Quanto dura una sessione di scrittura?

Scrivere in base al tempo o al numero di parole?

Quanto dura una sessione di scrittura

Quando ti siedi per scrivere, non puoi sapere dove ti porterà la tua scrittura né quanto sarà produttiva la tua sessione di scrittura.

Nel mese di agosto sono riuscito a portare avanti il mio romanzo con più continuità, scrivendo anche di domenica. Mi sono imposto di scrivere ogni giorno nel pomeriggio, almeno fino alle 18-19 – la mattina era dedicata a lavori nel terreno e alla lettura.

Fino alla prima settimana di agosto ho lavorato per poter consegnare articoli e testi vari ai clienti per il mese in corso e poi me ne sono andato in campagna, anche se poi un cliente mi ha chiesto un preventivo e così ho dovuto dedicargli qualche ora.

Non ho mai pensato a definire sessioni di scrittura il lavoro sul romanzo, anche perché finora non ci sono state vere e proprie sessioni di scrittura: il romanzo è andato avanti a singhiozzo, con tante interruzioni, modifiche alla trama e alla struttura, ripensamenti e riprese.

Questa estate però ho potuto parlare di sessioni di scrittura – in realtà anche da qualche mese, da quando ho deciso di scrivere senza più interruzioni. E a un certo punto è nata la domanda.

Quanto dura una sessione di scrittura?

Diversi scrittori – non ricordo più quali – hanno parlato di scrivere almeno 2000 parole al giorno. Ponendo un romanzo di 50.000 parole, occorrerebbero quindi 25 giorni per scriverlo. E circa 2 mesi per uno da 110.000 parole.

Un calcolo approssimativo porta il mio romanzo a 170.000 parole circa, quindi avrei dovuto finirlo in 3 mesi.

Scrivere 2000 parole al giorno di narrativa non è poco. Ma allo stesso tempo non è neanche tanto. Cosa si deduce da questo?

Il numero di parole di una sessione di scrittura dipende dal romanzo e anche dal capitolo in questione che stiamo scrivendo. L’ho sperimentato proprio nei giorni di agosto.

Le mie sessioni di scrittura

Quando terminavo di scrivere, contavo le parole scritte. Alcuni giorni ho scritto soltanto 350 parole, altri 500, altri 700, un paio di volte sono arrivato a 1000 e una volta ho superato le 2100. E per sessioni della stessa durata: circa 3 ore.

Perché una volta ho scritto soltanto 350 parole e un’altra perfino 2100?

Perché in quest’ultimo caso il capitolo da scrivere era più semplice. Spesso mi trovo a dovermi documentare molto per inventare espressioni e tecnologie, creare parole, cercare le corrette terminologie e tutto questo porta via parecchio tempo (specialmente con la lenta connessione del cellulare).

La produttività delle sessioni di scrittura

Bisogna anche considerare quelle pagine che richiedono un maggiore sforzo mentale: ricordiamo che il cervello è un muscolo e, se soggetto a ripetuti stress, si stanca come tutti gli altri muscoli del corpo. Nessuna meraviglia, quindi, se in alcuni casi la nostra sessione di scrittura non produce più di 3-400 parole.

A questo va aggiunto anche un altro fattore: le condizioni fisiche e mentali in cui ci troviamo quando iniziamo la nostra sessione di scrittura.

Ad agosto, con la mente libera e gli occhi freschi, ho potuto scrivere molto per il mio romanzo. Nei mesi precedenti, dovendo scrivere per i clienti, né il cervello né gli occhi erano freschi e riposati e le mie sessioni di scrittura – non certo lunghe 3 ore – hanno potuto produrre ben poco.

Durata o costanza delle sessioni di scrittura?

Il consiglio di scrivere 2000 parole al giorno non è un consiglio valido, perché non tiene conto di tutti i fattori in gioco, che non possono neanche essere tutti previsti.

  • Magari in un romanzo storico mi trovo a dover descrivere un banchetto e mi partono via 4 ore per trovare le informazioni corrette sull’alimentazione di quel periodo storico.
  • In un giallo mi possono occorrere 2 ore soltanto per studiare come depistare l’investigatore in uno dei capitoli.
  • Per la descrizione di una battaglia della Prima Guerra mondiale potrei consumare dei giorni per conoscere tutti gli armamenti, il loro funzionamento e le munizioni.

Per come la vedo io è importante la costanza non la durata delle sessioni di scrittura: scrivere semplicemente ogni giorno – anche prendendosi la domenica di riposo.

In questo modo ogni sessione di scrittura ha aggiunto un pezzo in più al nostro romanzo. E è in questo modo che sono arrivato a scrivere il mio 15° capitolo su 39 previsti.

Quanto durano le vostre sessioni di scrittura?

Riuscite a scrivere più o meno lo stesso numero di parole al giorno? Qual è stata la sessione di scrittura più proficua che avete avuto?

20 Commenti

  1. Corrado S. Magro
    giovedì, 3 Settembre 2020 alle 10:25 Rispondi

    Non riesco a impormi un quantitativo giornaliero. I motivi sono molti e fra i tanti il “menage” e l’assenza di professionalità. Ho iniziato alcuni romanzi anni fa, continuano a rimanere lontani dalla parola fine. Quando penso poi di avere finito leggo, rileggo, rileggo, leggo, correggo e trovo sempre qualcosa da cambiare. Sarà forse insicurezza dovuta alla conoscenza rudimentare di lingua e stile o il modo nel frattempo evoluto di trattare una vicenda. Insomma mi pesco quasi sempre con le mani nel sacco e prima di estrarle definitvamente passano mesi e anni, “lungi” da me pensare di avere raggiunto la prateria di una perfezione iniziale.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 3 Settembre 2020 alle 11:56 Rispondi

      Secondo me al massimo puoi importi un quantitativo di ore da dedicare alla scrittura del libro.
      A un certo punto devi lasciar andare il manoscritto e darlo in pasto ai lettori :)

  2. Orsa
    giovedì, 3 Settembre 2020 alle 12:16 Rispondi

    La costanza è la chiave di tutto anche secondo me.
    Poi ci sono periodi fortunatissimi in cui il demone della scrittura s’impossessa di penne e tastiere e lì non c’è cliente/impegno/famiglia che tenga: sei tu e la tua storia.
    Mi fa piacere che tu sia armato di voglia e motivazione, 2000 parole o 3 ore non importa, 15 di 39 significa che i tempi per trovare PU tra gli scaffali di una libreria sono sempre più brevi.
    E a proposito di armi… se ti servono consulenze su munizioni e trincee, mandami un dispaccio ;)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 3 Settembre 2020 alle 12:30 Rispondi

      In campagna avevo anche meno distrazioni, quindi la scrittura ci ha guadagnato.
      Con il romanzo sono quasi a metà, è vero, ma da qui ad arrivare sugli scaffali ce ne vuole :D
      Sulle armi purtroppo nessuno può aiutarmi, sono troppo futuristiche…

  3. Ferruccio
    giovedì, 3 Settembre 2020 alle 13:00 Rispondi

    Di solito dedico alla narrativa quattro o cinque ore al giorno, poi se scrivo duecento o duemila parole non mi fa differenza, ma questo cerco di farlo sempre, tutti i giorni. Mi serve per mettere materiale e idee da parte. Lo stesso tempo lo dedico agli articoli del blog e alle attività correlate. Ovviamente sono molto più pignolo quando sono dentro un romanzo che voglio finire o un racconto da pubblicare: in questo caso il tempo cessa di esistere e smetto solo quando sono stravolto.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 3 Settembre 2020 alle 13:07 Rispondi

      4 o 5 ore sono tante, vorrei riuscirci anche io. Sulla pignoleria sono d’accordo: sulla narrativa anche io lo sono di più rispetto al blog.

  4. von Moltke
    giovedì, 3 Settembre 2020 alle 15:41 Rispondi

    Intanto bentornato. L’assenza del tuo blog è stato forse uno dei punti più dolenti del mese di agosto.
    Io non scrivo mai a sessioni di parole o caratteri. Non ci ho mai pensato, ma non potrei neppure farlo. Gli impegni lavorativi e familiari non mi mollano mai, quindi scrivo ritagliandomi due ore al giorno, dopo pranzo e dopo cena. A volte riesco ad allargare queste finestre, ma non oltre una mezz’ora supplementare. Quindi, tutto dipende da cosa riesco a fare in quel tempo. Scrivendo romanzi storici la documentazione si porta via sempre molto tempo, ma in genere riesco a leggere fuori dalle sessioni di scrittura, quindi questa fase non mi pesa. Mentre scrivo, invece, pesa la documentazione “istantanea”, quella che chiedo ad internet, e che mi porta via sempre del tempo, dato che non è detto che trovi subito l’informazione che mi serve, né che debba leggere per soli due minuti.
    A conti fatti, scrivo quando posso, e invidio chi, come Balzac, riusciva ad avere giornate intere dedicate solo alla scrittura. Ne usciva stremato, ma che soddisfazione!

    • Daniele Imperi
      giovedì, 3 Settembre 2020 alle 15:49 Rispondi

      Eh, addirittura? Grazie :D
      Ma infatti è meglio parlare di sessioni di tempo e non di lunghezza dello scritto.
      La documentazione istantanea ti porta via parecchio tempo. Me ne sto accorgendo. Non c’è sessione di scrittura in cui non debba fare ricerche in rete. E oggi c’è il web, pensa un secolo fa…

  5. Elisa
    giovedì, 3 Settembre 2020 alle 18:23 Rispondi

    In effetti la costanza è estremamente importante. A me basterebbe riuscire a scrivere ogni giorno, cosa che non faccio.
    Trovo sempre una scusa. Basterebbe anche poco, giusto per non perdere il filo.
    Non parlo solo di romanzo.
    Parlo anche, ad esempio, di un blog. Come ho letto nel tuo libro, è importante non trascurarlo.
    E sono perfettamente d’accordo su questo.
    Eppure quando inizio a scrivere tutto fila liscio. Le dita scorrono sulla tastiera senza tanta fatica.
    E’ iniziare…
    Mah!

    • Daniele Imperi
      giovedì, 3 Settembre 2020 alle 18:38 Rispondi

      Intanto grazie per aver letto il mio libro, non mi ricordo se me lo avevi detto 😊
      Il blog non va trascurato, devi creare un calendario e rispettarlo.
      Lo stesso vale per la narrativa: una sessione di scrittura al giorno. Inizia da subito 😁

  6. Andrea Perin
    venerdì, 4 Settembre 2020 alle 16:01 Rispondi

    Bentornato Daniele. (Faccio anche gli auguri al tuo blog per le 10 candeline).
    Preferisco una vera full immersion fino alla parola fine.
    Potrei ritagliarmi un po’ di tempo, ogni giorno, ma scrivere programmato proprio non ci riesco. (Da qui le mie fatiche col blog :-) )
    Quindi diciamo che una sessione può durare anche quindici-diciotto ore, per quasi una settimana con un giorno o delle mezze giornate di pausa.
    Non lo scrivo per fare il ”diverso”; anche gli esami all’università li preparavo così.
    Conosco ad esempio persone che leggono come io scrivo… personalmente non lo farei mai.
    Ciao!

    • Daniele Imperi
      lunedì, 7 Settembre 2020 alle 8:02 Rispondi

      Grazie Andrea :)
      Non so se riuscirei a scrivere per 15-18 ore di seguito… ma sicuramente no. A un certo punto il cervello fonde e devo smettere.

  7. Grazia Gironella
    sabato, 5 Settembre 2020 alle 21:04 Rispondi

    Non riesco a scrivere un numero regolare di parole ogni seduta. Se scrivo 1500 parole sono soddisfatta, ma molto più spesso sono costretta a fermarmi prima, oppure trovo opportuno farlo perché capisco di avere trovato un nodo che devo essere fresca per risolvere.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 7 Settembre 2020 alle 8:03 Rispondi

      Succede anche a me di smettere perché c’è un ostacolo o qualcosa che non mi permette di proseguire. Così smetto e riprendo il giorno dopo a mente fresca.

  8. Nani
    lunedì, 7 Settembre 2020 alle 13:31 Rispondi

    Ciao, Daniele.
    Auguri per il blogocompleanno!
    Per quel che mi riguarda, io passo la maggioranza del mio tempo a revisionare. L’ultimo lavoro l’ho completato in tre-quattro mesi, e sto parlando di due romanzetti non troppo lunghi, 110-120 mila parole in tutto. In quel periodo ho scoperto che la mia scrittura prolifica in una condizione di moderato stress: più sono occupata e ‘affogata’ da impegni di una certa importanza, più ho bisogno di una valvola di sfogo. In quel momento le scene prendono facilmente corpo nella mia mente, la mia attenzione si focalizza maggiormente sulle vicende dei personaggi, e da quello buttare giù le parole diventa semplice, quasi catartico. /: D Credo di aver spesso sforato il limite di 2000 parole in quel periodo, ma onestamente non ho tenuto conto dei numeri. Anche perché, scrivendo la notte, finivo la sessione quando mi si chiudevano gli occhi.
    Poi arriva la revisione e quella non ha mai fine.
    Complimenti per i 15 capitoli! Sembrava essere un romanzo che non voleva proprio farsi scrivere, e adesso sei già a metà!

    • Daniele Imperi
      lunedì, 7 Settembre 2020 alle 14:09 Rispondi

      Ciao Nani, grazie :)
      Sotto stress non riuscirei a scrivere, invece. Ma se per te funziona, allora bisogna augurarti di essere sempre stressata :D
      Di notte per me è proibitivo scrivere: gli occhi mi si chiudono intorno alle 22,30-23,30.

  9. Tiziano
    lunedì, 7 Settembre 2020 alle 17:56 Rispondi

    In genere durante una giornata lavorativa per me le sessioni di scrittura sono più di una. Spesso un paio al mattino (per circa un’ora e mezza/due ore di lavoro totale). Poi lavoro anche il pomeriggio, ma alternando la scrittura anche a dell’editing o altro. Quello che è certo è che non sono uno scrittore (per ora) che sta seduto due ore a scrivere 2.000 o più parole tutte assieme, per quanto mi piacerebbe, e ammiri moltissimo gli scrittori che ci riescono.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 7 Settembre 2020 alle 18:04 Rispondi

      Ciao Tiziano, benvenuto nel blog. Per ora non riesco a fare più sessioni di scrittura al giorno – fra lavoro e 2 blog il tempo fa presto a esaurirsi. Ma vorrei riuscire a ritagliare almeno mezzora al mattino.

  10. Barbara
    martedì, 8 Settembre 2020 alle 16:22 Rispondi

    Cinque minuti? :D
    Non ho “sessioni di scrittura”, infatti il romanzo è per il momento da parte. Lavorando a tempo pieno, è difficile ricavarsi delle sessioni in questo senso, giornaliere e per più di un mese. Ecco perché mi viene più facile con i racconti. Il penultimo scritto ha richiesto due giorni di ferie prima di Pasqua, con “sessioni” da un’oretta inframmezzate da vita quotidiana. L’ultimo, suddiviso in cinque puntate, è stato scritto in tre settimane, dopo lavoro e nel weekend, quando potevo, a volte anche solo mezz’ora o cinque minuti.

    • Daniele Imperi
      martedì, 8 Settembre 2020 alle 16:25 Rispondi

      5 minuti mi pare un po’ poco :D
      Coi racconti è più facile portarsi avanti, ma un romanzo, alla fine, è soltanto un insieme di racconti ;)

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