Abitudini di scrittura

Coltivarle per scrivere meglio

Abitudini di scrittura

Ogni scrittore è abituato a scrivere a modo suo. Cercare il proprio modus operandi ci aiuta a raggiungere risultati nella scrittura.

Ognuno di noi ha le sue abitudini di scrittura. Cercando online è pieno di articoli che suggeriscono le abitudini da prendere quando si scrive: ma come si può suggerire a qualcuno che abitudini avere?

Le abitudini di scrittura sono quanto di più personale esiste. Non bisogna copiare o imitare quelle altrui per scrivere, ma coltivare le proprie.

Che cosa sono le abitudini di scrittura?

L’abitudine è una consuetudine, è un continuo ripetere una stessa azione – nel nostro caso la scrittura. Ma l’abitudine si acquisisce con l’esperienza, non nasce da sé.

L’abitudine di scrittura è un rituale: ha bisogno di formule (sono il linguaggio e lo stile dello scrittore), di gesti e movimenti (sono la stessa azione delle dita sulla tastiera o degli appunti presi su carta), di atteggiamenti (sono la concentrazione, il ragionamento, l’autodisciplina).

Perché sono importanti le abitudini di scrittura?

Lo dico nel sottotitolo dell’articolo: perché ci permettono di scrivere meglio, con tutti i significati che vogliamo dare al termine “meglio”.

Per me “meglio” ha soprattutto significato raggiungere dei risultati. Da quando ho coltivato le mie abitudini di scrittura sono riuscito ad arrivare a un buon punto del lungo romanzo di fantascienza e a finire di scrivere il saggio politico, ora in revisione.

Ha significato acquisire un metodo di scrittura, che è fatto non solo di sessioni di scrittura, ma anche di continua documentazione, di ricerche di parole, di approfondimenti e di studio per sviluppare in modo più adeguato una scena, un capitolo, un concetto.

Abbiamo capito di aver trovato finalmente le nostre abitudini di scrittura quando iniziamo a vedere i primi risultati.

Creare le proprie abitudini di scrittura

Dal momento che un’abitudine è come un rituale, ognuno di noi deve ricercare le proprie, non seguire quelle altrui:

  • Ho letto di un autore che si alza alle 4 di mattina (o di notte, secondo i punti di vista) per scrivere.
  • C’è chi scrive dalle 8 di mattina fino alle 13 e poi riprende alle 14 fino alle 17.
  • Qualcuno ama scrivere nei locali o perfino in treno.
  • C’è scrive per 8 ore consecutive o più.

Mi piacerebbe la seconda abitudine – e in realtà è più o meno ciò che faccio – ma per ora non posso dedicare alla narrativa tutto quel tempo.

Per creare le proprie abitudini di scrittura occorrono 4 “ingredienti”: uno spazio, un tempo, la costanza e un obiettivo.

Trovare il proprio spazio per scrivere

L’ambiente per scrivere è importante. Deve essere comodo, privo di distrazioni, silenzioso o meno (c’è chi non ha problemi a scrivere ascoltando musica o sentendo i rumori della città).

Io ho a portata di mano sempre carta e penna, libri (anche se non mi servono per ciò che sto scrivendo, ma “arredano” il mio spazio).

Questo spazio funge anche da stimolo: basta guardarlo e ci ricorda il nostro compito.

Stabilire gli orari ottimali per le sessioni di scrittura

Non tutti posso alzarsi alle 4 di mattina, specialmente se devono alzarsi alle 7 per andare al lavoro. E chi lavora tutto il giorno non può scrivere dalle 8 alle 17.

Bisogna quindi ritagliare degli orari in cui durante il giorno si può scrivere la nostra narrativa o saggistica o quel che vogliamo.

Scrivere ogni giorno (o quasi)

Gli scrittori della domenica non vanno lontano. Scrivere un romanzo richiede molto tempo, anche per la documentazione, che dura fino alla fine della stesura.

Io scrivo ogni giorno (o quasi), perché raramente posso scrivere nel fine settimana. Ma una pausa fa bene alla mente.

Impostare un obiettivo

È davvero utile, come suggeriscono molti scrittori, imporsi di scrivere 500, 1000 o 2000 parole al giorno?

No, secondo me. Non mi impongo un obiettivo del genere. È successo per scrivere un breve paragrafo ho impiegato 3 ore, per tutte le informazioni che ho dovuto cercare. Ci sono volte che riesco a scrivete oltre 1000 parole in una sessione, altre 4-500, altre 300 o meno.

Il mio obiettivo è semplice: scrivere con costanza e continuità, aggiungendo parole su parole, pagine su pagine per arrivare alla parola fine.

Avete creato le vostre abitudini di scrittura?

17 Commenti

  1. Marco
    giovedì, 11 Novembre 2021 alle 7:27 Rispondi

    Non mi impongo mai quante parole scrivere al giorno. Cerco di procedere finché quello che ho scritto mi pare buono. A quel punto torno indietro e inizio a correggere, modificare, ampliare o ridurre.
    Pure io scrivo ogni giorno, tranne la domenica e al sabato. Ho bisogno di staccare un po’ e allora… Leggo. (Ma leggo anche durante la settimana, non appena ho un po’ di tempo).

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Novembre 2021 alle 14:19 Rispondi

      Io sto ampliando nella revisione. Al limite rileggo e correggo o inserisco commenti a lato su modifiche da fare in revisione. Ma procedo a scrivere fino a un certo orario, poi basta.

  2. Maria
    giovedì, 11 Novembre 2021 alle 8:45 Rispondi

    Creare una routine, disciplinarsi, sicuramente aiuta a non lasciarsi prendere dalla pigrizia ma hai ragione quando affermi che non si può generalizzare. Ci son dei momenti in cui aka stanchezza prevale su tutto, soprattutto sulla qualità, ci sono scritti che bisogna preparare attentamente, per i quali occorre studio e ricerca. Ci sono invece momenti nei quali tutto fluisce copiosamente e si scrivono pagine intere in breve tempo. Sarebbe bello dedicare tutto il proprio tempo alla scrittura!

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Novembre 2021 alle 14:21 Rispondi

      Più stai fermo e più faticherai poi quando riprendi a scrivere.
      Alcune parti richiedono molte energie e tempo, quindi certe volte parte più per la documentazione che per la scrittura.

  3. Orsa
    giovedì, 11 Novembre 2021 alle 9:45 Rispondi

    Più che abitudini le mie sono necessità. Il silenzio, la comodità della postazione, l’assenza di persone. Ad esempio ho tolto le batterie a tutti gli orologi in casa perché il ticchettio m’infastidisce (per quanto ricordi piacevolmente il suono di una bomba). L’altro giorno mi sono accorta che dal palazzo di fronte una signora fumava la sua sigaretta guardando fisso nella mia direzione. E niente, non sono riuscita a continuare, ho salvato e chiuso tutto (anche la tenda) :P
    Concordo con te, metodo, abitudini, regole… sono tutti mattoncini che hanno bisogno di una malta bella forte: la costanza :)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Novembre 2021 alle 14:23 Rispondi

      A me invece il ticchettio delle vecchie sveglie mi piace :)
      Ma potevi solo chiudere la tenda e continuare a scrivere!

  4. MikiMoz
    giovedì, 11 Novembre 2021 alle 10:19 Rispondi

    Per come ragiono io, innanzitutto scrivere quando e se ho voglia.
    Questa storia di tot battute autoimposte, o orari precisi… mi sa di fissazione. Capisco che per alcuni è necessario darsi una regola e per altri (come osservi) è necessario avere una parentesi di tempo specifica (tra lavoro, famiglia e altre cose).
    Penso si possa applicare la “costanza del blogging” anche alla scrittura in sé: è qualcosa che poi ti viene naturale, un meccanismo specifico che peraltro ha anche il pregio (enorme) di arrivare a non farti perdere tempo in chiacchiere.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Novembre 2021 alle 14:25 Rispondi

      Gli orari precisi, se scrivi libri per professione, vanno bene: è un lavoro. A me non peserebbero in quel senso. Ma me li gestisco come voglio.
      Sono d’accordo che la scrittura in sé come il blogging: devi avere costanza, per portare risultati, aggiungo io.

  5. Corrado S. Magro
    giovedì, 11 Novembre 2021 alle 18:50 Rispondi

    Se per scritt-rice/ore s’intende chi è soggetto di attenzione di lettori e lettrici allora io non sono scrittore ma scribacchino e come tale meno attento ai canoni utili a chi vive di scrittura (lavoro). Per motivi contingenziali ho collocato l’attività scrittura/lettura dopo il tramonto, anche se le signore attente a osservarmi, se meritevoli, attirerebbero la mia attenzione. L’ubicazione delle vetrate mi ha precluso questa possibilità, in compenso mi regala tre convogli ferroviari tutti i 15 minuti. Insomma posso permettermi il lusso di restare un po’ caotico, avendo messo le briglie a ogni velleità.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 12 Novembre 2021 alle 8:15 Rispondi

      Scrivi senza voler pubblicare? Coi treni così spesso altro che caos per scrivere :)

      • Corrado S. Magro
        venerdì, 12 Novembre 2021 alle 10:23 Rispondi

        Ormai ho un rapporto consolidato con la strada ferrata. Sono ben 51 anni che i binari nei pressi sono stati e sono come il “must” di Cartier. A parte le moderne finestre insonorizzate, il rumore quasi sordo dei convogli in transito o in arrivo e partenza, è una folata di vento che annega nel cortex percettivo. Non così per auto o moto quelle sì che sono una tortura. Le ho sempre tenute lontane.
        Quanto a pubblicare con un editore, non ci provo più. Mi limito al digitale senza DRM sul mio sito. Gli Editori affermati non hanno interesse agli scritti di uno sconosciuto.

  6. Barbara
    giovedì, 11 Novembre 2021 alle 19:29 Rispondi

    Non ho ancora delle abitudini di scrittura consolidate anche perché la scrittura non è il lavoro che mi paga le bollette e in due anni quel lavoro lì invece l’ho già cambiato due volte, riorganizzando spostamenti e orari (più l’incubo smart working e pandemia). Sono comunque sempre alla ricerca non tanto delle abitudini degli altri scrittori, quanto dei loro consigli, di qualche trucchetto risparmia-tempo o qualche strategia. Perché le abitudini forse favoriscono la costanza, ma a lungo andare il rischio è di fossilizzarsi nella comfort zone – ah no, aspetta, Daniele ce l’ha con l’inglese :D – ehm, zona di conforto, e di non trovare davvero quel metodo che ci fa scrivere meglio e di più. Quindi ogni tanto sperimento. Ho appurato che il NaNoWriMo non fa per me, troppa pressione e obiettivo troppo elevato per riuscire a conciliarlo con il resto, lavoro in primis. Però posso isolarmi completamente per due giorni e scrivere un racconto da 45 mila battute, quello ci sono riuscita e non è venuto male (solo che poi sembro Will Coyote che si rialza dal fondo del canyon… :D ) Adesso sto riprovando una derivazione del NaNoWriMo: scrivere 30 minuti al giorno, ogni giorno per i 30 giorni di novembre. L’anno scorso avevo fatto 20 x 30 e avevo completato 2 racconti, quest’anno 30 x 30 e spero di scriverne 3, il primo l’ho chiuso oggi. Certo la struttura ce la devo avere già in mente, le ricerche già fatte e occuparmi solo proprio della stesura. Qualche sera non avrei proprio voglia di scrivere e devo sforzarmi, ma qualche parola va giù comunque o rileggo. Non è comunque un’abitudine che manterrei per tutto l’arco dell’anno e credo che con un romanzo devo trovare un’altra strada proprio. :)

    • Daniele Imperi
      venerdì, 12 Novembre 2021 alle 8:18 Rispondi

      Le abitudini di scrittura non vanno viste come zona di conforto ma come costanza nello scrivere. La zona di conforto è tutt’altro: è quella che ti impedisce di cambiare.
      Anni fa avevo provato il NaNoWriMo, ma anche per me è troppa pressione e mi arenai al 2° capitolo, mi pare.
      30 minuti al giorno per un romanzo, se non hai altro tempo, è meglio di niente: pian piano lo porti avanti.

  7. Maria Teresa Steri
    martedì, 16 Novembre 2021 alle 14:06 Rispondi

    Cerco di avere un approccio professionale alla scrittura, ma non ho abitudini ferree. Di solito dedico alla scrittura una media di un paio di ore al giorno, a volte più, altre meno. Non sempre si tratta di scrivere testi, più spesso di rileggere, correggere, riflettere, diciamo in generale lavorare al libro. Non mi prefiggo un tot di parole, dal mio punto di vista è una pratica nociva perché mi metterei pressione da sola e finirei per buttare giù roba inutile, e poi come hai detto giustamente alcuni testi richiedono un lavoro di documentazione.
    Forse l’unico punto fermo che ho è lo spazio fisico, visto che ho un PC fisso… insomma, scrivo solo alla scrivania :)

    • Daniele Imperi
      martedì, 16 Novembre 2021 alle 14:18 Rispondi

      Lavorare al libro è sempre dedicarsi alla scrittura, servono anche le altre attività che citi, infatti.
      Penso anche io che farsi pressione da soli ti porti alla fine a scrivere male e a stressarti.
      Pure io col pc fisso scrivo alla scrivania, ma è anche l’unico posto in cui mi trovo bene a scrivere.

  8. stefano
    giovedì, 25 Novembre 2021 alle 19:33 Rispondi

    Routine e costanza sono fondamentali nella scrittura e nel blogging. Se si scrive quando si ha voglia si finisce per scrivere poco e male.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 26 Novembre 2021 alle 8:00 Rispondi

      Verissimo, l’ho sperimentato varie volte in passato e è successo proprio questo: scrivevo male e non concludevo nulla.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.