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La lunghezza dei testi narrativi

La lunghezza dei testi narrativi

Che cosa state scrivendo? Racconti, novelle, romanzi? Saghe, perfino? E su cosa basate queste distinzioni fra una tipologia di opera e l’altra?

Oggi voglio fare un breve viaggio alla scoperta della lunghezza dei testi narrativi, perché online ho trovato dati abbastanza diversificati.

I racconti bonsai o la micronarrativa

Che cosa sono i racconti bonsai? Lo dice il nome stesso: racconti ridotti. Ma non c’entrano nulla coi libri distillati. I racconti bonsai non sono storie tagliuzzate da un editore, ma scritte pensando in piccolo dall’autore.

Secondo me sono molto utili a chi vuole fare esercizi di scrittura. Ma credo siano utili anche a chi vuole imparare la sintesi.

Racconti di 300 parole

A me piacciono tanto. Qualche anno fa mi ero messo in testa di creare un’antologia di 366 racconti di 300 parole che avessero come elemento comune la morte. Ne ho scritti circa 80 e poi ho lasciato perdere. Ero arrivato a scriverne anche 5 in un giorno.

Qualcuno è stato pubblicato qui nel blog negli anni passati. Due li ho scritti per le selezioni della Delos e sono stati pubblicati nelle raccolte 365 racconti sulla fine del mondo e 365 storie d’amore.

Leggi un racconto di 300 parole: “Freddo”.

Racconti di 200 caratteri

O barzellette sotto forma di storie. Le ho definite così quando, anni fa, la casa editrice Edizioni XII aveva lanciato un nuovo concorso per la sua antologia dei Corti, racconti di 200, 900 e 1800 caratteri.

Quelli di 1800 caratteri in pratica corrispondono più o meno a quelli di 300 parole. Ma quelli di 200 sono stati difficili da scrivere. Hai lo spazio di 2 frasi per raccontare una storia. Sono circa 30 parole. Eppure ho vinto la selezione proprio con due racconti da 200 caratteri, quando ero convinto di vincerla con quelli da 1800.

Racconti di 900 caratteri

Sono la metà di quelli da 1800, quindi siamo sulle 150 parole. Non posso definirli a metà strada fra quelli di 200 e quelli di 1800, infatti quando li ho scritti per la selezione non ho potuto tagliare quelli lunghi il doppio, ma riscriverli da capo.

Anche in questi, come in quelli da 200, è molto importante la sintesi. Ho avuto in mente la situazione, quindi ho scritto la fine e l’inizio e poi lo “svolgimento”.

Leggi un racconto di 900 caratteri: “Approvvigionamento”.

I Racconti o le storie brevi

Il racconto vero e proprio viene in genere suddiviso in storie brevi e racconti lunghi (chiamati anche novelette). La lunghezza di una storia breve è compresa fra le 1000 e le 7500 parole.

Online ho trovato anche una lunghezza espressa in cartelle editoriali, ma secondo me è meglio a parole. Inoltre alcuni considerano la cartella di 1500 caratteri, altri di 1800 e altri ancora di 2000.

Per scrivere storie brevi di 1000 parole o anche di 7000 bisogna riuscire a essere concisi, a condensare nel più breve spazio tutto ciò che abbiamo da dire. Forse è più difficile che scrivere storie di 200 e 900 caratteri. E il motivo è semplice: hai più spazio e tendi ad allargarti, a dilungarti.

I racconti brevi secondo me vanno scritti imponendosi un limite di parole per incipit, svolgimento e conclusione. Analizzando i racconti pubblicati, ho visto che per la maggior parte – eccetto la micronarrativa – sono tutte storie brevi fra le 2000 e le 5000 parole.

Leggi una storia breve: “Grumi”.

I racconti lunghi o “novelette”

La loro lunghezza è compresa fra le 7500 e le 20.000 parole (qualcuno pone il limite massimo a 17.500). Le novelette sono ideali per un ebook, anzi credo che la maggior parte dei racconti in ebook in vendita siano proprio novelette.

Sono storie più ampie, che permettono quindi una narrazione più sciolta, non così serrata come per i precedenti racconti. L’ultimo racconto che ho scritto è lungo quasi 13.400 parole e sono venute fuori ben 37 pagine. Questo significa che in media il limite massimo per la novelette arriva a circa 55 pagine. Una bella storia, in fondo.

Leggi una novelette: “Il Sanatorio delle Coincidenze Esagerate”, un racconto fantastico.

Le novelle

Secondo la stessa fonte (Fiction Factor) la lunghezza di una novella è fra le 20.000 e le 50.000 parole (qualcuno pone il limite massimo a 40.000). Su Wikipedia si dice invece che la novella sia più breve del racconto.

Analizzando la lunghezza di alcune novelle nostrane, come per esempio quelle del Boccaccio, bisogna dare ragione a Wikipedia. Quelle prese dal Trecentonovelle di Francesco Sacchetti (XIV secolo) sono molti brevi, anche di poco superiori alle 1000 parole. Ce n’è perfino una di 312 parole.

Anche le novelle del Novellino, di un anonimo del XIII secolo, sono brevi. E così le Novelle di Francesco Vettori (XVI secolo).

Una de Le cento novelle antiche (anonimo del XIII secolo), la novella XXXIX, è lunga (o corta?) 77 parole. Avrebbe vinto la selezione dei Corti.

La Novella del Grasso legnajuolo (anonimo del 1489) supera di poco le 5000 parole. Neanche La novella del buon vecchio e della bella fanciulla di Italo Svevo (1926), divisa in 10 capitoli, raggiunge la soglia minima delle 20.000 parole, perché è inferiore alle 17.000.

Forse, mi azzardo a dire, la novella anglosassone ha quella lunghezza, mentre la novella italiana ne ha un’altra.

La definizione di “novella” data dal Treccani è:

Racconto, narrazione; con sign. specifico, nella storia della letteratura, breve narrazione, per lo più in prosa, di un fatto in tutto o in parte storico o reale, o anche del tutto immaginario e fantastico (ma comunque presentato con toni realistici), che si propone in genere di intrattenere e interessare gli ascoltatori o i lettori, spesso di sorprenderli, raramente perseguendo anche uno scopo didattico-morale.

Non si fa menzione di lunghezza.

L’etimologia di “novella” (dal Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani) ci dice che proviene dal diminutivo di novus, quindi annuncio di cosa nuova. Diventò poi “Narrazione di cosa favolosa (cioè contenente cose nuove, inaudite)”.

Sul sito Lettera 43 c’è un’altra distinzione fra novella e racconto, interessante da leggere.

I romanzi

Di lunghezza variabile fra le 50.000 e le 110.000 parole. Ma per qualcuno è sufficiente un limite superiore alle 40.000. E io penso la stessa cosa, mi sembra strano porre un limite massimo. O forse no?

Le saghe

Forse, quando la storia richiede tantissimo spazio, allora il romanzo diventa una saga, come Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin. Non possiamo considerarli solo semplici romanzi collegati uno all’altro, perché non c’è una vera fine nella conclusione di ogni romanzo.

Diverso è il discorso di Harry Potter, che non chiamerei saga vera e propria, ma piuttosto eptalogia.

Le saghe sono comunque una tradizione dei racconti popolari scandinavi e etimologicamente il termine proviene dal verbo “dire”, quindi la saga è il racconto. Propriamente la saga è un racconto storico e mitologico, anche se oggi viene usato con significato più esteso.

Avete informazioni più dettagliate sulle lunghezze e le differenze dei vari testi narrativi?

51 Commenti

  1. Agnese
    3 marzo 2016 alle 08:04 Rispondi

    Il mio problema è rispettare un numero di parole quando un racconto mi esce a flusso frutto di emozioni…come si sintetizzano le emozioni? :-)

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2016 alle 13:05 Rispondi

      Bella domanda :)
      Lascia solo le emozioni più forti o sintetizza la scrittura.

  2. Ivano Landi
    3 marzo 2016 alle 09:07 Rispondi

    Anche secondo me non esiste una soglia di sbarramento per i romanzi. “Alla ricerca del tempo perduto” di Proust ha, se ricordo bene, oltre 1.500.000 parole, ma l’ho sempre trovato definito un romanzo e non una saga.

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2016 alle 13:06 Rispondi

      Parli quindi dei vari romanzi che vendono separatamente?

      • Ivano Landi
        3 marzo 2016 alle 19:15 Rispondi

        Sono divisi in sette volumi per ragioni di praticità, ma in genere sono considerati come un unico romanzo.

        • Daniele Imperi
          4 marzo 2016 alle 08:21 Rispondi

          Quell’opera mi attira, mi sa che prima o poi la prendo.

  3. Salvatore
    3 marzo 2016 alle 09:19 Rispondi

    Per me una cartella standard è di 1800 caratteri. Chi dice 1500 o 2000 è fuori dal mondo o pensa solo al proprio supporto (ad esempio, quando Mondadori mi commissiona un racconto da quattro pagine intende sempre 14.000 caratteri. Le quattro pagine sono pagine da rivista). Io al momento mi sono standardizzato su lunghezze che variano dai 7000 ai 14000 caratteri. Più brevi o più lunghi non sono abituato a scriverne…

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2016 alle 13:06 Rispondi

      Anche io considero la cartella di 1800 caratteri. Credo sia il valore più comune e accettato.

      • Tenar
        3 marzo 2016 alle 14:34 Rispondi

        La cartella editoriale italiana è 1800 battute, che corrispondono più o meno a un foglio scritto con una vecchia macchina da scrivere. Poi molti editori accettano fino a un massimo di 2000 battute a cartella, ma è un’unità di misura comunemente usata, almeno in Italia. Al di là del numero effettivo di pagine, che è assai variabile, quando si comunica con un editore è sempre bene segnalare il numero di cartelle, specificando se si intendono da 1800 o da 2000 battute (sempre spazi inclusi).

        • Daniele Imperi
          3 marzo 2016 alle 14:43 Rispondi

          Non sapevo che i 1800 caratteri fossero la lunghezza di una pagina scritta con la macchina da scrivere.
          Mi pare che la Delos consideri 2000 battute per i racconti delle antologie “365 racconti…”.

          • Grilloz
            3 marzo 2016 alle 14:51 Rispondi

            In origine la cartella era di 30 righe da 60 battute, da cui i 1800 caratteri, però se ad esempio c’è molto dialogo e quindi molte righe sono quasi vuote il conto sballa un po’ :P

            • Daniele Imperi
              3 marzo 2016 alle 14:59 Rispondi

              I racconti che richiedeva la Delos per le sue antologie infatti consideravano le 30 righe da 60 battute. E il problema si poneva proprio per i dialoghi, perché la regola principale erano le 30 righe da rispettare. Quindi un racconto con tanti dialoghi non andava bene, perché avevi poco spazio per la narrazione.

  4. Elisa
    3 marzo 2016 alle 12:24 Rispondi

    ciao Daniele, penso che i numeri da te citati nel post siano corretti, ma non lo è assolutamente il parametro di riferimento, ovvero il numero di parole. Quello corretto è il numero di battute, che è tutt’altro…
    Per i romanzi c’è chi inizia dalle 60.000 battute.

    • Grilloz
      3 marzo 2016 alle 12:58 Rispondi

      Il conteggio in parole è il metodo americano, in caratteri è il conteggio più in voga in italia, in realtà sono entrambi metodi approssimati per calcolare le cartelle editoriali, un retaggio del passato, quando ancora si scriveva a macchine.
      In genere si calcola 300 parole o 1800 caratteri (spazi inclusi) una cartella, anche se bisogna tener conto che americani e italiani usano formato di carta differente e che le parole italiane sono in media più lunghe di quelle americane. Però approssimativamente i numeri tornano ;)

      • Daniele Imperi
        3 marzo 2016 alle 13:09 Rispondi

        Infatti il conteggio a parole l’ho trovato sempre nei siti americani, ma anche in qualcuno italiano.

        • Grilloz
          3 marzo 2016 alle 13:16 Rispondi

          Ed è anche per questo (word è americano) che word nella barra di stato da di default il conteggio in parole. Comunque, per esperienza, 300 parole per cartella più o meno funziona, utile per avere il colpo d’occhio senza doversi fare le conversioni ;)

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2016 alle 13:08 Rispondi

      Ciao Elisa, anche secondo me è più corretto considerare i caratteri, che sono comunque dei simboli, anziché le parole, che sono formato da un numero molto variabile di caratteri.

  5. monia74
    3 marzo 2016 alle 12:30 Rispondi

    Io parto da zero, sono nuovissima alla materia, e mi sa che tutto quanto dici possa risultare utile come esercizio. Personalmente, sono partita scrivendo di getto due romanzi che alla fine hanno circa 200 pagine (sono bozze, quindi magari metà è da cestinare, chissà..). Poi da qualche mese sto invece iniziando a divertirmi con racconti, cercando di capire cosa sono e se sono capace. Quello da 200 caratteri mi stuzzica, magari posso provare :)

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2016 alle 13:11 Rispondi

      Sarebbe bello iniziare con un racconto da 200 caratteri trasformandolo via via in un racconto da 900, da 1800, fino ad arrivare al racconto breve, al racconto lungo, alla novella :)
      Ma penso che io morirei di noia…

      • Grilloz
        3 marzo 2016 alle 13:17 Rispondi

        O fare l’opposto ;) partire dal lugo e accorciare.

        • Daniele Imperi
          3 marzo 2016 alle 13:48 Rispondi

          Sì, forse è più facile :)
          Così sviluppi la sintesi.

          • Grilloz
            3 marzo 2016 alle 13:51 Rispondi

            Mmm, non so quanto sia facile passare da, chessò, 15000 caratteri a 200, mantenendo il senso della storia, però è un bell’esercizio ;)

            • Daniele Imperi
              3 marzo 2016 alle 14:14 Rispondi

              Non passi da 15.000 caratteri a 200 direttamente, ma per gradi, secondo le varie forme che ho elencato.

          • Grilloz
            3 marzo 2016 alle 14:18 Rispondi

            Sì, esatto, sarei curioso di vedere il risultato :) e magari, dopo, da 200 risali per gradi, alla fine hai due racconti di 15000 caratteri da confrontare :D

  6. sandra
    3 marzo 2016 alle 12:36 Rispondi

    Anch’io ragiono in battute. L’editore che mi ha chiesto 100 mila parole tassative, mi ha costretto a sotterfugi tipo se mi serviva una mela era una Granny Smith perchè sono due parole invece di una renetta. Questo non ha il minimo senso, infatti si vede come è andato il romanzo… Oggi si tende alla brevità, ma spacciare per romanzi racconti lunghi trovo abbia un fondo di disonestà.

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2016 alle 13:12 Rispondi

      100.000 parole con una media di 6 caratteri a parola è diverso da 100.000 parole con una media di 8 caratteri a parola. Vengono fuori romanzi con numeri diversi di pagine.
      Meglio usare i caratteri.

  7. Andrea Cabassi
    3 marzo 2016 alle 17:32 Rispondi

    Visto che con i numeri di parole/caratteri/cartelle/pagine si crea confusione, meglio usare il peso., Es: ho scritto un romanzo da 450 grammi, sotto i 50 grammi è un racconto :D

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2016 alle 17:58 Rispondi

      D’altronde la lettura ha il suo peso sulla cultura dell’uomo :)

    • Grilloz
      3 marzo 2016 alle 18:03 Rispondi

      quindi bisogna stamparlo? e su che tipo di carta? va bene quella da 100g/m2?

      • Ryo
        3 marzo 2016 alle 20:10 Rispondi

        Sì, meglio se con scappellamento a destra prematurato ;-)

  8. la mori
    4 marzo 2016 alle 16:59 Rispondi

    Per me questo post è stato un tramite per leggere i tuoi racconti: complimenti! “Freddo” mi ha colpito forse più di tutti: spesso dopo giorni e giorni tutti uguali, tutto cambia, e in questo caso finisce, in un attimo. E’ proprio così la vita, e anche la morte.

    • Daniele Imperi
      5 marzo 2016 alle 07:27 Rispondi

      Grazie della lettura :)
      “Freddo” faceva parte della raccolta dei racconti di 300 di parole.

  9. Chiara
    4 marzo 2016 alle 17:17 Rispondi

    Il romanzo è “a partire da”… ? Perché a me 110.000 parole sembrano poche. La maggior parte di quelli che ho letto secondo me ne hanno di più. E il mio è già oltre le 48.000 parole (circa 90 pagine), forse di più, ma non ho nemmeno finito la prima parte… su 4!!! Okay che interi paragrafi saranno tagliati in revisione, perché all’inizio ho messo troppa carne al fuoco, e che di queste ne salverò si e no la metà, però mi sembra un po’ limitativa questa lunghezza. :)

    • Grilloz
      4 marzo 2016 alle 18:04 Rispondi

      seguendo la stima 300 parole a pagina 110000 parole sono più di 360 pagine, a me sembra già un romanzo abbastanza lungo :D (non guardare il numero di pagine word, sono fuorvianti ;))

      • Chiara
        7 marzo 2016 alle 08:37 Rispondi

        Secondo me questo romanzo supererà le 400 pagine. C’è da dire comunque che molto di quanto scritto finora se ne andrà via. :)

    • Daniele Imperi
      5 marzo 2016 alle 07:31 Rispondi

      La lunghezza massima non esiste per me. Ma 50.000 parole sono circa 150 pagine, un romanzo breve come ce ne sono molti.

  10. nino carmine di rubba
    4 marzo 2016 alle 19:38 Rispondi

    Che dire di Daniele? : Molto e di più. Complimenti.

    • Daniele Imperi
      5 marzo 2016 alle 07:31 Rispondi

      Grazie Nino.

  11. Celeste
    6 marzo 2016 alle 21:57 Rispondi

    Molto bella l’idea dei racconti bonsai, ho in mente da un po’ l’idea di provare a scriverne qualcuno…

    • Daniele Imperi
      7 marzo 2016 alle 08:24 Rispondi

      Provaci, li ho trovati molto utili e penso ne scriverò ancora.

  12. Lisa Agosti
    7 marzo 2016 alle 18:34 Rispondi

    Se posso permettermi, credo che 50000 parole siano un po’ poche per un romanzo.

    Ci sono case editrici che considerano solo testi da 60000 o 70000 parole in su per la categoria “romanzo”.

    • Daniele Imperi
      8 marzo 2016 alle 08:25 Rispondi

      Sono circa 150 pagine. Dipende da cosa scrivi. Ho letto romanzi così brevi. Certo, ce ne sono pochi, ma ci sono.
      Su molti siti di case editrici ho letto anche io che richiedono lunghezze maggiori.

      • Lisa Agosti
        8 marzo 2016 alle 18:21 Rispondi

        50000 parole sono meno di 100 pagine, a meno che siano stampate a caratteri cubitali.

        • Grilloz
          8 marzo 2016 alle 19:39 Rispondi

          Allora, ho aperto un testo a caso in italiano, 94694 caratteri (spazi inclusi) per 15418 parole, considerando la cartella classica da 1800 caratteri fanno circa 52 cartella, quindi sarebbero 296 parole a cartella, con l’approvazione di 300 parole a cartella 50000 parole corrispondono a poco più di 160 cartelle.

    • Grilloz
      8 marzo 2016 alle 09:01 Rispondi

      Io personalmente classifico come romanzo un testo che supera le 100 pagine, ma è una mia idea personale, e mi piace quel numero tondo tondo :D
      comunque ho trovato questo, che fa distinzioni per generi
      http://theswivet.blogspot.com/2008/03/on-word-counts-and-novel-length.html
      credo che però in italia siamo meno legati al numero di parole/pagine di un romanzo rispetto agli americani.

      • Daniele Imperi
        8 marzo 2016 alle 09:05 Rispondi

        Distinguere se si tratti di romanzi per adulti e ragazzi per me è sensato, ma parlo di ragazzini, non di liceali. La differenza per generi narrativi mi pare esagerata e poco sensata, anche.

        • Grilloz
          8 marzo 2016 alle 09:42 Rispondi

          Sì, lo penso anch’io, mi ha fatto sorridere tanta precisione, ma forse è proprio un mondo diverso, hai notato quanta poca differenza c’è tra lunghezza minima e massima?

          • Daniele Imperi
            8 marzo 2016 alle 10:09 Rispondi

            Sì, soprattutto questa differenza mi fa sorridere:
            hard sf = 90k to 110k
            space opera = 90k to 120k

            Ma forse più questa:
            romantic SF = 85k to 100k
            urban fantasy = 90k to 100k

            :)

  13. Mara Cristina Dall'Asen
    7 marzo 2016 alle 23:36 Rispondi

    Non so, a me rinchiudere tutto dentro numeri mi lascia sempre perplessa. Ci sono romanzi cortissimi che son capolavori. Poi 50.000 parole non sono proprio poche. Il mio secondo romanzo sono 79.600 parole circa (457.000 caratteri spazi inclusi), ma sono 305 pagine stampato. Formato 14×21, 33 righe per pagina, margini 2-2 e non c’è una pagina bianca di rispetto, escluso quelle finali, ma allora siamo a 312 pagine. ciao… leggo sempre tutto ma intervengo poco…

    • Daniele Imperi
      8 marzo 2016 alle 08:28 Rispondi

      Infatti il numero di parole e quello delle pagine finali stampate sono due cose diverse. Prendi un romanzo per ragazzi, illustrato anche: è scritto con caratteri più grandi e ha pagine illustrate e disegni sparsi qui e là nel testo e magari va avanti per 300 pagine, quando quelle effettive potrebbero essere la metà.

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