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Il pallino della qualità

pallino qualita

Ogni giorno un blogger si alza e sa che dovrà trovare un’idea per il post di domani. Ok, di solito si parte con un certo vantaggio, ma a me capita di dover scrivere l’articolo oggi per pubblicarlo domani. Raramente, ma capita.

Avere un elenco di idee da sfruttare per il proprio calendario editoriale ci aiuta, ci fa stare tranquilli. È come avere un magazzino con le scorte: entriamo e prendiamo il post che ci serve, per confezionarlo poi per i lettori.

Controllate mai il magazzino dei post?

Ho come la sensazione che le idee appuntate nei vari elenchi che produco abbiano una data di scadenza, un’etichetta invisibile appiccicata sopra che fa partire una sorta di conto alla rovescia. Passato un certo periodo, quelle idee perdono forza, sono come consumate, anzi sterili, perché non partoriranno mai un articolo.

Avevo un magazzino, un tempo. Anzi ne avevo creati due. Ne accennai qualche mese fa, quando scrissi di aver accantonato 170 idee per futuri post. Non le ho cancellate, ho ancora quegli elenchi, ma sono idee scadute, ogni volta che le guardo non danno nessuna sensazione.

Adesso ho un nuovo elenco, un nuovo magazzino che contiene 110 idee per potenziali articoli. Sono là che aspettano di essere sfruttate, tutte belle divise per argomento. Frutteranno? Non lo so. C’è questa che sta fruttando, la sto modellando in un post a velocità supersonica, così man mano che leggete trovate il paragrafo successivo fino alla fine del post.

Ce n’è un’altra che vorrei pubblicare per Natale, ma non so se riuscirò a finire quell’articolo. È monumentale, una delle classiche guide definitive che ogni tanto mi piace scrivere. No, non è sul blogging né sul copywriting. Questa non ve l’aspettate e non potete indovinarla.

Ma le altre idee? Che fine faranno le altre idee?

Il controllo qualità

Quanti blogger lo adottano nei loro blog? Più passa il tempo e più divento esigente coi miei post. Non so se siano tutti di buona qualità quelli che produco, ma so che ho la mania di bocciare idee in continuazione, di controllare i post programmati e rileggerli anche dopo giorni e chiedermi se ho fatto bene a pubblicare quel post, se è interessante, se è utile, se piacerà.

Scrivere buoni contenuti risponde a determinate caratteristiche, che giorni fa ho elencato. Questo post, per esempio, dovrebbe soddisfare le prime sei caratteristiche tecniche che ho segnalato, anche se non sono sicuro al 100% che sia interessante. Sulle 3 psicologiche è più difficile pronunciarmi: non so se soddisfi, di sicuro intrattiene e spero che vi faccia compiere un’azione, quella di effettuare un controllo di qualità sulle vostre idee. Delle ultime sei ne soddisfa almeno 4.

Ma alla fine qual è il problema? È che in giro da tempo non trovo più quasi nulla di interessante, nei blog dei cosiddetti guru, i colossi dei vari settori, è tutto un riciclo di materiale già letto, già sentito, già assimilato.

I nuovi blogger, invece, mostrano una maggiore attenzione alla qualità di ciò che pubblicano e un’originalità che i grandi nomi iniziano a perdere. Aver guadagnato un proprio pubblico, magari grande, ha forse fatto scattare in alcuni blogger una sorta di rilassatezza, che li porta ormai a vivere di rendita.

Il pallino della qualità

Ricordo il mio primo viaggio in Norvegia: me ne andai da solo a Capo Nord, attraversando tutta la zona oltre il Circolo polare a partire da Tromsø. A pranzo un panino, ma la sera me ne andavo a cenare in qualche locale, provando le “specialità” del posto. Erano piatti poveri, che loro “arricchivano” scrivendo nel menu “dressed with”, che stava a significare una serie di cibi di contorno.

In realtà io ho perso un paio di chili grazie a quei tanti “dressed with” che contornavano le mie pietanze poco sostanziose. La fuffa messa insieme alla scarsa qualità del cibo mi ha fatto solo spendere soldi e tempo, senza nutrirmi a sufficienza.

Ecco, molti blog oggi hanno poca sostanza, alla fine della lettura dei post ti accorgi che non hai imparato nulla, non hai nulla su cui riflettere, non dubiti di nulla, non sei appagato né sazio di cultura, avresti anche potuto non leggerli e nella tua vita non sarebbe cambiato niente.

Un post va confezionato dando al lettore un motivo valido per essere letto, deve giustificare il tempo speso nella lettura. E anche quello usato per la sua stesura. Ma non può essere un riempitivo, come quei pezzi di lattuga e pomodoro e quelle salse strane che mi rifilavano per arricchire un piatto che avrebbe avuto bisogno di essere ripensato totalmente.

Io ho questo pallino della qualità e finché ce l’avrò, Penna blu continuerà a pubblicare. Quando e se passerà, significa che Penna blu ha fatto il suo tempo e non sarebbe una scelta sensata portarlo ancora avanti.

Sulla base di un mio precedente post ho preparato un test di qualità da scaricare. È in pdf e semplice da fare: basta barrare alcune caselle, 15 per l’esattezza, e verificare il livello di qualità – secondo la mia metrica, almeno – dei vostri post.

31 Commenti

  1. Lisa Agosti
    15 dicembre 2014 alle 08:18 Rispondi

    Io uso il software Scrivener sia per il romanzo sia come magazzino per il blog.
    Sulla sinistra, schedati come fossero capitoli, ho una serie di cartelle (trama, personaggi, citazioni, recensioni, grammatica, ecc) contenenti i documenti, alcuni quasi finiti, altri solo abbozzati, da cui nascono i miei post.
    Spesso leggo un post interessante sul web e ne voglio parlare subito, la settimana stessa. Altrimenti scorro i titoli del magazzino e mi soffermo sul primo che attira la mia attenzione. Altri invece sono idee per una data specifica (per esempio il post su Alda Merini è uscito il giorno del quinto anniversario della sua morte).
    Concordo sul fatto che certi articoli contenuti nel magazzino ormai non mi attraggono più, è passato il loro momento, ma non li cancello perché potrebbero tornare a piacermi o tornarmi utili in futuro. Lo stesso vale per i racconti da finire o da revisionare, stanno lì ad aspettare il concorso giusto o il finale adatto.

    I grandi blog che all’inizio mi sembravano elargire oro colato (The Write Practice, Writer’s Digest, Jeff Goins) adesso mi appaiono ripetitivi e scontati. Mi sembrano solo vetrine per pubblicizzare autori di manuali, blogger e corsi di scrittura creativa. Ho smesso di seguirli, anche se leggo ancora il titolo della newsletter prima di cancellare la mail, per abitudine.

    Daniele, grazie per il test di qualità, adoro i test e mi ha aiutato a riflettere sui temi a cui devo prestare più attenzione, in particolare: accessibilità, trovabilità e usabilità. Non ci avevo proprio pensato.

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2014 alle 13:36 Rispondi

      Ho sentito parlare di Scrivener, ma non mi convincono questi programmi.
      Anche io conservo tutto, per semplice precauzione.
      Stessa idea sui 3 blog che citi: continuano ad arrivarmi le newsletter, ma non mi attirano più quei contenuti.

  2. Salvatore
    15 dicembre 2014 alle 09:30 Rispondi

    Scrivo sempre una settimana prima per quella dopo e, poiché pubblico tre post a settimana, sono sempre in vantaggio di tre articoli, almeno. Invece non faccio magazzini di idee. Con la mia indole non riuscirei assolutamente a fare una cosa del genere. Mi annoierebbe anche solo l’idea di iniziare a farne uno. E poi le idee sono come il pesce: dev’essere servito fresco, altrimenti sa di marcio.
    Ammetto tuttavia che alcune idee viaggino per la mente, rimbalzando contro le pareti del cranio, anche per qualche settimana prima di diventare articoli. Mi succede la stessa cosa con i racconti. Anzi, i racconti stazionano anche più a lungo. Quando ho scritto “C*** grasso”, quell’idea ha stazionato nel mio cervello per almeno tre mesi. Diciamo che è il mio modo di maturare le idee.

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2014 alle 13:38 Rispondi

      Di solito anche io, ma vorrei avere più margine, anche se ora sto scrivendo il post di mercoledì :D
      Il problema è che a me vengono idee di continuo e non posso fare a meno di creare quel magazzino.
      Se io, invece, non fisso subito su carta l’idea, quella scompare per sempre. Ma succede più con i post che coi racconti.

  3. Ivano Landi
    15 dicembre 2014 alle 09:52 Rispondi

    Io non ho mai nessun post pronto in anticipo, li scrivo giorno per giorno. E questo vale anche per la blog novel. Ho tuttavia alcune bozze di post “in magazzino”, di solito 7-8, che a volte diventano veri post e altre volte finiscono cestinate.
    D’accordo con te sull’insensatezza dei post-riempitivo. Meglio non scrivere nulla piuttosto che scrivere senza idee. Ricordo di aver letto una volta, non ricordo dove, un post di forse venti righe che spiegava ai lettori come, a dispetto del titolo del film di Spielberg, i dinosauri non fossero vissuti solo nel giurassico ma anche nel permiano e nel cretaceo. Wow!

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2014 alle 13:40 Rispondi

      Non riuscirei a tenere il blog scrivendo giorno per giorno: se poi succede un imprevisto, salta la pubblicazione.
      Grandioso quel post! :D

  4. Enrico Filippucci
    15 dicembre 2014 alle 09:53 Rispondi

    Grazie Daniele,
    i tuoi post spesso obbligano a riflettere e mi fanno fare piccoli ma importanti miglioramenti, riesci a scrivere sempre cose non banali e originali.

    In particolare in questo post scopro come ricerchi la qualità. Mi fa piacere che la cerchiamo in modi molto simili, anche se tu sei più disciplinato di me nel valutare il tuo lavoro.

    Credo che questa tua ricerca della qualità sia l’aspetto che mi piace di più del tuo blog ed è un valore in cui credo.

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2014 alle 13:41 Rispondi

      Grazie a te :D
      Diciamo forse che io sono molto critico con me stesso…

  5. Marina
    15 dicembre 2014 alle 10:13 Rispondi

    Non crea un po’ di ansia l’idea di dovere essere sempre all’altezza delle aspettative dei lettori? È giustissimo avere idee vincenti e scrivere articoli che abbiano un senso; curarne forma e contenuto dev’essere un obiettivo primario per chi vuole mantenere un blog di qualità, però diventa un lavoro a tutti gli effetti. Invidio un po’ quelli che ci credono veramente, che studiano momenti e strategie, quelli che creano archivi di idee, che revisionano mille volte ciò che hanno scritto per verificarne la bontà.
    Bravi! È lo spirito giusto che deve avere chi vuole curare un blog di successo.
    Spesso ho letto articoli un pò deboli con grandi commenti al seguito e articoli molto ben costruiti, al contrario poco considerati.
    Io, invece, agisco d’istinto. Ho un elenco di cose che vorrei approfondire e ogni volta che mi viene in mente qualcosa l’appunto come idea da cui partire; ma scrivo fondamentalmente per appagare un mio bisogno, guardo poco all’efficacia che potrebbe avere sul pubblico. Sbaglio?

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2014 alle 13:44 Rispondi

      Dipende, io non ho mai avuto quest’ansia.
      Gestire un blog è un lavoro, alla fine, anche se uno lo fa a tempo perso.
      Ho letto anche io post di bassa qualità ma molto commentati. Che ti devo dire? Magari quella è la qualità che desidera quel pubblico.
      Tutti scrivono per appagare un bisogno, passionale o commerciale che sia, però si scrive – nel blog – per farsi leggere da un pubblico, quindi bisogna tenere conto di quel pubblico.

      • Marina
        15 dicembre 2014 alle 17:40 Rispondi

        Posso farvi una domanda? Ma le prime volte, come avete fatto ad “imporvi” al pubblico con i vostri articoli da ancora perfetti sconosciuti? Perché c’è un inizio per chiunque; sì, vada l’intervento azzeccato, la notizia commentata in modo intelligente, ma come lo “adescate” il pubblico di affezionati?
        E poi, da cosa valutate il grado di interesse del vostro blog, dal numero dei commenti ricevuti? Dalla quantità di visite registrate? Perché io, per esempio, visito molti blog e leggo cose interessanti ma raramente lascio un mio contributo. (Qua, invece, mi sto sbizzarrendo!) ;)

        • Daniele Imperi
          15 dicembre 2014 alle 17:47 Rispondi

          Quando ho iniziato, non c’erano i social media, però c’erano i forum – che ci sono ancora – quindi ti facevi conoscere anche lì.
          Il grado di interesse lo valuto dal numero e dalla qualità dei commenti.
          Sbizzarrisciti pure :D

  6. Chiara
    15 dicembre 2014 alle 10:31 Rispondi

    Farò sicuramente il test, appena possibile, perché sono molto curiosa.
    Quando ho un’idea, io apro un post nella cartella “bozze” di blogger, con un titolo provvisorio che forse non può nemmeno essere considerato tale: si tratta più che altro di alcune parole chiave che mi aiutano a focalizzare l’argomento.
    Il post è scritto il giorno stesso della pubblicazione. Solo in rari casi riesco a prepararlo in anticipo. Purtroppo la gestione di un blog è difficile da portare avanti quando si svolge un lavoro impiegatizio che fagocita buona parte della giornata. E, avendo anche la stesura del romanzo, che procede con lentezza disarmante, spesso mi riduco all’ultimo minuto.
    Spero di far parte di quei “nuovi blogger” che pubblicano contenuti originali e di qualità. Io provo spesso ad evitare il già detto e il già letto. Anche quando tratto un argomento “popolare” o prettamente tecnico, cerco di metterci qualcosa di mio, di interpretarlo in chiave personale. Non voglio fare “spiegoni” poiché li ritengo un po’ noiosetti.
    In generale, cerco a far appello a ciò che so e che conosco. Utilizzo le mie conoscenze e i miei interessi personali per offrire qualcosa di diverso e spero di riuscirci.
    Ogni giorno apprendo qualcosa di nuovo che mi aiuta a migliorare. E intanto procedo.

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2014 alle 13:50 Rispondi

      Bene, fammi sapere se sarai promossa :)
      Molti in ufficio riescono a scrivere per il blog, ma immagino che dipenda dal tipo di lavoro impiegatizio che hanno.
      Sì, il tuo blog, assieme a quello di altri lettori, fa parte di quel gruppo :D
      Gli spiegoni non piacciono neanche a me, fai bene ad avere quindi quell’approccio.

      • Chiara
        16 dicembre 2014 alle 11:15 Rispondi

        Con il post di ieri sono stata promossa! ;)
        In ufficio si possono utilizzare i tempi morti, capita anche a me di buttare giù qualche paragrafo, ma difficilmente riesco a scrivere un articolo nella sua interezza “in una volta sola”, anche perché io non impiego mai meno di un’ora. Inoltre io lavoro con le spalle rivolte al corridoio, e non mi piace smanettare quando ci sono troppi colleghi in giro. Molti di loro nemmeno sanno che ho un blog (intanto non ci capirebbero niente), è una “confessione” che ho riservato a pochi eletti! :D

  7. Enrico Filippucci
    15 dicembre 2014 alle 10:46 Rispondi

    Ciao Marina, anche io sono istintivo quando scrivo, il punto non è essere all’altezza delle aspettative dei lettori ma essere soddisfatti del proprio lavoro. Amare quello che si fa comporta un sforzo per produrre qualità, senza un minimo di ansia è difficile produrre qualcosa di qualità e è difficile migliorare.

    Se scrivi un post che tu stesso noti essere scarso o simile ad altri esistenti che gusto c’è? Ho scritto brutti post o post un po’ banali e ho cercato di renderli almeno decenti, ma non li cancello perché la perfezione non esiste e anche le ingenuità sono simpatiche.

    Ognuno ha i suoi obiettivi quando scrive.

    • Marina
      15 dicembre 2014 alle 13:22 Rispondi

      Grazie Enrico per la risposta! Mi piace l’espressione “ingenuità simpatiche”, anche perché sono d’accordo: prendere sul serio ciò che si fa è un conto, prendersi troppo sul serio un altro! ;)
      Ed è corretto dire che se si vuole fare un apprezzabile lavoro bisogna stressarsi un po’ ! Come una molla che ti spinge al miglioramento. Uhm, rifletterò!

  8. LiveALive
    15 dicembre 2014 alle 11:19 Rispondi

    Oh, piacerebbe tanto andare in Norvegia! Ma io, che abito in provincia di Treviso, non sono mai andato più lontano di Bari.

    È vero, le idee dopo un po’ perdono attrattiva: è così anche con i libri! Da un lato, bisogna far maturare l’idea e informarsi bene; dall’altro, però, sconsiglio di aspettare troppo, perché se no passa la voglia.

    Io questo post nella homepage non lo vedevo: sono dovuto andare su Facebook a vedere se c’erano nuovi post… Come mai?

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2014 alle 13:54 Rispondi

      Io in Norvegia vorrei viverci, invece :D
      Sì, anche coi romanzi mi è capitato questo: dopo un po’ di anni quelle storie non mi attirano più.
      In che senso non vedevi il post nella home page?

      • LiveALive
        15 dicembre 2014 alle 17:23 Rispondi

        Nel senso che l’ultimo post che vedo in homepage è quello di giovedì scorso…

  9. MikiMoz
    15 dicembre 2014 alle 12:00 Rispondi

    Povero me… credo che la maggiorparte dei miei post non faccia imparare nulla, non facciano riflettere, non diano nulla di culturale… XD
    Però ti giuro che mi impegno al massimo, sempre, per dare la maggiore qualità possibile anche alle c******!

    Moz-

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2014 alle 13:56 Rispondi

      Ma intrattengono :)

  10. Francesco Magnani
    15 dicembre 2014 alle 12:03 Rispondi

    Tengo un elenco di articoli sempre aggiornato: a volte riesco a svilupparli ed altre volte li cestino. Nel secondo caso decido sul momento l’argomento da trattare e scrivo di getto anche il giorno prima della pubblicazione.

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2014 alle 14:01 Rispondi

      Come mai non ti anticipi mai?

      • Francesco Magnani
        15 dicembre 2014 alle 14:15 Rispondi

        Quando riesco lo faccio e noto che è meglio, ma purtroppo il tempo è sempre poco.

  11. Grazia Gironella
    15 dicembre 2014 alle 14:36 Rispondi

    Non riesco a programmare bene cosa scrivere per un mese o più. C’è spesso qualche argomento che sento più caldo nei giorni in cui scrivo il post (di solito il lunedì o il martedì per il mercoledì), e preferisco assecondare l’istinto, visto che l’argomento “caldo” riesce meglio. Infatti hai ragione: dopo un po’ l’appeal dell’argomento evapora. Quel “po’”, per me, è abbastanza breve. Ho provato a fare il test, ma ho risposto “boh” a troppe domande. Mi piace però il tuo approccio esigente. Credo sia giusto mirare alto. A farci abbassare il tiro ci pensa già il fatto che non sempre riusciamo a essere all’altezza dei nostri obiettivi. Credo che tu, con Penna Blu, abbia ottimi motivi per essere contento del tuo operato. :)

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2014 alle 14:49 Rispondi

      Un tempo ero arrivato a programmare anche due mesi di post… assurdo. Però anche a me succede che alcuni temi voglia trattarli subito.
      Sì, sono contento, ma non soddisfatto al 100% :)

  12. Francesca Lia
    15 dicembre 2014 alle 23:13 Rispondi

    Appartengo a quel gruppo di “assurdi” che programmano i post di tutto il mese o anche più ;) ma posso fare cambiamenti improvvisi se l’ispirazione mi chiama su un certo argomento.
    Per scrivere contenuti utili è necessaria una disposizione al dialogo che si impara con tanto tempo ed esercizio. A volte ho paura ad introdurre argomenti nuovi, perchè temo che gli utenti non abbiano voglia di seguirmi. Altre volte scrivo post che non *servono* a nessuno in particolare, ma hanno un’altra funzione: chiarire la mia posizione su un argomento, fissare un mattoncino del mio “brand”.
    La tabella di autovalutazione è molto utile e la userò. Che ne dici di considerare anche la domanda “questo post spinge i tuoi lettori a interessarsi ai tuoi libri, comprare i tuoi prodotti (o qualsiasi cosa tu voglia ottenere) oppure no?”

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2014 alle 07:40 Rispondi

      Quindi sei di un mese in vantaggio, cioè hai già scritto i post di tutto il prossimo mese?
      Per gli argomenti nuovi dipende: intendi sullo stesso tema generale del blog?
      I post che dici non servono a nessuno sono importanti lo stesso, ti identificano, appunto, e sono utili anche agli altri, che magari ci si possono riconoscere.
      La domanda finale è interessante, ma io la terrei in considerazione per un prossimo test, dedicato proprio a quell’argomento. Che dici?

  13. 5 tipi di articoli da non pubblicare nel blog
    22 dicembre 2014 alle 05:00 Rispondi

    […] diverso tempo, invece, la mia mania della qualità nei contenuti mi fa stare attento, molto attento a non commettere più certi errori del passato. Pubblicando […]

  14. Bruno Vartuli
    28 gennaio 2015 alle 23:59 Rispondi

    publicare per me e’ farmi sentire, la qualita’ sarebbe quella di far contento or far ridere a chi vive una vita malinconica. Se anche con la mia scrittura esordiente riesco a sollevare l’anima di chi soffre tanto, la scrittura accademica non e’ paramount. Le parole che ci tengono insieme al livello mediocro sono sempre piu’ valorose.

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