Diario di Guido Morselli

Libri e scrittura

Nella mia serie di post “Riflettendo con Guido Morselli” ho accennato al suo Diario, l’opera da cui sono tratte le citazioni che ho usato. Il Diario è l’estratto di una serie di quaderni, 17 in totale, in cui Morselli annotava di tutto, dal 3 aprile 1938 al 13 maggio 1973, due mesi prima del suicidio.

Diario di Guido MorselliÈ stata una lettura eterogenea, poiché Morselli senza mantenere un filo conduttore – ma un diario deve necessariamente averne uno? – scriveva di qualsiasi argomento, passando dall’uno all’altro senza inserire intermezzi, legami di sorta.

Il Diario può vedersi come un percorso narrativo-filosofico dell’autore, in cui quasi nulla emerge della sua vita privata, anche se pensieri e riflessioni sulla politica e la religione, specialmente quest’ultima, sono frequenti.

Bisogna comunque considerare attentamente che cosa rappresentano questi scritti. Morselli scriveva appunti, opinioni, idee su una serie di quaderni, divenuti infine una sorta di corpus letterario che ci mostra Morselli come realmente era: un vero scrittore.

Istruttiva questa selezione di brani chiamata Diario, istruttiva perché contiene massime, aforismi, rivelazioni del pensiero dell’autore, da cui emerge una continua sofferenza interiore che forse Morselli cercava di scacciare scrivendo ciò che l’angosciava, ciò che lo faceva riflettere.

Cosa insegna a uno scrittore il Diario di Morselli

Leggendo questi scritti mi sono fatto un’idea precisa sulla figura dello scrittore, che non va più visto come il semplice autore delle sue storie, ma secondo me come un filosofo, inteso nell’accezione etimologica del termine: colui che ama la conoscenza.

Morselli scriveva di tutto nei suoi quaderni, le sue impressioni personali sulle letture, che rappresentano una forma elevata di recensione e di analisi del testo, le sue riflessioni sulla religione, che lo vedono allontanarsene e avvicinarsene allo stesso tempo.

Ma i quaderni contengono anche qualcos’altro: appunti sui suoi romanzi, interi brani che sembrano presi a caso dalle sue opere, in realtà annotazioni su scene, dialoghi, costruzione dei personaggi, che denotano quanta cura avesse nella narrativa.

Credo che questo Diario, che a me sarebbe piaciuto leggere completamente, rappresenti ciò che ogni scrittore dovrebbe seguire: l’amore vero e indiscusso, l’amore anche non ricambiato, per la scrittura. In fondo uno soltanto è il lavoro di chi vuol definirsi scrittore: e cioè scrivere.

E Morselli scriveva, basta leggere quel Diario per rendersene conto. Morselli scriveva ciò che aveva dentro, che non può restare celato, a fermentare, ma deve uscire allo scoperto, esplodere, mostrarsi in tutta la sua forza.

Morselli, blogger

Che cosa sono questi quaderni, iniziati prima della Seconda Guerra Mondiale e terminati prima dell’era digitale, se non precursori di un odierno blog? Leggendoli si comprende come Guido Morselli, scrittore d’avanguardia, abbia portato avanti un suo personale blog scritto a mano e mai reso pubblico.

Se fosse vissuto oggi, non avrebbe aperto un blog, Morselli? Non possiamo saperlo, certamente, ma così avanti com’era non m’è difficile credere che avrebbe trovato un modo suo di esternare quelle riflessioni e quale modo migliore, oggi, se non quello di aprire un blog?

Un blog, dunque, iniziato nel 1938. E finito prima che nascessero i blog. Non vi dice nulla questo Diario? Non vi dicono nulla questi quaderni pieni di annotazioni, appunti, riflessioni, prove? Non rappresentano ciò che ogni scrittore deve fare?

Non dico che ogni scrittore debba parlare nel proprio blog di religione e politica, io non lo faccio e neanche intendo farlo. Ma Morselli scriveva molto anche di letteratura e narrativa, come dimostrano alcuni brani che ho citato nella serie di post su menzionata.

Come può il pubblico sapere che siete scrittori se non parlate degli argomenti relativi alla scrittura? Come possono i lettori credere nel vostro valore, nelle vostre capacità se non dimostrate di averne? Come potete ritenervi scrittori se non scrivete?

Estremi del libro

  • Diario di Guido Morselli
  • Adelphi
  • 386 pagine
  • ottobre 1988
Categoria postPublicato in Lettura - Data post22 agosto 2013 - Commenti4 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • PaGiuse 22 agosto 2013 at 10:57

    Un altro testo da aggiungere alla lista :)
    Per quello che ho letto fino ad ora, concordo con te sul fatto che se Morselli avesse potuto, sicuramente avrebbe aperto un suo blog personale.
    E penso, avrebbe avuto una ricaduta maggiore, perché il bello della rete è proprio questo: è una Livella (per citare il mio amato Totò).
    E’ una Livella sia per chi scrive, sia per chi legge.
    Il lettore prima di vedere tu chi sei o cosa fai, ti legge: poi se scrivi qualcosa di interessante o se viene comunque suggestionato, allora probabilmente si interesserà anche del tuo status sociale e culturale.
    Se poi sei un genio (come Morselli), la rete potrebbe anche permettere di invertire i procedimenti che avvengono normalmente nel mondo concreto (burocratico ed ostruzionista), poiché c’è la possibilità e soprattutto la libertà di esprimere dei contenuti e divulgarli.
    Di certo Morselli avrebbe riscosso più successo e magari avrebbe potuto allontanare quegli spettri che lo hanno condotto alla sua scelta estrema.

    • Daniele Imperi 22 agosto 2013 at 11:52

      Ecco, su Totò andiamo d’accordo :D

      Concordo sulla Livella e sul fatto che oggi Morselli avrebbe avuto seguito e sarebbe stato compreso.

  • pessimismocreativo 19 novembre 2013 at 19:53

    Sicuramente uno scrittore grande e incompreso, il Diario ha delle intuizioni geniali e riflessioni profonde, tipiche degli spiriti estremamente tormentati. Penso anch’io che le possibilità offerte dalla rete avrebbero potuto probabilmente giovargli.

    • Daniele Imperi 19 novembre 2013 at 20:12

      Ciao, benvenuto nel blog.

      Anima tormentata, hai ragione, emerge proprio questo dai suoi scritti.

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