Come migliorare i titoli dei post

Come migliorare i titoli dei post
Punta alla qualità dei titoli che scrivi per il tuo blog

10 modi per rendere un titolo magnetico e utile

Nell’immensità della rete esiste un solo elemento che vi permette di farvi notare fra i risultati che ormai appaiono non solo nelle ricerche sui motori, ma anche nelle condivisioni sui social media. Saper scrivere quell’unico elemento – che non è sufficiente per posizionarvi ai primi posti – renderà i vostri articoli avvantaggiati rispetto agli altri.

Si chiama titolo e spesso viene scritto di fretta, senza attenzione, senza cura. Ma un titolo efficace serve a ottimizzare il vostro post, un titolo che funziona spinge il lettore a leggere il vostro articolo. Saper scrivere un titolo, quindi, è uno dei principali compiti del blogger, anche se un po’ di creatività nei titoli vi permette di differenziarvi dal resto.

#1 – Attenzione alle parole

Un titolo è fatto di parole e anche poche. Sceglierle con la massima attenzione significa creare un titolo che può davvero essere una voce fuori dal coro. Nel coro, lo sappiamo tutti, non distingui un corista dall’altro. Il vostro titolo, invece, deve essere un solista: innalzarsi di fronte agli altri e sommergerli.

Come devono essere le parole del titolo?

  1. Semplici
  2. Chiare
  3. Dirette

“Come migliorare i titoli dei post” è un titolo che usa proprio queste parole.

#2 – Comunicare i benefici

Perché dovrei leggere il vostro post? Vi siete mai fatti questa domanda? Se la risposta è no, allora è il momento di farla. Il titolo comunica al lettore il motivo per cui dovrebbe leggere quel post. Sbagliate comunicazione e non avrete lettori.

Comunicate nel titolo quali sono i benefici dell’articolo. I motivi per cui bisogna leggerlo. “Come migliorare i titoli dei post” non sta forse comunicando i benefici che avrete leggendo questo articolo?

#3 – Curare la grammatica

Sembra scontato, eppure mi è capitato di trovare in alcuni titoli il classico “un” senza apostrofo davanti a femminile che inizia per vocale. Provate a cercare, per esempio, “Come ingrandire un immagine”.

In una sezione del sito di un famoso quotidiano si trova questo titolo: “Suspence nello spazio per il veterano Clooney e una Bullock da Oscar”. Nulla di strano? La grafia corretta della prima parola è suspense.

Li chiamate dettagli? Io li chiamo gravissimi errori, invece.

#4 – Non focalizzarsi sulla SEO

Se spesso parlo male di chi fa SEO, è solo perché molti non l’hanno fatta bene e continuano così. Sono in tanti a essere fissati con questa SEO, al punto da perdere di vista il vero scopo di un titolo e di un post.

Focalizzatevi sul messaggio da comunicare e sul suo destinatario: il lettore.

#5 – Evitare le americanate

In italiano le maiuscole si usano per i nomi propri, non per altro. Web va scritto in maiuscolo a inizio frase, così come tante altre parole che non sono nomi. Se avessi scritto il mio titolo “Come Migliorare i Titoli dei Post” lo avrei reso illeggibile.

Ovvio che si legga lo stesso, ma non “suona” strano un titolo così? Siamo americani o italiani? Lasciamo certe usanze confinate oltre oceano.

#6 – Non usare caratteri speciali

Un titolo è fatto di parole, non di simboli. Ho visto titoli che per “farsi notare” nelle pagine dei risultati usavano simboli come ˜ o parentesi quadre o perfino °°°. Sono elementi di distrazione, ma soprattutto sottraggono caratteri al numero massimo degli utilizzabili.

#7 – Curare l’ordine delle parole

Riscrivete il titolo più volte e scegliete quello che più riesce a colpire. Talvolta spostando alcuni gruppi di parole si ottengono risultati migliori. Vediamo un esempio.

  1. Titoli dei post: ecco come migliorarli: ho detto tempo fa che bisogna fare attenzione alla direzione di lettura, quindi è bene concentrare le parole chiave a sinistra. Ma un titolo deve essere anche discorsivo e questo non lo è. Nessuno cercherebbe mai questo argomento usando una frase del genere.
  2. Come migliorare i titoli dei post: le parole chiave sono a destra, è vero, ma il titolo è breve, conciso e contiene un verbo, posto all’inizio, che spinge all’azione.

#8 – Evitare i trucchi dei venditori di fuffa

Siete stufi dei super segreti svelati dai maghi di questo e quello? I 7 segreti per vivere meglio, i 3 passi per fare soldi online o come vivere senza spendere soldi. Che cosa hanno di sbagliato questi titoli? Una promessa non mantenuta.

Un titolo non deve contenere trucchi, ma la nuda e cruda verità. Non deve ingannare il lettore, che stupido non è.

#9 – Usare le ricerche degli utenti

È un modo per trovare idee per scrivere articoli. Ma è anche un modo per trovare titoli giusti. Non dico di usarle esattamente identiche, anzi. Riscrivetele in modo corretto, perché il più delle volte gli utenti sono sgrammaticati nelle loro ricerche.

Perché sono utili le ricerche degli utenti? Perché sono dirette, senza mezzi termini. Vanno dritte al nocciolo della questione. Il lettore che cerca online non ha tempo da perdere: non fateglielo perdere voi scrivendo titoli assurdi e incomprensibili.

#10 – Ricordare le 3 parole magiche per un titolo

  1. Curiosità: se riuscite a incuriosire chi legge il vostro titolo, leggerà anche il post.
  2. Viralità: se scrivete un titolo eccezionale, i lettori lo diffonderanno in rete come un virus. Sapete che parecchia gente condivide sui social senza neanche leggere il post? Si ferma al titolo: fatevi due conti ;)
  3. Soluzione: offrite ai lettori la soluzione che cercano. Siamo tutti in cerca di soluzioni a un nostro problema. Il titolo che scrivete deve suggerirla a voce alta.

#Bonus: Pensare al linguaggio parlato nell’era del mobile

Smartphone e traffico dati stanno cambiando il modo di navigare. Possiamo fare una ricerca nel web parlando al nostro cellulare. Nessuno cercherà più “hotel piscina verona”, perché si sentirebbe l’idiota del villaggio.

Come cercherà? Pronuncerà una frase grammaticalmente corretta. Ecco che la discorsività nei titoli assume un’importanza maggiore.

Come migliorereste i titoli dei vostri post? Vi sembrano utili questi consigli?

Categoria postPublicato in Blogging - Data post4 gennaio 2014 - Commenti10 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • MikiMoz 4 gennaio 2014 at 12:39

    Ne avevamo già parlato, una volta…
    Io non mi faccio problemi ad usare simboli o cose strane se il senso del post lo richiede.
    Nemmeno mi faccio problemi ad usare giochi di parole o titoli che sembrano non avere nulla a che fare col post…
    …sì, so che per una questione di reindirizzamento questo è sbagliato, ma per me il post è come un piccolo romanzo, nel senso che non è detto che il titolo debba svelare chiaramente cosa si trovi all’interno.

    Discorso diverso per altre rubriche che ho, tipo quelle dove recupero dal dimenticatoio cose dal passato: in quel caso i titoli sono diretti, per una questione di ordine… :)

    Moz-

    • Daniele Imperi 4 gennaio 2014 at 15:43

      Miki, il tuo è un blog fuori dal coro: le normali leggi che regolano il blogging non possono adattarsi al Moz O’Clock :D

      • MikiMoz 4 gennaio 2014 at 18:18

        Ahaha ma perché dici ciò?
        Non ha nulla di diverso rispetto ad un blog personale…

        Moz-

  • Lucia 4 gennaio 2014 at 14:19

    Grazie Daniele,
    mi è piaciuto molto questo elenco. Me lo stampo e lo tengo vicino al pc ;)
    Belli in particolare il 2 e il 9.
    A me piace creare titoli che finiscono con il punto interrogativo…mi danno l’idea di coinvolgere maggiormente il lettore nel cercare la risposta all’interno del post…sbagliato?

    • Daniele Imperi 4 gennaio 2014 at 15:45

      Non è affatto sbagliato, Lucia :)
      Certo, non puoi sempre scrivere post-quesiti, perché non è mai un bene esagerare, però la domanda crea sul serio coinvolgimento.

  • Alessandro Pozzetti - APclick 7 gennaio 2014 at 08:55

    Ciao Daniele,

    mi permetto di aggiungere un ulteriore punto ai tuoi 10 citati, ovvero: #11 – un titolo non dovrebbe superare i 65 caratteri.

    Questo perchè i motori di ricerca (come Google) mostrano nelle serp solamente i primi 65 caratteri (o poco più); tutto il resto viene tagliato.
    In questo modo gli utenti non vedrebbero il titolo per intero.

    Cosa ne pensi?

  • Leonardo Guerrini 8 gennaio 2014 at 21:46

    Finalmente un po’ di chiarezza sul titolo e sulla sua importanza! Grazie Daniele! :)

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