      I commenti dei nuovi lettori finiscono in approvazione, non appaiono subito, e il fine settimana non uso il pc :)

      • DAVID
        lunedì, 16 Luglio 2018 alle 18:48 Rispondi

        Perfetto… Grazie!

  16. Marco
    lunedì, 23 Luglio 2018 alle 8:29 Rispondi

    Ma l’antefatto vale come primo capitolo oppure vale come “antefatto+primo capitolo”?

    • Daniele Imperi
      lunedì, 23 Luglio 2018 alle 8:47 Rispondi

      Se l’antefatto è il primo capitolo, allora vale come primo capitolo :)

      • Marco
        lunedì, 23 Luglio 2018 alle 15:57 Rispondi

        Quindi spiegare cos’è successo prima può attirare?

        • Daniele Imperi
          lunedì, 23 Luglio 2018 alle 16:04 Rispondi

          Non lo so, dipende dalla storia, non esiste una regola per gli antefatti. A dire la verità ben poche volte m’è capitato di leggere degli antefatti nei romanzi.

          • Marco
            domenica, 29 Luglio 2018 alle 19:06 Rispondi

            Capito. Nel mio racconto inizio appunto raccontando quello che è successo prima sennò non si spiega perché un cavaliere ha una figlia. Non normale (meglio evitare spoiler) e il nemico sembra anzi un mago pasticcione quando leggendo…beh diciamo che è più furbo di una volpe…e MOLTO pericoloso.

  17. Morris
    venerdì, 31 Agosto 2018 alle 3:42 Rispondi

    E vero che scrivere incipit e primo capitolo è fondamentale, ma è altrettanto vero che se l’inizio deve dare informazioni e invogliare la lettura, ciò deve essere mantenuto. E credimi ho letto libri (in realtà uno solo) che aveva incipit e il primo capitolo erano intriganti, per poi capitolare (scusa il gioco di parole) per il resto del romanzo.
    per quanto riguarda scrivere il primo capitolo per ultimo se ci pensi non è così strano in fin dei conti, cioè si inizia a scrivere il romanzo quando le vicende sono già cominciate e si conclude con il primo capitolo, come un passaggio preparatorio (anche se in questo caso a ripensarci, dovrebbe comunque essere già presente nella mente dello scrittore). In ogni caso per me se non scrivo l’inizio non posso continuare, seppur abbia scritto racconti già avendo a mente il finale.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 3 Settembre 2018 alle 9:38 Rispondi

      Ciao Morris, benvenuto nel blog. Sì, ovviamente devi riuscire a mantenere il lettore sulle pagine del tuo romanzo, ma questo dipende anche dai gusti personali.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.