Costruire la scrittura ogni giorno

Costruire la scrittura ogni giorno
Scrivere per entrare nella testa del lettore

Se scrivi storie o articoli per il tuo blog, l’obiettivo non cambia: vuoi essere letto. Chi scrive, comunica. Chi scrive, vuole un contatto col lettore. Vuole ricevere commenti, critiche, giudizi.

È normale, perché siamo animali sociali, come dicono molti. Quindi sentiamo questo bisogno di essere accettati, o meglio approvati. Non nel senso stretto dei termini: a me non interessa davvero che qualcuno mi accetti o approvi ciò che faccio.

Parlo a livello di riconoscibilità: riconoscere, da parte del lettore, che tu vali qualcosa, che sei indispensabile, utile. Da imitare, magari.

Una scrittura costruita ogni giorno

Scrivere e buttare via racconti e articoli: a me capita. In realtà non butto via nulla, perché ciò che scrivi ha sempre un’utilità nascosta. È stato esercizio di scrittura, o magari contiene concetti e frasi che puoi usare altrove.

Però decido di non pubblicare quella roba, non la ritengo completa, non raggiunge quella completezza che la inserisce di diritto nel blog. Sono post e racconti che finiscono in cartelle anonime, il cimitero della scrittura da cui qualche anima può tornare in vita.

La morale della favola c’è, è facile da intuire: devi scrivere ciò che non hai scritto, ciò che i lettori non hanno ancora letto, ciò che non potranno leggere altrove. Questo vale nel blogging come nella narrativa. Questo è uno dei motivi per cui ho ridefinito il piano editoriale del mio blog. Questo è uno dei motivi per cui ancora non mi decido a pubblicare qualcosa di sostanzioso.

La scrittura si costruisce ogni giorno. Certo, la sensazione del “già letto” è sempre presente: ogni volta che scrivo qualcosa mi chiedo se non ne abbia già parlato. L’altro giorno ho scritto di Dracula, e un lettore mi ha commentato che m’ero ripetuto.

Non ne sono sicuro, forse ha ragione, ma quel rischio si corre sempre. E allora che fare?

Osserva l’archivio

Si dice – e lo dico anche io – che per scrivere qualsiasi cosa dobbiamo documentarci, dobbiamo cercare le nostre idee ovunque, perché sono intorno a noi. Però c’è un luogo in cui sia lo scrittore sia il blogger cercano raramente.

Quel luogo è l’archivio: ma questa parola cosa significa? Significa l’elenco dei post che hai pubblicato e significa anche l’elenco dei libri che hai letto e che esistono in circolazione.

Osservo spesso il mio archivio e trovo argomenti da approfondire, anche se non sempre. Ho la sensazione che un giorno l’archivio si esaurisca, che non suggerisca più idee, non possa più esser spremuto come un’arancia.

Così come leggo molto e osservo ciò che pubblicano gli altri, sia i grandi autori sia gli scrittori emergenti, anche autopubblicati. In genere è sempre la solita solfa in narrativa e forse il mio blocco del lettore era dovuto anche a questo.

Accompagna il lettore

Dove? Nella tua scrittura, che siano articoli o storie è lo stesso. Devi portarlo dentro, perché è come farlo entrare nella tua testa. O, meglio, è come entrare nella testa del lettore: ti penserà sempre. Ti penserà se avrai scritto qualcosa di unico, che non ha mai letto: perché si ricorderà di te, dello scrittore folle che ha scritto cose mai viste né sentite.

Per fare questo, però, hai bisogno di scrivere e sperimentare. Provare e insistere. E tanto. Se non scrivi, se non lo fai ogni giorno, non potrai convincere nessun lettore a leggerti, figurati entrargli in testa.

Ho conosciuto parecchi scrittori e blogger che tentennano, perché la paura di non essere letti – letti… o apprezzati? – è molto forte. È una paura normale, perché è umana. E per essere blogger o scrittore non devi essere un dio, ma restare umano.

Uno scrittore, come un blogger, non deve fare opera di convincimento. Deve solo scrivere. Costruire, anzi, la sua scrittura come la casa più bella e accogliente al mondo, l’unica in cui vivrebbe. L’unica in cui vivrebbe anche il lettore.

Leggi che ti passa (la paura di non farti leggere)

  1. 7 scuse per non pubblicare di Riccardo Esposito
  2. Abbandona la tua paura, sarà la tua forza! di Francesca Borghi

Come costruite la vostra scrittura?

Come pensate di entrare nella testa dei lettori? Quale formula usate per essere riconosciuti come blogger e scrittori validi?

Categoria postPublicato in Scrittura - Data post25 febbraio 2014 - Commenti26 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • deborah 25 febbraio 2014 at 05:44

    verissimo. in questi giorni ho riletto un racconto lungo scritto nel 1999 mi sembra di aver trovato le risposte che da un anno a questa parte stavo facendo alla mia scrittura.

    • Daniele Imperi 25 febbraio 2014 at 07:42

      Che cosa ti chiedevi sulla tua scrittura?

      • deborah donato 25 febbraio 2014 at 22:54

        che belle domande che fai! La mia scrittura era cresciuta sotto molti aspetti, ma avevo l’impressione che in questa maturazione qualcosa fosse andato perduto. Come quando si cresce e hai l’impressione che hai lasciato tanti amici per strada, che non ti hanno seguito nelle tue scelte. Il guaio è che non riuscivo a capire cosa avevo perso, quindi era impossibile trovarlo. Forse ora l’ho visto.

        • Daniele Imperi 26 febbraio 2014 at 07:45

          E allora scatta un’altra domanda: che cosa avevi perso? :D

          • deborah donato 26 febbraio 2014 at 13:12

            La sincerità. Potrei travestire la risposta di teorie estetiche, ma la osa credo sia così riassumibile. Ho sempre detestato le scritture autobiografiche, soprattutto quelle femminili, spesso concentrate sul proprio ombelico. Allora, dopo un primo romanzo in prima persona, con un io narrante molto simile a quella che ero, mi sono voluta distruggere come autore interno. Ho scelto la terza persona, mi sono anche triplicata nei personaggi, per depistare qualsiasi identificazione. È stato faticoso e stilisticamente spero che mi abbia fatto fare passi avanti, ma ho perso il coraggio di raccontare sensazioni vere. La voglia di non scoprirmi e creare doppioni di me ha creato una mancanza di sincerità. Non lo so, così mi sembra. Grazie per i consigli che dai sul sito, sono utilissimi e anche questa chiacchierata lo è stata molto.

  • LaBaro 25 febbraio 2014 at 06:30

    Io sostengo che non sia necessario uno sforzo di volontà per essere riconoscibili, per colpire, per attrarre il lettore e far sì che si ricordi di noi. Ritengo che questo valga per qualsiasi forma d’espressione, soprattutto quando i destinatari sono i famelici frequentatori del web. La velocità dei mezzi che abbiamo a disposizione ci porta a leggere migliaia di parole tutti i giorni e questo, che può sembrare negativo, secondo me va a favore di chi ha un forte “perché”, una forte motivazione che lo spinge a scrivere. Ed è proprio quella motivazione che tiene il lettore incollato al testo e lo rende curioso di leggere il prossimo.
    Nella mia esperienza personale non ho potuto fare a meno di notare, ad esempio, che quando qualcuno copia qualcosa (e lo spaccia per suo online) prende sempre il prodotto di un particolare momento, più intenso e significativo di altri (che generano post che riscuotono meno consenso) e non ho potuto non notare neanche che, quando altri vengono a segnalarlo, raccontano di essersi subito ricordati di quel pezzo e l’hanno, addirittura, collegato all’autore.
    Questo, per dire che credo fortemente che ciò che catturi davvero il lettore sia la verità. Non intesa come “realtà oggettiva dei fatti” ma come trasparenza nel dire ciò che veramente si vuol dire, ciò che preme per uscire, qualsiasi argomento si stia trattando e qualsiasi tecnica (con relativi stile e “artifici” adeguati) si stia adottando.
    Se si è persone (interessate e) interessanti, si è scrittori interessanti.

    • Daniele Imperi 25 febbraio 2014 at 07:44

      Hai ragione. In effetti se sei molto motivato, allora riesci a distinguerti nella massa e attiri meglio lettori.

  • MikiMoz 25 febbraio 2014 at 12:23

    L’unica cosa che faccio è non calcolare niente.
    Scrivo come sono, come mangio, come bevo. Nessuna formula, o magari è l’unica formula.

    Ultimamente sto leggendo (grazie anche ai tuoi retweet) un sacco di articoli di argomenti similari a quelli che tratti tu.
    E capisco che è un mondo completamente diverso da come l’ho sempre inteso. Probabilmente ho anche sempre sbagliato, ma a me sta bene così, anzi non potrei chiedere di meglio! :)

    Moz-

    • Daniele Imperi 25 febbraio 2014 at 12:37

      La formula è quella, credo.

      In che modo lo immaginavi questo mondo?

      • MikiMoz 25 febbraio 2014 at 13:23

        Non lo immaginavo: l’ho sempre inteso a modo mio, ossia come puoi vedere tu stesso sul mio blog. Non mi sono mai posto tutti questi problemi, blocco dello scrittore, blog che diventa noioso, mancanza di idee, gestioni, planning, seo, parole chiave, come scrivere titoli, come non fare questo, come non fare quello, dove pescare le idee…
        Ho sempre agito d’istinto, magari sempre sbagliando, ma almeno ho fatto da me :D

        Moz-

        • Daniele Imperi 25 febbraio 2014 at 14:50

          Guarda, dipende sempre dal blog e dai tuoi obiettivi, alla fine. Se hai un blog come il tuo, dove parli di quello che ti passa per la testa, sarebbe infruttuoso fare tutte queste ricerche, non credi?

          • MikiMoz 25 febbraio 2014 at 19:20

            Praticamente non dovrei leggerti più? :p
            Scherzi a parte, i blog improntati come il mio (che comunque prevedono, tra le altre cose, anche racconti) possono ritenere utili questi consigli?
            O vale solo per i blog commerciali o monotematici?

            Moz-

  • helenia 25 febbraio 2014 at 14:57

    Il blocco di scrivere,il blocco di nn piacere fa paura,è a volte si getta la spugna…nn è facile ma se uno ha la passione x la scrittura deve sempre cmq provare .Fa bene miki che si accetta,anche sbagliando ,ma alla fine si mette in” gioco”

  • Barbara Addamo 25 febbraio 2014 at 19:08

    Caro Daniele, mi sento un po’ confusa: tu affermi che lo scrittore non deve fare opera di convincimento, uso le tue parole, però ultimamente mi è capitato di leggere un saggio di scrittura non creativa ed asserisce esattamente il contrario: ossia uno scrittore propone una tesi e la porta fino in fondo convincendo il lettore, altrimenti chi lo continuerebbe a leggere? :*

    • Daniele Imperi 25 febbraio 2014 at 19:52

      Forse mi sono espresso male :)
      Il convincimento, secondo me, avviene, anzie deve avvenire, in maniera indiretta. Ossia: lo scrittore scrive e in base a ciò che scrive convincerà il lettore.

      Io mi riferivo a quelli che si pongono ai lettori come scrittori eccelsi, che mettono in ciò che scrivono solo autoreferenzialità.

  • Daniele Imperi 25 febbraio 2014 at 19:54

    MikiMoz

    Praticamente non dovrei leggerti più? :p
    Scherzi a parte, i blog improntati come il mio (che comunque prevedono, tra le altre cose, anche racconti) possono ritenere utili questi consigli?
    O vale solo per i blog commerciali o monotematici?

    Moz-

    Io parlavo di ricerche mirate sulle parole chiave, ecc. :)
    In quel caso, a te cosa importa? Tu vuoi comunque scrivere come ti pare e tutto quello che ti passa per la testa, quindi fare l’analisi della “concorrenza” è una perdita di tempo, per te, non trovi?

    I consigli su come impostare un articolo, come scriverlo, ecc., invece per me servono, perché sono le basi della comunicazione online.

  • Laura Tentolini 25 febbraio 2014 at 21:49

    Mi piace Daniele che chiedi sempre conferma e ti confronti con noi: hai azzeccato in pieno! Lo scambio di messaggi, a due o più voci, è fondamentale.
    Per rispondere alla tua domanda, l’unico modo per entrare nella testa dei lettori è ottenere commenti.

    “Chi scrive, comunica.” Vero, come dici, scrivere è comunicazione.
    Per comunicare però bisogna essere almeno in due, è fondamentale che qualcuno risponda, altrimenti un post è come il messaggio lanciato in mare in una bottiglia: potrebbe mostrare meraviglie, ma se non c’è un ritorno, se non raggiunge alcun interlocutore, rimane fine a se stesso.

    • Daniele Imperi 26 febbraio 2014 at 07:35

      Vero, i commenti sono fondamentali, sia nel blog sia nei racconti che pubblichi ovunque.

      L’interazione – la discussione, il dialogo fra blogger/scrittore e i suoi lettori – sono decisivi per crescere e migliorare.

  • Daniele Imperi 26 febbraio 2014 at 13:20

    deborah donato

    La sincerità. Potrei travestire la risposta di teorie estetiche, ma la osa credo sia così riassumibile. Ho sempre detestato le scritture autobiografiche, soprattutto quelle femminili, spesso concentrate sul proprio ombelico. Allora, dopo un primo romanzo in prima persona, con un io narrante molto simile a quella che ero, mi sono voluta distruggere come autore interno. Ho scelto la terza persona, mi sono anche triplicata nei personaggi, per depistare qualsiasi identificazione. È stato faticoso e stilisticamente spero che mi abbia fatto fare passi avanti, ma ho perso il coraggio di raccontare sensazioni vere. La voglia di non scoprirmi e creare doppioni di me ha creato una mancanza di sincerità. Non lo so, così mi sembra. Grazie per i consigli che dai sul sito, sono utilissimi e anche questa chiacchierata lo è stata molto.

    Scrivere in prima o terza persona è solo una scelta stilistica che, almeno nel mio caso, adotto in funzione della storia.

    Puoi essere sincera anche scrivendo in terza. Crei un personaggio che rifletta te stessa e puoi sempre raccontare sensazioni vere. Non capisco perché la terza persona ti abbia creato questo problema. Però magari ci rifletto per un prossimo post :)

  • Attilio Nania 26 febbraio 2014 at 16:03

    Il punto fondamentale è proprio dare agli altri ciò che non si aspettano e che non hanno mai letto.

  • Salvatore 27 febbraio 2014 at 17:05

    “Come pensate di entrare nella testa dei lettori? Quale formula usate per essere riconosciuti come blogger e scrittori validi?”

    Io ho un metodo infallibile: li minaccio! Ho mi leggi e dici che so bravo o ti mando un paio di picciotti a farti visita… Capisti?

    P.S. Carina la cartella/cimitero della scrittura! Credo che ti ruberò l’idea… :P

  • Grazia Gironella 28 febbraio 2014 at 14:30

    Costruire ogni giorno, ben detto. Secondo me nessuno quando inizia a scrivere sa quale sia la sua “voce”, quella capace di arrivare al cuore e alla mente di chi legge. Lo scopre soltanto facendo della scrittura un’abitudine quotidiana, perché in quel modo la tensione dello scrivere (in qualunque direzione) si stempera e lascia spazio alla spontaneità.

  • […] stato un commento, quando ho parlato di come si costruisce la scrittura ogni giorno, che mi ha fatto pensare a una questione cui non avevo dato peso finora. A dire la verità, non mi […]

  • franco battaglia 6 marzo 2014 at 23:16

    Io vorrei scrivere in quarta persona ma poi penso che comincia a esserci troppa gente e lascio perdere. Dici che faccio bene? .. come stroncare una carriera sul nascere…

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