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Titolo e copertina: il binomio invincibile

Re Artù

Esistono due elementi in un libro che non vanno sottovalutati per il grande potere di vendita che hanno: il titolo e la copertina. Non dico che ogni libro con un buon titolo e una copertina stupenda abbia le vendite assicurate, ma di sicuro attrae i lettori.

Emergere dalla massa

Il primo compito del binomio invincibile è quello di permettere al libro di essere notato. Quanti libri sono esposti nelle librerie? O nei cataloghi online? Si entra in una libreria anche senza un’idea precisa di cosa comprare ed ecco che l’occhio si posa su ciò che ha destato la nostra curiosità.

Un segno di distinzione

Titolo e copertina costituiscono due elementi che permettono al libro di differenziarsi da migliaia di altri. Provate a immaginare quanti libri vengono venduti in Italia, sia di autori italiani sia opere tradotte: in questo enorme calderone come si distinguerà il vostro libro?

Il primo impatto nel lettore

Sia in libreria sia online il lettore è incuriosito da ciò che vede: è come se passeggiasse fra le bancarelle di una fiera e si soffermasse su ciò che reputa bello, insolito, strano. Deve approfondire la conoscenza di quell’oggetto, prenderlo, rigirarselo fra le mani, capirlo.

Così fa con un libro: passeggia fra gli scaffali e punta un oggetto: perché? Perché ha letto un titolo che ha fatto scattare in lui qualcosa. Perché ha visto un’illustrazione di copertina che ha deliziato i suoi occhi.

Poi va oltre: lo apre e legge qualche brano. A quel punto sono altri gli elementi del libro che entrano in gioco e ne permettono l’acquisto. Sono l’incipit, lo stile narrativo dell’autore, la trama-non-trama della quarta di copertina, su cui varrebbe la pena scrivere un articolo apposito.

Il titolo del libro

Come scriverlo? Quale titolo scegliere? Lasciare quello proposto dallo scrittore o cambiarlo con uno più “commerciale”? In realtà credo dipenda dalla storia: alcune volte non esistono proposte più valide di altre, il titolo può essere espresso da una sola parola, che rappresenta un luogo, un nome.

Non credo si debba esagerare con le tecniche di marketing per ottenere un titolo forzatamente appetibile. Il rischio è di avere l’effetto contrario.

La copertina del libro

Si nota senz’altro più del titolo. Ho dato contro, in un altro mio post, a quegli editori che propongono per le loro opere copertine tutte uguali, unica differenza il titolo. Un editore deve comprendere che un libro è un prodotto commerciale e, come tale, ha bisogno della sua individualità.

Esistono mode intramontabili, poi, come usare immagini prese dai quadri o servirsi di altre su cui c’è una licenza d’uso non univoca – fate un giro nel blog Copertine di libri e scoprirete quante opere esistono con la copertina uguale.

Come realizzare la copertina di un libro? La copertina è la veste dell’opera letteraria, dunque deve essere unica. Una casa editrice deve affidarsi a grafici e illustratori professionisti per ottenere immagini uniche, mai viste prima, attinenti all’opera.

Oltre l’aspetto fisico

Se titolo e copertina sono un binomio invincibile per attrarre il lettore nel grande mucchio, è anche vero che il lettore è colui che legge: potete ingannarlo una sola volta, calamitandolo verso un titolo curioso e una copertina mozzafiato, ma se ciò che custodisce il libro è solo acqua sporca quel lettore non tornerà da voi.

Un’opera letteraria è un prodotto nobile: ha bisogno del blasone e di un abito accurato per distinguersi, ma di sostanza e carisma per circondarsi di sudditi devoti.

16 Commenti

  1. Giordana
    25 giugno 2013 alle 09:25 Rispondi

    La vera chiave di volta nel processo di vendita di un libro è la presenza. Per vendere bisogna che il libro si trovi fisicamente in libreria, possibilmente ben posizionato. Le vendite online ancora occupano una fetta di mercato troppo ridotta per poter evitare questa incombenza. Ecco, quando si verifica questa situazione, allora sì che titolo e copertina giocano un ruolo chiave; costituiscono quegli elementi che fanno in modo che il lettore scelga di prendere in mano un titolo piuttosto che un altro. Non sono però d’accordo sull’unicità delle immagini o, perlomeno, non lo sono completamente. Quando la linea editoriale è specifica e ben delineata, un layout comune funziona un po’ come un faro per i lettori, anche se a essere condivisa tra i volumi non dovrebbe essere l’intera copertina, ma solo alcuni suoi elementi identificativi.

    Aspetto il post sulla quarta di copertina!

    Giordana

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2013 alle 10:02 Rispondi

      Una linea grafica che accomuni una collana va bene, io parlavo proprio dell’illustrazione di copertina, che spesso si trova uguale in libri di varie case editrici.

      Sulla presenza il libreria concordo, purtroppo i piccoli editori ancora faticano a farsi spazio. In questo senso dovrebbe aiutare la rete e il piccolo editore dovrebbe farsi guidare da professionisti della comunicazione online per emergere.

  2. Antonella
    25 giugno 2013 alle 11:26 Rispondi

    A volte anch’io quando entro in libreria, se non ho ben in mente cosa acquistare mi faccio trascinare dalla copertina e dal titolo… più dal titolo, però è vero se la copertina sarebbe in tinta unita, io che sono un esteta non so fino a che punto attrarrebbe la mia attenzione! Cosa che succede al contrario…

    Antonella

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2013 alle 12:02 Rispondi

      La copertina è la prima cosa a farsi notare, infatti. Copertine a tinta unita non piacciono neanche a me.

  3. Lucia Donati
    25 giugno 2013 alle 11:33 Rispondi

    Quando ho affrontato il tema della scelta del titolo in un mio vecchio post, ho suggerito di cercare di farlo in modo da trovarne gli elementi (le parole che compongono il titolo) ispirandosi ad un concetto o anche a una frase coinvolgente o rivelatrice del libro stesso. Poi, dopo tanta fatica a sceglierlo, il titolo, succede a volte che l’editore lo cambi perché non corrisponde alle esigenze. Anche l’argomento della copertina ho affrontato e sono d’accordo con te sul fatto che ci siano copertine tutte uguali che rendono un prodotto appiattito e poco vitale (salvo che a volte alla copertina anonima corrisponde un anonimo contenuto); non conto qui le collane che per forza si distinguono con copertine uguali, proprio per evidenziare che di collana si tratta. Non mi lascio comunque influenzare troppo dalla copertina anche se il mio senso estetico è soddisfatto se questa è piacevole e ben costruita, Una bella copertina è comunque un elemento fondamentale.

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2013 alle 12:04 Rispondi

      Le collane per distinguersi non devono avere copertine tutti uguali, ma ricadere in uno standard grafico che le accomuni. L’immagine di ogni libro, però, va cambiata.

  4. Damhìa
    25 giugno 2013 alle 12:54 Rispondi

    E poi dicono che non bisogna giudicare un libro dalla copertina xD

  5. Cristiana Tumedei
    25 giugno 2013 alle 16:58 Rispondi

    Titolo e copertina influiscono notevolmente sulla propensione all’acquisto del lettore. Ci sono moltissime persone che si lasciano ispirare da queste componenti, che diventano veri e propri aspetti del marketing editoriale da valutare con attenzione.

    Come mi pare di averti già detto, sono convinta che il libro sia a tutti gli effetti un prodotto commerciale e che vada inteso come tale. Ci sono casi editoriali che dimostano come romanzi deboli e di basso profilo possano assurgere alle cronache grazie all’abilità del comparto marketing.

    E sono d’accordo con te: la rete può e deve essere la risposta, la soluzione per un mercato oggi scricchiolante. Le case editrici, anche minori, che lavorano bene sul web ci sono e credo vadano sostenute.

    Detto questo, se il titolo può anche non essere scelto in modo strategico, la copertina è fondamentale e, proprio come te, credo si debba puntare sull’unicità e l’originalità. Ma questa è solo la mia opinione :)

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2013 alle 17:02 Rispondi

      Io sono uno di quelli che ha acquistato parecchi libri grazie a titolo e copertina… e solo raramente ho sbagliato, per fortuna.

      Anche per me il libro è un prodotto commerciale: ha un prezzo d’acquisto, giusto? Dunque è un prodotto commerciale. Ma su questo tornerò più avanti con un post.

      Specialmente le piccole case editrici devono puntare sulla rete, perché secondo me ha costi meno elevati di tante altre soluzioni di marketing offline. Inoltre, se si lavora bene, si può raggiungere un grande pubblico.

      • Cristiana Tumedei
        25 giugno 2013 alle 17:09 Rispondi

        Sì, e soprattutto un pubblico profilato. Sul web puoi pianificare una strategia di comunicazione che miri dritta alla tua nicchia/target di riferimento. Questo significa essere efficaci e, soprattutto, poter comprendere come e cosa migliorare.

        Sai cosa penso, Imperi? Che in Italia ci sia uno snobismo dilagante che fa guardare ai mestieri creativi come a qualcosa di esclusivo e di spessore. Ciononostante è inutile negare che, quando un autore inizia a pianificare un’opera, lo fa anche in funzione del pubblico che crede la leggerà.

        Quindi il libro è sì un prodotto commerciale, ma non solo perché ha un prezzo. Il motivo principale è che nasce con lo scopo di chi lo realizza di ottenere un guadagno da esso. Altrimenti, perché non distribuire le proprie opere gratuitamente?

        • Daniele Imperi
          25 giugno 2013 alle 17:12 Rispondi

          Concordo sullo snobbismo. E sì, se pianifichi un’opera lo fai perché vuoi essere letto.

          Giusta anche l’osservazione del guadagno: per quanto in Italia si guadagni poco con la letteratura, ma se decidi di affidarti a un editore – o anche al self-publishing fadendo pagare i tuoi ebook – lo fai perché vuoi ottenere anche un ritorno di denaro, non solo di fama e lettori.

  6. KINGO
    26 giugno 2013 alle 11:30 Rispondi

    Sulla copertina: senza dubbio è la prima cosa che si nota e deve essere unica, ma NON originale. Sembrerà strano, ma le cose che ci richiamano qualcosa che abbiamo già visto ci attirano di più e ci danno più sicurezza nell’acquisto. Senza contare che molti lettori entrano in libreria con un’idea già in testa. Con questo non dico che vanno bene gli editori che fanno le copertine tutte uguali, magari con la scusa che i libri sono nella stessa collana. Intendo solo dire che se l’illustrazione di copertina richiama qualcosa di già visto, è tutto da guadagnare.

    Sul titolo: al contrario della copertina, DEVE ESSERE originale. E possibilmente deve essere anche corto, circa due o tre parole, e deve contenere una parola che ne riassuma il genere. Quindi, se il libro è horror, nel titolo deve starci la parola “paura”, oppure “terrore”, oppure “inquetante”… insomma, ci siamo capiti.

    • Daniele Imperi
      26 giugno 2013 alle 12:54 Rispondi

      Ho capito che intendi sulla copertina: ovviamente va studiata per richiamare alla mente del lettore qualcosa, ma di attinente alla storia.

      Sul titolo è vero, concordo. Ma non necessariamente sulla scelta di precise parole chiave.

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