Cattive abitudini di scrittura

Commetti questi 4 errori quando scrivi?

Cattive abitudini di scrittura

Spesso confusi con lo stile e con la personalità degli autori, ma di fatto errori, che non rendono professionale e corretta (né leggibile) la scrittura.

Ci sono errori di scrittura che si commettono inconsapevolmente, o forse volutamente – e questo è peggio. Sono abitudini, tendenze, proprie di alcuni autori e blogger, che rendono la scrittura poco professionale.

Ne ho individuati 4, perché sono quelli che più spesso riscontro in blog e libri. Anzi, i primi 2 errori sono propri di blogger, mentre gli ultimi 2 si notano in alcuni libri.

scrivere tutto in minuscolo

Più volte ho visto blogger che non usano le maiuscole: né per i nomi propri né a inizio frase dopo il punto. È considerato forse uno stile? Parte della personalità del blogger?

Lo stile non può certo andar contro la grammatica, come la personalità del blogger non si manifesta con una “grammatica alternativa”. Oggi, specialmente a causa del politicamente corretto e del linguaggio inclusivo (su cui tornerò a breve), la lingua italiana è bistrattata parecchio.

Le maiuscole hanno una funzione precisa, anzi più di una:

  • Segnalano un nome proprio di persona (ma anche nomi di nazioni, di istituzioni, ecc.): sono parole che rivestono quindi una certa importanza nella frase.
  • Indicano, dopo il punto, l’inizio di una nuova frase: se non metti la maiuscola, il lettore potrebbe restare disorientato, se non nota il punto.

Ecco il vero problema: disorientare il lettore. Chi legge non riesce a capire dove finisce una frase e dove ne inizia un’altra.

Scrivere Titoli Di Articoli Con Le Iniziali In Maiuscolo

È un’americanata. Sono gli americani – o forse tutti i popoli anglofoni, visto che anche Problogger, australiano, ha questa tendenza – che hanno quest’abitudine, e gli italiani subito a copiarli.

Il maiuscolo non è ben leggibile di per sé, ma un titolo con tutte le iniziali in maiuscolo lo è ancor meno. Io fatico davvero a leggere titoli in quel modo.

L’uso delle maiuscole, nella lingua italiana, è consentito soltanto in alcuni casi (come quelli citati sopra). I normali sostantivi, i verbi, le congiunzioni, gli articoli, gli aggettivi e le preposizioni non hanno alcun bisogno della maiuscola.

Un titolo, poi, così come un sottotitolo, è già evidente nella pagina, perché scritto con un corpo maggiore rispetto al testo: non c’è alcun bisogno, quindi, di “forzare” questa evidenza con un abuso di maiuscole.

Punto. Questo sconosciuto

In alcuni romanzi e saggi ho notato un uso non comune del punto a fine frase. Perché non comune? Quando si mette il punto, la frase è finita: il pensiero è concluso e dopo il punto se ne comincia un altro.

In quei casi, invece, il pensiero continuava. La mia prima aspettativa, quindi, era che iniziasse una nuova frase, non certo che continuasse quella precedente. Per esempio:

Era uscito di casa presto, quella mattina. Quando il sole non era ancora alto e la città era avvolta dalle ultime oscurità della notte.

È necessario il punto? No, assolutamente. Chi legge pensa che a partire da quel “Quando” inizi una nuova frase e invece si ritrova a leggere la continuazione di quella prima.

Oltre a questa confusione c’è anche un altro problema: l’intonazione. Quando leggiamo, diamo una certa intonazione alla frase, grazie a congiunzioni, virgole, punti, ecc. Provate a leggere la stessa frase senza il punto:

Era uscito di casa presto, quella mattina, quando il sole non era ancora alto e la città era avvolta dalle ultime oscurità della notte.

Anni fa mi era capitato un testo, non ricordo più quale fosse né chi fosse l’autore, in cui si interrompeva la frase prima della congiunzione “che”. Per esempio:

Era un uomo puntuale, ordinario, meticoloso. Che non sgarrava mai, così serio nel suo lavoro.

Il brano seguente è tratto da un racconto di Rod Serling, nella raccolta Ai confini della realtà:

Protese la mano, ma il bambino arretrò. Guardandolo male.

Potete chiamarlo stile quanto volete, ma quello è un errore, perché sono portato a pensare che con “guardandolo male” inizi una nuova frase.

Questa tendenza è per me ancora più grave: il che congiunzione serve appunto a congiungere 2 parti di una frase o di un periodo. Il punto, invece, non congiunge, ma divide.

Eccesso… di puntini… di sospensione…

Più puntini di sospensione ci sono in un testo e più si tiene in sospeso il lettore.

Sapete dove trovo un abuso dei 3 puntini di sospensione? In 2 fumetti della Sergio Bonelli Editore: «Tex» e «Zagor». Trovavo, anzi, perché ho smesso ormai da mesi di acquistare quei fumetti.

Ci sono puntini di sospensione quasi in ogni dialogo, vai a capire perché. Ecco un esempio:

Tavola di Tex

Quali di questi errori di scrittura commettete o trovate più spesso?

23 Commenti

  1. Franco Battaglia
    giovedì, 2 Settembre 2021 alle 8:19 Rispondi

    I puntini di sospensione sono il mio debole, lo ammetto… ma gli errori che mi fanno notare spesso sono nel variare le coniugazioni all’interno di uno stesso pezzo (passato, presente, imperfetto mischiati), o l’uso promiscuo di prima e terza persona, e anche un sistema di linguaggio apprezzabile oralmente, ma che su carta ha bisogno di rilievi più precisi per confondere meno chi legge. Di sicuro un editor che corregge può servire ad evidenziare lacune ed errori ormai consolidati, che sfuggono a chi scrive.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 2 Settembre 2021 alle 12:50 Rispondi

      Ogni tanto trovo anche io il cambio di tempo nei verbi. Il cambio di punto di vista no, invece. Sul linguaggio concordo: troppo colloquiale va bene solo nei dialoghi.

  2. Orsa
    giovedì, 2 Settembre 2021 alle 9:39 Rispondi

    Quello dei puntini sospensivi è l’errore che riscontro in maniera più ricorrente, mi riferisco sia all’abuso sia alla spaziatura non corretta. Invece trovo assai singolare l’uso del punto che hai segnalato, l’autore forse aveva bevuto troppa “acqua di fuoco” :D
    Bentornato Penna blu! :)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 2 Settembre 2021 alle 12:51 Rispondi

      La spaziatura non corretta è spesso quando si inizia una frase coi 3 puntini: “…E alla fine giunse”, per esempio.
      Grazie del bentornato :)

      • Orsa
        giovedì, 2 Settembre 2021 alle 14:28 Rispondi

        Mi riferivo in particolare a questi errori di spaziatura … oppure…questo.
        Prego, è un piacere! :)

        • Daniele Imperi
          giovedì, 2 Settembre 2021 alle 14:34 Rispondi

          Questi 2 per fortuna non li trovo quasi mai, forse il secondo qualche volta.

  3. Andrea Cabassi
    venerdì, 3 Settembre 2021 alle 15:43 Rispondi

    Quella dei puntini di sospensione è una stortura nata chissà come: di fatto chi ne abusa spesso li sostituisce alle virgole, e non li usa per lasciare la frase in sospeso (che poi è il loro scopo).

    Io di queste che citi sono colpevole di scrivere i titoli degli articoli con le maiuscole, ma solo perché secondo me nella resultpage dei motori attirano più l’attenzione.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 3 Settembre 2021 alle 16:00 Rispondi

      Sui fumetti citati non so perché ci sia quell’abuso. Forse è un’abitudine che la casa editrice si porta avanti da anni.
      Per le pagine dei risultati di Google, invece, l’attenzione devi attirarla con un titolo magnetico :)

  4. Grazia Gironella
    sabato, 4 Settembre 2021 alle 22:03 Rispondi

    A volte uso il punto a separare due parti della stessa frase, proprio come nell’esempio. Mi piace l’effetto che fa in quei casi, che sono piuttosto rari. Il resto non piace neanche a me.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 6 Settembre 2021 alle 8:30 Rispondi

      È però un effetto che crea confusione, no? Puoi mettere qualche esempio?

      • Grazia Gironella
        lunedì, 6 Settembre 2021 alle 21:36 Rispondi

        Un esempio a caso: “Non volevo parlargli, ho riattaccato. Subito.” A volte lo scelgo perché mi piace il ritmo, l’incisività, anche se ovviamente il punto non è necessario.

        • Daniele Imperi
          martedì, 7 Settembre 2021 alle 7:49 Rispondi

          In quel caso si capisce, ovviamente. Anche perché si tratta di una sola parola a fine dialogo.

  5. luisa
    lunedì, 6 Settembre 2021 alle 17:21 Rispondi

    In rete trovo tanti errori anche elementari, tanto che a volte penso: sono io che sbaglio? Poi mi documento e mi consolo del mio non sapere

    • Daniele Imperi
      lunedì, 6 Settembre 2021 alle 17:29 Rispondi

      In rete è più frequente trovare questi errori perché ci scrive chiunque, a prescindere dal livello culturale (li vedo commettere anche da laureati).

  6. Barbara
    martedì, 7 Settembre 2021 alle 16:59 Rispondi

    Come Grazia, anch’io uso il punto in quel modo. Obbliga il lettore ad una pausa del respiro, dando maggior evidenza a quello che segue subito dopo. Non è un’idea mia, è un uso del punto che trovo continuamente nelle mie letture. Siccome lo apprezzo come lettore, lo utilizzo anche quando scrivo.
    Tutti gli altri no. Forse un tempo esageravo con i puntini di sospensione, oggi cerco di calibrarli meglio. :)

    • Daniele Imperi
      martedì, 7 Settembre 2021 alle 17:04 Rispondi

      Anche io l’ho trovato simile all’esempio di Grazia, ma in quel caso non trovo difficoltà. Negli esempi miei invece sì.

  7. stefano
    martedì, 7 Settembre 2021 alle 17:42 Rispondi

    Vincono di puntini di sospensione o sbaglio? …

    • Daniele Imperi
      martedì, 7 Settembre 2021 alle 17:46 Rispondi

      Intendi se sono l’errore più frequente?

      • Stefano
        mercoledì, 8 Settembre 2021 alle 13:18 Rispondi

        Intendo tra tutti i commenti sembrano la cosa più gettonata.

  8. Raffaella
    domenica, 12 Settembre 2021 alle 0:28 Rispondi

    E per le frasi che iniziano con “e” congiunzione per richiamare e proseguire un discorso o ragionamento del periodo precedente? Come la vedete? Ovviamente mi riferisco a testi di narrativa.
    Non so, ho letto che di base non si dovrebbe fare, ma a volte a me piace l’effetto.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 13 Settembre 2021 alle 8:08 Rispondi

      Ho letto anche io che non si deve iniziare una frase con la congiunzione “e”, ma non lo vedo come un errore. Certo, se inizi un racconto con quella congiunzione, allora lo è eccome.

      • Raffaella
        martedì, 14 Settembre 2021 alle 20:17 Rispondi

        Tipo l’inizio della mia domanda…. :D

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