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Lo scrittore e il blogger: anime a confronto

Lo scrittore e il blogger: anime a confronto
Che cosa hanno in comune lo scrittore e il blogger?

Il primo si occupa di narrativa, il secondo scrive per il web. Ma, a pensarci bene, scrittori e blogger sono molto simili. Oggi ho voluto fare un confronto fra i due professionisti della scrittura. Perché, in fondo, un romanzo è come fosse un articolo e lo scrittore non è tanto dissimile dal blog.

Passione e competenze a parte, ecco ciò che, secondo me, accomuna scrittori e blogger.

Un libro è come un post

  • Titolo: al nostro articolo diamo un titolo valido. Ho scritto valido, però, e questo non significa che il titolo di un romanzo debba essere come quello di un post, anzi, in alcuni casi è l’esatto contrario. Dal titolo del post dobbiamo capire di cosa parla quel testo, ma dal titolo del romanzo è bene non si capisca molto del contenuto, altrimenti ci roviniamo la sorpresa. Però resta il fatto che il titolo è molto importante. Il lettore, prima di leggere, vede solo due cose: titolo e copertina.
  • Paragrafo introduttivo: nel post abbiamo poche righe per coinvolgere il lettore e far continuare la lettura, così come in una storia abbiamo l’incipit in cui, molto probabilmente, ci stiamo giocando la possibilità che il nostro romanzo venga comprato e letto. Molti sono convinti che spesso valga la pena leggere un libro che inizi in modo per nulla coinvolgente. Io non sono dello stesso parere e il motivo è semplice: quanti libri esistono, oggi? Cerchiamo di distinguerci.
  • Piramide rovesciata: nel web si usa questo metodo giornalistico, di dire le cose più importanti subito. Verrebbe da pensare che in una storia non possiamo certo anticipare tutto, ma in realtà non dobbiamo forse dare subito qualcosa al lettore, quanto meno per introdurlo nel nostro mondo e nei fatti che stanno per capitare?
  • Descrizione: un buon post, da manuale, deve avere una description per far capire a chi ci trova sui motori di ricerca di cosa parla il nostro articolo. In un romanzo le descrizioni contribuiscono a quel worldbuilding che rende una storia tridimensionale. Senza esagerare, ovvio, ma alcuni cenni qui e là non guastano di certo.
  • Stile: il linguaggio che usiamo fa la differenza nel web. In rete esistono tantissimi blog, ormai, e dobbiamo scrivere facendo emergere la nostra personalità. Dobbiamo essere riconoscibili. Nella scrittura creativa è lo stesso: lo stile ci identifica, ci rende unici.
  • Link: inutile continuare a dire quanto siano importanti i link per un blog, sia interni per rafforzare gli altri post, sia esterni, per offrire risorse ai lettori. Non abbiamo bisogno forse di collegamenti anche in una storia? Ogni cosa che scriviamo deve essere connessa al resto, dobbiamo introdurre riferimenti a fatti e personaggi e, anzi, fare attenzione a essere coerenti. Ma c’è di più. Ci sono i link esterni: siamo creatori di mondi, dunque è bene anche inserire qualche piccolo collegamento con altre storie che abbiamo scritto.
  • Immagine: a ogni post accompagniamo un’immagine che ne richiami il tema. Oppure ne inseriamo altre per spiegare meglio alcuni concetti. In un libro la copertina riveste un ruolo quasi fondamentale, perché salta agli occhi del potenziale lettore ben prima del titolo.

Uno scrittore è come un blog

  • Contenuti: il nostro blog è come una creatura viva che va nutrita. Non possiamo farla morire di fame. Scriviamo post e quei post sono i contenuti che offre il blog, che lo rendono interessante ai lettori. Lo scrittore che è in noi è una creatura che, alla stessa maniera, ha bisogno di contenuti, risorse per i lettori. Quali? I libri. Le sue opere. Mai fermarsi a un solo romanzo, ma continuare a scrivere e produrre, con la qualità come primo obiettivo.
  • Frequenza di pubblicazione: un blog vivo si distingue da uno abbandonato perché pubblica con una certa costanza, fosse pure un articolo ogni 15 giorni. Uno scrittore che pubblica un romanzo oggi e poi sparisce per vent’anni che impressione darà? Appena finita una storia, per come la vedo io – e ne parlerò domani – dobbiamo pensare subito a scriverne un’altra.
  • Temi trattati: si parla di blog di nicchia. A me piacciono molto e li preferisco a quelli generalisti. Un blog pubblica articoli su determinati argomenti, ha una sua nicchia di riferimento. Ma può aprire altri blog e parlare di altre nicchie, di altri temi. Lo scrittore fa la stessa cosa, parla di un tema nel suo libro, ma non è certo legato per sempre a quel tema. A me piace molto il Fantastico, è vero, ma ho in progetto libri di altri generi narrativi.
  • Originalità: e questa è la parola magica che piace a tutti. Che significa per un blogger? Che deve pubblicare quello che non si legge in giro – anche se oggi la tendenza è di pubblicare temi fritti e rifritti da fare indigestione. Non deve anche uno scrittore essere originale? Che ce ne facciamo, oggi, delle tante sfumature di colore, dei soliti zombi e vampiri e di chissà quali altre fotocopie?

Secondo voi regge questo confronto? Potete trovare altre analogie fra scrittore e blogger?

25 Commenti

  1. franco battaglia
    7 giugno 2014 alle 07:22 Rispondi

    Il mio ultimo post Dinamiche del blog, è uno di quelli con maggior seguito da quando (circa un anno) scrivo in rete. Avrei voluto anche conoscere diversi modi di intendere la blogosfera, ma alla fine ho notato che gli interventi sono giunti soprattutto dalla massa “convenzionale”, quella che applica logiche comuni ed una netiquette di base, caratteristiche che più o meno elenchi anche tu e che circoscrive i bloggers a regole di comune accettazione. Insomma, per riprendere le tue note, siamo creatori di UN mondo, che per quanto apparentemente alternativo segue regole, anche non scritte, ma ben assimilabili. Io continuo ad ammirare certe mosche bianche (e ce ne sono) che non interverranno da me, né da te) ma che occupano gli stessi nostri spazi in maniera totalmente differente. Hai mai visto un astronave nel parcheggio aziendale? Ecco, nella blogosfera accade, e non restiamo a bocca aperta (anche se non sappiamo neanche come si guida quell’astronave, né da dove arriva o dove punta). Forse non ho reso pienamente l’idea, cercavo solo di sottolineare a quanta varietà di offerta siamo sottoposti e spesso pigramente ci sottraiamo, vuoi per timore vuoi per vaga puzzetta sotto al naso. A cominciare da me. ;)

    • Chiara
      7 giugno 2014 alle 11:52 Rispondi

      Ho letto il tuo post, ieri, e dopo ti ho aggiunto su google +.

      è vero che la blogosfera, come ogni altro luogo, virtuale e non, ha la sua netiquette ed io ho deciso di relazionarmi seguendo una strada forse atipica, forse controproducente, ma è quella più consona alla mia natura.

      Non ho commentato il post perchè, al momento, non mi sorgevano particolari riflessioni se non un banalissimo “Franco, sono d’accordo con te”, ma te lo posso scrivere anche qui, senza troppi giri di parole.

      Non mi piace riempire le bacheche altrui solo per dare visibilità al mio blog. Se non ho nulla di interessante da dire, preferisco stare zitta. Ci saranno altri post che stimoleranno la mia fantasia, e nei quali sentirò il bisogno di esprimermi meglio.

      Inseguire il “marketing” a tutti i costi, commentare solo per avere visibilità, non fa parte della mia natura. La visibilità se voglio la ottengo in altri modi… comunicando, ad esempio. Scrivendo cose sensate, sia sulla mia pagina sia su quelle degli altri. Cercando di muovermi nella rete senza mai perdere la parola che mi ha sempre fatto da guida: LIBERTA’. Di espressione, di movimento, di parola. Libertà di essere Chiara, di essere scrittrice e di essere blogger, senza condizionamenti. Se inizio a pensare a quante visite potrà portarmi tale commento o tale post smetto di divertirmi. Lo stress mi è già dato dal mio lavoro. La scrittura voglio viverla diversamente.

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2014 alle 18:43 Rispondi

      Sulla grande offerta che c’è hai ragione. Per me non è pigrizia, io seguo parecchi blog e mi è impossibile commentare da tutti e anche seguirne altri.

  2. LiveALive
    7 giugno 2014 alle 08:00 Rispondi

    Da quando Hemingway ha applicato i principi del giornalismo alla narrativa, le similitudini sono aumentate di molto. L’essere concisi (ma dire tutto ciò che serve), l’usare termini precisi (ma non troppo tecnici, se non necessari), il dosare col contagocce aggettivi e avverbi, il prediligere le frasi corte e la paratassi… Sono tutte regole che stanno tanto alla base di in articolo per il blog quanto a una narrazione moderna.

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2014 alle 18:44 Rispondi

      A me Hemingway non piace e il giornalismo non ha a che fare con la narrativa. Sono due linguaggi differenti.

      • LiveALive
        9 giugno 2014 alle 12:33 Rispondi

        A me Hemingway piace (se non ti piace: mai provato Faulkner?), e i minimalisti come Carver sono andati più a fondo di lui nel linguaggio “telegrafico”.

        Tra giornalismo e narrativa ci sono affinità: per esempio il dover comunicare le informazioni in modo chiaro, interessante ma conciso. Ciò non toglie che il giornalismo ha quasi sempre uno stesso obiettivo, mentre ogni scrittore si pone il suo.

  3. Michele Scarparo
    7 giugno 2014 alle 08:17 Rispondi

    Eccomi: io sono un scrittore da blog e da romanzi.Come sottolinei tu, ci sono molte analogie tra i due mondi: dopotutto anche per progettare una casetta oppure una villa serve lo stesso approccio e anche i materiali, in buona parte, sono gli stessi.
    Io, però, a differenza tua non ho un blog “utile”: pubblico per la maggior parte piccole storie, a volte divertenti e a volte no. Uso il blog per fare solo della narrativa anche se, ogni tanto, mi scappa un post sul “mestiere di scrivere”.
    Questo significa che per me il blog è il luogo in cui mi “alleno”: provo stili diversi e modi diversi di costruire le storie. Il bello è che dalle reazioni di chi legge si imparano molte cose che poi potrò (dovrò?) applicare nel momento in cui scriverò un libro per venderlo.
    Anche il tuo meme “Dimmi una storia” è una grande palestra: mi ha costretto ad uscire dai miei soliti schemi per seguire cosa c’è davvero nella testa delle persone. Dico questo perché, inaspettatamente, la maggior parte delle richieste sono state di tipo autobiografico: chi ha fatto una richiesta ha voluto essere (lui o qualcosa che ama o che lo colpisce) protagonista della storia. Una cosa molto bella ma anche una responsabilità incredibile!

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2014 alle 18:46 Rispondi

      Anche per me quando pubblico racconti qui lo faccio per allenamento. Ma lento come sono a scrivere narrativa, mi sarebbe impossibile tenere un blog solo di racconti :)

  4. Alex
    7 giugno 2014 alle 09:36 Rispondi

    Perché un blogger dev’essere per forza un professionista della scrittura? Io ho un blog dal 2003 e dio me ne scampi e liberi dal professionismo. Lo faccio per puro diletto, senza seguire (consapevolmente) nessuna regoletta. Non ho un ritorno economico, solo piacere mio personale e forse di quelli che mi leggono. Forse sono rimasta l’ultima nel mondo, ma non mi considero un’azienda, solo una persona.
    Tante belle cose a tutti.

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2014 alle 18:48 Rispondi

      Ciao Alex, benvenuta nel blog.

      Essere professionista non significa essere un’azienda. Non ho detto questo nel post.

      Ma chi scrive in un blog, come minimo, deve saper scrivere. Poi, ovvio, dipende dai tuoi obiettivi.

  5. Chiara
    7 giugno 2014 alle 11:45 Rispondi

    Le analogie che tu citi sono sicuramente valide ed importanti, tuttavia io noto che chi come noi è al contempo blogger e scrittore rappresenta una sorta di mosca bianca, svolazzante nella rete.

    La differenza? I contenuti sono sì strutturati, pensati, architettati per essere letti, ma hanno un “quid” che manca a chi si occupa di altre tematiche.

    Mi spiego meglio.

    Ciascun blog ruota intorno ad un argomento che sta a cuore all’autore, o che riguarda il suo lavoro: siano i videogiochi, la cucina, i prodotti venduti dalla sua azienda e quant’altro.

    Il nostro tema è la scrittura.

    In poche parole, noi siamo scrittori che scriviamo di scrittura.

    Abbiamo competenze tecniche, abbiamo competenze linguistiche, abbiamo l’AMORE a guidarci, il desiderio di arrivare a far conoscere le nostre opere. Siamo, in un certo senso, maledettamente referenziali. Ma questa autoreferenzialità ci serve, ci aiuta e ci guida. Forse è addirittura il nostro punto di forza. O almeno lo è per te e per altri blogger esperti. Io sono ancora una matricola, chino la testa con umiltà, e cerco di fare del mio meglio, sia con i post, sia con il mio romanzo.

    Buon sabato :)

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2014 alle 18:50 Rispondi

      A me non sembra di essere autoreferenziale, anzi. Scrivo di scrittura, certo, ma per la maggior parte mi metto in gioco e rifletto sui vari temi della scrittura.

      • Chiara
        9 giugno 2014 alle 13:47 Rispondi

        Questo lo faccio anche io, però ad entrambi spesso capita di parlare del nostro lavoro, diventando autoreferenziali :)

  6. MikiMoz
    7 giugno 2014 alle 12:35 Rispondi

    Eccomi qui!
    Io forse commetto l’errore di non separare le due cose… tipo ad esempio il titolo di un post spesso per me è come il titolo di un racconto/romanzo… mi piace giocare un sacco coi miei lettori. Di questo ne parlammo già in diverse occasioni.
    Sulle ultime quattro voci sono completamente d’accordo.
    A sparire per vent’anni si fa la fine di Jep Gambardella :p

    Moz-

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2014 alle 18:52 Rispondi

      Eccoti qui!
      Non so chi sia quel tipo (ho letto ora in rete, non ho visto quel film) :)

      Per un blog come il tuo, dove giochi sempre coi lettori, allora sta bene non separare le due cose.

  7. Grazia Gironella
    7 giugno 2014 alle 14:31 Rispondi

    Secondo me scrittori e blogger hanno anche in comune l’attenzione verso chi legge. Non siamo tutti uguali, perciò non per tutti il pubblico ha lo stesso peso, ma non credo che si possa scrivere o tenere un blog senza porsi delle domande su chi legge. Perché tanto è quello l’importante: porsi domande. Ognuno darà la risposta che lo rappresenta di più.

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2014 alle 18:57 Rispondi

      Certo, uno si chiede chi ci legge. Qui, per esempio, mi leggono lettori che amano scrivere e leggere.
      Ma non sono sicuro di aver capito che cosa volevi dire :)

      • Grazia Gironella
        8 giugno 2014 alle 19:14 Rispondi

        Intendevo che il lettore è molto importante, anche se esistono persone che vedono nel blog (o nella scrittura fuori dal web) più un modo di esprimere se stessi che non di entrare in comunicazione con gli altri. Non c’è niente di sbagliato in questo, sono solo visioni diverse. Dicevo che l’importante è porsi domande perché una volta capito cosa ti interessa ti comporti di conseguenza.

  8. Manu
    8 giugno 2014 alle 19:18 Rispondi

    Sinceramente non ho mai pensato ci fosse da distinguere lo scrittore dal blogger. Se ami scrivere, comunicare qualcosa, farti leggere e apprezzare ( ma anche criticare in modo costruttivo) allora sei uno scrittore, e scrivere su un blog la vedo come una naturale conseguenza.
    Quando ero “un pochino” più giovane sognavo di fare la scrittrice a tempo perso, ma di lavoro volevo fare la giornalista.
    Insomma se non è zuppa è pan bagnato, ma sempre pane è!
    (Non crocifiggetemi adesso però, è solo la mia opinione personale!)

    • Daniele Imperi
      9 giugno 2014 alle 07:57 Rispondi

      Non è proprio così. Blogger può esserlo chiunque: apri un blog in 5 minuti e scrivi quello che vuoi, anche se non conosci bene la tua lingua – come accade nell’80% dei casi, a quanto vedo – ma se sei scrittore, non puoi scrivere senza curare la forma.

  9. Manu
    9 giugno 2014 alle 10:48 Rispondi

    Ho troppo rispetto per gli eventuali lettori per mettermi a scrivere cose a vanvera in modo sgrammaticato! Condivido la tua opinione, ma ho sempre dato per scontato che un blog lo apri solo se ti piace scrivere e hai qualcosa di importante da “comunicare”.
    Altrimenti vai in piazza a fare due chiacchere se proprio non sai che fare!
    Scusa ma io è da più di un anno che penso di aprire un blog ma non lo faccio perché prima voglio finire di portare a termine un altro progetto. Solo quando avrò il tempo necessario da dedicargli mi imbarcherò in questa impresa.
    Di blog che nascono e muoiono come funghi ce ne sono già troppi e personalmente non è quello che voglio per il mio!

  10. Loredana Gasparri
    12 giugno 2014 alle 18:41 Rispondi

    Mi è piaciuto moltissimo il post. L’ho letto solo una volta, ma penso che ci ritornerò ancora. Voglio far fare un salto di qualità al mio blog, facendolo diventare qualcosa di veramente suo e originale, e qui ho trovato parecchi spunti. Grazie come al solito!

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