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Dizionari: non solo significati!

Questo è un guest post scritto da Romina Tamerici.

DizionarioIl dizionario è tra gli strumenti indispensabili di un bravo scrittore. Fingere di non averne mai bisogno è un atto di superbia del tutto inutile.

Spesso, però, l’uso che si fa del dizionario non ne esplora tutte le potenzialità e si riduce a una banale ricerca del significato di una parola o al controllo della sua grafia. Ovviamente il dizionario esiste per questo, o meglio, anche per questo. Esistono, però, molte altre informazioni offerte dai dizionari che spesso non vengono utilizzate.

Avere un buon dizionario cartaceo è utile, ma, se ne volete uno on-line, io vi consiglio il Sabatini Coletti che, come ogni buon dizionario, può offrirvi molte informazioni, infatti, presenta:

  • Varie accezioni del termine: un lemma, infatti, può avere più di un significato (alcuni ricorrenti e altri in disuso).
  • La divisione in sillabe: può essere utile se state scrivendo poesie in metrica, soprattutto se non avete particolare dimestichezza con iati e dittonghi.
  • L’accento: normalmente sappiamo dove mettere l’accento su una parola, ma scrivendo in metrica, a volte, può essere utile una verifica.
  • I plurali: è vero che uno scrittore dovrebbe essere in grado di fare il plurale di una parola, ma, se ha un dubbio, è meglio che abbia almeno l’umiltà di controllare.
  • I sinonimi: parole con lo stesso significato o, meglio, con significato molto simile, prestate, infatti, attenzione all’uso dei sinonimi che, come spiegherò più avanti, sono armi a doppio taglio.
  • I contrari: se esistono, spesso vengono specificati.
  • I diminutivi o altre forme di alterazione: es. dizionarietto.
  • Primo uso: quando quella parola è stata usata per la prima volta? Può essere molto utile per evitare di mettere in bocca a un personaggio delle parole inesistenti nella sua epoca storica. Se poi volete una storia più precisa della nascita della parola, vi consiglio di consultare un dizionario etimologico.
  • Parole desuete: i dizionari normalmente riportano accanto a parole ormai non molto utilizzate un simbolo simile a una croce.

Sinonimi insidiosi

Voglio ora concentrarmi un attimo sui sinonimi. Molti, infatti, utilizzano il dizionario monolingue oppure il dizionario dei sinonimi e contrari in modo improprio. Rileggendo un testo può capitare di trovare una brutta ripetizione e i sinonimi sono un ottimo metodo per aggirare il problema, ma attenzione: una lingua difficilmente presenta due parole aventi lo stesso identico significato, quindi, scegliendo un sinonimo, cercate di controllare sempre che l’accezione sia sufficientemente simile.

Cercherò di spiegarmi meglio con un esempio.

Se volete, provate a leggere le definizioni di dizionario e di vocabolario. Sono due parole considerate dei sinonimi, giusto? Anche dal mio tanto amato Sabatini Coletti. Si può, infatti, dire:

  • Ieri ho prestato il dizionario a Lucia.
  • Ieri ho prestato il vocabolario a Lucia.

Perfetto… vocabolario, però, può essere usato anche come “complesso delle espressioni usate da una persona, da un autore” e, in questa particolare accezione specialistica, vocabolario non è sinonimo di dizionario. Si può, infatti, dire:

  • Nel vocabolario dantesco la parola gentile assumeva un significato diverso da quello dell’attuale lingua italiana.

Non si può, però, dire:

  • Nel dizionario dantesco la parola gentile assumeva un significato diverso da quello dell’attuale lingua italiana.

Secondo questa frase, infatti, ci si sta riferendo a un volume cartaceo in casa Alighieri… e non credo fosse lo scopo dell’enunciato.

Insomma: attenzione all’uso dei sinonimi! Non mordono, sono utili e carini, ma a volte possono stravolgere il senso della frase.

Varie tipologie di dizionari

Per finire, vorrei elencarvi le varie tipologie di dizionari esistenti o almeno di alcuni:

  • Dizionario monolingue: quello di cui ho parlato finora.
  • Dizionario dei sinonimi e contrari: in cui poter trovare parole dal significato simile o opposto a un determinato lemma.
  • Dizionario etimologico: per conoscere il periodo (o, dove possibile, l’anno esatto) in cui è nata una parola.
  • Dizionario dei neologismi: raccoglie solo le parole nuove di una lingua.
  • Dizionario bilingue: per tradurre da una lingua all’altra.
  • Dizionario dialettale: funziona come un dizionario bilingue, ma aiuta la traduzione da una lingua a un suo dialetto e viceversa.
  • Dizionario storico: si occupa essenzialmente di storia.
  • Dizionario inverso o Rimario: è una scoperta sorprendente, lì potete trovare i lemmi scritti al contrario (es. asac al posto di casa) e questo vi permette di trovare parole che rimano tra loro! Se scrivete poesie in metrica, potete capire il mio entusiasmo nel presentarvi questo testo!

Ce ne sono sicuramente molti altri, ma spero di aver reso l’idea: un dizionario non serve solo per la definizione delle parole, se imparerete a usarlo correttamente, vi offrirà un valido aiuto in molte situazioni!

La guest blogger

Romina Tamerici, autrice di “Voliamo Insieme con la Fantasia” e “La mia amica Clorinda”, scrive poesie, racconti, favole per bambini e brevi romanzi. Alcune sue poesie sono state inserite in antologie di premi letterari nazionali. Frequenta il secondo anno del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria e ama fare animazioni creative per bambini. Da luglio ha aperto anche un blog per parlare dei suoi libri e di scrittura in generale.

12 Commenti

  1. franco zoccheddu
    19 ottobre 2011 alle 13:07 Rispondi

    Mia figlia sul politeismo: ” …e c’ erano diversi Dii… “. E papà: “Ilarietta: si dice Dei. Insomma: Dio-Dei; Dea-Dee.”
    “Papà, perchè tutto diverso?”. Uhm… “Dai, prova a prendere il vocabolario”. Si, d’accordo, il greco, l’etimologia, etc. Ma perchè non Dia-Dee? O magari, vice-versa: Deo-Dei?
    Urge un vocabolario, quello buono di Romina. Per i più pigri, Roberto-cacciamisteri-Giacobbo, puntata speciale.
    “Ehi pa’: dito-diti?”. Può darsi, prendi il vocabolario…

  2. Romina
    19 ottobre 2011 alle 16:21 Rispondi

    Grazie per il bellissimo aneddoto! Spero di essere stata utile… per fortuna che ci sono i dizionari che ci tolgono da questi problemi!

  3. Mauro
    19 ottobre 2011 alle 17:21 Rispondi

    Una curiosità su “diti”: è giusto (ebbene sí!). “Dita” è giusto come plurale collettivo (“Le dita della mano”), “diti” se i diti (appunto) sono considerati singolarmente. Potrò quindi dire: “I diti indice sono solitamente usati per indicare”.

  4. Daniele Imperi
    19 ottobre 2011 alle 19:30 Rispondi

    @Mauro: non lo sapevo, si può sempre fare un post su questa curiosità :)

  5. Romina
    19 ottobre 2011 alle 20:40 Rispondi

    Ebbene sì, “diti” si può dire.
    Il fenomeno spiegato da “Mauro” deriva dal latino e dal fatto che prima i generi dei sostantivi erano tre: maschile, femminile e neutro. Il neutro è poi scomparso, ma alcune parole hanno mantenuto due plurali (uno maschile e uno derivato dal neutro), per questo si dice che tali parole hanno plurali sovrabbondanti. I casi nella lingua italiana non sono molti, ma significativi. Per esempio, le forme plurali di “braccio” sono “braccia” (in senso di arti superiorie umani) o “bracci” (nel senso dei bracci di mare). Anche la parola “osso” ha due plurali: “ossa” (nel senso di ossa del corpo umano) e “ossi” (quelli che si danno da mangiare al cane, per esempio). Ancora più particolare, la parola “membro” che può avere per plurale “membri” (nel senso di persone che formano un gruppo) o “membra” (es. parti del corpo). Ci sarebbero ancora altri esempi, ma non voglio annoiarvi di più. Sono certa che Daniele si occuperà di un post sull’argomento a breve…

  6. Daniele Imperi
    19 ottobre 2011 alle 21:21 Rispondi

    O visto che sei così esperta, potresti farlo tu il post, da te o da me come ti pare :)

  7. Romina
    19 ottobre 2011 alle 23:40 Rispondi

    Non so se sono davvero così esperta come credi tu, però, non mi dispiacerebbe scrivere un post sull’argomento. Quando ho un po’ di tempo ci lavoro e, se scrivo qualcosa di interessante, ti faccio sapere! Intanto grazie per la fiducia!

  8. henryx
    20 ottobre 2011 alle 00:16 Rispondi

    forse tra i plurali doppi ci sono anche ginocchi e ginocchia…

    del dizionario inverso non conoscevo l’esistenza; io uso un rimario classico con le rime poste in ordine alfabetico, utilissimo per comporre poesie.

  9. Romina
    20 ottobre 2011 alle 00:53 Rispondi

    @ Henryx: Sì, anche la parola “ginocchio” ha due plurali, hai ragione! La differenza di significato non è però così evidente (i due plurali non si sono specializzati assumento due accezioni completamente diverse). In genere, la forma preferita è “ginocchia” soprattutto se riferito a esseri umani, ma anche “ginocchi” si può utilizzare in alcuni casi (nonostante sembri davvero strano, un po’ come “diti” di cui abbiamo già parlato).

  10. Dizionari: non solo significati! | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
    24 ottobre 2011 alle 14:00 Rispondi

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  11. Il meglio di Penna blu – Ottobre 2011
    3 novembre 2011 alle 05:02 Rispondi

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  12. Plurali sovrabbondanti
    23 novembre 2011 alle 05:02 Rispondi

    […] Non suona bene, sembra sbagliata, ma non lo è. Mi è sembrato significativo ribadirlo, dato che l’idea di questo post è nata proprio da una discussione sui diti. […]

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