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Abbandonare un libro

Abbandonare un libroC’era un tempo in cui mi ostinavo a leggere un libro anche se dopo qualche pagina non mi prendeva. La lettura diventava a quel punto una sofferenza. Ricordo quando ho divorato, ma solo per finirli il prima possibile, i racconti di Natale di Dickens.

Negli ultimi tempi, invece, il mio atteggiamento è cambiato: ho centinaia di libri da leggere, dunque perché perdere tempo con uno che non mi piace? Abbandonare un libro è ora una pratica che adotto con una certa tranquillità.

Salvo rare eccezioni, come nel caso di Ubik, romanzo breve che ho deciso di finire di leggere, lascio perdere una lettura che non solo non mi comunica nulla, ma mi stanca, mi annoia, mi ripudia anche.

Abbandonare un libro non significa denigrare lo scrittore. La lettura è personale, come ho già scritto il mese scorso. Ognuno di noi è fatto per certi stili e certe storie.

I libri sono per tutti, ma un libro non è per tutti.

Non è un gioco di parole o un enigma, ma la pura verità. I libri sono per chiunque voglia leggerli. Ma ogni libro ha i suoi lettori.

La lettura deve essere prima di tutto un piacere. Aprire un libro deve farci stare bene, non mettere di malumore. Leggendo stiamo consumando il nostro tempo, e anche i nostri soldi.

Non è facile, dopotutto, capire la qualità di un libro, indovinare se può piacerci o meno. Anche se ho analizzato dei metodi per poter capire se un libro è di nostro gusto o no, comunque resta il fatto che solo durante la lettura sapremo se siamo in sintonia con quell’opera oppure se è meglio lasciar perdere.

Abbandonare un libro non è quindi un peccato. Semmai lo è per il nostro portafoglio. Magari possiamo tornare a leggerlo in un’altra occasione. Magari farà solo arredamento.

Abbandonate anche voi i libri che non vi piacciono o continuate intrepidi a leggerli fino alla fine?

16 Commenti

  1. Francesca
    16 agosto 2012 alle 07:23 Rispondi

    Possibilmente cerco di portare a termine un libro, anche quando non mi piace (magari saltando qualche pagina). Questo perché per formulare un’opinione su un testo preferisco avere una veduta d’insieme; una lettura parziale potrebbe essere fuorviante in qualche caso.
    Tuttavia, ci sono delle eccezioni, quando proprio non riesco a digerire un “mattone”, per qualsivoglia motivo, mollo.

    Tutto questo e quanto scrivi rientrano negli ineccepibili “diritti” del lettore, come impareggiabilmente declinò Pennac nel suo “Come un romanzo”. :)

  2. Daniele Imperi
    16 agosto 2012 alle 08:03 Rispondi

    Francesca,

    Saltare qualche pagina, però, ti porta a non capire tutto del libro.

    Finora mi sembra che abbia abbandonato libri di centinaia di pagine, ma potrebbe accadere anche che lasci perdere un breve romanzo, se proprio non ce la faccio a continuare.

  3. Lucia Donati
    16 agosto 2012 alle 10:13 Rispondi

    Anch’io ho i racconti di Natale di Dickens (li ha comprati qualcun altro di casa): non riesco a leggerli. Per quel che riguarda l’abbandono di un libro, io non mi sono mai fatta problemi: se non mi piace, perché sprecarci tempo? Col tempo che passa così velocemente, ci si rende conto che non si ha tempo da perdere, neanche nel rimuginare sul perché non ci piace una certa cosa: non piace e basta (di solito, però, dopo aver deciso che un libro non mi piace, so anche il perché, lo scopro velocissimamente). Se vuoi, oggi il mio post è sul piacere della lettura (mi sembra pertinente…).

  4. Salomon Xeno
    16 agosto 2012 alle 10:59 Rispondi

    Una volta ho abbandonato “Lord Jim” di Conrad. Poi l’ho ripreso. Superata la prima metà, veramente pesante, la storia era, in effetti, avvincente e non mi sono pentito di averlo ricominciato. Non mi vengono in mente altri esempi, ma non escludo… ah, sì: “Lo Sciamano” di Noah Gordon. Mi era molto piaciuto “Medicus”, ma la storia era troppo simile e ammetto di trovare più fascino nell’antica Persia che nelle campagne dell’Illinois.

  5. Recenso
    16 agosto 2012 alle 17:45 Rispondi

    Se non mi piacciono li sospendo, per poi riprenderli in futuro quando avrò più tempo e voglia. Mi spiace troppo lasciare la lettura di un libro incompleta.

  6. Romina Tamerici
    17 agosto 2012 alle 09:36 Rispondi

    Io finisco tutti i libri che comincio. Le eccezioni sono pochissime e si contano sulle dita di una mano. Ultimamente, tra i libri che ho letto, ce n’è stato uno che non mi è piaciuto, ma l’ho comunque letto tutto per valutare la situazione. Sono dunque d’accordo con Francesca.
    Tempo fa ho scritto sul mio blog un teorema, “Il teorema dell’ultima pagina”, che parla proprio di questo tema, se ti va di dare un’occhiata ai miei esempi.

  7. Carlo
    19 agosto 2012 alle 00:27 Rispondi

    Anch’io un tempo mi ostinavo ad arrivare sino alla fine. Poi come te mi sono detto: il tempo è così poco che non va sprecato in letture che non mi piacciono. E ora li abbandono senza esitazioni.

  8. michela
    19 agosto 2012 alle 12:04 Rispondi

    La penso come te, certi se non si strozzano si possono benissimo lasciar perdere: adesso molto di più rispetto al passato.
    Hai ragione riguardo al portafogli, ma da quando ho scoperto il bookcrossing bar mi si è risolto pure quello di problema :D

  9. Kinsy
    19 agosto 2012 alle 22:07 Rispondi

    Ne ho abbandonati davvero pochi fin’ora. Ma il tuo post mi ha fatto riflettere. Dopotutto non è detto che se un libro non riesci a leggerlo ora, non potrai apprezzarlo in futuro: mi riferisco al mio caso personale con “Delitto e Castigo”, che non sono proprio riuscita a finirlo, ma mi riservo di riprenderlo in mano tra qualche anno, quando sarò più “matura” (culturalmente parlando).

  10. Kinsy
    19 agosto 2012 alle 22:09 Rispondi

    P.S. Proprio triste la foto che hai scelto!

  11. Daniele Imperi
    29 agosto 2012 alle 14:18 Rispondi

    Lucia Donati,

    Ho deciso di fare lo stesso, se non mi piace perché continuare?

  12. Daniele Imperi
    29 agosto 2012 alle 14:19 Rispondi

    Salomon Xeno,

    Io ho abbandonato subito Il clandestino di Conrad :)

  13. Daniele Imperi
    29 agosto 2012 alle 14:19 Rispondi

    Recenso,

    Dispiace anche a me, ma ho tantissimi libri, vedremo in futuro se riprenderò quelli abbandonati.

  14. Daniele Imperi
    29 agosto 2012 alle 14:20 Rispondi

    Romina Tamerici,

    Tu coi teoremi risolvi tutti i problemi della scrittura e della lettura :D

  15. Daniele Imperi
    29 agosto 2012 alle 14:20 Rispondi

    Carlo,

    Ottimo comportamento :)

  16. Daniele Imperi
    29 agosto 2012 alle 14:21 Rispondi

    Kinsy,

    La foto dà proprio il senso di abbandono :)

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