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Editoria digitale nel 2013

Editoria digitale nel 2013

Quando si avvicina la fine dell’anno è pieno di pronostici su come sarà il 2013 in questo o quel campo. Anch’io, per il 31 dicembre pomeriggio, ho programmato un post di questo genere. Non si tratta, almeno nel mio caso, di pronostici veri e propri: non esistono i veggenti, i maghi e simili. Si tratta, credo, più di speranze e auguri affinché le cose possano cambiare in meglio.

Come sarà l’editoria digitale nel 2013?

Riformulo la domanda: come vorrei che fosse l’editoria digitale nel 2013?

Secondo me esistono non pochi problemi, attualmente, sulla digitalizzazione dei libri. Problemi che rallentano – o perfino ostacolano – la diffusione dell’ebook, il suo apprezzamento, l’accettazione stessa dell’ebook come libro a tutti gli effetti.

I motivi sono molti e non sono ascrivibili all’ebook come prodotto, ma ai produttori e ai rivenditori dell’ebook. Però esistono e il lettore odierno deve scontrarsi con quei motivi che rovinano l’editoria digitale e rendono l’editoria generale ancora arretrata.

7 motivi che rendono un ebook inferiore al libro cartaceo

Sono in molti a pensare che l’ebook sia superiore al cartaceo, ma secondo me è il contrario. La condizione dell’ebook, oggi, fa sì che l’ebook sia inferiore al libro cartaceo, per una serie di motivazioni, sette per me, che elenco qui di seguito.

  1. Cultura: manca la cultura dell’ebook. C’è ancora gente che apprezza il cartaceo per principio. C’è chi non si fida – e magari non ha tutti i torti, in alcuni casi – chi non li vuole per altre ragioni. È un suo diritto, ovviamente. Però in Italia, almeno, manca secondo me proprio la cultura dell’innovazione e del progresso. Ho visto in aereo, accanto a me, una coppia di anziani norvegesi leggere ebook su un ereader. Quanti anziani fanno la stessa cosa in Italia?
  2. Qualità: spesso, se non quasi sempre, manca la professionalità nella realizzazione di un ebook. Ho acquistato diversi ebook, alcuni erano gratuiti, e per la maggior parte – sì, davvero quasi tutti – erano sciatti, arrangiati, magari senza copertina. Leggendo qui e là ho visto che esistono problemi anche più gravi. Vorrei che gli ebook fossero realizzati da professionisti del settore e non da chi smanetta con qualche programmino.
  3. Libertà: ho diritto di leggere gli ebook che acquisto con i dispositivi che voglio, senza limitazioni di alcun genere su numero e tipologia di ereader. È mio diritto prestare un ebook che compro a chi voglio. È mio diritto regalarlo. È mio il file per il quale ho speso dei soldi. Un ebook è e deve essere un prodotto e non un servizio. Finché non avrò questa libertà totale – libertà che ho con un libro cartaceo – l’ebook non sarà superiore al cartaceo, ma inferiore. Anche se la colpa non è sua.
  4. Quantità: è possibile oggi acquistare qualsiasi opera in ebook? No. Alcuni editori hanno iniziato, altri stanno iniziando, altri ancora latitano e fanno gli gnorri. L’editoria potrà dirsi di diritto nell’era digitale, tecnologica, sociale, quando pubblicherà il suo catalogo contemporaneamente in cartaceo e digitale.
  5. Presentazione: l’ebook va presentato in modo decente, come il libro cartaceo, eppure spesso trovo schede libro di ebook appena compilate, con pochi dati a disposizione. Non c’è un’anteprima, manca il numero di kb del file, presenza o meno di DRM, il numero di pagine – anche se in un certo senso è relativo, però qualcuno lo mette. C’è quindi una certa trascuratezza, come se l’ebook non venisse considerato pienamente un prodotto.
  6. Costi: non sono l’unico a pensare che più di 5-6 euro per un ebook sono troppi. Il seggio vacante di J.K. Rowling costa 18,70 euro rilegato su Amazon e 15,99 in formato kindle. 2 euro e 70 di differenza. Prendo il cartaceo, allora.
  7. Guerra: finché ci sarà la guerra, la polemica continua e senza fine fra amanti dell’ebook e amanti del cartaceo, l’ebook non decollerà mai come dovrebbe. Sì, credo sia anche un po’ colpa di entrambe le parti. Anziché tollerarsi a vicenda, perché ognuno è libero di leggere e pensarla come vuole, scatenano polemiche periodiche che danneggiano l’immagine dell’ebook.

Come sarà secondo voi l’editoria digitale nel 2013?

Siete d’accordo con quanto ho scritto? Che cosa pensate dell’ebook in genere e di come viene diffuso oggi? Come vorreste che fosse una buona editoria digitale il prossimo anno?

15 Commenti

  1. Andrea
    28 dicembre 2012 alle 17:06 Rispondi

    Penso che nel 2013 ebook e ereader si diffonderanno con una velocità molto maggiore rispetto agli altri anni. Per i vari punti che hai elencato, sono d’accordo:
    2 e 4: gli autori di ebook dovrebbero mettersi in testa che non è solo un file, quello che stanno realizzando, bensì un vero e proprio libro! E dovrebbero anche imparare che, pur essendo un libro elettronico, il prezzo non deve assolutamente rispecchiare quello del cartaceo (altrimenti non ne viene incentivato l’acquisto), e contemporaneamente il valore al suo interno, – ciò che trasmette, ossia la storia narrata, le emozioni, eccetera – non viene svalutato!

    E sempre rimanendo in tema, è divertente sentire il parere dei miei amici, con i loro “gli ebook sono brutti, molto meglio il libro vero, di cui puoi sentirne l’odore e toccarne le pagine” quando in vita loro non hanno mai letto un libro. Ah, i miei amici sono una barzelletta <3

    • Daniele Imperi
      28 dicembre 2012 alle 17:26 Rispondi

      Anche io sono convinto che si diffonderanno di più, ma credo che i miei 7 punti resteranno tali.

  2. Cristiana Tumedei
    28 dicembre 2012 alle 17:57 Rispondi

    In effetti, condivido quanto hai scritto. Soprattutto al punto 3. La libertà, per l’editoria digitale, sembra ancora essere un obiettivo lontano.
    In realtà, la mia visione è piuttosto di parte: sono una fautrice del cartaceo, in fondo! Ciononostante, possiedo diversi ebook, ma al momento non mi regalano esperienze “all’altezza” dei loro fratelli di carta.
    In futuro mi auguro che anche l’Italia sia in grado di aprirsi maggiormente all’editoria digitale, così che la lettura possa diffondersi sempre di più. :)

    • Daniele Imperi
      28 dicembre 2012 alle 18:13 Rispondi

      Io sto leggendo entrambi, però, essendo innamorato del libro come oggetto, preferirò sempre il cartaceo al digitale. È proprio una questione di sensazioni.

  3. Romina Tamerici
    28 dicembre 2012 alle 21:44 Rispondi

    Io preferisco il cartaceo, per ora, ma probabilmente solo perché leggo gli e-book sul pc ed è molto scomodo e stancante. Di per sé non sono contrari agli e-book, anche perché la tecnologia porta sempre qualcosa di buono con sé. Spero però che i libri cartacei continuino a esistere ancora per lungo tempo. Ormai lo sai, i cambiamenti repentini non mi piacciono.

    • Daniele Imperi
      29 dicembre 2012 alle 08:20 Rispondi

      Non credo ci saranno cambiamenti repentini, anzi. E spero anch’io che i libri cartacei non spariranno, magari – anzi sarebbe meglio – realizzati con carta riciclata o sintetica ecologica.

      • Romina Tamerici
        29 dicembre 2012 alle 09:37 Rispondi

        Sì, la carta riciclata sarebbe proprio perfetta. L’ambiente ha bisogno di aiuto in tal senso. E poi il colore della carta riciclata, in genere, si presta molto a facilitare la lettura.

  4. Alessandro Madeddu
    28 dicembre 2012 alle 22:58 Rispondi

    Che dire, hai ragione da vendere. Per la mia esperienza di lettore di ebook (compro solo ebook da un anno circa e leggo solo su un ereader), devo dire che siamo ancora in alto mare.
    L’ebook italiano è realizzato usualmente molto male: niente sommario navigabile, errori “di stampa”. E questo per quanto riguarda i grandi editori che occupano militarmente le librerie con i loro testi cartacei.
    Poi però capita di scaricare degli ebook gratuiti – racconti selezionati da un forum, libri fuori catalogo – fatti veramente bene: e fatti per pura passione.
    Che poi siamo una società refrattaria all’innovazione… non si può negare. Lo si vede ovunque. L’innovazione per sua natura lede gli interessi di chi occupa una rendita di posizione – ma in Italia chi occupa una rendita di posizione ha sempre i propri referenti in parlamento, pronti a sabotare l’innovazione e a difendere la rendita del loro cliente (nel senso latino del termine).
    Ma io non mi arrendo: mi leggo “La secchia rapita” del Tassoni in un’edizione annotata del 1878 (regalo dei miei genitori, molto apprezzato, un bel libro con copertina rigida e su una pagina un ritratto di donna fatto da uno studente: Alida Valli, dice la scritta in corsivo), e Paul Auster – Follie di Brooklyn – sul lettore.
    Non ci fermerà nessuno, Daniele – quale che sia il supporto che abbiamo scelto per leggere :D

    • Daniele Imperi
      29 dicembre 2012 alle 08:26 Rispondi

      Anche tu hai ragione. E, ovvio, che non ci fermerà nessuno :D

  5. Salomon Xeno
    28 dicembre 2012 alle 23:16 Rispondi

    Giusto, ci vuole un armistizio! E più libertà.

    • Daniele Imperi
      29 dicembre 2012 alle 08:26 Rispondi

      Sante parole. Ma fallo capire a chi sta in alto. I DRM dovrebbero essere vietati per legge.

  6. Fabio
    29 dicembre 2012 alle 08:43 Rispondi

    Condivido tutti i 7 punti.
    In particolare cultura, libertà e costi sono a mio avviso i maggiori punti che ostacolano e ostacoleranno la diffusione dell’editoria digitale.
    L’amore per la lettura e il piacere di leggere dovrebbero superare stupide diatribe se è meglio il profumo della carta
    o la comodità di avere sul palmo di una mano migliaia di libri.

    • Daniele Imperi
      29 dicembre 2012 alle 09:15 Rispondi

      Grazie. Penso anch’io che quei 3 punti siano i maggiori responsabili.

  7. mirko
    29 dicembre 2012 alle 13:00 Rispondi

    Aggiungo anche che ho visto le librerie piene sotto Natale (almeno per una volta l’anno) ma è abbastanza impensabile e triste regalare un ebook.

    • Daniele Imperi
      29 dicembre 2012 alle 13:22 Rispondi

      Mah, non saprei. Io ho regalato un ebook, una volta, era un pensiero. Per Natale, magari, visti i costi dell’ebook, si potrebbe regalare un ereader non troppo costoso :)

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