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7 nuovi esercizi di scrittura creativa

Dalle selezioni editoriali ai suggerimenti di scrittura: la parola d’ordine è scrivere
7 nuovi esercizi di scrittura creativa

Per migliorare la propria scrittura – come dice Stephen King e anche altri – bisogna scrivere tantissimo, oltre a leggere tantissimo. Io scrivo ogni giorno, non solo i post per i miei due blog ma anche il romanzo per il self-publishing e i racconti da pubblicare qui.

Ma non credo sia sufficiente, anzi non lo è. Perché? Perché per migliorare sul serio dobbiamo scrivere seguendo stimoli esterni. Ok, una storia ci viene in mente grazie al mondo esterno, e per mondo esterno intendo un insieme di esperienze fatte dalla vita quotidiana, dalle letture, dalle nostre emozioni, sensazioni, paure, dai nostri sogni e desideri. Tutto questo finisce in un frullatore immaginario che crea il succo della nostra storia.

Però abbiamo anche bisogno di scrivere seguendo un percorso più difficile, imposto da altri, in un certo senso. Io l’ho provato varie volte e funziona, senti la mente stimolata, senti la tua creatività in azione, senti gli ingranaggi del cervello che stridono, perché la tua macchina creativa non sta più seguendo una strada piana, ma una sterrata in salita, piena di sassi e altri ostacoli da superare.

La metafora regge, perché ho davvero faticato di più a scrivere storie in questo modo che quando le scrivo con la piena padronanza di quella cosa inesistente che i più chiamano ispirazione. È così che, dopo aver parlato di sette modi per inventare storie e di altri dodici per scriverle, oggi ritorno sul tema, selezionandone ulteriori 7+1 e dividendoli in due gruppi.

Concorsi di scrittura

Ne ho parlato tempo fa, a me in genere non piacciono. O, meglio, io divido questi concorsi in 2 categorie:

  1. concorsi letterari utili: quelli finalizzati a una pubblicazione, che sia un’antologia, una rivista o qualsiasi altro supporto cartaceo o elettronico;
  2. concorsi letterari inutili: quelli in cui vinci un premio, una targa, una pacca sulla spalla, e magari devi pure pagare un’iscrizione.

Un autore, specialmente agli inizi, sconosciuto, ha bisogno di pubblicare, sì, di vedere quel maledetto nome stampato, nominato, commentato. Ne va della sua autostima, che non è certo cosa da sottovalutare. Un successo, per quanto piccolo, fa bene alla salute mentale della persona. Concorre a superare problemi e insicurezze.

Concorso VinciRobin

Se vi iscrivete alla newsletter trimestrale di Robin Edizioni, riceverete Storie di Robin, in pratica l’elenco degli ultimi libri del catalogo, di solito una trentina. Ma c’è di più. C’è un concorso interessante, chiamato VinciRobin. In cosa consiste?

Semplice – si fa per dire: scrivere un racconto breve usando tutti i titoli dei loro libri menzionati nella newsletter. Io ho partecipato in tutto cinque volte – il verdetto della quinta ancora deve arrivare – e una volta ho vinto. Nel sito della casa editrice c’è anche un archivio con tutti i racconti pubblicati in ogni newsletter e a questa pagina c’è il mio, del 2 agosto 2011.

Perché è utile partecipare?

  • Perché potete vincere tutti i libri della newsletter (io ne vinsi 30).
  • Perché scriverete un racconto breve difficile, vista l’eterogeneità delle parole e dei concetti da usare.
  • Perché sarete pubblicati nel sito dell’editore e nella newsletter.

Io lo trovo un modo simpatico e stimolante di scrivere. E voi?

Le selezioni della Delos Books

Questa casa editrice ha un forum dedicato agli scrittori. Ci sono tante sezioni e molte apposite per chi vuol farsi conoscere scrivendo.

Una di queste sezioni si chiama Le iniziative di Delos Books e ogni tanto propone una selezione per antologie di racconti. Io ho partecipato 3 volte e 2 ho vinto:

  1. 365 storie sulla fine del mondo
  2. 365 storie d’amore

Ci sono anche altre sezioni con selezioni, come:

  1. Delos Digital
  2. Writers Magazine: in questa ho vinto la selezione Tutti i mondi di Mondo9

Storie di caffè

Ogni caffè ha la sua storia.

Questo è il motto di un concorso che prevede la continuazione di una storia partendo da uno dei 5 incipit scritti da Luciano De Crescenzo. C’è tempo fino al 7 settembre 2014 per partecipare e scrivere una storia col caffè come tema.

Che cosa si vince? Le storie più belle saranno pubblicate in un libro disponibile in tutti gli Autogrill. Io ho già scelto il mio incipit e a breve penserò a cosa scrivere.

Scrivere storie da suggerimenti

Spunti, più o meno evidenti, che hanno il potere di stimolare, far nascere idee che si trasformano in storie. Ne segnalo 5, anche se ne ho provati personalmente solo 2, ma vorrei riuscire a sperimentarli tutti.

Scrivere una storia da una poesia

Non certo vostra, non vale, anche se come esercizio ha sempre il suo valore. Prendiamo Poe: ha scritto delle poesie da brivido e per un autore che scrive horror rappresenta un buon terreno di caccia.

Trasformare una poesia in un racconto non so se sia un’impresa facile. Di certo abbiamo già a disposizione la trama, ma riusciremo a mantenere la stessa atmosfera del poeta?

Gli esercizi di Minuti scritti

C’è questo libro sulla scrittura, di Annamaria Testa, che mi ha dato il classico filo da torcere. 12 capitoli per altrettanti esercizi. L’ottavo, poi, mi ha bloccato per quasi 3 settimane.

Non pensate che siano i soliti esercizi sulla scrittura, perché, per quanto possiate immaginarveli, non riuscirete mai ad andarci neanche lontanamente vicino. Sono tutti differenti, e anche a tempo, eccetto uno o due.

Però è stata una bella battaglia, anzi sono state 12 belle battaglie, che non so se sono riuscito a vincere. Ho scritto quello che c’era da scrivere, certo, e da uno di quegli esercizi è anche nato il mio racconto Zucchero filato, ma l’insegnante non li ha visti.

Il dizionario segreto

Qualche giorno fa ho creato un dizionario speciale nel blog, prendendo le parole nuove o poso usate che trovavo nelle mie letture. Su quelle parole io ho già fatto tutti i miei esercizi.

Come scrivere storie usando il dizionario segreto? Prendendo una o più di quelle parole e creandoci attorno una trama e sviluppandola. Tirate fuori a caso una o più lettere dell’alfabeto e prendete le parole che più vi colpiscono o le prime che notate. Oppure usate le lettere delle vostre iniziali. Insomma, scegliete voi il modo che più vi piace.

La tecnica dello storytelling

Ora, storytelling significherebbe semplicemente raccontare storie, ma il termine viene usato per indicare un tipo particolare di storie. Di solito si parla di storytelling aziendale, quindi storie che vedono la marca – cacchio, non l’ho chiamata brand! – come parte di quelle storie.

Qui non dobbiamo parlare di storytelling aziendale, ma devo fare 2 esempi per farlo capire a chi non conosce questa tecnica di copywriting.

  1. In uno storytelling visuale (storia filmata) Google appariva appena, svolgendo la sua funzione, quella di motore di ricerca che permetteva a due vecchi amici di potersi incontrare dopo tantissimi anni.
  2. In un altro video due amiche usavano Skype per mettersi in contatto e poi vedersi.

L’azienda, la marca, il brand o quello che volete non sono i protagonisti delle storie, ma le persone che usano i loro prodotti o servizi.

Come potete usare lo storytelling per fare esercizi di scrittura? Scrivete una storia su un problema sociale, ambientale, di cronaca, per sensibilizzare il pubblico.

Un esempio? Il neurologo Oliver Sacks – qualcuno avrà visto il film Risvegli con Robert De Niro e Robin Williams: ebbene, è tratto dal suo libro omonimo – ha scritto dei racconti-documento basati sulle storie dei suoi pazienti, mettendo in luce casi di neurologia e permettendo al mondo di conoscere problemi che neanche possiamo immaginare.

Il suo libro L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello è uno di quei libri che mi hanno segnato, che ricorderò sempre e che mi ha spinto a comprare altre opere dell’autore.

Bonus: dimmi che storia scrivere

È di giovedì scorso il mio post-meme in cui chiedo ai lettori di suggerire una storia da scrivere ai blogger-scrittori che seguono. Vi piace scrivere e avete un blog? Lanciate lo stesso meme. Chiedete ai vostri lettori un racconto breve da scrivere.

Bene, io ho finito con questi ulteriori esercizi di scrittura. Chi sa se me ne verranno altri in mente. Così, per furbizia, chiedo a voi: che altro potete aggiungere al mio elenco odierno e a quelli passati?

39 Commenti

  1. Chiara
    20 maggio 2014 alle 10:44 Rispondi

    Ti ringrazio per aver segnalato il concorso “Storie di caffè”: manca ancora molto tempo, prima di poter partecipare, per cui ho tutto il tempo per progettare un buon racconto.

    Sto cercando anche io di impegnarmi su più fronti (blog, romanzo e concorsi) perchè la variabilità dei progetti mi aiuta non incagliarmi solo su uno.

    Il problema è il tempo: leggere e scrivere ogni giorno è difficilissimo per chi lavora a 30 km da casa e sta fuori tutto il giorno.

    Alla sera o nei tempi morti a volte mi dedico a questo, ma dopo il lavoro ho anche voglia di stare con mio marito…

    Cerco di ritagliarmi i miei spazi, ma l’equilibrio è molto fragile. Da un lato, la scrittura è una passione, e il cartellino lo timbro già in ufficio. Dall’altro, occorre una grande disciplina se non vogliamo fare solo parole. Impegno e costanza sono elementi fondamentali per andare avanti con una certa sicurezza :)

    Buona giornata
    Chiara

    • Daniele Imperi
      20 maggio 2014 alle 10:59 Rispondi

      30 km non sono pochi. Se usi i mezzi, ecco che puoi impiegare quel tempo a leggere. O a prendere appunti per le tue storie.

      E ovviamente se hai famiglia, il tempo per te stessa diminuisce. Avrai tempi più lunghi, questo sì, ma organizzati per scrivere tot minuti fissi al giorno.

      • Chiara
        20 maggio 2014 alle 15:29 Rispondi

        Per il momento sono costretta ad utilizzare l’auto, in quanto il mio orario lavorativo non è compatibile con quello del treno. Il tipo di lavoro che svolgo adesso mi vincola molto ad esigenze contingenti. Se in futuro cambierò mansione andando in un ufficio in cui vige maggiore flessibilità potrò usufruire del treno.. e non vedo l’ora.. visto che l’auto costa non poco!
        In ogni caso, nonostante trovare il tempo spesso sia difficile, sono riuscita a ritagliarmi dei piccoli spazi. Se ci sono giornate poco impegnative faccio qualche ricerchina per il romanzo o prendo appunti sull’agenda (al lavoro non scrivo MAI..poca concentrazione, poco tempo e troppi occhi), se in pausa pranzo sono sola leggo un po’, al martedì e al giovedì quando mio marito è in palestra ne approfitto per scrivere un po’ più del solito… e ovviamente il weekend. So che posso fare poco… ma cerco di fare un pochino tutti i giorni. La costanza aiuta molto. Venti minuti di sole ogni giorno abbronzano quanto una domenica di full immersion :D

  2. Tenar
    20 maggio 2014 alle 11:38 Rispondi

    Io mi trovo molto bene con Delos. Delos digital pubblica molto (di ogni collana esce un racconto lungo ogni martedì)e quindi offre agli esordienti molto spazio. Non conosco la realtà delle antologie, ma per i racconti selezionati per Delos digital c’è un regolare contratto (considerando i volumi di vendita e i prezzi degli e-book si può puntare a pagarsi il caffè, magari una pizza, non certo a diventare ricchi). I tempi tecnici sia di valutazione che poi di pubblicazione si calcolano in qualche mese (ho inviato a dicembre per racconti che saranno pubblicati da giugno in poi).
    Penso che per un esordiente sia un’ottima possibilità perché le collane sono molte, si spazia dalla fantascienza al giallo classico, i contratti in linea col mercato e le persone che se ne occupano sono davvero competenti. Personalmente ho anche fatto amicizia con gli altri autori della collana per cui scrivo (Sherlockiana), per cui il riscontro è proprio ottimo su tutti i fronti.

    • Daniele Imperi
      20 maggio 2014 alle 14:44 Rispondi

      Devo riuscire a partecipare attivamente a Delos Digital, allora. Con l’editing come ti sei trovata?

      • Tenar
        20 maggio 2014 alle 22:06 Rispondi

        Io bene. Sherlockiana è una collana un po’ particolare, perché gli apocrifi sono rigorosamente in stile ottocentesco (e i fan sono molto pignoli) quindi sono molto attenti al lessico e alla coerenza con il canone. Il direttore della collana è un esperto in materia. Per le altre collane e le antologie non so. Di sicuro Franco Forte è una garanzia, ma immagino che non possa occuparsi di tutte le collane…

        • Daniele Imperi
          21 maggio 2014 alle 07:37 Rispondi

          Ieri ho fatto un salto sul forum Delos Digital, però non ho mica capito come si fa a partecipare a queste collane. Nel post ho parlato delle iniziative inserite in quella sezione del forum, ma tu parli proprio di collane e in tutte quelle che ho visto non ho trovato linee guida.

          • Tenar
            21 maggio 2014 alle 16:57

            In parte ci sono dei concorsi annuali. Per sherlockiana c’è ad esempio lo Sherlock Magazine Award che scade a dicembre, i miei racconti che usciranno nella collana sono stati selezionati tramite il concorso. In altri casi so che ci sono degli appositi bandi, ogni tanto ne ho letti sui siti Delos, immagino che spulciando lì saltino fuori.

          • Pietro 57
            28 ottobre 2016 alle 17:15

            Forse cercavi i “Premi letterari Delos Books”, se è così prova a questo indirizzo
            “Premi.delosbook.it”. Forse cercavi il premio “Sherlock Magazine Award-2016”
            che scade afine anno. Ve ne sono anche altri. Spero di esserti stato utile.
            A risentirci.

          • Daniele Imperi
            28 ottobre 2016 alle 17:26

            Grazie, Pietro.

  3. helenia
    20 maggio 2014 alle 12:50 Rispondi

    Mi piace molto questo post! Molto costruttivo . ;)

  4. Grazia Gironella
    20 maggio 2014 alle 14:50 Rispondi

    A me partecipare ai concorsi è stato molto utile. Dopo le prime volte ho iniziato a scegliere quelli con pubblicazione e/o premio in denaro non simbolico. Avere buoni risultati ai concorsi è un incoraggiamento niente male, e come i racconti su suggerimento mette in moto i neuroni e la fantasia. Alcuni suggeriscono di scegliere un sostantivo, un aggettivo e un verbo a caso dal dizionario e poi cercare di ricamarci sopra una storia. Difficile, sull’orlo dell’assurdo, ma se ce la fai sei un mago.

    • Daniele Imperi
      20 maggio 2014 alle 16:38 Rispondi

      Anche quel metodo del dizionario può servire e più è difficile e meglio è :)

  5. Sarà stato per il caffè | Scrivere per caso
    20 maggio 2014 alle 14:51 Rispondi

    […] e prendere tempo, ho scritto una storia al volo. L’idea mi è venuta (al solito) leggendo il post di oggi su Penna Blu. Uno degli esercizi si chiama Storie di caffè e prevede di partire da un incipit di Luciano de […]

  6. Girolamo
    20 maggio 2014 alle 14:54 Rispondi

    Robin Edizioni? Non mi interessa sapere cosa fanni gli editori a pagamento.

    • Daniele Imperi
      20 maggio 2014 alle 16:39 Rispondi

      A me risulta a doppio binario, stando a quanto ho letto nel sito Writers’ Dream.

  7. Fabio Amadei
    20 maggio 2014 alle 18:33 Rispondi

    Scrivere scrivere e ancora scrivere. Allenamento e disciplina, come nella vita. Grazie per i tuoi consigli preziosi.

  8. Manu
    20 maggio 2014 alle 21:50 Rispondi

    grazie per questo articolo, è molto istruttivo. In questi ultimi mesi ho cercato di partecipare a un po’ di concorsi, forse ho puntato troppo su quelli “inutili” (e non ho ancora capito cosa vogliono certe commissioni!)
    Molte iniziative che hai descritto non le conoscevo, provvederò sicuramente a informarmi!

  9. Attilio Nania
    21 maggio 2014 alle 11:20 Rispondi

    Dunque, la considerazione numero uno è: accidenti, non è facile trovare la parola “cacchio” in un articolo di Pennablu!

    E poi, considerazione numero due: se il concorso è finalizzato alla pubblicazione di un romanzo o di un’antologia sconosciuti al pubblico e che non verranno mai letti da nessuno, o dei quali addirittura devono essere i vincitori ad acquistarne un certo numero di copie, allora il concorso rientra nella categoria degli inutili.

    • Daniele Imperi
      21 maggio 2014 alle 12:13 Rispondi

      M’è scappata quella parolaccia, spero non mi scomunichino!

      Concorsi come quelli che citi sono inutili anche per me.

  10. Kinsy
    25 maggio 2014 alle 21:06 Rispondi

    Al solito ne sai una più del diavolo! Ma una volta questa non era una prerogativa tutta femminile?
    E poi mi chiedo: ma tu hai le giornate di 70 ore? Dove diavolo lo trovi tutto questo tempo?

    • Daniele Imperi
      26 maggio 2014 alle 09:40 Rispondi

      E da quando la fantasia è tutta femminile? :D
      Tempo? Per scrivere post, intendi?

      • Kinsy
        31 maggio 2014 alle 07:41 Rispondi

        Tempo per scrivere tutto!

  11. Claudia
    29 maggio 2014 alle 10:08 Rispondi

    Ciao Daniele, avrei bisogno di un aiutino!
    Mi interessa molto “Concorso VinciRobin” così mi sono iscritta alla news letter con tanto di conferma. Speravo, pensavo… che arrivasse nel giro di un giorno o due la lista dei libri che mi sarebbero serviti per la creazione di una storia, ma niente di niente (mi sono iscritta il giorno in cui hai pubblicato questo post)!! Arriva ogni tot di tempo la news letter con i titoli???

    • Daniele Imperi
      29 maggio 2014 alle 11:06 Rispondi

      Ciao Claudia, la newsletter arriva 4 volte l’anno, quindi ormai devi aspettare la prossima :)

  12. Claudia
    29 maggio 2014 alle 11:17 Rispondi

    :-(!!! Ok grazie :-) Bene a sapersi ;-)

  13. Come scrivere un racconto e vincere il concorso VinciRobin
    26 agosto 2014 alle 05:00 Rispondi

    […] le sue edizioni, 4 l’anno, ma soltanto a sei in totale. Avevo inserito il VinciRobin fra i 7 esercizi di scrittura da fare, perché credo sia uno dei più complicati e […]

  14. Prova a scrivere (e raggiungi i tuoi obiettivi)
    30 dicembre 2014 alle 07:51 Rispondi

    […] E tu hai provato a mettere sotto pressione il tuo modo di lavorare? Secondo te è giusto uscire dalla comfort zone? Lascia un commento, affrontiamo insieme il tema. Subito dopo ti consiglio di dare uno sguardo agli esercizi di scrittura creativa di Pennablu. […]

  15. Valentina
    22 settembre 2015 alle 16:38 Rispondi

    Ciao Daniele, questo post mi è piaciuto moltissimo e mi ha dato molti spunti, tanti che a forza di seguirli mi sono persa :-)
    Sicuramente li avrei già indicati in uno dei tuoi post, ma io suggerisco comunque i miei:
    – scrivere un racconto breve partendo da 3 minuti di osservazione di uno sconosciuto
    – scrivere partendo da due parole pescate a caso nel dizionario
    – scrivere secondo il principio del “e se invece…”: cioè inventare un nuovo finale a una storia (può essere anche un film, non necessariamente un libro)
    Adesso mi intrufolo in qualche vicoletto e continuo il viaggio nel labirinto dei tuoi post (e oltre, perché mi spari sempre in posti interessanti) :) Ciao, grazie!

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2015 alle 16:49 Rispondi

      Ciao Valentina,
      il primo è interessante e non lo avevo indicato. Il 2° potrebbe quasi rientrare nel binomio della fantasia: http://pennablu.it/7-modi/, ma è diverso.
      Il terzo è simile a quello che ho nominato nei 12 modi per scrivere storie, però parlavo non di riscrivere il finale ma di continuare la storia dal finale.
      Grazie a te per apprezzare i miei post :)

      • Valentina
        22 settembre 2015 alle 17:05 Rispondi

        Ciao Daniele, il terzo l’avevo letto, nella forma in cui lo proponi tu. Credo che inventare un nuovo finale possa essere interessante perché a volte le nostre storie prendono strade diverse da quelle ideate inizialmente (so che sei un grande pianificatore, e fai bene, ma non tutti lo siamo altrettanto :-) ), quindi è possibile, almeno nel mio caso, che dobbiamo sacrificare un finale già strutturato in funzione di un altro.
        Il primo: mi piace. Può essere una persona che cammina, che lavora in un bar, che guarda una vetrina piena di cioccolata… :-)
        A presto!

  16. Daniele Imperi
    22 settembre 2015 alle 17:07 Rispondi

    Sono un pianificatore ma la mia trama e la mia scaletta sono un po’ elastiche, almeno nei racconti tendo sempre a modificare qualcosa.

  17. Francesca
    13 febbraio 2016 alle 10:30 Rispondi

    Ciao Daniele, ho sempre pensato di essere brava a scrivere solo nei momenti di massima ispirazione, quando le parole sembra si presentino perfette al tuo cospetto, ultimamente però ho notato che riesco discretamente anche quando sono messa un po’ più alle strette. Sto quindi cercando un sito o un blog che offra esercizi di scrittura creativa con scadenze periodiche, per cercare di far diventare quel ‘discretamente’ un ‘discretamente bene’. Mi chiedevo quindi se tu, o qualcuno dei tuoi lettori, avesse qualche link da consigliarmi. Grazie :)

  18. Giulia
    31 marzo 2016 alle 23:44 Rispondi

    Sono tutti ottimi suggerimenti. Me ne viene in mente un altro a cui stavo pensando giusto qualche giorno fa, nel tentantivo di cimentarmi in qualcosa fuori del mio racconto, qualcosa che mi aiutasse sciogliere i nodi e ritrovare fluidità. Non so se qualcuno lo abbia già proposto, in verità è molto banale. Si tratta di costruire una storia partendo da parole trovate a caso in un libro – un libro qualsiasi, preferibilmente di narrativa. Le parole devono essere necessariamente sostantivi. Sulla base di questi, va sviluppato l’intreccio. Non vale cambiare parola! L’esercizio sta proprio nello sforzo di usare un soggetto che non si sarebbe mai scelto e d’incastrarlo insieme agli altri, ugualmente casuali. E’ un tipo di esercizio che in genere si fa nelle scuole elementari per sviluppare la creatività dei bambini ma che io trovo sia comunque una bella sfida per “noi” grandi. Quindi…aprite un libro, chiudete gli occhi…e puntate il dito!

    • Daniele Imperi
      1 aprile 2016 alle 08:38 Rispondi

      Sembra qualcosa a metà fra il numero 3 e il numero 7 di questi esercizi: http://pennablu.it/7-modi/
      Ma è comunque un buon esercizio anche questo.

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