Storie che non riesco a leggere

Keep Out

Ci sono romanzi che sono al di fuori dei miei interessi letterari – e dunque anche cinematografici – romanzi che non leggerei mai per un rifiuto interiore e per un coinvolgimento che non parte. È una questione personale la lettura e ognuno di noi riesce a lasciarsi trasportare da un tipo di storia piuttosto che da un altro.

Ho selezionato quattro categorie di romanzi che non fanno parte delle mie letture e mai ne faranno parte. Qualcuno resterà meravigliato e è normale. Anch’io restai meravigliato quando amici e conoscenti mi dissero di non sopportare il Fantastico.

Storie d’amore ed erotiche

Non le ho mai sofferte. La sensazione che ho è quella di spiare i fatti strettamente personali della gente: la sfera dei sentimenti e dell’eros è privata e a me non piacerebbe mettere in piazza ciò che ho dentro. È chiaro che si tratta di finzione, ma ho quella sensazione.

Il motivo principale, comunque, è che le trovo noiose, patetiche, senza una trama valida o in grado di tenermi incollato al libro o alla poltrona del cinema. Fa eccezione il capolavoro manzoniano I promessi sposi, che io considero un romanzo storico, più che una mera storia d’amore.

Storie piene di parolacce

Leggendo alcuni autori come Cormac McCarthy e Joe Lansdale – che hanno messo in campo l’aspetto rurale, povero, delinquenziale dell’umanità – è normale trovare dialoghi con qualche termine volgare. Anzi, secondo me è d’obbligo: sono più realistici.

Ci sono però autori che anche nella narrazione inseriscono parolacce e volgarità a non finire, per un’ingenua convinzione di mostrarsi alternativi, quando invece si inseriscono di diritto nella più comune omologazione. Pur essendo una persona che ha sempre detto parolacce, non sopporto leggerle nei libri e sentirle nei film – se non in misura lieve e quando veramente necessario.

Storie con divinità

Da amante del Fantastico dovrei accettare la presenza di dei in una storia, eppure mi riesce facile leggere di troll, fauni, maghi, draghi, fate e tutta la schiera delle creature mitologiche, ma non di dei e dee.

Non so perché, forse per il fatto che le divinità sono legate alla religione – assente nella mia vita in modo totale e irreversibile – e questo rende per me quelle storie prive di senso. Ricordo di non aver gradito il film Thor proprio per questi motivi.

Non inserisco nel gruppo i classici latini e greci, in cui la presenza di Giove, Nettuno, Marte e altri non mi crea problemi di sorta, ma quelli sono classici antichi e hanno un valore inestimabile.

Storie all’italiana

Non ho trovato un nome più adatto, ma forse è invece azzeccato. Non intendo tutti i romanzi italiani, perché ho letto autori del mio paese e altri ne leggerò. Intendo quel tipo di storie che, secondo me, sono troppo di nicchia per poter essere apprezzate da un vasto pubblico.

Non saprei fare dei titoli né dei nomi. Le riconosco però a istinto, proprio dal titolo. Anche qui è una questione di sensazioni intime – e quindi assolutamente confutabili – che mi fanno rifuggire da storie che reputo angoscianti, lente, senza quegli stimoli che mi spingono a continuarne la lettura. È per lo stesso motivo che non seguo il cinema italiano.

Le storie che voi non riuscite a leggere

Quali tipi di romanzi non leggete e non leggerete mai? Ce n’è qualcuno fra le quattro categorie che ho elencato?

Categoria postPublicato in Lettura - Data post11 luglio 2013 - Commenti16 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

Ti è piaciuto questo post? Condivilo sui social media o via email!

Email
Commenti
  • KINGO 11 luglio 2013 at 10:03

    Che dire, in linea di massima condivido i tuoi gusti, però ci sono delle storie d’amore davvero bellissime che ti consiglio di leggere, se non l’hai già fatto.
    Orgoglio e Pregiudizio, Jane Eyre, Cime tempestose, Sense and Sensibility, e poi tutta l’opera teatrale: non dirmi che non hai mai letto Romeo e Giulietta!

    Sulle storie piene di parolacce e su quelle all’italiana, sono pienamente d’accordo. Per dirla con un termine adatto a loro, fanno proprio schifo.

    Infine, le divinità. Beh, io amo la filosofia, la politica e la religione, per cui dovrei pensarla in modo diametralmente opposto al tuo. Eppure, chissà perché, forse per incapacità della maggior parte degli scrittori, quando in un romanzo entrano in gioco le divinità, cascano sempre le braccia anche a me.

    PS: Forse non ho capito bene Thor, ma a me pareva che in quel film, Odino, Thor, Lokhii e tutti gli altri fossero degli individui che vivevano nella più importate delle “Sette dimensioni”, il Valhalla, da cui controllavano le altre sei dimensioni di sfigati, tra cui la nostra. Mi era parso che, appunto, la divinità di questi personaggi venisse smitizzata, in modo da farli apparire più come degli alieni ipertecnologici e super potenti, piuttosto che dei veri e propri dei.
    Mi pareva che il senso del film fosse proprio la demistificazione delle divinità nordiche, ma forse mi sono sbagliato.

    • Daniele Imperi 11 luglio 2013 at 11:06

      Quei classici che menzioni li ho e li leggerò. Il dramma a me non piace.

      Se il senso di Thor era quello, allora non l’ho capito :)

  • loretta fusco 11 luglio 2013 at 10:58

    Più che dirti cosa non leggerei mai e mi trovi pienamente d’accordo su storie infarcite di parolacce inutili o libri erotici fini a se stessi ti dirò quali sono i generi letterari che prediligo ma che non mi impediscono di essere aperta ad altro perché a me oltre alla storia colpisce l’autore. Amo romanzi ad ampio respiro dove sia presente il risvolto psicologico e dove il lettore possa immedesimarsi e astrarsi dalla realtà in un bel viaggio fuori e dentro se stesso. Non sono sempre “immersioni distensive” ma il mio piacere della lettura è legato a un forte coinvolgimento emotivo scaturito da una profonda riflessione sulle grandi tematiche della vita.

    • Daniele Imperi 11 luglio 2013 at 11:08

      Ognuo è legato a letture particolari, alla fine. Per i romanzi non distensivi io ho bisogno del periodo adatto per leggerli.

  • Katia Anna Calabrò 11 luglio 2013 at 11:51

    In generale sono una lettrice abbastanza versatile (e vorace).
    Come dice Loretta, spesso più che il genere è l’autore ad attirarmi. Il modo in cui scrive e ti fa vivere la storia, in cui ti avvolge e ti cattura o persino ti respinge.
    Comunque, pensando ai generi, al contrario tuo Daniele, il fantasy non è particolarmente nelle mie corde, credo di aver dato tutto con il Signore degli Anelli secoli fa e li tutto è anche finito.
    Storie d’amore ed erotismo, mah, se penso a “Donna Flor e i suoi due mariti”, ad esempio, la storia d’amore e l’erotismo espresso sono solamente funzionali e complementari ad una storia bellissima, originale, tragicomica, scritta in modo meraviglioso. Ma anche una scrittrice come Marguerite Duras per me è letteratura (erotica o non erotica, non è il punto) ma anche cose di Anais Nin lo sono.
    Storie piene di parolacce, ne ho incontrate poche e la dove le ho incrociate, le parolacce, erano utili alla narrazione o alla definizione del personaggio/situazione, ci stavano.
    Storie con divinità. Io Thor lo adoro, ci sono cresciuta con i cartoni animati di Thor :P. I libri a sfondo mitologico (mitologia classica o le divinità di Asgard) mi affascinano. Del resto ero una delle poche persone, in classe, ad esaltarsi nell’ora di epica classica lol
    Le storie italiane, credo di aver capito cosa intendi e sono abbastanza d’accordo. Ci sono però autori italiani che amo profondamente. Il mio primo, grandissimo amore italiano, Pirandello. Il secondo, Verga ma quello delle novelle. Poi ci sono autori come Calvino o Pavese. E smetto, che altrimenti sto commento diventa una lista.
    Aggiungo alla tua lista questa mia categoria:
    Le saghe vampiresche e le saghe dei licantropi ed affini. Please no, una proliferazione fuori dal comune negli ultimi anni e sono tutte uguali alla fine, letta una lette tutte… o almeno così sembra a me :-)

    Ciao!

    • Daniele Imperi 11 luglio 2013 at 11:57

      L’epica piace molto anche a me.

      Autori come Pirandello, Calvino, ecc. sono unici, quelli infatti non li annovero fra le “storie italiane” come le intendo io :D

      Su vampiri e licantropi ti do ragione. Secondo me, dopo che hai letto Dracula di Stoker il resto non ha senso.

  • Giuliana 11 luglio 2013 at 11:55

    Ti dirò, Daniele: io non mi sento di escludere alcun genere.
    Rifuggevo il romanzo storico, ma poi leggendo la Chevalier mi sono sciolta come neve al sole. Non impazzisco per la fantascienza, ma se prendo in mano un libro di Asimov non riesco a smettere di leggerlo. Non adoro particolarmente i gialli, eppure divoro i racconti di Agatha Christie come fossero biscotti. Ho letto le prime pagine di “50 sfumature di grigio” e l’ho trovato penoso, deprimente, tutto fuorché eccitante; ma ho anche letto dei libri erotici che mi hanno fatto sobbalzare sulla sedia, per quanto sottili, accattivanti e scritti bene. Per questo non mi sento di escludere a priori alcun genere, perché magari perderei per strada delle potenziali buone letture.

    Potrei dire che ci sono alcune caratteristiche che non mi fanno apprezzare un libro e che spesso mi rendono difficile terminarne la lettura, come ad esempio le descrizioni troppo lunghe. Ma nemmeno questo sarebbe del tutto vero, perché ci sono autori talmente bravi nello scrivere che leggerei qualsiasi cosa esca dalla loro penna, soltanto per il gusto di assaporare la delicatezza, l’armonia e la pulizia del linguaggio. Potrei dire che detesto le storie che non seguono un filo logico; ma neanche questo corrisponderebbe a verità, perché ho amato racconti della Yoshimoto e di Bukowski che non avevano capo né coda: erano semplicemente sprazzi di vita buttati lì, ma descritti così bene che tanto mi è bastato.

    Perciò, deduco di non avere alcuna certezza in merito all’argomento. Forse non amo le storie sdolcinate, ecco. Quelle in cui i protagonisti sono tutti coccole, baci e sguardi languidi; magari perché non corrispondono all’idea che ho di una storia d’amore. Chissà mai, però, forse un giorno potrei trovarne una che mi rapisce ugualmente il cuore ;)

    • Daniele Imperi 11 luglio 2013 at 11:59

      Oddio, le storie sdolcinate no :D

      Hai ragione sulle descrizioni: dipende da come sono scritte. Di fantascienza ho letto molto Asimov e nessuno è riuscito a coinvolgermi più di lui nel genere.

  • MikiMoz 11 luglio 2013 at 12:35

    Ahahah, non sarai mai un mio probabile lettore, allora :)

    Condividiamo le storie con gli dei (parlo anche di fumetti), non amo molto le storie ambientate in paesi o epoche che non mi attirano per nulla.
    Non amo l’high fantasy, infine.

    Moz-

    • Daniele Imperi 11 luglio 2013 at 12:40

      Scrivi storie d’amore, eh? Lo immaginavo… anzi, erotiche alla grande :D

      Dell’high fantasy, quando hai letto Il Signore degli Anelli hai letto tutto, come per Dracula.

      • MikiMoz 11 luglio 2013 at 13:18

        Ahaha, mi riferivo alle parolacce e alle storie all’italiana :p
        Però ti assicuro che non metto parolacce per fare l’alternativo. Sarei alternativo se non le mettessi, giuro :p

        Sull’high fantasy, non mi piace proprio il genere. Apprezzo molto il lavoro del prof. Tolkien ma non amo LOTR e il resto delle sue opere.
        TROPPO fantasy.
        Invece il fantasy in sé come genere mi piace: sword &sorcery, heroic-fantasy, dark-fantasy, space-fantasy (ma non fantascienza).

        Ad esempio, pensa, la mia opera preferita in assoluto è Berserk.
        Amo moltissimo il mondo di He-Man and the Masters of the Universe, e come letteratura, penso che il mio preferito sia proprio Robert E. Howard, di certo non solo per Conan!

        Moz-

        • Daniele Imperi 11 luglio 2013 at 13:57

          A me invece non piacciono quegli altri tipi di fantasy :D

          Howard non l’ho mai letto.

          • MikiMoz 11 luglio 2013 at 19:40

            Abbiamo proprio gusti opposti :p

            Moz-

  • Tenar 11 luglio 2013 at 14:23

    Credevo che non avrei mai letto horror o erotico. Poi ho scoperto Simmons e mi sono imbattuta in alcuni racconti erotici che mi hanno colpita. Da qui la mia considerazione “se è ben scritto e ha un’anima, si può leggere”.
    Non sopporto invece il turpiloquio, a meno che non sia molto limitato e giustificato dall’ambientazione/personaggio come nei tuoi esempi (mi piace molto Lansdale, di cui ricordo con piacere In fondo alla palude).
    Rifuggo invece tristi storie di tristi realtà quotidiane. Per deprimermi mi basta leggere gli articoli di cronaca, se voglio approfondire tristi temi profondi preferisco la saggistica. Nella letteratura cerco un anelito di grandezza che ci faccia sfuggire alla disperazione. Da qui la diffidenza verso certi autori italiani, sia di letteratura che di cinema, secondo cui una disgrazia non basta mai, meglio mettercene un’altra e poi un’altra ancora e poi ancora… E poi mi vien voglia di tagliarmi le vene, non di leggere. Se serve, una tragedia a romanzo basta. Però ultimamente mi sto appassionando a delle nostrane autrici di noir, davvero molto brave.
    Per gli dei non so, in effetti non sono riuscita a finire Vangelo secondo Gesù di Saramago, che pure apprezzo molto (ma lo farò, prima o poi). Su un versante molto più leggero, però, come non amare American Gods?

    • Daniele Imperi 11 luglio 2013 at 14:27

      Sulle storie tristi delle tristi realtà ti do ragione: altro che tagliarsi le vene. Anch’io preferisco a quel punto la saggistica: ne ho parecchia.

  • Lucia Donati 13 luglio 2013 at 14:53

    A dire il vero sono le stesse storie che non riesci a leggere tu…

  • Fammi conoscere la tua opinione sul post

© 2010 - 2014 Penna blu - Ideazione e web design di Daniele Imperi - Torna su